Main partner:

Jobs

Microsoft porta Intelligenza Artificiale e Big Data nelle aule universitarie

CRUI – Conferenza dei Rettori delle Università Italiane – entra in Ambizione Italia, il progetto avviato da Microsoft per accelerare la trasformazione digitale nel nostro Paese.

CRUI e Microsoft hanno infatti annunciato oggi 13 dicembre a Roma una nuova collaborazione per l’avvio di laboratori dedicati a Intelligenza Artificiale e Big Data, con l’obiettivo di offrire agli studenti universitari competenze digitali avanzate e prepararli al meglio ad affrontare i lavori del futuro. I corsi, della durata di 6 mesi, integrano alle lezioni frontali con i propri docenti, moduli online ed esercitazioni pratiche in cui gli studenti potranno sperimentare in prima persona quanto appreso in aula, acquisendo capacità funzionali e tecniche fondamentali per essere pronti per il mondo del lavoro.  I laboratori saranno quindi integrati all’interno del regolare svolgimento delle lezioni e consentiranno agli studenti di perfezionare le proprie conoscenze e capacità in chiave digitale. A chiusura dell’esperienza, infine, i partecipanti potranno sostenere alcuni esami del percorso di certificazione Microsoft Data Science.

Il progetto parte dal Sud Italia: Federico II di Napoli e Politecnico di Bari sono le prime due Università coinvolte nel progetto pilota. Una terza Università sarà selezionata nel corso delle prossime settimane, con l’ambizione di estendere l’iniziativa anche ad altri atenei italiani. In questa prima fase l’obiettivo è quello di formare e certificare 100 nuovi data scientist in Italia entro l’anno accademico 2018/2019.

Per i laboratori e le certificazioni, Microsoft si avvarrà della collaborazione dei suoi partner SolidQ, Skilla, e Tesi Automazione, partner ufficiale Certiport per l’Italia.

Lavoro: programmatic e analytics sono le competenze più urgenti

Programmatic e analytics: sono queste le aree di competenze identificate dagli specialisti di risorse umane e formazione come le più pressanti per dipendenti e potenziali candidati.

Lo rivela la prima edizione del report “Human Capital in the Digital Environment Report” di IAB Europe, che indaga le principali sfide di recruiter e candidati alle prese con l’evoluzione del mondo del digital marketing e della comunicazione, focalizzandosi sui bisogni in termini di formazione e sulle priorità per l’educazione digitale.

Tra le competenze più pressanti per candidati o dipendenti, al primo posto ci sono quelle relative a programmatic (56%) e analytics (54%). Seguono pubblicità video (43%), pianificazione di campagne (39%), tecnologie emergenti (37%), cross-media (36%) e content marketing (35%). Più indietro DOOH (11,8%), digital audio (14.1%) e email marketing (14,9%).

Gli intervistati hanno sottolineato come il sistema scolastico in molti casi non sia al passo con con l’attuale epoca digitale e non riesca a preparare giovani talenti per i bisogni del mercato della pubblicità digitale. Secondo alcuni, addirittura, questa sarebbe una delle cause della carenza di talenti digitali nell’industria.

Anche in considerazione di questo, cresce l’interesse nei confronti dei corsi di formazione. Sia datori di lavoro che dipendenti e persone alla ricerca di lavoro dichiarano di avere intenzione di investire in training sul digitale nei prossimi anni: aumenteranno i loro investimenti in formazione il 43% dei primi e l’85% dei secondi.

Master di specializzazione in Programmatic Advertising di Engage Digital School: al via il 9 gennaio

Nell’ambito dello scenario della comunicazione digital, la figura del Programmatic Specialist è una tra le più ricercate da aziende, centri media, agenzie e concessionarie di pubblicità.

Si tratta di una figura relativamente nuova, specializzata nella gestione delle piattaforme tecnologiche di compravendita della pubblicità online, che oggi “intermediano” circa il 30% della pubblicità online in Italia, percentuale che si prevede crescere ben oltre il 50% nei prossimi anni, come già avviene nei mercati pubblicitari più maturi a partire da quello americano.

Sulla base di questa domanda emergente nel mercato, Engage Digital School ha creato un master di specializzazione dedicato al Programmatic Advertising, con l’obiettivo di fornire ai partecipanti gli strumenti teorici e pratici per gestire le tecniche e le piattaforme di programmating buying e programmatic selling, e combinarle con la mediazione tradizionale di spazi pubblicitari sui media on e offline.

