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Pubblicità mobile iperlocalizzata e automatizzata: da AdMove.com un nuovo strumento per le agenzie

Da oggi agenzie e centri media hanno un nuovo strumento per la gestione di campagne mobile iperlocalizzate. Nasce infatti AdMove Agency, versione pro della piattaforma di proximity marketing AdMove.com.

Concepita espressamente per agenzie di advertising e centri media, consulenti e professionisti del web, è una piattaforma professionale di proximity marketing interamente automatizzata, in grado di creare e pianificare molteplici campagne mobile in pochi semplici step. Si tratta della versione per agenzie di AdMove.com, piattaforma di proximity marketing lanciata all’inizio di quest’anno dalla Hic Mobile di Enrico Majer e Max Willinger e dedicata a piccoli commercianti ed esercenti interessati a realizzare campagne ipergeolocalizzate su smartphone in completa autonomia.

AdMove Agency, sviluppata su tecnologia Microsoft.NET e dotata di una Business Intelligence integrata su un sistema di Data Mining e Machine Learning, il tutto costruito su infrastruttura Cloud di Azure, permette di gestire più campagne mobile contemporaneamente in maniera agile e fluida.

Tre le sue caratteristiche distintive: la semplicità di utilizzo, che consente di sviluppare una campagna pubblicitaria completa in pochi click; l’ampio bacino di dati di cui dispone, che permette di profilare il target del cliente automaticamente ed evidenzia le potenzialità del territorio di interesse dell’attività commerciale; e la misurabilità delle performance, con risultati proporzionati al budget allocato e in linea con gli obiettivi predefiniti.

Ecco come funziona. Una volta effettuato l’accesso su AdMove.com, si seleziona l’opzione “Sei un’agenzia di comunicazione o un centro media?”. A questo punto si può scegliere tra tre diverse possibilità. La prima è il percorso Advanced, che consente all’agenzia di scegliere direttamente il tipo di campagna da sviluppare tra quattro tipologie, ossia Display Per Click (l’annuncio viene veicolato sulle APP più utilizzate nel territorio di interesse e viene proposto fino al raggiungimento del target di click stabilito), Utenti Unici (l’annuncio viene veicolato sulle APP più utilizzate nel territorio di interesse fino al raggiungimento del target di Utenti Unici previsto), Google AdWords (l’annuncio appare in primo piano su Google, raggiungendo migliaia di persone nel territorio di interesse mentre queste sono alla ricerca di attività affini a quella pubblicizzata), Facebook Ads (il post sponsorizzato viene pubblicato in evidenza su Facebook e visualizzato da migliaia di persone che si trovano nel territorio di interesse mentre navigano sul social network). La seconda è il flusso Advised, che offre invece al marketer la possibilità di essere consigliato sul tipo di campagna più efficace e performante; la terza infine è la modalità GeoTool, che permette di scoprire importanti informazioni sul territorio in cui si trova il punto vendita, tra cui il numero di possessori di smartphone e tablet che transitano nella zona, il numero di competitor e i luoghi di aggregazione presenti nell’area.

Per quanto riguarda la creatività, la piattaforma Agency di AdMove.com consente di scegliere tra i visual personalizzati elaborati automaticamente dalla piattaforma; utilizzare le proprie creatività nei formati indicati; oppure far sviluppare al team creativo di AdMove una campagna ad hoc.

«Abbiamo lavorato con un obiettivo preciso: creare uno strumento tecnologicamente avanzato ma semplice da utilizzare che permettesse alle agenzie di pubblicità e ai centri media di risparmiare tempo e risorse, gestendo più campagne in modo organizzato e simultaneo – commenta Enrico Majer, co-fondatore di AdMove.com insieme a Max Willinger -. I marketer che desiderano sfruttare il potenziale del proximity marketing per i propri clienti possono ora avere accesso a prodotti che prima non potevano offrire, accrescendo così il loro business».

Targeting geolocalizzato: nuove policy su iOS 11 e Android O

Ci sono nuove policy sui dati di localizzazione in arrivo sull’aggiornamento di iOS 11 e su Android O, il nuovo sistema operativo di Google.

Novità che potrebbero avere degli effetti anche sul marketing mobile e sulle possibilità di targettizzazione delle audience in base alla loro posizione.

Su iPhone e iPad, infatti, presto gli utenti potranno visualizzare una barra di colore blu in cima allo schermo, che li allerterà quando delle app in background stanno tracciando la loro posizione. Gli utenti potranno controllare quali applicazioni ne potranno seguire i movimenti e scegliere se ammettere il tracciamento sempre o solo quando le app sono aperte.

