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Rubicon Project nomina Michael Barrett CEO e cresce nel 2016: +12%

Rubicon Project ha un nuovo CEO. Si tratta di Michael Barrett, ex chief executive di Millenial Media.

Barrett prende il posto di Frank Addante, fondatore della società di ad tech, che all’interno dell’azienda assumerà ora l’incarico di Chairman e si occuperà della società a livello solo strategico e consultivo.

Barrett è un veterano di internet: prima di essere a capo di Millennial Media, marketplace mobile recentemente acquisito da AOL/Verizon, è stato Chief Revenue Officer in Yahoo! e ancor prima CEO di AdMeld, SSP acquisita da Google nel 2011. Nel corso della sua lunga carriera è stato anche CRO in AOL e in Fox.

«Sono orgoglioso di avere servito il nostro team in qualità di CEO negli ultimi 10 anni – commenta Addante -. Amo questa azienda e sono contento di poter continuare la mia missione come Chairman e Founder. Il posizionamento strategico di Rubicon Project è solido e la nostra squadra è più concentrata che mai. Sono entusiasta di introdurre Michael al nostro team come CEO. Michael comprende bene i bisogno dei nostri consumatori, avendo guidato il business pubblicitario di alcuni dei principali editori del mondo, ed ha una vasta esperienza nella pubblicità mobile ed anche nel campo delle piattaforme supply-side».

Quella di Barrett è solo l’ultima di una serie di recenti nomine, che hanno segnato una profonda ristrutturazione dei vertici della società. Solo nell’ultimo mese, Rubicon Project ha ufficializzato un nuovo Chief Financial Officer, David Day, un nuovo responsabile per l’offerta Video, Khoi Nguyen, e nuovi vertici EMEA tra cui la nostra Sara Buluggiu.

Rubicon Project: Q4 2016 in calo, ma  performance positive nell’anno complessivo

Intanto, proprio in concomitanza con la nomina di Barrett, la società ha anche ufficializzato i dati della propria quarta trimestrale 2016 e dell’anno complessivo.

In calo del 23% il fatturato a livello trimestrale, dai 94 milioni di dollari del quarto trimestre 2015 ai 72,7 milioni del Q4 2016. Positivo invece l’andamento del giro d’affari annuale: dal 248,5 milioni del 2015 ai 278,2 milioni del 2016, con una crescita del 12%.

«Abbiamo avuto delle buone performance, nonostante un ribassamento delle previsioni per il quarto trimestre, abbiamo segnato dei risultati finanziari solidi per il 2016 e fatto significativi passi avanti sul fronte prodotti e clienti nel corso dell’anno, nonostante le numerose sfide che abbiamo dovuto fronteggiare – dichiara Addante -. Abbiamo compiuto degli avanzamenti in aree di crescita strategiche, come mobile, video e ordini, allo stesso tempo continuando a vedere risultati promettenti da FastLane, la nostra soluzione di header bidding (secondo quanto riporta AdExchanger, l’header bidding ha contribuito per 120 milioni di dollari al fatturato 2016 della società, a fronte di un investimento di 25 milioni in infrastrutture hardware a sostegno della tecnologia, ndr). Attraverso ristrutturazioni e cessioni durante l’anno, abbiamo rafforzato il nostro business e rifocalizzato le nostre energie, risorse e investimenti su quello che ha reso Rubicon Project di successo in quasi dieci anni: il nostro business ad exchange globale».

Addante ha già chiara la strategia per l’anno in corso: «Mentre ci muoviamo verso il 2017, rimaniamo focalizzati sull’avviare accordi con un maggior numero di editori e sviluppatori di app, e sull’aggiungere nuova inventory su scala globale alla nostra offerta, un componente chiave per la nostra futura crescita».

News Corp. ridefinisce le strategie ad-tech e disinveste da Rubicon Project

News Corp. ha ritirato integralmente il suo investimento in Rubicon Project, una quota pari all’8% del capitale e corrispondente a 3,9 milioni di azioni.