Pur essendo aperto anche ai neolaureati che vogliono trovare occupazione nel digital advertising, il master ha una struttura studiata per favorire in particolare la partecipazione di professionisti già attivi nel marketing e nel media che vogliono sviluppare la propria competenza in una delle aree più strategiche del settore.

Per questo motivo il corso, delle durata complessiva di 24 ore di lezione in aula, si articola in un percorso didattico costituito da 4 moduli, ognuno dei quali si compone di 2 lezioni serali da 3 ore ognuna, che si terranno presso la sede di Engage in via Ampère 30.

Il corso prenderà il via il 9 gennaio 2018, per concludersi il 1 febbraio (qui tutte le informazioni, inclusa la possibilità di approfittare della speciale offerta lancio).

Come tutti i corsi della Engage Digital School, le lezioni saranno tenute esclusivamente da professionisti attivi ad alto livello nel digital advertising. I docenti del master di specializzazione sul Programmatic Advertising sono Sara Buluggiu, Direttore Commerciale per il Sud Europa e Mena Region e Country Manager Italia di Rubicon Project; Atakan Unlu, Responsabile Display & Video Advertising della concessionaria tg|adv, gruppo Trilud; Enrico Ciampini, Managing Director di Newbase Italy; e Mariano De Luca, Account Direcor in Italia, Spagna e Mena Region di Rubicon Project.

Formazione: Rocket Fuel e Kahuna danno il via ai “Programmatic Breakfast”

Da un’idea di Rocket Fuel e Kahuna nasce “Programmatic Breakfast”, un ciclo di appuntamenti di divulgazione sul Programmatic Advertising riservati al marketing delle aziende tradizionali e non native digitali.

Al via il 6 aprile, il format prevede brevi appuntamenti, all’ora di colazione e della durata di meno di un’ora e mezza, in cui piattaforme, partner ed esperti aiuteranno i partecipanti a comprendere meglio il “pianeta Programmatic”, la sua reale utilità nel contesto della comunicazione di marca e di prodotto, e la sua relazione con l’offline e i media tradizionali.

Il primo evento del ciclo si terrà a Milano, presso la sede di Rocket Fuel, ed avrà come titolo: “A cosa serve davvero il Programmatic Adv – Serve veramente a raggiungere obiettivi di marketing o è solo una moda?“. A questo incontro ne seguiranno altri tre prima dell’estate, dedicati ai seguenti argomenti: “Il Programmatic per il Brand Advertising”, “Come allocare il budget per il Programmatic” e “Programmatic senza RTB, cosa rimane”. Tre appuntamenti volti a chiarire l’effettivo utilizzo e applicazione del programmatic a livello italiano ed internazionale, confrontando le best practice nei diversi settori; esaminare diversi problemi strategici e di marketing, e in quali scenari il Programmatic permette di affrontarli in modo originale ed efficace; e condividere la “catena del valore” del settore Programmatic in modo da identificare tutti gli attori coinvolti in un progetto e una campagna efficaci.

«L’obiettivo di questo ciclo è aiutare i Responsabili Marketing, Comunicazione e Media delle aziende non native digitali a comprendere il pianeta Programmatic, e quali effettivi problemi di Media Planning e di Marketing può essere applicato con successo», spiega Enrico Quaroni, regional director Southern Europe and Mena Region di Rocket Fuel.

«Grazie all’aiuto di uno dei nostri principali partner, ovvero Rocket Fuel, siamo felici di contribuire alla divulgazione al mercato. Molte aziende infatti hanno un pre-concetto del Programmatic come ad un serbatoio di spazi invenduti e di bassa qualità», commenta Paolo Serra, managing partner di Kahuna, aggiungendo: «Questo fa diventare il Programmatic una riga del Media Plan per abbassare il CPM complessivo e rendere “potabile” una pianificazione, praticamente un contenitore di editori e spazi che nessuno ha tempo e voglia di pianificare singolarmente, quando in verità il suo potenziale è di gran lunga maggiore e dirompente».

E-Business Consulting ottiene la certificazione di Adform per il Programmatic

Nell’attuale mondo della comunicazione digitale, in cui i trend cambiano rapidamente e vengono costantemente rinnovati, rimanere sempre aggiornati è uno dei plus che fa la differenza ai fini di un servizio di qualità.

