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Metà delle aziende reputa il Programmatic un canale “efficace”

Oggi nella nostra rassegna parliamo di efficacia del Programmatic e delle ultime novità, in tema privacy, di Facebook e Google.

Metà delle aziende reputa il Programmatic “efficace”

Le aziende sono concordi nell’affermare che il programmatic è un canale pubblicitario efficace. Da una ricerca effettuata tra gennaio e marzo da Nielsen su 3000 professionisti del marketing americani, circa la metà hanno affermato che il buying automatizzato è “molto” o “estremamente” efficace. Il programmatic ha superato nelle risposte altri canali come la tv, la radio e la stampa, mentre si è trovato dietro a search e social. Leggi di più su eMarketer.

Facebook, nuove restrizioni per la Marketing API

Facebook ha annunciato una serie di cambiamenti per le sue API, con l’obiettivo di garantire una maggiore protezione dei dati degli utenti. Alcune API sono state dismesse a causa del basso livello di adozione, mentre ad altre sono state poste delle nuove restrizioni. Tra queste ultime c’è la Marketing API, lo strumento che consente agli sviluppatori di creare e gestire annunci su Facebook in modalità programmatica: adesso, prima del suo utilizzo, gli sviluppatori dovranno sottoporre la loro app a un processo di revisione da parte del social. Leggi di più su TechCrunch

Google, accesso ai messaggi Gmail a centinaia di app esterne

Un anno fa, Google ha annunciato che avrebbe smesso di scansionare le caselle di posta Gmail alla ricerca di informazioni per la personalizzazione della pubblicità. Ma di fatto, la società ha continuato a permettere ad applicazioni esterne di farlo. Secondo un report del Wall Street Journal, sono centinaia gli sviluppatori terzi di software che hanno attualmente accesso ai messaggi di posta Gmail di milioni di utenti, che vengono scansionati da computer e – in alcuni casi – dipendenti alla ricerca di informazioni utili a fini di marketing. Leggi di più sul Wall Street Journal.

Gmail, Google smetterà di “leggere” le email degli utenti a fini pubblicitari

Google smetterà di scansionare le email degli utenti Gmail a fini di targeting. Lo ha rivelato la stessa società in un blog post ufficiale.

Fino ad ora, le caselle inbox degli utilizzatori del servizio di posta venivano setacciate dalla società alla ricerca di informazioni sull’utente, con l’obiettivo di rendere gli annunci erogati alla singola persona più affini ai suoi gusti e alle sue esigenze. Secondo quanto scrive Diane Greene, SVP of Google Cloud, nel blog post, nel corso di quest’anno la funzione verrà disattivata, e la personalizzazione degli annunci su Gmail avverrà come quella di tutti gli altri prodotti di Google, ossia in base alle preferenze impostate dall’utente.

Gli annunci vengono mostrati in base alle preferenze impostate dagli utenti – spiega la manager nel blog post -, che possono cambiarle in qualsiasi momento, incluso disattivare la personalizzazione delle campagne”.

Del resto, a Google non mancano certo strumenti per targettizzare le campagne sulle sue property: la società è già in grado di segmentare gli annunci pubblicitari sulla base delle informazioni raccolte sugli utenti loggati nel loro utilizzo del motore di ricerca o di YouTube, ed anche di unire queste informazioni ai dati di prima parte degli inserzionisti tramite lo strumento Customer Match.

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