Lo ha scritto AdExchanger, che riporta quanto documentato in una nota ufficiale pubblicata dalla società guidata da Frank Addante e inoltrata alla Securities and Exchanges Commision, la Consob statunitense.

La decisione potrebbe inserirsi in una ridefinizione complessiva delle strategie pubblicitarie dell’editore australiano. Il suo Chief executive, Robert Thomson, ha infatti rivelato recentemente che News Corp. ha avviato la progettazione del proprio ad network.

E poi ci sarebbero da considerare quell’investimento da 10 milioni di dollari in AppNexus, risalente allo scorso anno, e la stipula di alcuni accordi sui servizi con la stessa società ad-tech; elementi che hanno indotto alcuni esperti del settore a supporre che la compagnia multimediale fondata da Rubert Murdoch abbia definitivamente scelto un altro partner.

La solida posizione di AppNexus nel segmento dell’header bidding, fa notare AdExchanger, è stata ottenuta attraverso lo sviluppo del suo wrapper open-source e, in questo contesto, l’impegno finanziario consentirebbe all’editore di esercitare una certa influenza sulle decisioni concernenti questo genere di prodotti, sempre più oggetto dell’interesse delle testate digitali.

News Corp. prosegue la sua penetrazione nell’industria delle tecnologie pubblicitarie. Nel 2015 aveva infatti acquisito la società di annunci video in-stream Unruly per 90 milioni di dollari, mentre risalgono al 2010 i primi investimenti in Rubicon Project, anno in cui il gruppo editoriale ricevette quote dell’ad-tech in cambio della cessione di Fox Audience Network.

Rubicon Project abbandona l’Intent Marketing e spegne il prodotto self-service di Programmatic Direct

Rubicon Project esce dal business dell’Intent Marketing, a cui era approdata con l’acquisizione di Chango circa un anno e mezzo fa.

La società di ad tech ha infatti depositato alla U.S. Securities and Exchange Commission (SEC) un documento in cui dichiara la sua volontà di dismettere le proprie attività di intent marketing, e di chiudere la sede di Toronto, dove è impiegata la maggior parte dei dipendenti del team di Intent Marketing.

I clienti del business di Intent Marketing verranno ceduti, insieme a una parte dei dipendenti, alla società IgnitionOne. In cambio Rubicon Project riceverà una quota delle revenue generate dai clienti per un periodo di due anni.

Secondo quanto riportato nel documento, il business ha fruttato nel 2016 alla compagnia 41 milioni di dollari di fatturato, non contribuendo “in maniera significativa ai ricavi della società e non giustificando i costi associati ad esso”. Lo stesso ceo di Rubicon Frank Addante, nell’ultima call di bilancio, ha ammesso che l’acquisizione di Chango, avvenuta nell’aprile del 2015 per 122 milioni di dollari (qui il nostro articolo), «non ha funzionato come speravamo».

La cessione del business consentirà adesso alla società di focalizzarsi maggiormente sulle aree di crescita come mobile, video e header bidding.

Rubicon Project: “spenta” anche la soluzione self-service di Programmatic Direct

Intanto, sembra che la società abbia messo la parola “fine” anche su un altro dei suoi prodotti pubblicitari: la soluzione self-service di Programmatic Direct, nata dall’acquisizione della società specializzata Shiny Ads (leggi qui la notizia). Secondo quanto riporta Business Insider, infatti, i clienti del prodotto sarebbero stati direttamente informati della disattivazione del prodotto, che avverrà il 31 gennaio, e del loro conseguente spostamento sulla soluzione “guaranteed order”.

Proprio qualche giorno fa si era diffusa l’indiscrezione che Rubicon Project stesse esplorando alcune opzioni strategiche sul futuro della società, tra cui la vendita. E queste recentissime mosse sembrerebbero confermare che, in effetti, qualcosa bolle in pentola.

Rubicon Project, all’orizzonte l’ipotesi di una vendita della società

A pochi mesi dall’annuncio di un piano di riduzione dei costi da 18 milioni di dollari, con il licenziamento di 125 dipendenti, circa il 19% della sua forza lavoro, Rubicon Project starebbe pensando a una possibile vendita della società.

