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Adobe batte le attese nel Q2 dell’anno fiscale 2018: fatturato a 2,2 miliardi di dollari

Mentre Adobe continua a mettere a segno performance finanziarie positive, Pinterest annuncia delle novità per il suo programma Marketing Partners, e Havas Group potenzia il proprio network consulenziale con un importante investimento. Ne parliamo oggi nella nostra rassegna.

Adobe batte le attese nel Q2 dell’anno fiscale 2018: fatturato a 2,2 miliardi di dollari

Adobe batte le attese degli analisti coi suoi dati finanziari relativi al secondo trimestre dell’anno fiscale 2018. La società ha raggiunto un fatturato di 2,2 miliardi di dollari nel trimestre, in crescita del 24% anno su anno. Un giro d’affari in crescita su tutte le principali linee di business della compagnia, anche se come sempre la maggior parte dei ricavi proviene dalle attività digital media, che includono le unit Creative Cloud e Document Cloud e che hanno fruttato 1,55 miliardi di dollari, di cui 1,30 miliardi solo da Creative Cloud. La società, però, guarda ora a nuovi business, come quelli di marketing, analytics e pubblicità, che all’interno della sua offerta fanno capo alla divisione Experience Cloud: un’area che nel trimestre ha fruttato 586 milioni di dollari, e che Adobe punta a rafforzare anche attraverso la recente acquisizione della piattaforma di ecommerce Magento. Leggi di più su Business Insider.

Pinterest amplia il programma Pinterest Marketing Partners con 7 piattaforme per la creatività

Pinterest aggiunge un nuovo segmento al suo programma Pinterest Marketing Partners, che adesso proporrà alle aziende anche sette piattaforme per la fornitura di elementi creativi per le campagne sul social. I “Creative Pinterest Marketing Partners” sono Popular Pays, QuickFrame, Shutterstock Custom, Social Native, Vidmob, Vidsy e The Online Studio. Ognuna di loro ha costruito una API di Pinterest che consente agli inserzionisti di sfruttare asset di sviluppo creativo e strumenti ad hoc per la creazione di campagne sull’app. Leggi di più su Marketing Land.

Havas Group potenzia il suo network consulenziale con un investimento di 100 milioni di dollari

Havas Group punta a potenziare il suo braccio di consulenza corporate e di comunicazione finanziaria AMO Network con un investimento di 100 milioni di dollari nei prossimi 5 anni. Il capitale verrà utilizzato per far crescere il network in Europa, negli Stati Uniti e in Cina. Il gruppo, nato nel 2001 dalle agenzie di comunicazione finanziaria di Havas Group a Londra, New York e Parigi, è attualmente un network internazionale di consulenza strategica, presente in 51 Paesi con un team di 1200 dipendenti. Intanto Havas Group ha contribuito anche a un rafforzamento del suo organico, con l’arrivo nella squadra di Neil Bennett, CEO di Maitland a London, e di Tom Johnson, CEO di Abernathy MacGregor a New York. Leggi di più su The Drum.

Havas Group punta sull’intelligenza artificiale con un nuovo hub

Havas Group apre un laboratorio di intelligenza artificiale e Twitter si prepara a lanciare un sito informativo dedicato ai piccoli editori. Questo ed altro oggi nella nostra rassegna.

Havas Group punta sull’intelligenza artificiale con un nuovo hub dedicato

Havas Group apre un centro di Intelligenza Artificiale a Montréal, focalizzato sul miglioramento della customer experience. L’hub impiegherà 60 professionisti nel campo dell’intelligenza artificiale, della data science, del customer experience design e della programmazione entro la fine del 2020. Includerà anche uno studio di realtà aumentata. L’obiettivo del progetto è quello di creare un laboratorio che unisca tecnologia, dati e creatività per sviluppare esperienze arricchite dall’intelligenza artificiale per i clienti del gruppo in Europa e Nord America. Leggi di più su The Drum.

Quali sono le informazioni personali di cui gli utenti sono più gelosi?

