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Super Bowl: per la prima volta, spot locali data-driven nello streaming online

Negli Stati Uniti è iniziato il countdown per il Super Bowl, l’evento sportivo che ogni anno tiene incollati agli schermi oltre cento milioni di telespettatori e che, complici questi grandi numeri, col tempo è diventato anche un evento “pubblicitario”, attirando quote sempre più alte di investimenti adv.

Quest’anno l’appuntamento sarà per domenica 5 febbraio, in tv e online, dove Fox Sports predisporrà uno streaming gratuito del match. Ma per la prima volta ci sarà una novità. Lo straming includerà infatti pubblicità locale inserita in maniera dinamica in base al luogo in cui si trova l’utente che sta guardando la partita.

Una novità che sembra stare avendo un’ottima risposta, visto che, secondo quanto riporta il sito Variety, oltre 170 affiliati Fox sul territorio statunitense si sono uniti a Fox Sports per la vendita e l’erogazione di campagne digital locali. Gli affiliati avranno accesso alla stessa inventory sia su TV lineare che sullo streaming online. Le pubblicità nazionali saranno le stesse in tv e in rete.

«La collaborazione pionieristica con i nostri afficiliati per consentire lo straming di annunci pubblicitari locali renderà gli spot ancora più rilevanti per gli spettatori e renderà il match di quest’anno un’esperienza ancora più personalizzata per ogni appassionato», ha commentato Eric Shanks, Fox Sports president, COO and executive producer.

Nel 2016, la partita che ha visto i Denver Broncos vincere sui Carolina Panthers ha raccolto 1,4 milioni di spettatori sullo streaming online, cifra senz’altro corposa, anche se ancora minima rispetto ai 111,9 milioni di persone che hanno seguito l’evento in tv.

Salesforce integra Commerce Cloud con le inserzioni dinamiche di Facebook

La società Salesforce annuncia l’integrazione di Commerce Cloud con le inserzioni dinamiche di Facebook. Grazie all’intesa, i brand possono ora investire su Commerce Cloud e Facebook per far arrivare ai clienti, attraverso nuove modalità, informazioni di prodotto pertinenti e guidare così la conversione in acquisto.


Con le Dynamic Ad Insertion, i clienti di Commerce Cloud possono dunque ora far arrivare il proprio brand e i prodotti a una audience enorme, attiva e coinvolta (Facebook include oltre 1,1 miliardi di utenti attivi ogni giorno) e riportare, inoltre, gli acquirenti sul loro sito e, infine, aumentare la conversione e le vendite. Commerce Cloud è la piattaforma cloud commerce di livello enterprise che consente ai brand di estendere l’attività su più canali, tutti uniti da una piattaforma di commercio centralizzata e gestita centralmente. L’integrazione diretta di Commerce Cloud con Facebook e Instagram connette il catalogo dei prodotti a queste piattaforme e aggiunge sul sito del brand il pixel di Facebook per il monitoraggio dell’attività. L’integrazione diretta con Facebook rende l’abilitazione semplice e veloce anziché dover spendere tempo e denaro per lo sviluppo personalizzato.

Il vantaggio per i brand consiste nella possibilità di sfruttare l’integrazione di Commerce Cloud con Facebook per promuovere facilmente i propri prodotti e gestire gli annunci attraverso lo stesso pannello di controllo che usano per gestire il sito. Questo è un principio fondamentale per una piattaforma commerce unificata: poter gestire da un’unica piattaforma tutti i canali di vendita e diventare così ancora più produttivi. 
Il Distributed Commerce, ovvero l’acquisto da qualsiasi dispositivo, piattaforma o app connessi a internet, avrà un impatto significativo sul retail. Di fatto sta mutando radicalmente i modelli tradizionali di acquisto: i consumatori, infatti, non seguono più un percorso lineare ma si muovono tra diversi punti di contatto. Questo modello presenta anche un significativo vantaggio per i principali rivenditori e brand che possono implementare in maniera veloce e dinamica queste capacità.