Lo sa bene E-Business Consulting, agenzia digitale attiva nel mercato dal 2003, che ha deciso di partecipare a un programma di training progettato da Adform, piattaforma di ad tech full-stack indipendente, per educare e ispirare gli operatori che lavorano e vivono all’interno del mercato digitale. Il team di partecipanti ha superato i due test previsti per l’ottenimento della certificazione che prevedevano in una prima fase domande sul servizio di advertising e monitoraggio, e in una seconda fase una sezione dedicata al Programmatic Advertising.

Un tema, quest’ultimo, che sta particolarmente a cuore a E-Business Consulting, e che si è rivelato essere una delle principali tendenze in essere nella comunicazione digitale, elemento la cui conoscenza è diventata ormai imprescindibile per chi vuole offrire un servizio all’avanguardia rispondendo alle nuove esigenze delle aziende. A quanto emerso dall’ultimo Programmatic Day lo scorso 21 aprile 2016, infatti, a livello mondiale si stima che tra il 2016 e il 2019 la pubblicità automatizzata crescerà annualmente del 49% e che a livello italiano dopo un’esponenziale esplosione del fenomeno nel 2015, il 2016 ha visto il consolidamento del Programmatic insieme al Real Time Bidding, che continueranno a crescere anche nel 2017.

«Tecnologia all’avanguardia ma anche risorse dalle elevate competenze in ambito statistico e digitale: sono queste le chiavi che consentono ad un’agenzia pubblicitaria e agli attori presenti nel mondo digital di gestire una campagna Programmatic al meglio», spiega Stefano Masiero, CEO & Founder di E-Business Consulting. Sensibile alle richieste del mercato, Adform sviluppa ed aggiorna costantemente la propria piattaforma in modo da fornire gli strumenti necessari per sviluppare le campagne dei propri clienti in Programmatic, permettendo a tutti gli addetti ai lavori che la utilizzano di rimanere al passo con gli sviluppi in corso. Ed E-Business Consulting, sfruttando le potenzialità di Adform, «è in grado di offrire un pacchetto completo di consulenza, strategia e monitoraggio per tutte quelle realtà che vogliano trarre profitto dalla propria presenza nell’advertising online adottando un partner preparato», conclude Masiero.

Formazione, Havas Group prepara i propri dipendenti sul Programmatic

Dati e Programmatic sono pilastri sempre più importanti all’interno delle agenzie. Ed avere personale preparato su questi temi è fondamentale per rispondere ai bisogni dei clienti di oggi.

Partendo da questo assunto, Havas Group ha avviato negli scorsi mesi 100% Programmatic, un nuovo programma di formazione proprietario che ha coinvolto il 25% dei dipendenti a livello globale (5 mila su 20 mila) preparandoli – e certificandoli – su temi e pratiche della pubblicità automatizzata.

I corsi hanno previsto da 8 a 10 ore di lezioni online con vari contenuti tra cui video, interviste, quiz e forum, con lo stesso staff del gruppo e con partner tecnologici. Tre i livelli del corso: Fondamentali (sui concetti e il linguaggio del Programmatic), Avanzato (sulle applicazioni giornaliere), Elite (su visioni strategiche e capacità di coordinamento)

Il programma ha coinvolto diversi Paesi, tra cui anche l’Italia. Il nostro Paese è stato tra quelli selezionati a livello globale per la sessione pilota del progetto, svoltasi tra giugno e luglio dell’anno scorso, mentre una seconda sessione ha avuto luogo tra ottobre e dicembre del 2016, e una terza seguirà a partire dal mese prossimo.  Attualmente il numero di persone certificate è di 71 persone, il 50% delle 140 risorse complessive degli uffici italiani.

«La nostra visione è focalizzata sul futuro – ha commentato Alfonso Rodés Vilà, Deputy CEO di Havas Group, Chairman di Havas Group, Spain e CEO di Havas Media Group -. Il Programmatic è la nuova realtà e qualsiasi sia il nostro ruolo, è nostro dovere capire pubblico, contenuti addressable e messaggi personalizzati. Il media diventerà essenzialmente codice e conoscere come approcciare i dati ci distinguerà dal resto della industry».

Arriva in Italia la Real-Time Advertising Academy di Quantcast

Essere sempre aggiornati con la continua evoluzione del mondo del programmatic advertising. Questo l’obiettivo del nuovo programma di formazione Real-Time Advertising (RTA) Academy, appena lanciato da Quantcast per clienti, centri media e tutti gli addetti ai lavori presenti in Italia.

