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GMG Production diventa DoubleClick Certified Marketing Partner

Il programma DoubleClick Certified Marketing Partner è stato lanciato nel luglio 2016 con l’obiettivo di mettere in contatto gli advertiser con gli esperti di marketing per utilizzare al meglio DoubleClick. E da oggi, fa parte di questo programma anche GMG Production.

Ad annunciare l’entrata nel programma è la società con un comunicato ufficiale, in cui spiega che: “Grazie allo sviluppo di campagne Dynamic Data Driven, realizzate e gestite in sinergia tra GMG+ e DoubleClick by Google, l’agenzia è stata in grado di sviluppare campagne Dynamic Data Driven a livello internazionale con alcuni importanti clienti, fra cui Alitalia, Bulgari e Infinity (gruppo Mediaset), campagne reputate ad oggi fra i più importanti benchmark a livello globale”.

L’agenzia ha sede a Roma, e con più di 20 anni di esperienza advertising a livello globale si propone come un partner a supporto di brand, agenzie media e creative, non solo fornendo tutti gli strumenti più idonei allo sviluppo dei progetti di comunicazione, ma anche elaborando complesse strategie per l’ottimizzazione di tutto il processo di acquisizione prospect e dei vari livelli del conversion funnel.

“Con l’ufficialità della certificazione Google Creative DCMP, GMG+ apre un nuovo capitolo in collaborazione con Google e potrà valorizzare i prodotti innovativi offerti ai propri clienti“, conclude il comunicato.

Google, il sistema di misurazione di YouTube anche su DoubleClick e Display Network

Il sistema di misurazioni di YouTube, è ora utilizzabile sui media acquistati attraverso DoubleClick e Google Display Network. Ads Data Hub è progettato per fornire insight della spesa pubblicitaria e delle performance di campagna sulle proprietà di Google, rispettando al contempo la privacy degli utenti.

L’obiettivo è risolvere le incongruenze nelle misurazioni emerse, specialmente in ambiente mobile, a causa della frammentazione nell’ecosistema”, ha dichiarato Geoff Samek, Senior Product Manager for Ads Data and Privacy di Google.

Ads Data Hub è attivo nel deposito di dati analitici di Google, BigQuery, che mantiene sicure le informazioni mentre impedisce ad inserzionisti e venditori di tecnologica di estrarre dati individuali. Attraverso questo strumento, i marketer possono immettere i loro dati di prima o terza parte nel database per combinarli con dati post-campagna associati ai vari ID utente, incluse le informazioni sull’accesso degli utenti.

In questo modo, gli inserzionisti e i loro venditori ad-tech possono accedere una maggiore quantità di dati anonimizzati rispetto a quelli accessibili impiegando per un pixel per la misurazione.

Google ha recentemente annunciato una serie di altre novità relative a DoubleClick: un flusso di lavoro orientato al machine learning per Bid Manager e la prossima disponibilità dello strumento di misurazione Unique Reach (leggi l’articolo).

Pianificazioni e misurazioni più “intelligenti”: in arrivo novità per DoubleClick

In occasione della sua conferenza Marketing Next, Google ha annunciato novità anche per la sua piattaforma pubblicitaria DoubleClick.

Gli annunci sono relativi in particolare a DoubleClick Bid Manager e sono volti a rendere la DSP uno strumento più versatile per le pianificazioni e le misurazioni. Lo ha spiegato la stessa Google in un blog post, in cui ha rivelato l’intenzione di rendere Bid Manager una soluzione end-to-end che possa aiutare i clienti a raggiungere la giusta audience e soddisfare gli obiettivi di brand.

Se la parola d’ordine al recente I/O di Google è stata “machine learning”, sono proprio l’intelligenza artificiale, insieme ai dati e all’automazione, gli elementi base delle innovazioni che investiranno presto la piattaforma. Google, infatti, ha intenzione di portare il potere del machine learning nei sistemi di pianificazione delle campagne, con un nuovo flusso di lavoro all’interno di Bid Manager.

