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PubMatic e Publicis Media lanciano un private marketplace per i Mondiali di Calcio Russia 2018

Nella nostra rassegna di oggi: l’accordo tra PubMatic e Publicis Media in vista dei Mondiali di Calcio, la tendenza degli editori a guardare con sempre più interesse a YouTube, e la trimestrale positiva di Salesforce.

PubMatic e Publicis Media lanciano un private marketplace in vista dei Mondiali di Calcio

PubMatic e Publicis Media hanno siglato un accordo per il lancio di un private marketplace targettizzato in vista dei prossimi Mondiali di Calcio in Russia. Obiettivo della piattaforma è consentire alle aziende di avviare accordi privati scalabili con gli editori premium della SSP, basati su segmenti di audience di appassionati di sport. L’accordo è attivo nell’area Asia-Pacifico, con un’iniziale disponibilità in Indonesia, Singapore, Vietnam, Tailandia e Filippine, a cui si aggiungeranno in futuro altri mercati della regione. Leggi di più su Marketing Interactive.

Gli editori guardano a YouTube: il caso Hearst

Sconfortati dal cambio di algoritmo di Facebook, sempre più editori guardano con interesse a YouTube. Come Hearst, che ha iniziato da qualche tempo a creare contenuti specificamente pensati inizialmente per YouTube, e poi distribuiti su altre piattaforme, per le sue testate di punta Seventeen, Harper’s Bazaar, Elle e Cosmopolitan. L’editore avrebbe anche iniziato a misurare nuovi KPI come il tempo di visualizzazione e le visualizzazioni ripetute, invece di metriche più a breve termine tipiche di Facebook come i like e le condivisioni. Il risultato: un’aumento esponenziale dei follower delle riviste del gruppo sulla piattaforma video. Tuttavia, anche in questo caso, non mancano rischi. Leggi di più su Business Insider [articolo accessibile su abbonamento].

Salesforce continua a correre nel Q1 2018

Salesforce ha battuto le attese degli analisti nel primo trimestre del 2018, segno che gli sforzi della società nell’espandere i propri prodotti software e la base clienti si sono rivelati premianti. Il fatturato della società ha raggiunto 3,23 miliardi di dollari, contro le stime di mercato di 3,1 miliardi. In considerazione di questi risultati, Salesforce ha ritarato al rialzo le sue previsioni di business per l’anno in corso, portandole a 13,1 miliardi di dollari. Leggi di più su AdAge.

Hearst, un team misurerà l’efficacia data-driven degli spazi adv del gruppo

Oggi nella nostra rassegna parliamo dell’approccio data-driven di Hearst e Dentsu, e di una novità di YouTube.

Hearst lancia Hearst Data Studio: misurerà l’efficacia delle inventory del gruppo

Hearst è pronta a lanciare un nuovo team interno che si occuperà di fornire agli inserzionisti dell’editore informazioni su come il pubblico risponde ai loro annunci pubblicitari. Si chiamerà Hearst Data Studio e sarà composto da 20 persone tra research analyst, data scientist e specialisti del programmatic. Nel lungo periodo, il suo obiettivo sarà quello di trarre vantaggio dai dati di prima parte di Hearst così come da quelli di terze parti, per provare il valore delle inventory pubblicitarie delle property del gruppo. Leggi di più su Digiday.

Dentsu conferma il suo focus sul tema dati

Dentsu conferma la sua attenzione al tema dati per l’anno in corso. «Come gruppo rimaniamo focalizzati sull’innovazione per aiutare i nostri clienti a stare avanti nella competizione del mercato», ha dichiarato Toshihiro Yamamoto, president e CEO di Dentsu Inc in occasione dell’ufficializzazione del bilancio Q1 2018 della holding, aggiungendo: «In un mercato in rapida evoluzione, aiutiamo i nostri clienti a massimizzare il valore dei dati ed a trarre un vantaggio competitivo per i loro brand nel trasformare i dati sui consumatori in informazioni addressable, che insieme a contenuti dinamici possono migliorare l’engagement del pubblico». Il gruppo ha visto nel trimestre un aumento del 5,7% dei ricavi, con il digital a contribuire per il 23% al business di Dentsu e per il 61% a quello di Dentsu Aegis Network. Leggi di più su Campaign.

