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Ciaopeople, +93% la raccolta automatizzata nel 2018. Paolo Mennoia nuovo Head of Programmatic

Cresce il programmatic nell’offerta di Ciaopeople. Il 2018 della concessionaria di Ciaopeople si è concluso infatti con una raccolta da pubblicità automatizzata del +93% rispetto all’anno precedente.

Un traguardo importante, risultato di un percorso avviato un anno fa con l’istituzione di una unit specializzata nella vendita degli spazi adv in Programmatic, in grado di dialogare sia con i clienti che con i trading desk per illustrare le soluzioni di pianificazione in real time su Fanpage.it, accanto alla vendita in Reservation e di Branded Content.

Un’offerta media capillare il cui asset fondamentale è rappresentato dal video preroll instream: erogato in un contesto editoriale premium, garantisce una viewability del 95% e un completion rate medio del 70%.

Ma quali sono i driver che hanno favorito lo sviluppo della linea Programmatic di Ciaopeople? A rispondere è la stessa società, che spiega: “Innanzitutto un approccio ‘client centric’, che si concretizza nella cura delle relazioni con i partner, nell’interpretazione delle loro esigenze strategiche e nella proposizione di soluzioni all’avanguardia, grazie alla costante condivisione di competenze tecnologiche e di un know-how specifico. Una sinergia costante volta a garantire un output vantaggioso per entrambe le parti”. Ad esempio, ai trading desk viene offerta la possibilità di testare preventivamente le attività Programmatic su Fanpage.it per stabilire l’effettivo funzionamento e apportare eventuali correttivi: una volta che la situazione è ottimale, la creatività viene erogata.

Anche la gestione della campagna in progress risulta centralizzata, grazie ad un lavoro di business intelligence e analisi dei dati in tempo reale, in modo da raggiungere sempre gli obiettivi prefissati”.

Infine, “grazie ai volumi di audience in costante aumento (gli utenti unici di Fanpage.it superano i 19 milioni, fonte comScore) e alla raccolta di dati proprietari nel rispetto delle normative della GDPR, la pianificazione Programmatic in Ciaopeople si configura come uno strumento di alto profilo per intercettare target ampi ed eterogenei, concretizzando il valore del data-driven advertising”.

«E’ ben nota la continua ricerca di un modello di sostenibilità da parte degli editori di tutto il mondo – commenta Giorgio Mennella, Sales Director Ciaopeople -. In Ciaopeople riteniamo che questa sostenibilità passi per forza di cose attraverso una filiera omnicomprensiva di tutte le linee di monetizzazione: dalla reservation al branded content, dallo yield management all’affiliazione e in quota sempre maggiore attraverso il Programmatic. I nostri sforzi di sviluppo sono concentrati sull’innovazione della gestione della nostra inventory, e il Programmatic ci permette di cesellare l’erogazione dei messaggi pubblicitari dei nostri partner, attingendo a piene mani dal nostro bacino dati e dalla nostra esperienza nell’ottimizzazione. In quanto editori, rincorrere il futuro è un nostro dovere».

Il raggiungimento di questo traguardo è coinciso con la promozione a Head of Programmatic di Paolo Mennoia: la sfida per il professionista sarà mantenere costante la crescita del segmento in una veste non solo operativa ma sempre più consulenziale, grazie anche alla collaborazione di Gianpiero Castorina nel ruolo di Programmatic Sales Account.

«Grazie ad un lavoro di costante ascolto e problem solving – spiega Mennoia -, i trading desk hanno finora mostrato piena soddisfazione nella gestione delle attività Programmatic confermando il ruolo strategico della nuova unit specializzata e ponendo le basi per un’ulteriore crescita del segmento nel corso dell’anno».

[Videointervista] Giorgio Mennella (Ciaopeople) a Programmatic Day(S): «Il dato cambia anche il modo di informare»

Il punto di vista di un editore sull’importanza del dato per fare informazione: è stato questo il cuore dell’intervento di Ciaopeople, nella persona del suo Advertising Director Giorgio Mennella, a Programmatic Day(S) 2018.

Per arrivare subito al fulcro della questione, Mennella è partito da un caso che di recente è stato al centro dell’attenzione di buona parte della stampa mondiale: parliamo del caso “Facebook e Cambridge Analityca”.

Dopo aver ripercorso le tappe più importanti di questo particolare caso, che ha inoltre portato Mark Zuckerberg davanti al Congresso Americano, Mennella però sovverte la questione puntualizzando una cosa ovvia per gli addetti ai lavori, ma evidentemente meno evidente per i neofiti: «Al netto della questione etica e della procedura non proprio chiara, in termini generali il lavoro svolto da Aleksandr Kogan e da Cambridge Analytica è molto simile a un lavoro che tanti di noi conoscono molto bene: l’audience targeting. Insomma, quello di Cambridge Analytica è un chiaro caso di comunicazione politica, che ha però una enorme, spaventosa e preoccupante sfumatura tecnologica».

Guarda la videointervista a Giorgio Mennella, a margine del suo intervento a Programmatic Day(s) 2018:

«Se i fatti saranno confermati», ha puntualizzato ancora l’Advertising Director di Ciaopeople, «sapremo che un algoritmo di distribuzione ha influenzato le elezioni politiche in due grandissime democrazie occidentali, con le elezioni presidenziali negli USA e con il referendum sulla Brexit in UK. E secondo indiscrezioni anche in un terzo paese europeo, uno di quelli che affacciano sul mediterraneo. Una questione talmente grande da portare lo stesso Zuckerberg a richiedere una legge per la Silicon Valley, una regolamentazione che coadiuvi l’autoregolamentazione che fino a ora ha guidato il progresso tech sviluppato nella culla più liberale d’America».

Da qui alla riflessione su come il dato possa cambiare per un editore il modo di fare informazione è breve: «Se posso far vedere uno spot P&G a una donna 25-54 e se Cambridge Analytica può far vedere un post su una rapina in villa nel nord est a un lettore conservatore assecondandone i gusti, perché io non posso far vedere a un conservatore indeciso che l’ISTAT smentisce tutte queste bugie sui crimini degli immigrati?».

Si rivela così dunque il valore del dato, che nello specifico Fanpage.it sta provando a usare: «Abbiamo quindi deciso di provarci, di usare i dati per veicolare contenuti diversi a lettori diversi. Tutto avviene attraverso la profilazione degli utenti, che creano un loro profilo sul sito, “flaggano” i loro interessi, consentono la lettura della loro navigazione sul giornale e acconsentono all’invio di notifiche push su dispositivi desktop e mobile. Questo paga. In termine di views e di fidelizzazione», precisa ancora Mennella sottolineando come il dato e il contenuto ormai vanno a braccio, «così come la tutela della privacy dei nostri utenti», chiude.