Secondo il Wall Street Journal, il primo a riportare l’indiscrezione, l’azienda di ad-tech starebbe esplorando alcune opzioni strategiche, tra cui una possibile vendita, affiancata dalla banca di investimenti Morgan Stanley.

Rubicon Project ha risposto alla testata americana con un “no comment”, ma sta di fatto che ultimamente le sue performance finanziarie non sono state troppo brillanti, e lo stesso Frank Addante, ceo della società, ha parlato apertamente di periodi «sfidanti» per la compagnia. Una situazione di certo non aiutata dall’uscita di alcuni top manager come Jay Sears, SVP of marketplace development, e Adam Chandler, SVP of global technology partnerships (leggi qui l’articolo).

La società tuttavia ha sempre risposto in maniera propositiva alle recenti difficoltà, dichiarando di voler continuare a puntare sulla crescita anche con un’espansione su larga scala dell’header bidding. Tecnologia, quest’ultima, su cui, per ammissione dello stesso Addante, Rubicon ha tardato a sviluppare una strategia articolata.

Intanto, a seguito della notizia di una possibile vendita, le azioni di Rubicon Project sono balzate in avanti del 12%. La società è quotata dal 2014.

Gli utenti segnalano le pubblicità rilevanti: il tool di Rubicon Project

Scocciati da pubblicità poco rilevanti? Adesso potete dire la vostra, e prendere il controllo della vostra esperienza “pubblicitaria” digitale senza ricorrere a drastiche soluzioni come gli ad blocker.

Rubicon Project ha infatti annunciato il lancio, in versione beta, di “Project Awesome”, uno strumento che dà la possibilità agli utenti di segnalare quali pubblicità reputano potenzialmente interessanti o sono disposti a visualizzare in futuro.

Il tool sarà applicato a tutti i 10 mila miliardi di annunci che la società eroga ogni mese, in forma di overlay che apparirà non appena l’utente passa sopra l’annuncio con il mouse. Sull’overlay, l’utente potrà indicare se la pubblicità gli interessa o se invece non è rilevante, e potrà inoltre bloccare specifici tipi di pubblicità o attivare una sorta di snooze (come quello delle sveglie) per visualizzare l’annuncio in un altro momento.

Ogni feedback fornito dall’utente contribuirà a rendere la sua esperienza pubblicitaria più vicina ai suoi gusti personali. L’utente potrà anche creare un suo profilo personale in meno di un minuto, dove potrà inserire le sue preferenze in fatto di categorie merceologiche di cui è interessato a vedere la pubblicità (ad esempio, chi sta pensando di comprare un auto potrà indicare la volontà di vedere pubblicità di case automotive e concessionari).

Come ricorda AdAge, in realtà non si tratta del primo strumento con cui gli utenti possono comunicare le loro preferenze pubblicitarie: basti pensare ad esempio ad AdChoice, il triangolino azzurro che spesso si può trovare nell’angolo di alcuni formati adv. Tuttavia, il progetto di Rubicon Project parrebbe molto più diretto: gli utenti infatti possono fornire i loro feedback immediatamente (con un sistema, se vogliamo, simile a quello dei like sui social network) invece di essere indirizzati su una nuova pagina – e magari perdere il contenuto che stavano guardando.

Gli utenti vedranno il tool sugli annunci erogati da Rubicon Project, ma potranno anche scaricare un’estensione per il proprio browser che amplierà l’applicazione dello strumento anche a pubblicità al di fuori del network della società.

«La gente riconosce che erogare annunci a persone che non vogliono vederli equivale a una perdita di denaro – commenta Frank Addante, ceo e fondatore di Rubicon Project – E d’altro canto, se i consumatori alzano la mano e dicono “Questo lo voglio”, è letteralmente oro». Secondo un recente studio di Adobe, il 78% degli utenti ha dichiarato di essere favorevole agli annunci personalizzati, ma solo il 28% ha ammesso che le pubblicità erano correttamente tagliate sui propri gusti.

