Main partner:

Jobs

Cresce la Marketing Automation nel mondo: nel 2023 toccherà i 25,1 miliardi di dollari

Nel suo primo forecast globale dedicato alle tecnologie della Marketing Automation, Forrester Research stima che la spesa in questo settore non accennerà a diminuire nei prossimi anni, anzi, dagli 11,4 miliardi di dollari del 2017 arriverà a 25,1 miliardi nel 2023.

Il report ha suddiviso l’ampio mercato dell’automazione del marketing in sei differenti tecnologie: software per la gestione delle campagne cross-canale, piattaforme per il content marketing, piattaforme per l’automazione della gestione lead-to-revenue, programmi per la gestione delle risorse di mareting, soluzioni per il management delle interazioni in tempo reale e piattaforme per l’automazione del marketing all’interno di un canale.

Secondo la società, in tutte queste sei categorie la crescita nei prossimi anni sarà a doppia cifra. Più della metà dei professionisti coinvolti nel report (il 55%), infatti, ha dichiarato di avere intenzione di aumentare gli investimenti su questo mercato nel corso dei prossimi 12 mesi, con un quinto che prevede un aumento del 10% o superiore. Secondo Forrester il tasso medio di crescita annuale è stimabile in un +14% nei prossimi 5 anni.

Tra i principali traini a una sempre maggiore adozione della marketing automation, ci sono l’applicazione dell’intelligenza artificiale alle soluzioni – considerata indispensabile per migliorare personalizzazione, generazione e raccomandazione di contenuti, ed efficienza – la scalabilità degli strumenti e la loro possibilità di misurare il ritorno degli investimenti.

Quanto al tema dell’utilizzo dei dati, proprio delle piattaforme di questo settore, il report di Forrester mostra un’interessante evidenza, ossia che molti fornitori di questo tipo di soluzioni vedono nell’imminente GDPR europeo una normativa positiva, che potrebbe portare degli iniziali disagi, ma che a lungo termine non avrà conseguenze più stringenti di quelle poste da altri regolamenti già in essere.

Forrester, Rocket Fuel nominata “Contender” nel rapporto Real-Time Interaction Management

Rocket Fuel è stata nominata “contender” tra le piattaforme di real-time interaction management dall’istituto di ricerca indipendente Forrester. Il rapporto “The Forrester Wave: Real-Time Interaction Management (RTIM), Q2 2017” valuta e identifica i principali provider nel mercato RTIM.

L’indagine evidenzia come la piattaforma di predictive marketing copra i casi d’uso RTIM per il digital marketing e fornisca insight sui clienti alle tecnologie che gestiscono i casi d’uso offline. Forrester scrive: “Rocket Fuel integra la sua data management platform, la demand-side platform e la tecnologia ‘Moment Scoring’ basata sull’intelligenza artificiale per aiutare a ottimizzare le strategie media”.

«Questa indagine mostra come i marketer stiano finalmente adottando l’intelligenza artificiale per trarre benefici dai numerosi canali connessi che i brand si trovano a gestire», ha commentato Enrico Quaroni, Regional Director Southern Europe and Mena Region di Rocket Fuel, «Siamo orgogliosi di partecipare a questo report insieme ad alcune tra le maggiori aziende IT che si occupano di RTIM e di dimostrare ai marketer l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla raccolta di dati, sulla personalizzazione nell’ecosistema marketing e sugli insight che permettiamo di ottenere».

«È stato interessante scoprire il costante consolidamento nel mercato e come le principali aziende nel settore delle tecnologie marketing stiano aumentando la quantità di dati che sono in grado di gestire e il numero di canali serviti», ha dichiarato Eric Duerr, CMO della società, «Credo che la nostra posizione nel report testimoni come le avanzate capacità di intelligenza artificiale di Rocket Fuel aiutino i marketer a prendere decisioni più rapide e informate studiando miliardi di interazioni degli utenti ogni giorno e prevedendo in tempo reale il momento migliore e il dispositivo ideale per interagire con le persone».

All’interno del rapporto, i fornitori vengono valutati in base a diversi criteri suddivisi in tre categorie principali: Current Offering, Strategy, e Market Presence. Rocket Fuel ha ottenuto i seguenti punteggi nelle categorie:

  • Offer Orchestration (2,5 su 5,0)
  • Measurement and Optimization (3,0 su 5,0)
  • Performance (4,0 su 5,0)
  • Supporting Services (3,0 su 5,0)
  • Partner Ecosystem (3,0 su 5,0)

Il report di Forrester evidenzia, inoltre, come “Rocket Fuel non si limiti a gestire le strategie pubblicitarie digitali, ma personalizzi anche i contenuti web, e-commerce e per le app mobile, integrandosi con provider di email e messaggi per attività di retargeting e trigger”.