Grazie alla GDPR che entrerà in vigore il 25 maggio, gli utenti potranno avere più controllo dei loro dati. Ma quali sono le informazioni di cui le persone sono più gelose, quelle che più di tutte vorrebbero non fossero utilizzate dalle aziende? Una ricerca effettuata il mese scorso in Europa da Capgemini ha rivelato che si tratta delle informazioni di tipo “identificativo”, come passaporto e insight biometrici: il 61% dei rispondenti vorrebbe che le aziende li cancellassero e non li utilizzassero più. Gli utenti si sono mostrati meno irremovibili, invece su dati come i contatti social, la cronologia dei luoghi visitati o le abitudini di spesa. Leggi di più su eMarketer.

Twitter pronta a lanciare un sito informativo per i piccoli editori su come creare contenuti e monetizzarli

Twitter conta di lanciare nelle prossime settimane un sito volto ad insegnare ai piccoli editori come produrre e monetizzare contenuti sulla piattaforma, inclusi video dal vivo e on-demand. Il social lavora già con un migliaio di grossi publisher attraverso un team di un centinaio di persone dedicato alle media partnership; il sito sarebbe stato pensato invece per supportare gli editori più piccoli, a cui la società non può riservare personale dedicato. Leggi di più su Digiday.

Rodolphe Rodrigues è il primo Global Head of Data di Havas Group

Havas Group punta sui dati, e a testimonianza di ciò ha creato una nuova posizione all’interno del suo organico: quella di Global Head of Data.

A rivestire questo ruolo sarà Rodolphe Rodrigues, ex Global Media Director di AXA, co-fondatore di Weborama e Dottore in Meccanica Quantistica Molecolare. Rodrigues sarà a capo di tutte le attività inerenti i dati, tra cui la gestione degli investimenti, la data governance e i business model. Il suo ruolo includerà inoltre il coordinamento del team globale DBi (Data Business Intelligence).

Con un’esperienza più che ventennale nello sviluppo dell’ecosistema dati per brand di primo piano, il manager farà crescere le competenze di Havas Group nella segmentazione comportamentale dell’audience e nelle content strategy a livello mondo, consentendo ai clienti della holding di implementare strategie di marketing su misura volte a raggiungere gli obiettivi di business.

Rodrigues riporterà a Stéphanie Marie, Chief Transformation Officer di Havas Group Media.

Instagram, un nuovo strumento facilita la creazione degli annunci sulle Storie

Oggi nella nostra rassegna le ultime novità di Instagram, Accenture Interactive e Havas Group.

Da Instagram un nuovo tool per la pubblicità sulle Storie

Novità per gli inserzionisti delle Storie di Instagram. Il social ha annunciato l’attivazione di una nuova funzionalità, applicabile alle foto e ai video più brevi di 15 secondi, che consentirà di trasformare il formato di un annuncio quadrato o orizzontale per renderlo adatto a una visione verticale full-screen. Una novità con cui Instagram punta ad attirare più brand sul suo contenitore Storie, eliminando la necessità di operazioni manuali per la creazione degli annunci. Leggi di più su Marketing Land.

Accenture Interactive si potenzia sul fronte digital e CRM con una nuova acquisizione

Shopping per Accenture Interactive. La società, parte del colosso della consulenza Accenture, ha acquisito MXM, agenzia digitale e di CRM B2C di proprietà dell’editore Meredith Corp. per ben 46 anni. La sigla andrà ad ampliare le competenze di Accenture Interactive nel setttore del CRM, completando un’offerta già presidiata sul fronte B2B grazie all’acquisizione lo scorso anno dell’agenzia specializzata Wire Stone. Leggi di più su AdExchanger.