Rubicon Project, +2% i ricavi nel Q3 2016. Frank Addante: «Un trimestre sfidante»

Rubicon Project ha pubblicato i risultati afferenti alle attività del terzo trimestre, terminato l’ultimo giorno di settembre.

I ricavi sono stati di 65,8 milioni di dollari, in aumento del 2% anno su anno, l’utile netto ha raggiunto i 3,5 milioni, in crescita del 217% anno su anno.

“Come ci aspettavamo, il terzo trimestre è stato sfidante sia per l’industria che per il nostro business in particolare e dobbiamo lavorare ancora per ottenere quella crescita che la nostra azienda è capace di generare. Riamiamo certi che la forza della nostra piattaforma tecnologica premium, il nostro “marketplace” globale e la solida posizione finanziaria ci collochino in una posizione vincente nel mercato, ci aspettiamo che queste forze traineranno il business vero una crescita più duratura nel 2017”, ha commentato Frank Addante, Ceo e Fondatore della piattaforma di Programmatic.

Inoltre, l’azienda ha annunciato una riduzione della forza lavoro pari a 125 individui, circa il 19% del personale totale impiegato. I tagli all’organico, si legge in una nota, dovrebbero ridurre i futuri costi d’impiego approssimativamente di 18 milioni di dollari su base annuale.

Questo intervento è la prosecuzione di un riallineamento comprensivo del business, avviato da Rubicon Project nel secondo trimestre di quest’anno, finalizzato ad un superiore impegno della società nelle principali aree di crescita.

La strategia di Rubicon Project sull’header bidding

Tra queste aree di crescita c’è anche l’header bidding, un tema che già in agosto era emerso come una delle possibili cause del rallentamento finanziario della società. All’epoca, infatti, il mercato aveva lamentato un certo ritardo del player, rispetto ad altri competitor, nello sviluppo di una soluzione dedicata.

Ed anche in questo trimestre l’header bidding si è confermato un tallone d’Achille per la società. Non per nulla, è stato l’argomento principe della call con cui l’azienda ha presentato i propri dati di bilancio. In quell’occasione, il presidente della società Gregory Raifman ha dichiarato che Rubicon Project ha acquisito nuove quote nel mercato dell’header bidding attraverso il suo prodotto FastLane, ma che, nonostante il superamento degli obiettivi fissati per il trimestre, non era stata ancora rilevata una crescita nelle revenue complessive. Attualmente da FastLane arriva il 16% delle revenue totali della società, in crescita di oltre il 10% ogni mese negli ultimi sei mesi.

Allo stesso modo, questioni relative all’header bidding hanno influenzato negativamente le revenue da mobile della società, insieme ad un generale clima di incertezza (legato in gran parte alle elezioni americane) che ha portato ad una certa esitazione degli inserzionisti a pianificare pubblicità.

Se servirà del tempo prima che l’offerta header bidding di Rubicon possa prendere piede, la società intende comunque continuare a investire molto su di essa. Rubicon Project ha introdotto FastLane lo scorso anno, e adesso il suo obiettivo è quello di espandere l’utilizzo dell’header bidding, tradizionalmente concentrato alle inventory display, anche alle app e ai video su larga scala, il che la metterebbe davanti a molti big player del settore. E in questo si inserisce anche la recente nomina del suo nuovo Chief Product & Engineering Officer (leggi qui la notizia), un ex di Google. Secondo un portavoce della società, riportato da AdAge, FastLane dovrebbe essere pronta a gestire pubblicità in-app già nei prossimi mesi.

Rubicon Project chiude il Q2 con fatturato netto in crescita del 34%

Rubicon Project ha chiuso il secondo trimestre del 2016 ancora in crescita, superando le aspettative degli analisti.

