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I professionisti credono nel marketing data-driven: “Fa crescere i ricavi”

L’utilizzo dei dati nei processi decisionali è ormai una tendenza consolidata nel settore del marketing. Sono sempre più i professionisti che continuano ad investire e a beneficiare dalla spesa nel marketing data-driven.

L’ultima conferma proviene da un sondaggio, condotto nel terzo trimestre del 2016, dalla Data & Marketing Association (DMA) e da Winterberry Group, che ha coinvolto gli stessi membri dell’associazione. Molti marketer hanno dichiarato l’intenzione di aumentare la spesa sul marketing data-driven alla fine del 2016. Oltre il 40% dei rispondenti si è aspettato di aumentare la spesa “significativamente” o “lievemente” nel T4 2016.

E ci si aspetta anche che questi investimenti abbiano un impatto positivo sui ricavi delle aziende. Oltre il 40% dei professionisti intervistati da DMA e Winterberry ha previsto che i ricavi da marketing data-driven relativi al quarto trimestre 2016 sarebbero cresciuti “significativamente” o “sensibilmente”.

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Marketing data-driven: quali sono le tecniche preferite dagli operatori?

Poiché il termine “marketing data-driven” si riferisce ad un ampio spettro di tattiche, un’altra ricerca, di Dun & Bradstreet con dati relativi a settembre 2016, si è proposta di individuare quelle più utilizzate. Molti operatori americani Business-to-Business hanno citato il marketing e la pubblicità cross-canale prima e cross-dispositivo poi, con il targeting lookalike al terzo posto.

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Programmatic nel B2B: il 65% delle aziende vuole aumentare l’investimento

Il programmatic guadagna popolarità, anche quando si tratta di B2B.

Lo dimostra una ricerca focalizzata proprio su questo settore di Dun & Bradstreet, società di consulenza in ambito B2B del New Jersey, secondo cui la grande maggioranza delle aziende che investono in pubblicità B2B ha intenzione di aumentare la spesa in programmatic adv nel 2016. Circa i due terzi dei marketer intervistati (65%), in particolare, ha in piano di incrementare il proprio investimento in programmatic.

Lo studio, realizzato in Usa, rileva inoltre che per ben il 78% degli investitori B2B interpellati, la spesa in programmatic sarà superiore al 50% del budget totale il prossimo anno.