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Google, niente privilegio del “last look” per AdX nel nuovo Exchange Bidding Dynamic Allocation

Qualche giorno fa avevamo riportato la notizia di un’accelerazione della roadmap di Google per il suo progetto Exchange Bidding Dynamic Allocation (qui l’articolo). Adesso emergono nuovi particolari su come funzionerà la piattaforma, l’alternativa di Big G all’header bidding, attualmente in fase beta.

Secondo quanto riporta AdExchanger, il progetto non vedrà più il privilegio del “last look” per AdX, un vantaggio che a lungo ha infastidito editori e piattaforme di scambio e ha gettato poi le basi per l’header bidding.

Nello specifico, come spiegato da Google in un suo documento ufficiale, tutti i partecipanti ad Exchange Bidding Dynamic Allocation, inclusi i partner del progetto Index Exchange, Rubicon Project, PubMatic, Sovrn, Smaato e Gamut, presenteranno insieme le loro offerte finali. Stessa cosa farà DoubleClick AdExchange, e il prezzo migliore si aggiudicherà lo spazio. «Raccoglieremo le offerte di ogni exchange, incluso AdX, e le metteremo in un’asta unificata dove la proposta economicamente più alta vincerà», ha spiegato Jonathan Bellack, director of product management di Google alla testata americana.

Prima, invece, AdX avrebbe potuto attendere le offerte di tutti gli altri ad exchange, per poi offrire di più e vincere l’asta.

Così, ad esempio, se in un’asta un inserzionista di AdX offre 3 dollari e un altro 1 dollaro, e una piattaforma esterna ne offre 2, secondo il vecchio modello AdX avrebbe potuto aspettare di sapere dell’offerta di 2 dollari e poi proporne 3. Adesso invece farà la sua offerta insieme agli altri, e sceglierà quella da 1 dollaro (il suo “second price”), perdendo lo spazio.

Una mossa che, secondo alcuni, potrebbe essere vista come una maggiore apertura di Google alle richieste del mercato di più trasparenza e neutralità.

Header bidding: Google accelera la roadmap del suo Exchange Bidding Dynamic Allocation

All’indomani dell’annuncio del debutto ufficiale di Facebook nell’header bidding (leggi qui l’articolo), Google accelera la roadmap del suo personale progetto EBDA.

Quella dell’header bidding è stata sempre vista come una tecnologia potenzialmente svantaggiosa per Big G, in quanto consente agli editori di far partecipare simultaneamente alle aste varie fonti di domanda, togliendo ad AdX quella che di fatto era prima una sua priorità.

Per questo, mentre sempre più operatori ad tech si dotavano di soluzioni dedicate e la tecnologia veniva adottata da un numero crescente di editori, Google ha annunciato lo scorso aprile il lancio della propria alternativa all’header bidding, chiamata Exchange Bidding Dynamic Allocation. Secondo quanto riporta la testata AdAge, Google farà partire l’open beta del progetto nei prossimi mesi, probabilmente già all’inizio di maggio. E in attesa di quella data, starebbe aggiungendo dozzine di partner tecnologici e centinaia di publisher alla piattaforma.

La scorsa settimana, Facebook ha annunciato la propria ufficiale entrata nell’header bidding, aprendo le inventory del suo Audience Network a una serie di partner tecnologici dotati di soluzioni di header bidding. Una novità che di fatto porta la tecnologia a un molto più ampio numero di utilizzatori, sia lato vendita che lato acquisto, e che, di conseguenza, mette non poche pressioni a Google e al potere di DoubleClick.

(Anche) l’Influencer Marketing si apre al Programmatic. Ecco come

Acquistare campagne di influencer marketing in modalità programmatica? Negli Stati Uniti è realtà.

ROI Influencer Media, società che si occupa di connettere le aziende agli influencer, ha siglato una partnership con MediaMath per dare ai brand la possibilità di acquistare campagne di influencer marketing in Programmatic, utilizzando i CPM standard. Gli acquisti avverranno tramite aste in tempo reale.

ROI Influencer Media offrirà a MediaMath accesso a un nutrito gruppo di celebrità, insieme a 425 star di internet del campo della moda e del lifestyle, che le aziende potranno utilizzare per distribuire contenuti brandizzati su pagine social, blog e siti. Il tutto in modalità automatizzata.

L’accordo verrà poi successivamente ampliato ad influencer di altri campi, tra cui viaggi, food, intrattenimento, sport e tecnologia.

ROI Influencer Media non è nuova a partnership di questo tipo. Alla fine di novembre, ha siglato analoghe collaborazioni con Rubicon Project, PubMatic, OpenX e DoubleClick Ad Exchange. L’obiettivo? Rendere il mercato fruttuoso degli endorser più semplice da raggiungere per inserzionisti e agenzie.

MediaMath integra il Programmatic Guaranteed di Google AdX: è il primo partner esterno

MediaMath integrerà sulla propria piattaforma il prodotto di Programmatic Guaranteed di Google DoubleClick Ad Exchange. E’ la prima volta che Google apre la propria soluzione a società esterne.

Oggi gli inserzionisti sono alla ricerca di nuovi modi di procurarsi inventory attraverso accordi diretti, in maniera efficiente e scalabile ma allo stesso tempo senza sacrificare la qualità. L’integrazione di MediaMath con il Programmatic Guaranteed di Google fa esattamente questo, velocizzando il flusso operativo tramite cui le aziende individuano e negoziano inventory di alta qualità.