Nonostante la rapida crescita del programmatic, il real-time advertising pur essendo un tema molto caldo, al di fuori degli esperti e degli addetti ai lavori rimane anche tra i professionisti di altre discipline dell’advertising un argomento complesso e spinoso. Formazione e aggiornamenti costanti diventano dunque necessari. Da qui l’idea del programma RTA Academy, nato nel 2013, che attraverso corsi gratuiti e personalizzati garantisce ai partecipanti una maggiore conoscenza e comprensione del linguaggio, degli strumenti e dei processi fondamentali per lanciare campagne di programmatic, convertire nuovi clienti ed espandere gli obiettivi delle pubblicità digitali.

«Il panorama digitale e il programmatic advertising in particolare sono in continua evoluzione e i marketer devono necessariamente informarsi e aggiornarsi con la stessa rapidità. – afferma Ilaria Zampori, general manager di Quantcast Italia – Il programma Real-Time Advertising Academy di Quantcast permette ai nostri clienti, ai centri media e a tutti i professionisti del settore, indipendentemente dal loro livello di conoscenza, di acquisire rapidamente le competenze chiave della pubblicità digitale attraverso corsi completamente gratuiti e su misura e tenuti da trainer professionisti italiani che dedicano il 100% del loro tempo alla formazione e all’aggiornamento».

Nel tempo l’iniziativa ha raccolto il favore di un ampio pubblico, formando più di 3.000 professionisti, e il suo valore e la sua efficacia sono ormai riconosciuti a livello internazionale come dimostrano la recente partnership con 4A’s, la principale associazione americana delle agenzie pubblicitarie, e l’approvazione dello IAB UK. Ultimamente l’Academy ha deciso di ampliare la propria offerta formativa affiancando ai workshop esistenti anche corsi e certificazioni online.

«Del resto la stima di investimento in advertising display (desktop e mobile) in programmatic a livello mondiale è quella di raggiungere i 27 miliardi di dollari nel 2017 e questo porta i marketer a voler comprendere appieno questa importante opportunità», conclude Zampori.

Formarsi sul Programmatic: torna il Master del Sole 24 ORE

Torna anche quest’anno il “Master part time “Digital Programmatic Buying” della Business School del Sole 24 ORE, al via dal prossimo 8 aprile a Roma. Coordinatore della nuova edizione sarà Andrea Febbraio, co-founder Teads.

andrea-febbraio-teads
Andrea Febbraio

Il master si propone di preparare gli operatori del settore, o chi si avvicina al mondo della comunicazione digitale, con nuove skills e competenze indispensabili. Perchè, come spiega lo stesso Febbraio, non è vero che il programmatic advertising farà sparire i venditori di pubblicità e i planner dei centri media. «Il concetto che ci siano delle macchine o dei software al centro delle transazioni e che quindi il fattore umano non sia più importante è totalmente sbagliato. Dietro le transazioni e le macchine c’è sempre una persona. C’è però sicuramente bisogno di nuove competenze tecniche e di una mente più analitica».

Il mondo dell’adv data-driven è in piena crescita: in USA l’acquisto della pubblicità display in programmatic rappresenta già il 50% del totale, e in Italia i numeri, seppur più contenuti, registrano comunque crescite a doppia cifra. Un settore che sta vivendo un boom, insomma, e in cui la presenza di personale preparato è particolarmente richiesta. Secondo il Master della Business School del Sole 24 Ore, sono due infatti le nuove professioni che saranno molto richieste dal mercato attuale: il trafficker e il campaign manager, ed entrambe le figure potranno acquisire competenze ancora più specifiche grazie al master. I trafficker potranno sviluppare le competenze tecniche necessarie a saper sceglierle piattaforme più opportune per la gestione delle campagne online, il caricamento dei formati disponibili sul mercato, la pianificazione del tracciamento per monitorare l’andamento delle campagne a seconda degli obiettivi. I campaign manager potranno acquisire una preparazione di trafficking di base, oltre alle conoscenze per poter gestire le campagne sulle piattaforme in real time, le leve di ottimizzazione, le strategie di buying, la reportistica relativa e l’utilizzo dei dati per realizzare campagne mirate.

Il programmatic advertising, peraltro, diventa fondamentale anche nell’aggiornamento dei sales manager e dei media planner per poter integrare le competenze, ampliare i pacchetti d’offerta, estendere le strategie media all’ambito online. Mentre, più in generale, chi lavora nel marketing adotta una prospettiva più ampia e una maggiore consapevolezza delle opportunità nella gestione e ottimizzazione del proprio budget di comunicazione.