Adform, per Forrester la DSP e la DMP sono “strong performer”

Il rapporto The Forrester Wave: Data Management Platforms, Q2 2017 (leggi qui l’articolo dedicato) ha valutato l’Audience Base DMP di Adform come “Strong Performer”. Lo stesso  risultato che la società ad-tech ha ricevuto  una settimana fa nel rapporto riguardante le demand-side platform.

“Da oltre 15 anni sviluppiamo la più completa suite di soluzioni tecnologiche per la pubblicità per i nostri clienti globali”, ha affermato Gustav Mellentin, CEO di Adform, “Siamo entusiasti che Forrester Research ci abbia non solo incluso nei due rapporti sul settore per la prima volta, ma che ci abbia anche posizionato così in alto nella classifica, riconoscendo, a nostro avviso, la forza delle nostre capacità di innovazione e sviluppo. In Adform, abbiamo costruito prodotti che competono ad armi pari con le migliori soluzioni presenti sul mercato. Soluzioni in grado di operare da sole e, in maniera ancora più efficace, insieme”.

“Molti dei limiti che gli inserzionisti stanno affrontando derivano dall’adozione di soluzioni che non sono in grado di comunicare tra di loro o, peggio, poggiano su walled garden che bloccano i dati. In Adform abbiamo sfruttato le nostre risorse di sviluppo distribuite, la pluriennale presenza nel settore e la nostra competenza per costruire le migliori soluzioni internazionali, che offrono un vantaggio ancora maggiore se l’implementazione è di tipo full stack“, ha sottolinea Jochen Schlosser, Chief Strategy Officer di Adform, “Crediamo che i riconoscimenti di Forrester Research indichino che la creazione di una piattaforma globale, aperta e flessibile, sia un’opportunità concreta e funzionale per gli investitori pubblicitari di tutto il mondo”.

A livello internazionale, ad Adform viene riconosciuto un approccio alternativo alla classica fornitura di tecnologie pubblicitarie. Grazie alle sue competenze e alle sue origini europee, la società vanta una lunga esperienza in mercati molto diversi. Interamente sviluppata sul concetto di “Privacy by Design”, la suite di applicazioni garantisce il trattamento dei dati in conformità alle attuali e future direttive (GDPR) e il rispetto dei diritti legati alla privacy.

Big Data, nel 2021 il mercato globale varrà 44,6 miliardi di dollari

L’industria dei Big Data continua ad essere sempre più ricca e profittevole.

Lo conferma una ricerca di Forrester, dal titolo “Big Data, Big Promises, Big Growth,” da cui è emerso che il mercato globale degli strumenti per la gestione dei Big Data è stato pari a 21,7 miliardi di dollari alla fine del 2015, e che crescerà con un tasso CAGR del 12,8% fino a raggiungere 44,6 miliardi entro il 2021.

Lo studio evidenzia che il segmento con la crescita più veloce in questo settore è quello dei database non-relazionali, previsto in aumento del 25% all’anno. Si tratta di database in grado di supportare qualsiasi tipo di dati i cosiddetti dati non strutturati, come i testi, i tweet, i grafici e i video.

Forrester definisce Big Data “le pratiche, i processi e le tecnologie che annullano il divario tra i dati disponibili e la capacità di trasformarli in insight di business che permettono alle aziende di essere competitive”.

Ecco le principali evidenze del rapporto:

  • Gli strumenti di gestione dei Big Data sono più cruciali oggi che in precedenza, questo perché le aziende stanno cercando nuovi modi per gestire e analizzare la crescente quantità di dati sui clienti a loro disposizione;
  • I database non relazionali offrono flessibilità e scalabilità, in più, si adattano facilmente a qualsiasi tipo di dato e scala per supportare milioni di utenti e centinaia di tarabyte di dati;
  • Nel 2016, quasi il 40% degli operatori globali di dati e analytics afferma che le proprie aziende stanno implementando ed espandendo soluzioni e tecnologie di Big Data, un altro 30% sta pianificando di adottare Big Data nei prossimi dodici mesi
  • Mentre Stati Uniti è il più grande mercato per le soluzioni di gestione Big Data, Forrester prevede tassi di crescita più alti al di fuori da questa regione. La domanda europea aumenterà con un tasso leggermente più alto di quello degli Stati uniti e il mercato Asia Pacifica sarà quello con l’espansione più veloce;
  • La struttura dei dati in-memory è stimata in crescita del 29,6% dal 2016 al 2021. La computazione in-memory permette calcoli in tempo reale e transazioni su set di dati in larga scala, molto più rapidamente di quanto sia possibile con le tecnologie tradizionali.