Google stima che circa il 60% della spesa in pubblicità automatizzata andrà sul Programmatic Guaranteed entro il 2019.

«Siamo entusiasti di essere la prima società a cui Google ha aperto la sua offerta di Programmatic Guaranteed. La novità sarà attiva, tramite MediaMath, su tutti i mercati di DoubleClick AdX, ossia EMEA, APAC, LATAM e Nord America. Gli inserzionisti raggiungono un migliore ROI quando conducono questo tipo di accordi – è un must-have», commenta Tanuj Joshi, VP Global Media Partnerships di MediaMath.

«L’integrazione di MediaMath con DoubleClick Ad Exchange è un evidente esempio di come il Programmatic Guaranteed sta creando nuove opportunità di connessione per inserzionisti ed editori», aggiunge Chip Hall, Managing Director, Google Media Platforms.

TubeMogul rinnova la sua offerta display: nuovi accordi e soluzioni per i marketer

TubeMogul, piattaforma pubblicitaria cross-canale, ha annunciato un rinnovamento della sua offerta display per aumentare l’affidabilità della piattaforma e migliorare l’efficacia delle campagne cross-canale di brand e performance.

In virtù di questa operazione, l’azienda ha rinsaldato la sua collaborazione con Integral Ad Science, che ha oggi annunciato di aver raggiunto oltre 90 milioni di euro di fatturato, per un più ampio utilizzo dei suoi filtri pre-bid per la viewability e il traffico fraudolento. L’obiettivo è assicurare che gli annunci display siano sempre visualizzati da utenti reali.

Tubemogul ha anche introdotto il supporto per la funzionalità Deal ID sui private marketplace, inclusi DoubleClick Ad Exchange di Google, Index Exchange e Rubicon Project; una aggiornamento motivato dal fatto che la maggior parte delle inserzioni display è acquistata attraverso scambi privati.

L’azienda ha poi stretto un accordo con Jivox, una piattaforma per il marketing e la pubblicità digitale personalizzati, per erogare creatività dinamiche in formato rich-media. Attraverso l’integrazione, il team creativo interno di TubeMogul aiuterà i marketer a sviluppare annunci display rich-media altamente personalizzati, come banner espandibili, unità Rising Stars e creatività che cambiano dinamicamente basandosi su fattori come il tempo, la posizione, l’ora del giorno, dati clienti di prima parte e dati utenti di terza parte.

Inoltre, la società sta apportando delle modifiche al suo Non-Human Traffic Credit Program per includere formati display e nativi. Lanciato a febbraio per gli annunci video, il programma risarcisce automaticamente i clienti della piattaforma per il traffico identificato come fraudolento da White Ops. I nuovi termini saranno effettivi dal primo ottobre.

L’offerta display di TubeMogul mette in campo anche un nuovo algoritmo di ottimizzazione delle conversioni, che permetterà di incrementare le funzionalità già esistenti, come la gestione della frequenza attraverso i canali, il targeting per sito, dispositivo, pubblico, argomento e regione geografica oltre a strumenti per la trasparenza e la reportistica.

Programmatic Direct: le principali tendenze secondo Google

La pubblicità programmatica è stata interessata negli ultimi anni da una crescita esponenziale; secondo uno ricerca di eMarketer, due terzi degli annunci display negli Stati uniti è scambiata in maniera automatizzata e anche il Programmatic Direct sembra seguire questa tendenza positiva.

Alcune settimane fa Paul Muret, VP of Display, Video and Analytics di Google ha annunciato che il numero di transazioni in questa modalità su DoubleClick Ad Exchange è triplicato nel solo 2015. Proprio in uno studio di Mountain View intitolato “Lo stato del Programmatic Direct“, attraverso un’analisi dei recenti dati estratti dalla piattaforma sono emerse le tendenze principali relative al Programmatic Direct, nonché le relative implicazioni per editori, inserzionisti e utenti.

Innanzitutto, si è registrato che a livello globale, da ottobre 2014 a dicembre 2015, più di un quarto di tutti gli scambi di impressioni in questa modalità su DoubleClick Ad Exchange è avvenuto nell’area EMEA. In un periodo di quindici mesi, le impressioni in Programmatic Direct nella regione sono più che raddoppiate. Germania, Italia e Regno Unito hanno generato il maggior volume totale, contribuendo per circa la metà del volume di annunci erogati in Europa, Medio Oriente e Africa.

I desktop sono stati molto usati per effettuare acquisti, tuttavia nell’ambito della pubblicità programmatica hanno registrato un calo di oltre il 15% nella finestra temporale in esame perché inserzionisti ed editori si sono adeguati alle abitudini di connessione di consumatori sempre più mobili. La quota di impressioni relativa al web mobile nell’area EMEA è più che raddoppiata.

La crescita registrata nei settori Libri e letteratura, Bellezza e fitness, Hobby e tempo libero è legata alla tendenza dei consumatori a cercare consigli e suggerimenti immediati e online. I dati relativi agli editori dei settori Notizie e Arti e intrattenimento collegati agli acquirenti rappresentano il 30% delle impressioni Programmatic Direct su DoubleClick Ad Exchange (rispetto alle tendenze globali). Di particolare interesse nella regione EMEA, il verticale Computer ed elettronica è cresciuto con una velocità superiore del 35% rispetto al resto del mondo.