La società che gestisce uno dei più grandi marketplace pubblicitari al mondo, ha reso noti i risultati raggiunti al 30 giugno 2016. Dalla relazione svelata martedì 2 agosto risultano 65,1 milioni di dollari di fatturato netto (non-GAAP) registrato nei tre mesi in esame, in crescita anno su anno del 34%. Le GAAP revenue sono state di 70,5 milioni di dollari, in crescita del 33%.

«Il Q2 è stato un trimestre molto solido per Rubicon Project», ha dichiarato Frank Addante, Ceo e Founder di Rubicon Project. A sottolinearlo però non è solo la variazione positiva del secondo trimestre 2016 sullo stesso periodo del 2015, ma anche «la crescita sostanziale registrata nei nostri core business strategici: Mobile, Video e Orders. Solo il Mobile ha veicolato una spesa pubblicitaria sulla nostra piattaforma a oltre 325 milioni di dollari negli ultimi 12 mesi», ha puntualizzato ancora Addante.

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Frank Addante

Secondo l’analisi fatta dal manager, il mercato del digital advertising sta subendo cambiamenti importanti che alimenta “venti contrari”, fenomeno che Addante si aspetta continueranno per il resto dell’anno, in particolare per quanto riguarda la pubblicità desktop negli Stati Uniti.

«Nonostante questo, Rubicon Project ha continuato a generare sani flussi di cassa, che ci permetteranno di effettuare investimenti strategici continui nelle nostre aree di business più stabilmente in crescita».

Va aggiunto che rispetto alle stime fornite dagli analisti, Rubicon ha registrato nel Q2 2016 EPS (Utili per azione) pari a 0,17 dollari, 0,07 dollari in più rispetto ai 0,10 dollari stimati. Inoltre, il fatturato del trimestre di 65,1 milioni di dollari e superiore ai 63,76 milioni di dollari stimati.

E ancora: il report svela una riduzione della sua perdita netta, attestatasi sui 2,7 milioni di dollari, assai più contenuta rispetto alla perdita di 11,9 milioni registrata nel Q2 2015. Infine, il margine Adjusted EBITDA è raddoppiato, dal 14% al 28%, probabilmente per effetto dell’acquisizione di Chango.

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Le previsioni per il Q3 e per l’intero anno

Nel rapporto trimestrale, Rubicon ha infine fornito le sue previsioni sul terzo trimestre dell’anno e sull’intero 2016. Secondo tali cifre, Rubicon prevede che per il Q3 un fatturato netto compreso tra il 60 e i 64 milioni di dollari, mentre per l’intero anno compreso tra 275 e i 305 milioni di dollari.

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Rubicon Project raddoppia le revenue nel 2015, raggiunti 248,5 milioni di dollari

Rubicon Project ha messo a segno performance particolarmente positive nell’anno che si è appena chiuso.

La società di advertising tecnologico ha quasi raddoppiato le sue revenue nel 2015 rispetto all’anno precedente, passando da 125,3 milioni di dollari a 248,5 milioni. Complessivamente, nel corso dell’anno Rubicon Project ha superato 1 miliardo di revenue gestite, ossia di spesa pubblicitaria “passata” attraverso la sua piattaforma (nel 2014 il dato era di 667,8 milioni), con un CPM medio che è salito da 0,67 dollari nel 2014 a 1,09 dollari nel 2015.

Pubblicati anche i dati relativi all’ultimo trimestre 2015: anche qui le revenue sono più che raddoppiate, dai 41,9 milioni di dollari del Q4 2014 a 94 milioni, con un utile netto balzato a 20,4 milioni dagli 1,5 di un anno fa.

Anche la quota che Rubicon assorbe dalle transazioni sul proprio exchange ha visto un incremento, dal 19,3% del Q4 2014 al 24,9% del Q4 2015.

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Frank Addante

«Il 2015 è stato segnato da diverse pietre miliari per Rubicon Project, che ci hanno portato a raggiungere un miliardo di dollari di gestito e aumentare la nostra reach, connettendo approssimativamente un miliardo di persone in tutto il mondo. I nostri risultati record di crescita per il Q4 e per l’interno anno rappresentano il nostro ottavo trimestre consecutivo di performance oltre la media e segnano un altro importante benchmark per la nostra società visto che abbiamo raggiunto un utile netto positivo quest’anno, al di là delle nostre aspettative», ha commentato Frank Addante, ceo e founder di Rubicon Project.

