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Google, stop ai “managed services” sulle sue piattaforme pubblicitarie

In occasione del recente Google Marketing Partners, il summit dedicato ad agenzie, società di consulenza e altri fornitori di servizi, Google ha annunciato alcune importanti novità.

Stando a quanto riporta la testata AdExchanger, tra queste ci sarebbe la dismissione dei cosiddetti “managed services”, un tipo di servizio nato in passato per promuovere le piattaforme programmatic di Big G, e che consente a brand e agenzie di affidare a personale interno di Google la gestione delle proprie campagne su Google Display & Video 360, Search Ads 360, Google Analytics 360 o Campaign Manager.

Per il momento, la decisione di dismettere questi servizi è limitata ai soli Stati Uniti, e Google non ne ha annunciato una data ufficiale di termine. Tuttavia, come parte del processo di transizione, la società faciliterà il dialogo tra gli attuali clienti del programma e i propri Marketing Partner, con l’obiettivo di far loro acquisire i clienti che non seguirà più direttamente.

Secondo quanto scrive la testata, i Managed Services di Google sono utilizzati attualmente dal 30% di brand e agenzie.

Intanto, tra le altre novità annunciate da Big G, c’è anche una riorganizzazione dei criteri richiesti dai fornitori di servizi per diventare Premier Partner, il grado più alto di Marketing Partner solitamente affidato a quelle società che offrono competenze su un elevato numero di soluzioni e tecnologie Google.

Il colosso di Mountain View riorganizzerà ora questi criteri in “menù” di servizi che i partner dovranno provare di poter offrire: dalla marketing strategy alle strategie di misurazione, dal design organizzativo ad altre ampie aree. Tali gruppi di servizi verranno poi mappati all’interno di un modello “di maturità” sviluppato internamente dalla stessa Google.

Outbrain completa l’integrazione con la DSP di Google Display & Video 360

Outbrain ha completato l’integrazione con la DSP di Google, Display & Video 360 (DV360).

Grazie a questa operazione, l’intero portafoglio di inventory di Outbrain, piattaforma leader mondiale nel native advertising, è ora disponibile per gli inserzionisti e le agenzie sulla demand side platform di Google, attraverso la tecnologia BidSwitch.

Questa operazione rappresenta un passo importante nella strategia di Outbrain volta allo sviluppo del mercato della pubblicità nativa e del content discovery nel contesto del programmatic advertising. Dall’acquisizione di Zemanta nel 2017, la società si è impegnata per espandere la propria offerta e garantire ai marketer una flessibilità totale nelle loro strategie d’acquisto.

“La partnership con DV360 consente ai nostri clienti di accedere all’inventory native premium di Outbrain e riafferma ancora una volta il nostro investimento continuo nel programmatic e in soluzioni native innovative per i professionisti del marketing”, dichiara in una nota il Senior Vice President of Strategy della società, Gilad de Vries.

Gilad_de_Vries_Outbrain
Gilad de Vries

La possibilità di accedere attraverso un’unica sorgente di domanda a formati e canali diversi in modo integrato rappresenta un’importante opportunità per i brand e le loro agenzie. Tra i commenti raccolti da Outbrain in merito all’integrazione con la DSP di Google c’è quello di Philippe Imbert, Head of Adex and Programmatic Partnerships di TradeLab, che afferma:

“L’integrazione di Outbrain in DV360 significa per i nostri clienti poter raggiungere un target specifico attraverso editori premium, con un contestuale miglioramento delle prestazioni nella loro digital strategy”.

Con sede a New York e operativa in 55 Paesi del mondo, Outbrain ha di recente rafforzato considerevolmente la propria offerta attraverso l’acquisizione di Ligatus. Secondo dati recentemente diffusi, la piattaforma raggiunge una reach del 94,3% della popolazione online in Italia, del 95% in Spagna e del 76,8% nel Regno Unito, oltre che dell’88% negli Stati Uniti, per citare alcuni mercati chiave.

Su Google è ora possibile erogare campagne quando una squadra di calcio fa gol

Google annuncia una novità dedicata alle aziende che intendono raggiungere gli appassionati di sport.

Da oggi sono infatti disponibili per tutti gli inserzionisti sulla DSP Display & Video 360 i trigger in tempo reale, uno strumento che consentirà ai brand di targettizzare annunci video e display in base a speciali “momenti” di eventi sportivi come una partita di calcio o di basket.