Android O, invece, limiterà la frequenza con cui i dati in background possono essere raccolti, da ogni paio di minuti a una manciata di volte all’ora. Una funzione che metterà più ordine nella gestione del tracking da parte delle aziende, ma che d’altro canto potrebbe limitare le possibilità di alcuni marketer, in particolare quelli che fanno affidamento a un tracking più continuo dell’utente.

Individuare il “momento del marketing”: perché tutto è legato alla geolocalizzazione

Nel mondo del marketing, spesso sentiamo parlare del viaggio del consumatore come di una serie di “momenti“, definizione che parte dall’idea di fondo che noi tutti viviamo la nostra vita come un viaggio multicanale non lineare, che può essere suddiviso in più occasioni in cui si manifesta l’intento del consumatore.

Nel corso di questo viaggio, siamo costantemente alla ricerca dei prodotti di cui abbiamo bisogno, dall’acquisto della nostra prima autovettura all’acquisto di un caffè, per rendere completo ogni momento.

Come è ovvio, per i responsabili del marketing, questi momenti sono molto importanti, in quanto rappresentano quelli in cui un consumatore è più propenso ad acquistare, acquisire o consumare un prodotto o un servizio, e costituiscono l’opportunità ideale per un corrispondente invito ad agire.

Per cogliere queste opportunità, è necessario attingere a più fonti di dati che spaziano dalla demografia alla psicografia, dalla contestualizzazione alla ricerca. Tuttavia, tra tutte queste fonti, senza dubbio quella più potente per collegarsi con un consumatore esattamente al momento giusto è la geolocalizzazione.

Dal mobile alla mobilità

La pubblicità geolocalizzata non è nuova, visto che da tempo se ne parla e la si sperimenta. Ora, però, la tecnologia finalmente ha raggiunto livelli tali da permettere ai responsabili del marketing di sfruttarla appieno.

La proliferazione degli smartphone – quasi il 62% della popolazione italiana ora ne possiede uno – naturalmente svolge un ruolo significativo in questa crescita. Pensiamo all’ultima volta che ci siamo registrati presso un ristorante su Facebook, abbiamo taggato il bar dove siamo stati con gli amici su una foto in Instagram, ordinato un servizio di trasporto con Uber o cercato “persone interessanti” su Tinder. I dati di geolocalizzazione sono una moneta che ha sempre più valore sia per i consumatori che per i brand, soprattutto alla luce del fatto che gli smartphone sono il dispositivo che ci accompagna ovunque.

E la mobilità di questi dispositivi connessi li rende il canale di comunicazione più versatile di tutti perché offrono la possibilità di ottenere preziose informazioni in tempo reale tramite la geolocalizzazione del consumatore. Se la ricerca è lo strumento migliore di misura dell’intento del consumatore online, la geolocalizzazione non può che essere lo strumento ultimo di misura del suo intento nel mondo reale.

Scegli i tuoi momenti

Detto questo, quanto sofisticate sono diventate le capacità di geolocalizzazione? Grazie ai progressi compiuti nel campo del geo-targeting e del geo-fencing, ora siamo in grado di seguire un consumatore fin nell’edificio in cui si trova proponendogli le pubblicità esattamente nel momento in cui sono più rilevanti nel corso del suo viaggio. La tecnologia Blueprints di xAd, ad esempio, permette di tracciare confini attorno a specifici edifici e abbinarli in tempo reale ai segnali provenienti dai dispositivi mobili.

KFC si è avvalsa della tecnologia di xAd per promuovere la sua nuova linea di burrito e incrementare le presenze nei propri locali. La campagna è riuscita perfettamente nell’intento di richiamare i consumatori vicini nei locali di KFC grazie al targeting di prossimità, prevalendo sui locali concorrenti.

La tecnologia sta aiutando xAd a creare un ricco database sul mondo reale: 100 milioni di geolocalizzazioni e calcoli aggregati. Ogni geolocalizzazione viene contrassegnata con parole chiave come “appassionati di fast food” o “concessionarie” che i responsabili del marketing acquistano per rivolgersi a gruppi specifici di consumatori con pubblicità per il mobile.

Ad esempio, è possibile impostare i parametri di una campagna in modo che si concentri unicamente sui consumatori che effettivamente sono entrati in una concessionaria, anziché coinvolgere anche quelli che hanno solo cercato auto di lusso online. Ora acquistare pubblicità per il mobile basate sulla geolocalizzazione è facile quanto acquistare una campagna di ricerca, ma è molto più efficace per identificare i momenti cruciali del viaggio di acquisto.

