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Cosa cerca oggi un’azienda nel proprio partner media; le “big” del video continuano a crescere

Mentre il Programmatic cresce in Germania e aumenta la spesa video sulle “big” YouTube e Facebook, le aziende fanno nuove richieste ai loro partner media.

La spesa pubblicitaria su YouTube e Facebook continua a correre

In attesa delle nuove trimestrali di Facebook e Google, che verranno ufficializzate in questi giorni, i due colossi continuano e continueranno a macinare ricavi dalla pubblicità video erogata sulle loro piattaforme, secondo le stime di Juniper Research. La società prevede che gli investimenti video su YouTube e Facebook toccheranno i 37 miliardi di dollari entro il 2022, dalla cifra (sempre stimata) di 16 miliardi di dollari del 2017. A quanto pare i recenti probemi su misurazioni, fake news e brand safety non scalfiranno il predominio dei due colossi. Leggi di più su MediaPost.

La qualità prima di tutto

L’anno si può dire sia appena cominciato, ma già diverse aziende hanno avviato delle revisioni dei loro incarichi media. Ma cosa cercano queste società in un partner media? Sembra che il pensiero principale non sia più chi riesce a garantire il prezzo più basso per un posizionamento pubblicitario, come avveniva solo qualche anno fa. Molte società infatti avrebbero adesso come priorità la qualità degli spazi adv, attraverso la garanzia di metriche come il cost per acquisition o il tasso di completamento di un video. Le aziende, insomma, adesso vogliono sapere come i loro budget vengono spesi: segno, probabilmente, di una maggiore consapevolezza ed esperienza delle dinamiche pubblicitarie. Leggi di più su Digiday.

Passione Programmatic in Germania

Il Programmatic è in piena crescita in Germania. La consapevolezza dei vantaggi dell’ad tech sembra aver conquistato inserzionisti ed editori tedeschi, con un conseguente aumento della spesa pubblicitaria. eMarketer stima che gli investimenti in Programmatic raggiungeranno quest’anno 1,4 miliardi di euro, in crescita del 29,7% rispetto al 2017. E il prossimo anno potrebbero toccare gli 1,6 miliardi. Leggi di più su eMarketer.

Ad blocking, la pratica cresce in tutto il mondo ma è in declino in Germania

Dall’inizio dell’anno, il tasso di ad blocking è in declino in Germania. E la tendenza appare insolita, considerata la diffusione della pratica a livello globale.

Questo è quanto si evince da un rapporto di Bundesverband Digitale Wirtschaft (BVDW) e Online-Vermarkterkreis. Stando alla ricerca, l’impiego di filtri anti-pubblicità in ambito desktop è calato dello 0,3% nel terzo trimestre; il dato è già calato dello 0,7% nel trimestre precedente e dello 0,4% durante il primo.

ad blocking

Alcuni dati di Pagefair, riportati da eMarketer, hanno già suggerito che il mercato tedesco registra tassi d’adozione di blocchi relativamente alti: il 27% degli utenti internet in Germania ha utilizzato questi software, numero considerevolmente più alto di quelli rilevati negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Francia ma anche in Italia, come emerso dalla ricerca inter-associativa promossa da Assocom, FCP-Assointernet, Fedoweb, GroupM, IAB Italia, UPA e commissionata a Comscore e Human Highway.

ad-blocking

BVDW e OKV segnalano che l’uso dei filtri, pur essendo una serio problema per inserzionisti ed editori, potrebbe non crescere fino ad un punto di crisi, potrebbe al contrario stagnare ai livelli attuali, senza diventare un fenomeno esteso.

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