“Bid Manager utilizza il machine learning per analizzare le tue campagne precedenti e capire cosa ha performato meglio. Con queste informazioni, suggerirà l’inventory e il targeting più giusti per raggiungere il tuo pubblico, sulla base dei tuoi precisi obiettivi di marketing. Il risultato è un media plan ottimizzato, tagliato sul tuo business, che puoi poi aggiustare, approvare e attivare con un solo click”, recita il blog post, aggiungendo che la novità è stata utilizzata da clienti come National Bank of Canada, ed ha contribuito a ridurre il lavoro manuale e il tempo richiesto per passare dalla pianificazione al lancio della campagna.

Un’altra novità annunciata è l’arrivo di Unique Reach su DoubleClick. Lo strumento, che consente di misurare metriche come reach e frequenza, è stato recentemente lanciato su YouTube in AdWords, e adesso arriva sulla piattaforma per la misurazione di tutte le campagne video e display, indipendentemente dalla property su cui sono pianificate. “Unique Reach aiuta a misurare il numero di utenti unici e la media delle impression-per-utente degli annunci video e display. Le misurazioni sono de-duplicate sui vari dispositivi, campagne, inventory e formati, in modo che tu possa vedere quante persone hai raggiunto e quanto spesso le hai raggiunte”, spiega Big G nel blog post.

Lo strumento sarà disponibile su DoubleClick più avanti nel corso di quest’anno.

Sempre a proposito di metriche, Google ha annunciato in questi giorni anche l’arrivo del sistema di misurazione di YouTube su DoubleClick e Display Network (leggi l’articolo).

Axel Springer abbandona l’ad server di Google e sceglie AppNexus

Axel Springer non utilizzerà più DoubleClick for Publishers, l’ad-server di Google. Al suo posto, la società editrice tedesca ha scelto la piattaforma di AppNexus, una mossa che si inserisce all’interno di una più ampia collaborazione tra le due strutture.

La transizione comincerà a partire dall’anno prossimo, quando marchi come Bild, Welt e Business Insider adotteranno gradualmente le tecnologie della società ad-tech indipendente.

Alcune delle testate digitali di Axel Springer erano già connesse a porzioni della piattaforma di AppNexus, come, ad esempio, lo strumento di marketing predittivo Yeldex, ma l’espansione degli accordi comporta che alla fine ognuna di loro impiegherà le tecnologie di monetizzazione della società ad-tech. Sono inclusi nell’integrazione gli inventari desktop e mobile su formati display, video e nativi, che potranno essere venduti attraverso canali garantiti o in open exchange.

AppNexus si è rifiutata di esprimersi circa le motivazioni che hanno guidato l’operazione, tuttavia ha sottolineato alla testata The Drum che le ragioni risiedono nelle stesse caratteristiche della piattaforma tecnologica, “aperta e programmabile”. Come conseguenza della collaborazione, i marchi dell’editore saranno in grado di interconnettere le inventory uno con l’altro e collegarsi a “processi di clienti esterni”.

Al di là del caso specifico, la mossa di Axel Springer rivela risvolti importanti, potendo essere letta come il tentativo di un grande editore di uscire dalla sfera di Google. La stessa Google che oggi domina insieme a Facebook il mercato pubblicitario, come recentemente confermato da un report di Zenith. In realtà, non si tratta del primo tentativo in tal senso: come ricorda The Drum, quello di Axel Springer è solo l’ultimo di una serie di esempi di editori che decidono di affidarsi a partner indipendenti che possano aiutarli ad acquisire, gestire e monetizzare audience nel web aperto. Cosa peraltro ulteriormente confermata dalla sempre maggiore adozione di tecnologie di header bidding da parte dei publisher.

Le preoccupazioni sulla trasparenza e l’esigenza di massimizzare i ricavi porteranno altri editori a un cambio di rotta strategico? Vedremo. Intanto Google continua a godere di ottima salute: secondo l’ultima trimestrale, nei primi tre mesi dell’anno il colosso di Mountain View ha messo a segno oltre 5 miliardi di utili e una crescita del fatturato sopra le aspettative, trainata proprio dall’advertising.