I brand possono impostare dei trigger – ossia dei parametri di attivazione – predefiniti sui vari dispositivi, in modo che la campagna venga erogata non appena avviene l’evento. Possono anche utilizzare accordi in Programmatic Guaranteed per assicurarsi specifiche inventory “sportive” su TV connesse, in modo da costruire una connessione ancora più profonda con gli appassionati.

Come spiega su un blog post Stephen Chang, product manager di Display & Video 360, le aziende, dopo avere definito i trigger sulla DSP, potranno poi specificare quale creatività dovrà essere erogata in occasione del “momento” scelto. Ad esempio, potranno impostare un trigger per erogare una specifica campagna per 15 minuti durante l’intervallo di una partita della NFL, o per due ore dopo che i New England Patriots hanno vinto un game, o ancora per 20 minuti dopo che i Patriots o un determinato giocatore ha fatto un touchdown.

Attualmente, i trigger in tempo reale su Display & Video 360 sono disponibili per vari eventi sportivi, come la Champions League, la English Premier League, la NFL e la NBA, a cui Google conta di aggiungerne presto altri.

Google, targeting più granulare su DV360. Ecco le ultime novità

Google ha annunciato una serie di novità per la sua DSP Display & Video 360, volte a rendere più granulari le possibilità di targeting pubblicitario, in particolare quello relativo all’ambiente (desktop, mobile etc.) e al posizionamento degli annunci.

Le novità, che saranno ufficialmente attivate il 26 agosto, consentiranno di “migliorare il targeting di annunci display, video e audio, con una maggiore accuratezza e granularità; targettizzare esplicitamente nuove fonti di inventory, come l’outstream video tra i vari schermi, e trovare facilmente opzioni con un raggruppamento più pulito delle funzioni di segmentazione”, spiega Google nella sua pagina di supporto.

Gli aggiornamenti di targeting in base all'”ambiente” saranno ora focalizzati sugli ecosistemi web o in-app, e le opzioni relative ai dispositivi o ai posizionamenti saranno spostate dal targeting per ambiente a un differente pannello di controllo.

Inoltre, una nuova impostazione per il targeting di posizionamento raggrupperà tutti i controlli relativi alla posizione di un annuncio (come viewability e posizione di un annuncio video o audio) su uno schermo o all’interno di un contenuto.

Le novità per il targeting si rifletteranno anche a livello di reportistica, con nuove metriche e una riorganizzazione di quelle attuali.

Infine, in concomitanza con l’aggiornamento del 26 agosto, è previsto anche il lancio di una nuova versione degli Structured Data Files (SDF) della DSP, grazie a cui gli advertiser possono creare nuove campagne, insertion order e line item in formato CSV (comma-separated values). I nuovi Structured Data Files sono stati creati tenendo presenti le nuove opzioni di targeting.

Google punta su 3D e interattività con due nuovi formati su Display & Video 360

Google ha iniziato a testare sulla sua DSP Display & Video 360 due nuovi formati pubblicitari display interattivi e rich media.

Il primo si chiama Swirl e utilizza il 3D per rendere il messagio pubblicitario più accattivante e interattivo su mobile web. L’utente potrà infatti ruotare un oggetto in 3D e zoomarlo all’interno dell’annuncio. Tra i primi brand che stanno testando questo formato c’è Guerlain.

La creazione di questo tipo di campagne sfrutta Poly, la piattaforma 3D di Google, che grazie a un nuovo editor il cui lancio è previsto questa estate consentirà ai brand di costruire e modificare asset tridimensionali per i loro annunci.

L’altra soluzione è un formato live stream, che consente agli inserzionisti di estendere la reach della trasmissione live di contenuti brandizzati da YouTube a posizionamenti native display, grazie a un nuovo template in Google Web Designer. Il formato presenterà i classici pulsanti di YouTube per la riproduzione, la messa in pausa e la condivisione.

Google, sulla DSP Display & Video 360 arriva la TV lineare

Circa un mese fa, in occasione dell’evento Marketing Live, Google aveva annunciato alcune novità relative all’acquisto automatizzato di spot televisivi, volte soprattutto a standardizzare e semplificare gli acquisti su televisioni lineari e connesse.

Ma sulle piattaforme di Google è già possibile acquistare pubblicità su tv lineare? Negli Stati Uniti sì, secondo quanto rivela la testata AdExchanger. Google ha infatti avviato, proprio il mese scorso, i test in beta della vendita di inventory su tv tradizionale tramite la sua DSP Display & Video 360, attraverso un accordo con la società di ad tech televisivo WideOrbit.