YouTube testa la modalità “incognito”

Google potrebbe presto lanciare la modalità “incognito” già esistente su Chrome anche su YouTube. Big G starebbe infatti testando la novità sull’app mobile della sua piattaforma video: alcuni utenti, infatti, avrebbero già cominciato a vedere la funzione all’interno della propria pagina “Account” del servizio. Una volta che l’utente entra in modalità “incognito”, l’app non potrà più tracciare i contenuti visualizzati sulla piattaforma per successive personalizzazioni. Leggi di più su Android Police.

Samsung, in cantiere una soluzione per l’addressable Tv

Secondo quanto riportato da AdExchanger, Samsung avrebbe cominciato a presentare ai propri partner un prodotto pubblicitario che utilizza i dati delle smart-tv per veicolare annunci sulle trasmissioni broadcast lineari.

La scala dell’azienda comprende 20 milioni di smart tv negli Stati Uniti e 50 milioni in tutto il mondo; nonostante il programma addressable lineare sia in ancora in fase beta, fonti rivelano che certe campagne cross-schermo sono già in onda. I partner dell’azienda includono Sorensen Media, che aiuterà ad erogare annunci interattivi “first screen”, Hearst e Sinclair, che forniranno l’inventario.

Altri produttori di terza parte di set-top box permettono già di fare targeting reach-based, ma ancora nessun riproduttore digitale IP-based è stato in grado di connettere in scala la tv over-the-top al broadcast tradizionale.

A giugno, Samsung aveva acquisito la DSP canadese AdGear, di cui si sarebbe servita per erogare annunci cross-screen sia su dispositivi mobili che su smart tv, oltre che per individuare e fare retargeting su quei pubblici (leggi qui l’articolo dedicato).

Inoltre, la collaborazione con Sorensen Media permette all’azienda sud-coreana di accedere ai dati censuari relativi alla visione televisiva, con il potenziale di incrementare la precisione di quelle stesse campagne cross-schermo.

Hearst lancia Buzzing, la soluzione che dice agli inserzionisti quali sono i contenuti più popolari

Conoscere quali sono i contenuti più letti e condivisi tra le property di un editore può essere una informazione molto utile per le aziende che intendono targettizzare un determinato tipo di audience. E da oggi gli inserzionisti di Hearst avranno questa possibilità.

Il gruppo editoriale americano, compiendo un nuovo passo verso la pubblicità data-driven, ha infatti lanciato Buzzing@Hearst, un servizio, integrato nella sua piattaforma di distribuzione dei contenuti MediaOS, che traccia il livello di engagement dei contenuti su tutte le property digitali dell’editore, inclusi siti di giornali, magazine e canali tv. La soluzione misura l’engagement di ogni articolo pubblicato utilizzando centinaia di segnali, aggiornati ogni 90 secondi, e poi in base ai risultati assegna un Buzzing Score da 1 a 20 per ogni contenuto.

Lo strumento è aperto agli inserzionisti, e consente loro, di fatto, di allinearsi con i contenuti più popolari, avendo a disposizione informazioni in real time su quello che la gente legge, guarda o condivide sui social. Le aziende possono poi utilizzare la piattaforma di vendita pubblicitaria in programmatic di Hearst per targettizzare le audience interessate a questo tipo di contenuti.

La soluzione è anche collegata a DoubleClick for Publishers, consentendo agli advertiser di partecipare ad aste sui trending topic di quel momento in tempo reale.

Lungi dall’essere utile solo ai brand, Buzzing@Hearst ha anche un risvolto editoriale: i direttori delle testate del gruppo possono infatti utilizzare le informazioni di Buzzing per identificare i contenuti più seguiti sui loro e sugli altri siti del gruppo, in modo da sviluppare contenuti che siano popolari e rilevanti per le loro testate.

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