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Pokémon Go: come guadagnare con la piattaforma senza demotivare gli utenti

“Ho appena catturato un Pidgey selvaggio al Colosseo”, forse non l’hai mai sentito dire, ma se Pokémon Go continua la sua conquista del mondo, molto presto, potrebbe diventare un’espressione molto comune.

Molti esperti di media sono rimasti a bocca aperta davanti alla meteoritica ascesa di Pokémon Go che, nonostante sia stato lanciato solo la settimana scorsa, ha già superato Twitter per numero di utenti giornalieri e sta addirittura dando del filo da torcere a Facebook.

Quando la app gratuita per i smartphone è apparsa sul mercato, i dettagli su come avrebbe monetizzato e fino a che punto sarebbe stata aperta agli inserzionisti non erano ben chiari. Ma ora sappiamo che la pubblicità geo-localizzata contribuirà enormemente all’autofinanziamento della piattaforma. In un’intervista con il Financial Times, John Hanke, amministratore delegato di Niantic, ha dichiarato che agli inserzionisti sarà addebitato un “costo per visita”, simile al “costo per click” utilizzato dalla ricerca di pubblicità di Google.

I primi segnali dimostrano che questo approccio potrebbe risultare estremamente lucrativo per la Niantic, società proprietaria di Pokémon Go. Ma la verità è che il potenziale è enorme e Pokémon Go è la punta dell’iceberg di una rivoluzione che coinvolgerà la pubblicità geo-localizzata.

I progressi nel geo-targeting, geo-fencing e nella tecnologia programmatica permettono agli inserzionisti di raggiungere i consumatori direttamente nell’edificio in cui si trovano e proporre loro gli annunci pubblicitari più rilevanti. Le aziende tecnologiche più importanti del mercato della pubblicità geo-localizzata permettono agli inserzionisti di stabilire confini intorno a edifici specifici per poi abbinarli ai segnali dei dispositivi mobili.

Questa tecnologia è utile per la creazione di un database enorme con centinaia di milioni di luoghi, ognuno etichettato con parole chiave come “amanti del fast food” o “autosaloni” che i commercianti possono utilizzare per dirigere le pubblicità per i smartphone verso gruppi specifici di consumatori.

Se Niantic dovesse adottare queste tecnologie, la capacità di fissare degli obiettivi diventerebbe estremamente sofisticata e le opportunità davvero enormi. E se utilizzate in maniera appropriata, queste inserzioni pubblicitarie dovrebbero riuscire a non demotivare il pubblico di Pokémon Go. In realtà, potrebbero migliorare l’esperienza dell’utente. Con un approccio “native advertising” – qualcosa di programmatico è pronto per essere rivoluzionato – i marchi possono offrire messaggi molto più creativi e rilevanti adatti ai contenuti e all’esperienza dell’utente.

Gli inserzionisti esplorano da un pò le possibilità di realtà aumentata che avranno serie ripercussioni per una piattaforma di videogiochi come Pokémon Go. Un esempio è Net-A-Porter, che ha utilizzato la realtà aumentata per reinventare come si guardano le vetrine. Il colosso di vendita online di prodotti di lusso ha creato vetrine in realtà aumentata a Parigi, New York, Londra, Monaco e Sidney per promuovere la nuova collezione di Karl Lagerfeld.

La vetrina non era nulla di eccezionale, ma osservarla attraverso l’app Net-A-Porter Karl per i smartphone ha permesso ai clienti di accedere a video della sfilata, informazioni sui prodotti, modelli dei prodotti a 360 gradi, con l’opzione di acquistare i prodotti.

NetA-Porter ci dimostra che qualsiasi luogo potrebbe essere per i marchi un’opportunità di proporre pubblicità in realtà aumentata, senza limiti alla creatività. Con l’avanzare della tecnologia, potremmo anche avere marchi che creano i loro personaggi ispirati ai Pokémon o elementi che, attraverso la tecnologia programmatica, diventano parte integrante del gioco, come e-voucher specifici e altri incentivi.

Se gli inserzionisti non ignorano gli insegnamenti provenienti dal blocco delle pubblicità e creano inserzioni che si fondono con l’esperienza invece di disturbarla, la pubblicità digitale avrà sicuramente un posto nella rivoluzione dei videogiochi iniziata da Niantic.

Se pensi che Pokémon Go sia geniale, preparati alle opportunità molto più grandi che stanno emergendo. Un’esperienza Pokémon programmaticamente valorizzata potrebbe arrivare presto in un luogo vicino a te.

HiMedia investe nel mobile targeting geolocalizzato: acquisita AdMoove

HiMedia, il gruppo specializzato nei servizi digitali nel campo dell’advertising e dei pagamenti online, ha annunciato l’acquisizione del 100% del capitale di AdMoove, società francese specializzata nella pubblicità mobile geolocalizzata.

Con l’acquisizione di AdMoove, HiMedia Group accelera il suo sviluppo in questo importante segmento di mercato in cui HiMedia, attraverso lo spin-off dedicato al mobile Mobvious, è rapidamente diventata uno dei più importanti player nel mobile in Francia e nel Sud Europa, con clienti del calibro de Il Gruppo Le Monde, La Tribune, Seloger, Reworld Media, Webedia, Skyrock, Shazam, ilfattoquotidiano.it, alfemminile.com e Viamichelin.it.

(qui sotto, l’intervista che abbiamo realizzato a IAB Forum con Filippo Vizzotto di Mobvious e Eyabo Macauley di Shazam)

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Il geotargeting si è ormai affermato quale fattore chiave per l’efficacia del mobile marketing e AdMoove utilizza una tecnologia proprietaria che le permette di soddisfare i bisogni di targetizzazione locale dei retailer nazionali e locali. Il network di AdMoove aggrega inventory mobile geolocalizzate di app e siti premium (totalizzando oltre 800 milioni di impression GPS mensili) tra cui L’Equipe, 20 Minutes, La Chaine Meteo, Le Figaro e BFM TV. Tra gli investitori figurano Unibail, Volkswagen, Carrefour, Yves Rocher, Quick e Mercedes.

La società, vicina al break even, ha realizzato 1,7 milioni di euro di fatturato nel 2014, registrando una crescita del 130%. L’accordo prevede un pagamento iniziale di 2 milioni di euro cash, più un possibile incremento in relazione alle performance della società nei prossimi anni.

AdMoove sarà guidata dai suoi fondatori Jérôme Leger e Julien Chamussy che manterranno un completa autonomia operativa all’interno del gruppo. “Con la nostra integrazione nel gruppo HiMedia, continueremo gli investimenti in R&D per mantenere la leadership tecnologica – dichiara Chamussy, marketing director and co-founder of AdMoove, in una nota -. La roadmap del lancio di prodotti per il 2015/2016 è già molto densa e il primo ad essere presentato sarà un’offerta “mobile-to-store” in programmatic”. L’ingresso in Gruppo HiMedia permetterà alle soluzioni di AdMoove un maggior sviluppo internazionale.

Cyril Zimmermann, Fondatore e CEO di HiMedia Group aggiunge: “sono molto felice di accogliere il team di AdMoove nel nostro Gruppo. Questa acquisizione permette all’anima pubblicitaria di HiMedia di rinforzare la propria competenza sull’advertising mobile, dotandosi di strumenti tecnologici, umani e commerciali di primo livello. HiMedia si posizione così in prima linea in questo settore strategico che costituirà un importante elemento di crescita nei prossimi anni”.

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