Grazie a questo accordo, è attualmente possibile acquistare, in maniera automatizzata tramite la DSP, campagne su canali cable locali e network affiliati, che tipicamente prevedono un acquisto diretto e per emittente. Al momento il progetto è ancora alle primissime fasi, con selezionati partner e con la gestione delle transazioni pubblicitarie affidata alle singole piattaforme, ma sembrerebbe che Google stia lavorando a una versione self-service della tecnologia, il cui lancio potrebbe avvenire già entro l’anno.

Nel frattempo, Google sta anche cercando di ampliare i partner, con un’altra SSP televisiva, Clypd, in lizza per essere integrata questo autunno, e di ottimizzare i processi per risolvere alcuni ostacoli dettati dalla necessità di adattare a nuove tecniche la vendita di un mezzo ancora legato a modelli tradizionali. Ad esempio, lavorare con broadcaster che non vogliono necessariamente impegnarsi con l’intera stack di Google, o omologare le dinamiche di vendita (che sono diverse anche solo tra tv nazionale e locale), o ancora collegare gli exchange programmatici con i broadcaster, o sviluppare ulteriormente modelli e strumenti di targeting e misurazioni.

Ce la farà nel breve termine? Chissà. Resta di fatto che Big G ormai da tempo guarda con vivo interesse ai grandi budget televisivi, e, adesso che la TV sta definitivamente entrando nel mondo dell’ad tech, non vuole perdere il proprio posto nell’arena.

Google arricchisce la sua DSP con nuovi strumenti per l’acquisto di pubblicità tv

Anche quest’anno, in occasione della conferenza Marketing Live, Google ha presentato alcune novità relative alla sua offerta pubblicitaria. Tra di esse, c’è anche una serie di nuovi strumenti all’interno della sua DSP Display & Video 360 (ex DBM), che aprono di fatto le porte della piattaforma agli acquisti televisivi.

Le novità, raccontate dal director product management di Google Marketing Platform Payam Shodjai anche su un blog post, sono volte ad aiutare gli inserzionisti a targettizzare in maniere più efficace gli utenti attraverso i vari schermi, ed a facilitare i loro acquisti media, con un occhio di attenzione alla privacy degli utenti.

“Innanzitutto – ha spiegato il manager – implementeremo degli standard volti alla privacy per le tv connesse, capaci di assicurare pratiche responsabili di gestione delle audience offrendo agli utenti trasparenza e possibilità di scelta sulle loro impostazioni della pubblicità. In secondo luogo, lanceremo delle nuove funzionalità per la tv lineare, in modo che si possa estendere la reach pubblicitaria agli spettatori della tv tradizionale, acquistando pubblicità sui broadcaster nazionali o su quelli locali. Infine, per aiutare a realizzare strategie tv coerenti nei vari metodi di erogazione, stiamo creando un flusso di lavoro centralizzato per l’acquisto di pubblicità sia su tv connesse che lineari”.

Nello specifico, la DSP supporterà un identificativo standard di IAB Tech Lab, chiamato IFA, tramite cui gli inserzionisti potranno gestire la frequenza delle campagne, misurare la reach e attuare strategie di segmentazione delle audience efficaci nel rispetto della privacy degli utenti (tale supporto è previsto anche per la piattaforma di Google per gli editori, Ad Manager).

Big G ha anche annunciato l’arrivo su Display & Video 360 di nuovi specifici strumenti per gli acquisti televisivi, tramite cui ad esempio “si potranno impostare parametri di campagna dettagliati come geografia, porzione della giornata, genere del programma o direttamente i network tv – ha spiegato Payam Shodjai -. Ed ovunque nella campagna, sarà possibile gestire rapidamente l’allocazione dei budget e ottimizzare la reach aggiustando questi parametri”. L’omogeneità degli acquisti sulle due tipologie di tv sarà garantita anche da una nuova, unica dashboard che potrà essere utilizzata sia per tv lineari che per tv connesse, e da un nuovo processo di audience buying che riunirà entrambi i flussi di lavoro in un singolo insertion order su Display & Video 360. “Inizieremo a rendere disponibile questo nuovo flusso di lavoro questo autunno”, ha specificato il manager.

Presto sarà possibile acquistare pubblicità sulle AMP Stories di Google anche in programmatic

A partire dai prossimi mesi, Google renderà possibile per le aziende acquistare pubblicità sulle AMP Stories anche in programmatic, tramite la sua DSP Display & Video 360.