Quando si parla di programmatic advertising bisogna anche tener conto di un aspetto delicato, ovvero quello delle frodi. «Nel programmatic advertising, come per tutte le cose nuove, all’inizio ci sono sempre degli attori che cercano di sfruttare il sistema con pratiche poco corrette che quindi inquinano il corretto andamento delle transazioni – spiega Febbraio -. Penso ad esempio alle views e click fasulli, ai bot che simulano il comportamento dei visitatori reali su una pagina web, ai network di malware e tanti altri stratagemmi poco puliti utilizzati da alcuni operatori del settore. Per questo uno dei principali obiettivi che ci siamo dati nell’ideare questo Master è proprio quello di offrire strumenti e conoscenze per evitare di incappare in questi inganni e aiutare a investire i propri budget di comunicazione nella maniera più efficiente».

Programmatic: il 15 settembre il workshop dell’Osservatorio New Media & New Internet

La mattina del 15 settembre 2015, dalle ore 09:30 alle ore 13:00, l’Osservatorio New Media & New Internet organizza un workshop finalizzato ad approfondire le modalità di utilizzo degli strumenti per il Programmatic Advertising e per la gestione dei dati degli utenti a fini pubblicitari. Verranno mostrati anche il meccanismo di funzionamento delle diverse piattaforme, le dashboard di controllo e i principali indicatori di performance a disposizione degli advertiser e dei publisher.

L’incontro sarà un momento di approfondimento e confronto fortemente interattivo con alcuni esperti del settore.

Durante il Workshop si cercherà di dare risposta a queste e ad altre domande:

  • Quali sono le caratteristiche di una SSP (Supply Side Platform) e che opportunità offrono ai publisher?
  • Quali sono le caratteristiche di una DSP (Demand Side Platform) e come cambiano il processo di pianificazione media?
  • Sulla base di quali strumenti è possibile selezionare il target della propria campagna e quale è il grado di accuratezza che si può raggiungere?
  • A cosa serve una DMP (Data Management Platform) per gli investitori pubblicitari? Quali dati sugli utenti possono essere tracciati e quali criticità in merito alla privacy occorre affrontare?
  • Una DMP (Data Management Platform) lato publisher può consentire di monetizzare maggiormente la propria inventory?
  • Come è possibile certificare il tasso di viewability di una campagna online? E essere sicuri di aver colpito il target desiderato?
  • E’ già possibile utilizzare soluzioni di Programmatic Advertising anche per la pianificazione Mobile?

Il workshop, cui è possibile iscriversi attraverso il sito Osservatori.net, è rivolto a responsabili marketing di aziende investitrici in pubblicità online e responsabili advertising lato publisher che vogliono approfondire la tematica del programmatic advertising, anche da un punto di vista più pratico e operativo. 

 

Formazione: al via il master Digital Advertising della Business School del Sole 24 ORE dedicato agli online adv trafficker

Il mondo dell’advertising sta vivendo una rivoluzione epocale, dovuta all’introduzione delle piattaforme di Real Time Bidding che consentono la gestione delle campagne pubblicitarie in tempo reale e a costi decisamente contenuti.

Si tratta di un innovativo processo di acquisto e vendita di impression totalmente automatizzato, meglio definito programmatic buying.

Nasce quindi una nuova figure professionale, l’online advertising trafficker, altamente specializzato nell’utilizzo delle piattaforme di real time bidding. Figura, questa, tra le più richieste nel mercato attuale del lavoro, ma che non trova adeguata risposta per mancanza delle competenze richieste.

La Business School del Sole 24 ORE attraverso il master Digital Advertising vuole proprio rispondere a questa esigenza e formare i nuovi Esperti dell’advertising online. Il percorso formativo si caratterizza per il taglio molto operativo che consentirà di conoscere e comprendere sistemi e logiche del programmatic, attraverso esercitazioni pratiche e testimonianze dirette delle aziende, concessionarie pubblicitarie e società protagoniste di questo nuovo mercato.

Per maggiori informazioni consultare la brochure informativa del master sul sito www.formazione.ilsole24ore.com o contattare Monica Garisto, responsabile didattica del master, ai riferimenti monica.garisto@ilsole24ore.com o 02.30223158.