Havas Group lancia un’offerta di comunicazione per gli operatori della Blockchain

In seno ad Havas Group nasce una nuova offerta di comunicazione integrata specificamente dedicata a chi opera nel mercato della blockchain. Si chiama Havas Blockchain, opererà in collaborazione con Blockchain Partner, società di consulenza francese specializzata nella tecnologia, e sarà coadiuvata da AMO, il network di agenzie di comunicazione finanziaria del gruppo. Il suo headquarter sarà a Parigi e la sua offerta si concentrerà inizialmente a supportare le ICO, ossia i processi di raccolta fondi per le cryptovalute, ma offrirà anche supporto per la formazione, il coaching, le relazioni esterne e la comunicazione gobale a imprenditori e aziende del settore. Leggi di più su Campaign.

Havas Group cerca 5 startup per il suo nuovo incubatore ad tech

Havas Group è alla ricerca di 5 startup da ospitare all’interno del suo nuovo incubatore ad tech.

A rivelarlo è Dominique Delport, Global Managing Director Havas Group, che in un post su LinkedIn ha annunciato che il gruppo procederà nelle prossime settimane a selezionare 5 imprese attive nel campo delle tecnologie pubblicitarie per renderle parte di Station F, il più grande startup campus a livello mondiale, basato a Parigi. La holding sponsorizzerà 40 startup delle 1000 ospitate nello spazio di 34 mila metri quadrati.

L’incubatore ad tech di Havas Group si presenta come un’iniziativa volta ad “aiutare a sviluppare le soluzioni ad tech del futuro”, offrendo alle startup uno spazio in cui operare insieme ad altre imprese del mondo delle tecnologie pubblicitarie, ma anche il supporto di un team dedicato di Havas. Oltre a un partnership manager Havas basato in Station F, nel quartier generale della holding ci sarà infatti un’intera squadra che collaborerà con le startup alla definizione delle strategie di marketing e comunicazione, promuoverà il networking con specialisti del settore e organizzerà una serie di eventi e workshop di formazione.

Le startup interessate possono fare domanda online sul sito dedicato.

Paolo Pacifici entra in Accenture Interactive come Digital Marketing Manager

Paolo Pacifici ha fatto ingresso in Accenture Interactive in qualità di Digital Marketing Manager, con il compito di supervisionare la data management platform e le attività programmatiche della società di consulenza.

Pacifici viene da Havas Media, dove ha lavorato per circa quattro anni nell’ambito del programmatic. All’interno della centrale, l’incarico più recente è stato quello di Head of Affiperf, il trading desk di Havas Group, mentre precedentemente ha lavorato come Media Trader occupandosi di real-time bidding e video.

In passato, ha rivestito il ruolo di Sales Account Manager di Clickpoint e di Performance Campaign Manager di Quisma, l’agenzia di performance marketing controllata da GroupM.

Da giugno Paolo Pacifici è Iab Board Advisor per il Programmatic e l’automazione del marketing.

Programmatic trasparente: Havas Group presenta la piattaforma Client Trading Solution

Offrire ai clienti la visibilità e il controllo completo delle loro campagne. Questo l’obiettivo con cui nasce Client Trading Solution (CTS), la nuova soluzione programmatica di Havas Group. Una piattaforma, dedicata alle aziende, che mostra tutto il trading programmatico, consentendo di tracciare e monitorare gli acquisti automatizzati in un unico ambiente.

“CTS funge da torre di controllo, offrendo ai clienti la completa visibilità di trading desk, DSP e fornitori”, spiega la holding pubblicitaria in una nota stampa. La piattaforma offre visibilità del flusso di lavoro digitale in ogni fase della campagna: pianificazione media in programmatic, negoziazione coi partner, adserving, impostazione della campagna, monitoraggio, ottimizzazione e reporting, in un ecosistema completamente indipendente e tecnologico, aperto a tutti i partner.

Uno strumento utile per monitorare anche l’andamento delle campagne, incrociandole con i propri obiettivi (visibilità, brand safety, costi, investimenti, prodotti, formati, canali, ecc.).