Google espande l’offerta di Programmatic native. Focus sul settore viaggi

Nel mese di luglio Google ha iniziato ad offrire l’acquisto di formati native in Programmatic, attraverso il suo network DoubleClick, con un programma pilota, già testato da Hilton e San Francisco Travel Association, che permette agli editori di rendere disponibile agli inserzionisti il proprio inventario contestuale.

Ora Big G sta ampliando il progetto alla fase beta aperta, rivolgendosi in maniera particolare alle aziende del settore viaggi.

I marchi possono gestire campagne native multiple caricando tutti gli elementi dell’annuncio nella piattaforma di Google, che li ottimizza per adattarli alle diverse piattaforme degli editori, come siti e app.

In un articolo sul blog ufficiale, Mountain View ha dichiarato di intendere lavorare con più aziende per testare variazioni differenti di campagne native. Ha poi affermato che, nell’ultimo anno, è stata al lavoro con il The New York Times e Washington Post per aiutarli ad adottare annunci contestuali.

“Sin dal lancio, abbiamo visto molta eccitazione tra gli inserzionisti che vogliono iniziare ad utilizzare le soluzione, le prime campagne stanno ottenendo successo”, ha dichiarato Jason Bigler, product management director di DoubleClick.

Erbs, Google: «La creatività ha bisogno del Programmatic per affrontare le nuove sfide del digitale»

Tra i protagonisti della seconda giornata dell’IF! Italians Festivalorganizzato e promosso dall’Art Directors Club Italiano e Assocom/Pr Hub al Teatro Franco Parenti di Milano, c’è stata Katie Erbs, Platforms Branding & Creative Strategy Lead, EMEA di Google. Intervistata a margine del suo intervento dedicato al real-time marketing, Erbs ha descritto il ruolo che Google svolge in supporto alla creatività in ambito pubblicitario, approfondendo, in modo particolare, il grande tema del rapporto tra tecnologie programmatiche e creatività.

Questa manifestazione è dedicata principalmente alla creatività, perché Google è qui oggi a parlare di questo? Cosa state facendo, nello specifico, per incentivarla e sostenerla?

Ci troviamo in un momento in cui la creatività tradizionale è ancora molto rilevante ma in cui, allo stesso tempo, le modalità di consumo dei media da parte degli utenti stanno cambiando. Le persone sono arrivate a possedere un’ampia gamma di dispositivi connessi e gli operatori dell’industria devono pensare a rendere rilevanti le creatività su tutti questi diversi ambienti. Google è presente in ognuno di loro, siamo ben posizionati per aiutare i creativi a valorizzare il loro lavoro, con il fine di fornire le migliori esperienze per i clienti.

Dal punto di vista di DoubleClick, forniamo diversi strumenti che i creativi possono sfruttare all’interno del canvas, noi siamo lì con la tecnologia e loro con le idee.

Nell’industria digitale c’è chi pensa che il Programmatic possa limitare la creatività. Che rapporto c’è tra di essa e questo tipo di tecnologie?

È una situazione che si sta evolvendo, negli ultimi anni abbiamo fatto molta strada. Il Programmatic può sicuramente potenziare la creatività, costituisce la piattaforma attraverso cui veicolare storie fantastiche. Esso permette di parlare ad un target specifico, in un momento preciso, con un messaggio definito ma, ad ogni modo, le idee hanno bisogno di essere creative e in grado di emergere.

Il Programmatic deve esser visto come uno strumento capace proficuamente di connettere in tempo reale dati e insight all’interno dei vari processi, e proprio perché le creatività partono sempre dagli insight, chi sono i consumatori, cosa li guida, ecc., bisogna considerare il Programmatic come una grande opportunità, non come una barriera.

Quindi pensa che, almeno sul lungo periodo, le agenzie abbandoneranno gli scetticismi per adottare un approccio differente verso lo strumento?

È essenziale che si adeguino a questo nuovo scenario, specialmente se guardiamo ai media digitali. Gli investimenti in Programmatic stanno aumentando vertiginosamente, gran parte della spesa in media si sta direzionando proprio verso questo spazio. Se i creativi non accettano e adottano queste tecnologie si troveranno in difficoltà.

