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Programmatic in-house: quale ruolo per i partner tecnologici?

La tendenza a internalizzare la gestione del programmatic è sempre più diffusa, anche in Italia. Secondo uno studio condotto ad inizio 2019 da IAB US, l’86% delle aziende italiane ha iniziato a internalizzare il programmatic, parzialmente o completamente.

La volontà di avere un maggiore controllo sulla gestione dei dati proprietari, sugli insight delle campagne e sulla brand safety ha mosso molte aziende ad avviare un processo di internalizzazione delle attività media, soprattutto quelle gestite tramite piattaforma. E ciò ha imposto alle agenzie di ripensare il proprio ruolo di partner, aprendosi sempre più a un approccio consulenziale e di “assistenza” nei confronti dei brand.

Ma i cambiamenti imposti nel mercato da questo trend in ascesa non investono solo le agenzie media. Un necessario cambio di approccio è richiesto anche a service provider e partner tecnologici, come ci spiega Giorgia Costa, Client Services Director Italy dell’ad server globale e indipendente Flashtalking.

«L’in-housing sta diventando sempre più mainstream all’interno dell’ecosistema del programmatic, il che significa che la scelta della strategia che ne permette l’attuazione sarà un tema fondamentale nel 2020. Per stare al passo con l’evoluzione del programmatic, i partner tecnologici dovranno garantire livelli di strategia, attivazione e supporto operativo, in combinazione con proposte tecnologiche innovative», dichiara la manager.

Non solo. «I service provider, inoltre, dovranno gestire le relazioni con consulenti e specialisti, in quanto il loro contributo offrirà ai marketer le conoscenze e le competenze necessarie per garantire un’efficace programmatic in-housing. Sarà interessante vedere come questa tendenza evolverà nel corso dell’anno e come tecnologie indipendenti emergeranno per supportarla».

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