«Se si considera che il 75% dei responsabili marketing affermano di essere preoccupati dal livello di trasparenza del programmatic (Report The Transparency Opportunity: Metamarkets.com), Client Trading Solution è una svolta significativa – commenta Dominique Delport, Global Managing Director di Havas Group -. Per la prima volta abbiamo una soluzione che offre ai clienti piena visibilità e controllo. Questa innovativa piattaforma offre ai brand la completa visibilità su costi, investimenti, risultati e ROI, attraverso trading desk, DSP, inventory e fornitori. Ogni inserzionista che la utilizza può vedere tutti gli ingranaggi che muovono la macchina programmatica, con una totale trasparenza che ci permette di lavorare con i nostri clienti per costruire le migliori strategie di business».

Il prodotto è stato sviluppato da data scientist di MFG Labs, autorevole gruppo di esperti matematici specializzati in digital strategy, elaborazione di dati scientifici e ricerche matematiche facenti parte del Gruppo Havas. Secondo quanto rivela la nota stampa, la piattaforma è già stata usata con successo da Telefonica “e ha ricevuto riconoscimenti sia da parte di Telefonica, che da partner tecnologici e aziende leader del settore”.

CTS è solo l’ultima di una serie di soluzioni programmatiche firmate Havas Group. Insieme a MFG Labs, il gruppo ha lanciato il primo Meta-DSP del settore nel 2014 e il Media Quality Barometer nel 2015. CTS è la soluzione più avanzata sul mercato che consente una completa trasparenza programmatica per i clienti.

«CTS integra l’offerta programmatica di Havas Group – aggiunge Raphael Mirat, Product Manager di MFG Labs – ed esprime il suo massimo valore quando i clienti vogliono avere un controllo completo, dando loro una flessibilità senza precedenti di allocare il budget attraverso DSP e trading desk, senza tuttavia rinunciare alla supervisione e al reporting. Per la prima volta, i clienti hanno tutte le loro operazioni commerciali e i relativi dati all’interno di un’unica piattaforma, sicura ed efficiente, costruita su un’infrastruttura dedicata».

La piattaforma è già disponibile anche in Italia.

Trasparenza e brand safety: Havas UK sospende tutte le adv su Google. E Big G risponde

Circa un mese fa, il caso di Mercedes e Jaguar, due importanti case automobilistiche accusate di aver finanziato inavvertitamente gruppi terroristici perché i loro spot apparivano su YouTube accanto a filmati pro-Isis, aveva sollevato una questione importante nell’industria della pubblicità digitale: quella della trasparenza degli acquisti automatizzati e delle garanzie di brand-safety offerte dalle grandi piattaforme come Google e Facebook.

Poco tempo dopo, Sir Martin Sorrell, ceo di WPP, aveva contribuito a gettare ulteriore carne al fuoco, quando in occasione di un evento londinese aveva accusato apertamente Google di non fare abbastanza sul tema della brand safety.

Ma se prima si trattava sostanzialmente di parole, adesso il mondo degli advertiser, seriamente preoccupato della propria immagine (e dei propri investimenti pubblicitari), è passato all’azione, e dopo l’ennesimo caso di pubblicità apparsa in prossimità di contenuti “sensibili” – stavolta si è trattato del Guardian, che di conseguenza ha deciso di ritirare tutte le sue campagne da Google e YouTube – un primo colosso media ha compiuto il grande passo: sospendere tutti gli investimenti dei suoi clienti sulle property di Big G.

Si tratta di Havas Group UK, che nei giorni scorsi, con un comunicato ufficiale, ha annunciato di mettere in stand-by “fino ad ulteriori comunicazioni” tutte le campagne pianificate su Google Display Network e YouTube, dopo che gli annunci di alcuni suoi clienti erano apparsi accanto a “contenuti critici” online. Di fatto si tratta di una interruzione di investimenti cospicua per il gigante di Mountain View: si parla infatti di grossi spender come la compagnia telefonica O2, Royal Mail, BBC, Dominos e Hyundai Kia; il Guardian stima che Havas spenda online oltre 200 milioni di euro in pubblicità online per i suoi clienti ogni anno.