Su quali prodotti è al lavoro Google ultimamente?

Stiamo investendo molto in questo segmento e aumentiamo i nostri sforzi per avvicinare i flussi di lavoro creativo al Programmatic. Il nostro obiettivo per i prossimi anni è semplificare le nostre piattaforme automatizzando alcune funzionalità, come quelle relative alla pianificazione; in questo modo, i creativi si potranno concentrare sulle strategie e sugli aspetti più strettamente relativi al loro lavoro.

L’altra area di lavoro in cui siamo impegnati è quella dei formati e dell’innovazione, abbiamo già unità mobile e video nel nostro portafoglio ma abbiamo da poco presentato dei formati nativi in Programmatic insieme con formati brand-friendly molto impattanti e con alti livelli di viewability.

Google, le ultime novità pubblicitarie

Nel corso di questi tre mesi, Big G ha rilasciato diverse soluzioni in ambito pubblicitario. Innanzitutto, AMP for Ads, progetto open-source che permette di creare formati di qualità in AMP HTML, per cui ha collaborato con una comunità globale di editori e altre aziende tecnologiche; poi AMP Landing Pages, pagine veloci e personalizzabili che gli inserzionisti possono creare per fare in modo che l’esperienza ottimizzata continui sulla loro landing page; i formati native in Programmaticle estensioni di località e le metriche sulle visite in negozio per Google Display Network e, infine, il remarketing cross-dispositivo.

Programmatic Direct: le principali tendenze secondo Google

La pubblicità programmatica è stata interessata negli ultimi anni da una crescita esponenziale; secondo uno ricerca di eMarketer, due terzi degli annunci display negli Stati uniti è scambiata in maniera automatizzata e anche il Programmatic Direct sembra seguire questa tendenza positiva.

Alcune settimane fa Paul Muret, VP of Display, Video and Analytics di Google ha annunciato che il numero di transazioni in questa modalità su DoubleClick Ad Exchange è triplicato nel solo 2015. Proprio in uno studio di Mountain View intitolato “Lo stato del Programmatic Direct“, attraverso un’analisi dei recenti dati estratti dalla piattaforma sono emerse le tendenze principali relative al Programmatic Direct, nonché le relative implicazioni per editori, inserzionisti e utenti.

Innanzitutto, si è registrato che a livello globale, da ottobre 2014 a dicembre 2015, più di un quarto di tutti gli scambi di impressioni in questa modalità su DoubleClick Ad Exchange è avvenuto nell’area EMEA. In un periodo di quindici mesi, le impressioni in Programmatic Direct nella regione sono più che raddoppiate. Germania, Italia e Regno Unito hanno generato il maggior volume totale, contribuendo per circa la metà del volume di annunci erogati in Europa, Medio Oriente e Africa.

I desktop sono stati molto usati per effettuare acquisti, tuttavia nell’ambito della pubblicità programmatica hanno registrato un calo di oltre il 15% nella finestra temporale in esame perché inserzionisti ed editori si sono adeguati alle abitudini di connessione di consumatori sempre più mobili. La quota di impressioni relativa al web mobile nell’area EMEA è più che raddoppiata.

La crescita registrata nei settori Libri e letteratura, Bellezza e fitness, Hobby e tempo libero è legata alla tendenza dei consumatori a cercare consigli e suggerimenti immediati e online. I dati relativi agli editori dei settori Notizie e Arti e intrattenimento collegati agli acquirenti rappresentano il 30% delle impressioni Programmatic Direct su DoubleClick Ad Exchange (rispetto alle tendenze globali). Di particolare interesse nella regione EMEA, il verticale Computer ed elettronica è cresciuto con una velocità superiore del 35% rispetto al resto del mondo.

Google, corre il Programmatic Direct: triplicato il numero di deal su DoubleClick AdExchange nel 2015

Il numero di accordi in Programmatic Direct su DoubleClick AdExchange è triplicato nel 2015.

A comunicarlo è la stessa Google, nell’ambito di una chart interattiva in cui Big G descrive l’andamento del business sulla sua piattaforma tra ottobre 2014 e dicembre 2015, includendo private auctions, preferred deals e programmatic guaranteed.

