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DoubleClick lancia il Programmatic Guaranteed in tutto il mondo

DoubleClick, la società che gestisce i prodotti pubblicitari di Google, ha annunciato il lancio globale del Programmatic Guaranteed, disponibile per tutti gli inserzionisti che usano DoubleClick Bid Manager, e per tutti i publisher che utilizzano DoubleClick for Publishers Premium.

Il Programmatic Guaranteed costituisce, in un certo senso, l’anello di congiunzione tra gli scambi pubblicitari tradizionali e il real-time bidding, utilizzando l’infrastruttura dell’RTB per dare alle vendite dirette i benefici della tecnologia programmatica, con prezzo fisso e inventory riservata.

Con Programmatic Guaranteed, «gli inserzionisti e le agenzie hanno accesso a inventory premium garantite», scrive sul blog aziendale Kurt Spoerer, Senior Product Manager di DoubleClick, che assicura: «Con Programmatic Guaranteed i publisher hanno maggiore sicurezza sui ricavi, possono fare forecast sugli accordi programmatici e godersi la semplicità del sistema di raccolta e fatturazione automatico. Tutto questo senza bisogno di inviare tag tramite email, senza preoccupazioni sul controllo creativo, discussioni sulle discrepanze, né interminabili scambi di fax».

Il lancio ufficiale (in versione beta) del Programmatic Guaranteed da parte di DoubliClick arriva dopo sei mesi di test, che hanno coinvolto 300 inserzionisti e 200 editori, permettendo a Google di perfezionare il prodotto.

Tra i partner che hanno scelto di puntare su questo prodotto, DoubleClick cita anche Condé Nast Italia, che ha scelto di “automatizzare i processi, per dedicare più tempo alle strategie e all’analisi”. Con il supporto di MediaCom, l’editore ha adottato “un nuovo approccio basato sulla pubblicità programmatica garantita, che elimina la necessità di interminabili scambi di email, fatture e documenti con i clienti”.

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Così Elia Blei, Commercial Director Digital and Large Markets, Condé Nast Italia: “Come editori premium, automatizzeremo i processi che oggi sono manuali. Programmatic Guaranteed è sicuramente una soluzione completa. È esattamente quello di cui un publisher come noi ha bisogno in uno scenario digitale in continua evoluzione e sempre più esigente”.

“Programmatic Guaranteed – dichiara invece Andrea Di Fonzo, Managing Director di MediaCom Italy – aiuta i publisher a offrire inventari di altissima qualità agli inserzionisti. Quando avviamo una campagna, dobbiamo sempre confrontarci per prima cosa con il publisher: una volta stabilito il prezzo, definiamo il posizionamento, le tempistiche e poi il volume. In questo modo, se paragoniamo la vendita diretta al Programmatic Guaranteed, otteniamo risultati migliori”.

Le forme “dirette” – ossia finalizzate a “automatizzare” gli scambi pubblicitari one-to-one – di programmatic advertising rappresentano uno dei comparti a maggior crescita per l’advertising online. Secondo una recente ricerca di eMarketer, solo negli Stati Uniti il programmatic direct dovrebbe aver raggiunto un valore di 8 miliardi di dollari, pari a oltre il 50% del giro d’affari annuale del programmatic adv.

Condé Nast si apre al programmatic con un private marketplace

Edizioni Condé Nast ha annunciato l’apertura alla commercializzazione della pubblicità sulle proprie properties online attraverso il programmatic buying.

Coerentemente con l’alto posizionamento dei propri prodotti editoriali, la modalità scelta dall’editore di Vanity Fair e Wired, tra le altre testate, per approcciare il mercato programmatico è quello del private marketplace (ossia una piattaforma tecnologica di compravendita aperta a una serie limitata di acquirenti).

Stando alla nota inviata alla stampa, tra i formati che Condé Nast mette a disposizione attraverso il programmatic buying ci sono banner, video e mobile ads, con l’obiettivo di fornire impressions altamente qualificate, garantendo ai buyer efficienza e ottimizzazione dell’investimento.

«Con questo metodo di gestione permetteremo di acquistare utenti e traffico sempre più profilati in modo scientifico, dando agli advertiser la possibilità di avere un maggior controllo delle loro campagne e ottimizzandone il risultato», afferma Elia Blei, direttore commerciale digital di Condé Nast, che sottolinea come l’apertura al programmatic costituisca un «doveroso passaggio per un gruppo che sulle proprie online properties ha un traffico di oltre 15 milioni di utenti censuari e oltre 220 milioni di pagine viste al mese».

L’avanzamento nella tecnologia di gestione della pubblicità online si inserisce, sottolinea l’editore, nell’importante crescita del network Condé Nast. Il mese di settembre ha visto protagonista VanityFair.it, con oltre 7.2 milioni di utenti unici e 150 milioni di pagine viste, GQitalia.it che – dopo la presentazione del nuovo sito lo scorso 4 giugno – registra un aumento pari al 30% in termini di utenti unici rispetto allo stesso mese dello scorso anno, e per CN Live! che consolida 10 milioni di video views nel network. A tutto ciò si aggiunge Wired.it, che chiude il mese a 3,8 milioni di utenti unici e Vogue.it con oltre 2 milioni di utenti unici.

Negli Stati Uniti, gli investimenti pubblicitari display gestiti tramite il programmatic buying raggiungeranno – secondo stime eMarketer – quota 17 miliardi di dollari nel 2017, un valore più che doppio rispetto ai dati del 2013. In Italia, dove il mercato ha iniziato ad approcciare con convinzione questa modalità di acquisto più di recente, si stima che il programmatic possa generare il 15% circa del mercato display entro il prossimo anno.