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RadiumOne, parte la “fase due”: da settembre la piattaforma “full-stack” anche in Italia

Dopo la fusione con RhythmOne, RadiumOne si prepara a una nuova fase del proprio sviluppo anche nel nostro Paese, con l’obiettivo di posizionarsi come una tra le poche realtà in grado di gestire una piattaforma full-stack per il programmatic.

L’acquisizione di RadiumOne da parte di RhythmOne, ufficializzata la scorsa settimana, aveva come principale obiettivo proprio quello di integrare la piattaforma di monetizzazione cross-device e multiformato di RhythmOne con le funzionalità di accesso accesso agli insight sui consumatori, strumenti di segmentazione di audience e tecnologie di targeting di RadiumOne. Una piattaforma avanzata in grado di rispondere sia alle necessità degli investitori, sia degli editori, che arriverà quindi anche in Italia: a confermarcelo è Mattia Stuani, managing director di RadiumOne in Italia.

«Da settembre la piattaforma di monetizzazione di RhythmOne sarà attivata anche in Italia – ci ha detto Stuani -. Si tratta di una tecnologia cross-device già molto collaudata in mercati come quello americano, integrata con una trentina di DSP e in grado di gestire tutte le principali tipologie di formato grazie a numerose partnership tecniche e commerciali. E’ quindi una piattaforma di semplice adozione, in grado di assicurare agli editori da subito una monetizzazione efficace».

In più, grazie all’integrazione con RadiumOne, avrà la valorizzazione del patrimonio di dati della DMP di radiumOne: «massimizzeremo le opportunità dell’erogazione pubblicitaria granulare su base dato, anche in ambienti PMP e guaranteed. Grazie ai RadiumOne Anaytics sarà possibile, per esempio, creare pacchetti di inventory già clusterizzati sulla base dei dati sulle intenzioni dei consumatori, che siamo in grado di catturare sui media paid, owned e shared.

Al pari di colossi come Google o Appnexus, la una piattaforma “end-to-end” che nascerà dall’integrazione tra RadiumOne e RhythmOne dovrebbe assicurare massima efficienza sia agli inserzionisti, sia ai publisher. Due obiettivi conciliabili? «Assolutamente sì – ribatte Stuani -: la chiave è garantire la miglior monetizzazione per gli editori, offrendo allo stesso tempo al cliente quello che chiede: trasparenza, brand safety e un utilizzo evoluto del dato. Farlo attraverso con un unica piattaforma end-to-end, tra l’altro, accorcia la filiera».

E’ dunque un autunno impegnativo quello che aspetta Stuani e il suo team: «ci sarà senz’altro un impatto notevole sulla nostra attività, visto che aumenteranno prodotti e interlocutori. Avremo un focus molto importante sugli editori, pensiamo anche a investimenti del team», conclude il manager.