A trainare l’aumento degli accordi nel periodo in esame sono state le impression mobile, in crescita quattro volte più velocemente di quelle desktop. I dati comprendono tutte le DMP, e approfondiscono anche il business del Programmatic Direct sulla piattaforma per regioni e per categorie merceologiche.

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Globalmente, sempre più aziende ed editori stanno ricorrendo al Programmatic Direct. L’aumento delle impression erogate negli Stati Uniti è solo leggermente superiore a quello nel resto del mondo. Nell’area EMEA, in particolare, diversi Paesi hanno fatto riscontrare performance particolarmente positive. Tra questi c’è l’Italia, che insieme a Germania e Regno Unito copre la quota più alta di impression totali, mentre i trend di crescita più alti sono riscontrati in Ucraina, Turchia e Spagna, in cui le impression erogate in Programmatic Direct sono più che raddoppiate nei 12 mesi.

Quanto alla tiologia di editori che più di altri adottano questa tipologia di trading pubblicitario, ai primi posti ci sono i verticali di Shopping, Libri & Letteratura e Hobby & Tempo Libero, in cui gli annunci erogati in Programmatic Direct sono aumentati in media del 10% mese dopo mese, rispondendo a un aumento della domanda. Di seguito alcuni dati relativi al mercato italiano.google-direct-programmatic

 

Toyota: al via “King of The Flow” per il lancio di C-HR. Per la lead generation scelto un planning in programmatic

Toyota lancia “King of The Flow”, l’iniziativa che da luglio a ottobre preparerà l’arrivo sul mercato italiano di Toyota C-HR, il crossover compatto che da fine 2016 dominerà le metropoli. E il programmatic è parte fondamentale della strategia.

Quattro le agenzie coinvolte – Saatchi & Saatchi, Publicis Consultants Italia, Zenith e Ambito5 – che hanno lavorato in sinergia nello sviluppo di questa campagna di comunicazione integrata. Idea creativa, sviluppo del sito, video dei candidati (Saatchi & Saatchi), pianificazione media (Zenith), gestione dei social media Toyota (Ambito5), ideazione e gestione degli eventi e relazioni media e blogger (Publicis Consultants Italia).

“King of The Flow” avrà le caratteristiche di una vera campagna elettorale nello stile delle primarie americane, accentuando quegli aspetti comunicativi ormai propri dei reality show televisivi. Con questa chiave sono stati ideati da Saatchi & Saatchi contenuti originali, come le video candidature, attraverso le quali gli aspiranti al “trono” raccontano la propria idea di Flow.

La meccanica vedrà otto candidati – due per ognuna delle quattro città selezionate – sfidarsi e confrontarsi per convincere gli italiani che la loro visione del “Flow” è la migliore in assoluto, ottenendo poi il voto online del pubblico.

Per questa campagna di comunicazione integrata sono stati scelti due ambasciatori, Giorgia Palmas e Vittorio Brumotti, che saranno volto, voce e raccordo delle varie fasi dell’iniziativa.

Quattro le città rappresentative: Milano, Roma, Napoli e Lecce.

A rappresentare Milano, la fashion blogger Veronica Ferraro e il bassista Saturnino. A rappresentare il flow di Roma ci saranno l’attore Francesco Montanari e Alessio Sakara, atleta di arti marziali miste.

Per Napoli, schierati l’attore Fabio Troiano e Fabio Attanasio, autore di The Bespoke Dudes.

Lecce e il Salento verranno svelati da Dolcenera, attrice e cantautrice, e dal gruppo musicale dei Sud Sound System.

Per incrementare l’effetto engagement, è stato studiato anche un tour. Nel corso dei mesi di campagna il Flow di Toyota C-HR, infatti, attraverserà in esclusiva le città selezionate. Sarà a Gallipoli al Parco Gondar dall’8 al 13 agosto, a Napoli a settembre in occasione del Napoli Pizza Village, a Milano durante la Milano Fashion Week, a fine settembre. L’evento conclusivo è poi previsto a Roma nel mese di ottobre.

