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S4M lancia il modello Cost per Incremental Visit nelle campagne drive-to-store

S4M, piattaforma ad-tech specializzata nelle campagne drive-to-store, ha annunciato il lancio di un nuovo nuovo modello di acquisto, il Cost Per Incremental Visit (CPIV). Scegliendo questa opzione, i clienti pagheranno esclusivamente per le visite in negozio generate dalle impression delle campagne online.

Il tradizionale cost-per-visit (CPV) è già uno standard nel settore, ma non è un indicatore esaustivo dell’efficienza di una campagna digitale con obiettivi di drive-to-store. Il risultato ottenuto misurando il numero totale di visite in un negozio può infatti includere consumatori che sono stati indotti all’azione da altri mezzi come la televisione, la radio o i cartelloni pubblicitari.

Invece, con il CPIV di S4M, i brand potranno essere certi che i risultati delle campagne drive-to-store non comprendono il numero di visitatori totali, ma tengono conto solo delle visite generate direttamente dalle campagne digital. La piattaforma Fusio di S4M permette infatti la differenziazione delle visite, con il supporto di un’ampia scelta di attori indipendenti di 3rd-party per realizzare la misurazione.

Inoltre, questo modello di acquisto è customizzato, per ogni advertiser, in base al settore merceologico, al periodo della campagna, alla notorietà del marchio e ai target da raggiungere.

L’intelligenza artificiale presente nella piattaforma riesce a calcolare e ottimizzare le campagne in tempo reale mettendo a confronto i dati dei gruppi di utenti esposti e i dati dei non esposti. L’obiettivo è quello di garantire un aumento delle visite in negozio e nello stesso tempo migliorare l’analisi del comportamento dell’utente, ottimizzando alcuni parametri quali il target di prossimità, i format creativi, le liste dei publisher e i tipi di device.

«Una strategia drive-to-store in grado di aumentare le visite in un punto vendita fisico partendo da una campagna online rappresenta un potenziale enorme per i retailer. E’ importante sottolineare che ogni visita ha un costo che non può essere fissato a priori. Per esempio, il costo reale dell’aumento delle visite di un consumatore in un fast food non è identico a quello del potenziale acquirente di un’automobile in una concessionaria», spiega il country manager di S4M Italia Andrea Pongan. «Questa nuova attenzione incentrata sull’aumento delle visite in store è un cambiamento rivoluzionario per i marketer e non c’è dubbio che questo approccio diventerà il nuovo KPI del settore».

Con questa novità, S4M conferma il proprio impegno per fornire ai clienti soluzioni che garantiscono risultati concreti nei negozi: alla fine del 2016, S4M aveva già lanciato il CPLP (cost-per-landing-page) che conteggia il costo delle visite agli e-shop generate direttamente dalle impression pianificate online.