Media buyer: aumenta la familiarità con il Programmatic

Come affrontano i media buyer l’evoluzione dei processi di media buying e il suo impatto sul livello di trasparenza e la misurazione degli acquisti degli spazi?

Una domanda a cui lo scorso anno Forrester Research ha provato a rispondere interpellando oltre 150 marketer senior responsabili della gestione di importanti budget media. Adesso, l’istituto di ricerca ha aggiornato i dati, raccogliendone di nuovi e confrontandoli con quanto rilevato lo scorso anno.

Il risultato? Il mobile programmatic è uno dei trend del momento, mentre tra le sfide principali c’è il problema della trasparenza degli acquisti, che ha portato le società a tagliare alcuni intermediari, come i trading desk.

Cresce di molto la familiarità dei media buyer con il tema Programmatic: se nel 2014 oltre la metà dei marketer non si sentiva abbastanza in confidenza con la pubblicità automatizzata da utilizzarla, adesso oltre il 43% degli intervistati ha dichiarato di usare molteplici DSP.

Un altro “hot topic” è quello del mobile: nel 2014 il regno più ampio del Programmatic era l’online display, usato dal 77% dei marketers contro il 36% di quelli che pianificavano su mobile. Quest’anno, invece, ben l’89% degli interpellati ha confermato di utilizzare DSP per acquistare mobile display. Forrester Research ha messo in luce l’importanza del mobile, come prossimo grande mercato ad adottare l’ad-tech in maniera massiccia, influenzandone molto le performance di crescita, anche in un altro suo recente report, dedicato al mercato della digital adv in Europa.

Tornando ai media buyer, la mancanza di trasparenza nella compravendita degli spazi sembra invece essere confermata nel tempo. Circa la metà degli intervistati l’anno scorso sentiva come particolarmente importante il tema, e nel 2015 solo il 28% dei player demand-side ha dichiarato di aver coinvolto altre agenzie intermediarie nei propri acquisti in programmatic.

 

Forrester Research incorona DataXu: massimo punteggio nel rapporto The Forrester Wave DSPs Q2 2015

Importante riconoscimento per DataXu, fornitore di software per il programmatic marketing,

La società ha infatti ricevuto il massimo punteggio nella propria categoria merceologica, oltre ad aver ricevuto i punteggi più alti relativamente al modello di buying, ai dati e all’offerta di analytics, nel rapporto The Forrester Wave: Demand Side Platforms (DSPs) Q2 2015, a cura di Forrester Research Inc.

Fra le nove società valutate, DataXu ha ricevuto anche i massimi punteggi possibili per presenza sul mercato e strategia aziendale. Nel rapporto SDP Wave sono stati comparati 22 fornitori in base a 53 criteri di valutazione; di questi solo nove sono stati inseriti nel rapporto finale.

La società Forrester dichiara: “DataXu si è distinta come l’offerta più completa… con soluzioni di marketing di tipo globale che vanno al di là dei soli media digitali. DataXu vanta al momento un’offerta completa e vincente per gli operatori di marketing, provando a fornire a questi degli strumenti per migliorare le attività di marketing a 360°, andando oltre il solo ambito digitale”.

«La sfida principale dell’operatore di marketing è dimostrare il Ritorno sull’Investimento di marketing. I Marketing Manager (CMO) subiscono spesso pressioni fortissime per produrre un ritorno sull’investimento misurabile e, insieme alle loro agenzie, si preoccupano non solo di scalare il più possibile i costi di marketing, ma anche di trovare i partner migliori in termini di ROI – spiega Mike Baker, co-founder e ceo di DataXu -. Questo riconoscimento da parte di Forrester Research premia la nostra visione di migliorare il marketing utilizzando la scienza dei dati e il nostro lavoro speso a rendere la piattaforma la migliore del suo genere. La nostra tecnologia Active Analytics lavora con i dati e rende più facile decidere l’investimento di marketing migliore tra le varie alternative a disposizione, dalle decisioni a livello di consumatore, al piano media nel suo insieme, fino agli investimenti a livello di mercato andando al di là della pubblicità».

Recentemente abbiamo incontrato a Milano Emilio Lapiello, director advanced analytics and Strategy di DataXu, che ci ha raccontato il posizionamento della società e quello che, dal punto di vista di DataXu, sarà il futuro del Programmatic.

Le più lette