L’integrazione di Commerce Cloud nelle Inserzioni Dinamiche di Facebook è attualmente in fase beta e sarà disponibile nel primo trimestre del 2017 per i clienti di Commerce Cloud. 

Google lancia la Dynamic Ad Insertion per i video-on-demand

Oggi più della metà degli annunci pubblicati dai publisher attraverso DoubleClick passa dai dispositivi mobili. Allo stesso tempo, il contenuto che cresce più velocemente su tutti i canali digitali è il video. Per questo Google ha annunciato alcuni nuovi prodotti in beta che possono andare incontro alle necessità degli editori quando si confrontano con un mondo sempre più orientato al video e al mobile.native

Il primo annuncio riguarda infatti il nuovo formato video per gli annunci nativi su DoubleClick disponibile in beta. Da Maggio 2016, le impression di annunci nativi servite da DoubleClick sono più che raddoppiate, grazie a editori come The New York Times, Aller Media, Vogue e eBay. Con l’aggiunta del video alle soluzioni di annunci nativi, i publisher possono attrarre i budget premium del video anche sui loro contenuti non-video.

I contenuti streaming su dispositivi mobile sono la nuova destinazione per il video digitale. L’anno scorso, afferma Big G, le impressioni degli annunci sulle Connected TV attraverso DoubleClick Bid Manager sono cresciute di oltre il 225%.

All’inizio di quest’anno, è stato lanciato Dynamic Ad Insertion (DAI) per le live TV su DoubleClick, utilizzato dalla francese TF1 e dall’americana Fox News, in modo da offrire le opportunità della pubblicità indirizzabile anche ai broadcaster.

Ora Google ha rilasciato un’offerta in beta per estendere la Dynamic Ad Insertion ai video on demand (VOD). Alcuni editori stanno già inserendo annunci rilevanti e altamente mirati in contenuti VOD, sia brevi che lunghi, su tutti i dispositivi, riuscendo inoltre a eliminare il problema del buffering. Questa offerta sarà disponibile sia per vendite dirette che per campagne in programmatic.

Come si applica la Dynamic Ad Insertion agli spot televisivi

Un paio di settimane fa, Adobe ha annunciato il potenziamento dei propri strumenti per la monetizzazione degli spazi pubblicitari delle tv connesse, con un arricchimento della propria piattaforma tecnologica video Primetime. In particolare, sarà disponibile anche sulla tv lineare l’inserimento dinamico delle pubblicità, già attuabile per i device VOD e OTT (leggi qui l’articolo dedicato).

In altre parole, sarà ora possibile sostituire un annuncio pubblicitario posizionato all’interno della diretta live con un altro targettizzato su uno specifico utente, senza interruzioni. E detto così, sembrerebbe un significativo passo avanti verso l’applicazione del Programmatic Buying al mezzo televisivo.

Di questa opinione sembra essere anche Pierpaolo De Vita, Sales Specialist, Advertising Solution Leader di Adobe, che abbiamo contattato per farci raccontare come funziona la Dynamic Ad Insertion e come viene implementata su Primetime.

Pierpaolo, come si applica la Dynamic Ad Insertion al mezzo televisivo?

«Grazie alla Dynamic Ad Insertion è possibile deliverare annunci su tutte le piattaforme o device, in maniera completamente agnostica. L’integrazione col motore di Ad-decisioning di Adobe ed eventuali terze parti come adserver ed SSP, consente la gestione dell’inventory con la funzionalità di ad routing, che in sostanza apre le porte alla gestione programmatica dei break pubblicitari. Infatti è possibile assegnare le interruzioni pubblicitarie in maniera esclusiva, su base d’asta, o con l’assegnazione percentuale».

E il targeting? Sulla base di quali dati si stabilisce che un preciso posiziomento è “ad hoc” per un determinato utente?