Ed infatti, tanto è bastato per far risvegliare il gigante Google, che nella persona del suo capo EMEA Matt Brittin si è difesa dalle accuse esprimendo la propria posizione sul tema.

Trasparenza e brand-safety: la risposta di Google

In occasione dell’Advertising Week Europe, in corso in questi giorni (dal 20 al 24 marzo) a Londra, Brittin ha espresso le proprie scuse all’industria pubblicitaria, aggiungendo che Google ha deciso, in considerazione dei recenti fatti, di accelerare una già avviata revisione delle politiche pubblicitarie sulle proprie piattaforme.

«Inizio col dire che mi dispiace molto per quelle aziende che sono state colpite», ha esordito il manager di Google, sottolineando poi come la società stia reagendo in maniera proattiva alla situazione: «Abbiamo in corso una revisione da qualche tempo e la stiamo ulteriormente accelerando».

Brittin ha poi spiegato come la strategia di Google volta a dare risposta alle preoccupazioni dei brand seguirà tre direttrici: norme, controlli ed esecuzione dei processi.

«Una prima area a cui stiamo guardando è quella delle norme. Quali [contenuti] possiamo categorizzare come sicuri per la pubblicità», ha spiegato. «La seconda è quella dei controlli. Abbiamo notato che gli inserzionisti hanno delle capacità di controllo ma alcuni non le usano. Se i controlli sono troppo complessi è un nostro problema, dunque cercheremo di semplificarli e riportarli di nuovo ai setting di default». Infine, «la terza è quella dell’esecuzione. Possiamo agire ancora di più e più velocemente [sui contenuti segnalati]».

Recentemente, anche il managing director UK di Google Ronan Harris aveva fatto sapere che Big G si stava muovendo sul fronte di una revisione delle proprie politiche pubblicitarie e di controllo. In un blog post, il manager aveva fatto sapere che l’azienda avrebbe “effettuato dei cambiamenti nelle prossime settimane per offrire agli inserzionisti un maggiore controllo su dove le loro campagne appaiono all’interno di YouTube e del Google Display Network”.

Formazione, Havas Group prepara i propri dipendenti sul Programmatic

Dati e Programmatic sono pilastri sempre più importanti all’interno delle agenzie. Ed avere personale preparato su questi temi è fondamentale per rispondere ai bisogni dei clienti di oggi.

Partendo da questo assunto, Havas Group ha avviato negli scorsi mesi 100% Programmatic, un nuovo programma di formazione proprietario che ha coinvolto il 25% dei dipendenti a livello globale (5 mila su 20 mila) preparandoli – e certificandoli – su temi e pratiche della pubblicità automatizzata.

I corsi hanno previsto da 8 a 10 ore di lezioni online con vari contenuti tra cui video, interviste, quiz e forum, con lo stesso staff del gruppo e con partner tecnologici. Tre i livelli del corso: Fondamentali (sui concetti e il linguaggio del Programmatic), Avanzato (sulle applicazioni giornaliere), Elite (su visioni strategiche e capacità di coordinamento)

Il programma ha coinvolto diversi Paesi, tra cui anche l’Italia. Il nostro Paese è stato tra quelli selezionati a livello globale per la sessione pilota del progetto, svoltasi tra giugno e luglio dell’anno scorso, mentre una seconda sessione ha avuto luogo tra ottobre e dicembre del 2016, e una terza seguirà a partire dal mese prossimo.  Attualmente il numero di persone certificate è di 71 persone, il 50% delle 140 risorse complessive degli uffici italiani.

«La nostra visione è focalizzata sul futuro – ha commentato Alfonso Rodés Vilà, Deputy CEO di Havas Group, Chairman di Havas Group, Spain e CEO di Havas Media Group -. Il Programmatic è la nuova realtà e qualsiasi sia il nostro ruolo, è nostro dovere capire pubblico, contenuti addressable e messaggi personalizzati. Il media diventerà essenzialmente codice e conoscere come approcciare i dati ci distinguerà dal resto della industry».