Rubicon Project oggi conta tra i suoi clienti e partner oltre 700 editori per la sua SSP, 300 DSP e più di 60 mila advertiser. E conta di crescere ancora, forte del fatto che ancora solo il 30% delle compravendite di spazi adv sono automatizzate.

Nel nostro Paese la società ha recentemente acquisito vari nuovi clienti, tra cui Gameloft Advertising Solutions, Alfemminile, Zynga e, non da ultimo, i siti Rai.

Bene il primo trimestre 2015 per Rubicon Project: il fatturato cresce del 62% anno su anno

Positivo avvio d’anno per Rubicon Project.

La società ha ufficializzato i risultati relativi al primo trimestre 2015, che rivelano una crescita del fatturato del 62% anno su anno, giunto a quota 37,2 milioni di dollari.

«Il nostro business è cresciuto del 62% nel primo trimestre, il tasso di crescita più elevato anno su anno dal nostro IPO – ha commentato Frank Addante, ceo, fondatore e chief product architect di Rubicon Project -. Sono soprattutto orgoglioso del nostro team per aver ottenuto questo livello di crescita in quello che è normalmente un periodo lento per l’industria della pubblicità».

Un risultato ancora più soddisfacente se si considera che è il quinto trimestre consecutivo che Rubicon Project supera il suo indice di crescita.

«Questo è un momento eccitante per innovare nel mercato pubblicitario, che ammonta a quasi 300 miliardi di euro – ha aggiunto Addante -. Gli investimenti nelle persone giuste, la giusta cultura e la giusta tecnologia hanno posto Rubicon Project in una posizione di forza per continuare a guidare l’automazione della pubblicità. Il nostro potenziale di crescita è ulteriormente rafforzato dalla recente acquisizione di Chango, che stimiamo porti accesso a 35 miliardi di dollari di spesa nell’intent marketing spend per Rubicon Project, compresi budget per il search che ora siamo in grado di portare nella pubblicità premium».

Rubicon Project si potenzia sul fronte del retargeting con l'acquisizione di Chango

Rubicon Project si potenzia sul fronte del retargeting con l’acquisizione di Chango, società specializzata in Intent Marketing.

L’operazione è costata alla società 122 milioni di dollari, per lo più in azioni.

«C’è un’area del mercato su cui non abbiamo puntato in passato, ed è l’Intent Marketing – ha spiegato il ceo di Rubicon Frank Addante al sito AdExchanger -. Se Google ha la piattaforma per il search, noi possiamo essere la piattaforma per il resto del mercato».

E in effetti questa acquisizione dà a Rubicon un’importante punto di partenza per prendere piede nel campo della tecnologia legata all’Intent Marketing, ossia l’erogazione di campagne basate sull’effettiva intenzione, implicita o esplicita, del consumatore di acquistare un determinato prodotto o servizio. Chango, in particolare, combina dati provenienti da query di ricerca con dati comportamentali e contestuali per realizzare campagne in programmatic per conto di aziende e centri media, acquistando i dati sulle ricerche o utilizzando le informazioni in possesso delle stesse aziende.

Una mossa che apre di fatto nuove vie a Rubicon Project, nata come SSP e che potrebbe adesso ampliare il proprio spettro di competenze anche “lato domanda” sebbene, come riporta AdExchanger, Addante avrebbe rassicurato i suoi investitori che la tecnologia di Chango non sostituirà le DSP, importanti clienti di Rubicon.

Attraverso l’acquisizione di Chango, Rubicon Project stima di poter portare sul proprio marketplace 35 miliardi di dollari aggiuntivi: tanto infatti sarebbe lo spending nel settore dell’Intent Marketing.

Chango, di base a Toronto, conta circa 150 dipendenti.

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