«L’integrazione nativa con il CMS Adobe Experience Manager, con Adobe Analytics e con Adobe Audience Manager, la nostra DMP, consente di importare i metadati che rappresentano ogni canale, serie, episodi, e asset video per creare targeting basati sui contenuti, sfruttare i segmenti di audiences direttamente dalla DMP ed ottenere report con un solo click. Le funzionalità predittive di Adobe Analytics consentono inoltre di ottenere accurate previsioni sul rendimento degli annunci eseguendo simulazioni complete che utilizzano tutti i dati disponibili, piuttosto che solo un campione.

Primetime, tra l’altro, è il primo ad-server audience-centrico, in grado di customizzare l’esperienza pubblicitaria ed il targeting, consentendo allo stesso tempo la deduplica ed il frequency capping delle audiences cross-device, minimizzando così lo spreco di inventory e massimizzando di conseguenza le revenue».

Quando si parla di tv lineare si parla di grandi numeri di audience, basti pensare a grandi eventi mediatici come le Olimpiadi. Non c’è il rischio, in questi casi, che l’erogazione “fluida” degli spot pubblicitari possa risentirne?

«In realtà, con la possibilità di gestire contenuti video lineari, in diretta o VOD, lato client, e l’inserimento di annunci dinamici lato server si vanno a creare esperienze pubblicitarie senza soluzione di continuità, senza errori di buffering o di riproduzione. Aggiungo inoltre che il flusso dati unico rappresenta un ottimo deterrente per gli adblocker».

Adobe porta la pubblicità data-driven sulla tv lineare con le Dynamic Ad Insertion

Nonostante la televisione sia ormai un mezzo multiscreen resta di fatto che, ancora oggi, il televisore di casa è lo strumento più utilizzato per guardarla. Secondo una recente ricerca di Adobe, infatti, il tempo speso sulle Tv connesse è aumentato del 149% anno su anno nel secondo trimestre del 2016, posizionandosi ben al di sopra di browser e device Android e iOS.

In linea con questa tendenza, Adobe ha deciso di potenziare i propri strumenti per la monetizzazione degli spazi pubblicitari delle tv connesse, annunciando un arricchimento della propria piattaforma tecnologica video Primetime, volto a fornire l’inserimento dinamico delle pubblicità (già disponibile per i device VOD e OTT) anche nella tv lineare.

Secondo il blog post con cui la società ha dato l’annuncio, è la prima volta che una soluzione consente di modificare la pubblicità inserita in uno streaming tv lineare nei vari schermi. In particolare, sarà possibile sostituire un annuncio pubblicitario posizionato all’interno della diretta live con un altro targettizzato su uno specifico utente, senza interruzioni.

Il targeting terrà conto di diversi data point: dal tipo di device, alle caratteristiche comportamentali del pubblico, dalla segmentazione Nielsen a informazioni psicografiche. Il tutto, naturalmente, per fornire pubblicità quanto più personalizzata e rilevante per l’utente.

Alla base di queste capacità di dynamic ad insertion, un approccio ibrido che tiene conto di un inserimento dinamico server-side (dunque nel Cloud) o client-side (nei vari device). E una tecnologia potente, in grado di poter supportare i numeri della tv lineare, soprattutto in occasione di grandi eventi mediatici come le Olimpiadi, ad esempio, senza che l’erogazione dello spot risenta di ritardi o “singhiozzi”.

«La Dynamic ad insertion nell’on-demand è una tecnologia già avanzata, ma la sfida nel video live è che quando c’è un break pubblicitario, c’è un pubblico di 1,5 milioni di persone che guarda il contenuto da diversi device, e quando il break inizia ci si trova a dover erogare 1,5 milioni di pubblicità dinamiche targettizzate, oppure tornare alla pubblicità in diretta. Quindi c’è bisogno di un software molto potente, e questo è quello che Adobe offre», dichiara in proposito Campbell Foster, marketing director di Adobe Primetime.

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