Grazie alla collaborazione siglata di recente tra xAd e Rubicon Project, con le sue ineguagliabili capacità in termini di multicanalità e interpretazioni programmatiche in tempo reale, la proposta legata alla geolocalizzazione diventa ancora più potente.

Opportunità all’orizzonte

La forza della geolocalizzazione come strumento di marketing rivela le potenzialità derivanti dall’abbinamento tra pubblicità e iper-targeting attraverso più tipi di media. L’Out of Home, ad esempio, è un settore particolarmente interessante. Rubicon Project ha annunciato importanti collaborazioni in tale ambito con piattaforme come Bitposter, Captivate e Adspace per trasformare questo cocktail di tecnologia, dati, geolocalizzazione e pubblicità OOH in una proposta accattivante. Il mobile e la geolocalizzazione offrono i mezzi per ampliare le campagne OOH, soprattutto alla luce del fatto che sempre più affissioni stanno diventando digitali.

La sfida consiste nel creare un sistema all’interno del quale i dati forniti dal mobile, la geolocalizzazione e l’OHH parlino la stessa lingua. Al momento i tre comparti operano ancora separatamente, ma si intravedono i primi segnali positivi di un cambiamento. Clear Channel ha recentemente annunciato una collaborazione con AT&T per monitorare i modelli e i comportamenti di viaggio dei consumatori attraverso i loro cellulari.

Va aggiunto che alcuni fornitori di tecnologia non offrono il livello di accuratezza che dovrebbero, poiché le reti cellulari che utilizzano hanno un grado di precisione non superiore a un chilometro e mezzo. Per questo è fondamentale collaborare con un partner pubblicitario che abbia la capacità di rivolgersi ai consumatori su vasta scala, ma identificandone correttamente la posizione, altrimenti si rischia di raggiungere una massa di pubblico individuata in modo fortemente impreciso.

Questa rinnovata attenzione per la geolocalizzazione è un fenomeno molto recente, e, vista la rapida evoluzione della tecnologia, non dovremo attendere a lungo prima che il mondo del marketing possa sfruttare tutte le potenzialità di questo incredibile strumento. Quest’anno abbiamo già assistito a un’inversione di tendenza. Dal sondaggio sul mobile globale per il 2016, condotto da ExchangeWire Research assieme a Rubicon Project, è emerso che il 75% degli acquirenti dei brand e oltre un quarto (27%) delle agenzie prevedevano che nel 2016 dall’81% al 100% dei loro acquisti per il mobile si sarebbe basato sulla geolocalizzazione.

Se i momenti di marketing sono il nuovo campo di battaglia per i brand, i dati di geolocalizzazione sicuramente diventeranno una delle armi più importanti dell’arsenale di un responsabile del marketing.

Virgin Active: geolocalizzazione e geotargetizzazione per la campagna Always Discovering

Virgin Active, società del settore fitness e benessere del gruppo Virgin, torna in campagna con Initiative, con una presenza nelle principali città italiane allo scopo di allargare le iscrizioni nei propri Club. A supporto dell’attività di comunicazione, l’agenzia media parte di IPG Mediabrands, guidata in Italia da Vita Piccinini, ha curato la pianificazione di una campagna integrata su diversi mezzi, in particolare con quelli che permettono di lavorare in un’ottica di geo-localizzazione e geo-targettizzazione.

Virgin Active Group ha ideato una adv con messaggio globale “Always Discovering”, che invita tutti a “Scoprire come fare un salto in avanti”, recandosi nei diversi Club Virgin Active in Italia per il ritiro di uno Start Pack e la scoperta degli allenamenti The Grid e Yoga&Pilates da provare a casa. La campagna è stata declinata sul territorio nazionale e, grazie al digital, è stata studiata un’attività geo-profilata che ha interessato le città che ospitano i 29 club della catena, con una pianificazione cross device, sia desktop sia mobile, in grado di utilizzare in maniera sinergica display, dem, social adv. La campagna ha sfruttato anche le potenzialità di Cadreon, trading desk del Gruppo Interpublic, specializzato in servizi di programmatic marketing, con l’obiettivo di potenziare il focus sulle aree geografiche di interesse e sul target di riferimento attraverso una pianificazione in real time bidding e una geo-profilazione mirata.

Inoltre, è stata pianificata anche una campagna affissione.

(Leggi maggiori dettagli su Engage.it)

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