Fino a quel momento, di tappa in tappa sarà online l’attività media di lead generation pianificata dalla sede romana di Zenith. I formati video veicolati tramite social media e programmatic buying spingeranno gli utenti a votare il proprio King of The Flow, facendo leva in recall sui contatti affini già esistenti e, insieme, ampliando la portata della comunicazione con nuovi contatti a target.

La campagna in programmatic sarà gestita attraverso i trading desk Vivaki e Doubleclick.

Obiettivo fissato è quello di raggiungere con la campagna di lead generation circa 30.000 contatti.

Tutto questo poi sarà seguito, a gennaio 2017, da una campagna ATL vera e propria, pensata per promuovere l’auto a quel punto svelata.

Da Toyota ci confermano che di fatto questo è il più importante lancio della seconda parte dell’anno. Nello specifico, l’iniziativa “King ofThe Flow” pesa sulla spesa in comunicazione prevista per il 2016, in linea con quella dello scorso anno, circa il 15%.

In generale, invece, la percentuale della spesa adv della casa d’auto dedicata all’online va ben oltre il 20% e, di questa fetta, il 20% è gestito in programmatic.

Google DoubleClick: tutte le novità Programmatic, dal Native ai formati Outstream

Google estende la portata della sua offerta di Native Programmatic.

L’acquisto di pubblicità contestuale automatizzata tramite DoubleClick era stata avviata da Google alla fine dello scorso anno (vedi l’articolo dedicato), ma all’epoca era limitata al solo ecosistema delle app. Da oggi invece, per la prima volta, Big G darà la possibilità alle aziende di comprare annunci native in Programmatic attraverso DoubleClick Bid Manager anche su web, sia su desktop che su smartphone e tablet. Le campagne si adatteranno al look and feel dei contenuti che le circonderanno sul sito dell’editore.

La mossa, ufficializzata dall’azienda in occasione dell’annuale Google DoubleClick Leadership Summit, conferma ulteriormente la volontà da tempo manifestata da Google di creare esperienze pubblicitarie migliori e più veloci sui media “on the go”.

“Invece di fornire creatività completamente disegnate, le aziende potranno caricare su DoubleClick le componenti della campagna, come headline, immagini, testi e così via, e DoubleClick automaticamente le assemblerà per adattarle al contesto e al formato del sito o dell’app in cui appariranno“, scrive Paul Muret, vice president of Display, Video and Analytics di Google in un blog post ufficiale. Naturalmente, la tecnologia erogherà automaticamente l’annuncio in posizionamenti Native.

Nel contempo, Google ha anche reso nota l’attivazione di una soluzione completa per la pubblicità contestuale su DoubleClick dedicata ai publisher, tramite cui gli editori possono mettere a disposizione la loro inventory native su web e app sia per la vendita in programmatic che per quella tradizionale.

Google e Time Warner Inc.: partnership globale per il Programmatic

Sempre parlando di editori, Google ha ufficializzato una importante partnership sul fronte Programmatic con Time Warner Inc. In base all’accordo, DoubleClick lavorerà con tutti i network e brand del gruppo (come Game of Thrones, Silicon Valley, Harry Potter e CNN) e con le sue agenzie per gli acquisti in Programmatic, l’ad serving e la misurazione a livello globale.

E Time Warner non è il solo a puntare sul Programmatic. Secondo dati di Google, nel 2015 le revenue video da Programmatic per tv e media company sono aumentate di oltre sei volte su DoubleClick for Publishers, la spesa video di aziende che hanno scelto il Programmatic Direct su DoubleClick Bid Manager è cresciuta di oltre 7 volte e il numero di trading in Programmatic Direct su DoubleClick AdExchange è triplicato.

Su Google DoubleClick arriva il Video Outstream

Google, infine, ha anche annunciato la disponibilità su DoubleClick for Publishers degli Outstream Video, formati pubblicitari resi popolari da player come Teads. Le aziende possono ora acquistare inventory video anche su siti che normalmente non ne possiederebbero, di fatto ampliando le possibilità di monetizzazione di questi ultimi.

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