L’annuncio è stato dato in occasione della conferenza per gli sviluppatori I/O (qui altra novità presentate nella prima e nella seconda giornata), in cui Big G ha fatto il punto sullo strumento, la AMP Stories, lanciato all’inizio del 2018 e che consente agli editori di creare su siti mobile contenuti che combinano testi, immagini, video e grafiche.

Attualmente è già possibile per gli editori vendere pubblicità su questi contenuti in modalità diretta attraverso Google Ad Manager, ma da questa estate Google consentirà ai brand di accedere alle inventory anche da Display & Video 360, tramite cui potranno targettizzare ed erogare in programmatic i loro annunci sulle Stories.

Le novità sulle Stories annunciate all’I/O comprendono anche la nascita – nei prossimi mesi – di uno specifico posizionamento di questi contenuti (laddove dedicati a specifici temi come il Travel) su Google Search, con un carosello scrollable poco sotto la barra di ricerca su mobile. Altre novità riguarderanno i creator, con nuove componenti per inserire nelle Stories contenuti interattivi come video di YouTube, luoghi di Google Maps o post di Twitter.

Recentemente, infine, è stato reso disponibile il supporto per l’utilizzo delle Stories in 21 nuove lingue, tra cui l’italiano.

Programmatic Audio: il marketplace di Triton Digital sbarca sulla DSP di Google

Triton Digital, azienda internazionale leader nei servizi e nella tecnologia per l’industria dei podcast, ha annunciato un accordo con Google nel campo della pubblicità audio in programmatic. In particolare, la audio SSP di Triton e il suo programmatic audio marketplace (a2x) saranno integrati nell’offerta di Display & Video 360, la demand-side platform di Google.

Grazie a questa integrazione, gli inserzionisti e le loro agenzie potranno acquistare l’inventory audio del network di Triton Digital, che include una varietà di servizi musicali, stazioni radiofoniche, editori di podcast e di giochi online. Il tutto con la possibilità di creare private marketplace e di veicolare annunci su qualsiasi dispositivo connesso a internet come smartphone, desktop, televisioni e smart speaker.

Per Triton Digital, il cui bacino pubblicitario è già raggiungibile in programmatico attraverso varie DSP come Adform e Fusio, l’accordo con Google rappresenta un importante passo in avanti nel quadro di un mercato in forte sviluppo come quello dell’audio digitale. Secondo Benjamin Masse, Managing Director, Market Development and Strategy di Triton Digital, la “presenza globale combinata” di Display & Video 360 e Triton Digital avrà un “enorme impatto” sullo sviluppo del mercato dell’audio, permettendo agli editori di offrire “una esperienza di ascolto di alta qualità alle loro audience facendo leva su annunci audio server-side e pubblicità native per fornire un ritorno elevato ai loro partner pubblicitari”.

Google, la DSP Display & Video 360 supporterà ads.txt di default

Google ha annunciato una serie di novità per la brand safety dedicate ai brand e agenzie che utilizzano la sua DSP Display & Video 360. Tra queste, il supporto di default alle inventory dotate di ads.txt.

A partire da agosto, le campagne acquistate tramite la piattaforma verranno posizionate solo su spazi con ads.txt. Il che vuol dire che solo gli editori che si sono dotati di questo strumento anti-frode per le loro property saranno idonei a ricevere offerte d’asta tramite Display & Video 360.

Google, inoltre, ha comunicato che supporterà anche app-ads.txt, il nuovo standard per la pubblicità in-app creato da IAB per promuovere una maggiore trasparenza delle inventory su mobile e tv connesse, ufficialmente disponibile da marzo. Google ha annunciato che nei prossimi mesi la sua DSP non acquisterà più spazi in-app non autorizzati e, man mano che l’adozione di app-ads.txt aumenterà, anche questo strumento verrà adottato di default dalla piattaforma.

Big G è stato da sempre promotore delle soluzioni anti-frode di IAB. Lanciata nel 2017, ads.txt è una lista pubblicamente accessibile dei venditori e rivenditori autorizzati delle inventory di un sito, che le DSP possono “leggere” per individuare eventuali impression non autentiche.

App-ads.txt è il suo equivalente per la pubblicità sulle applicazioni e, disponibile da pochissimo sul mercato, ha un’adozione ancora bassa, ma Google si sta muovendo attivamente per farla crescere: «Sono ancora i primi giorni per app-ads.txt, ma stiamo attivamente lavorando per incoraggiare gli sviluppatori di app a pubblicare i loro file app-ads.txt – ha spiegato Roshan Khan, Senior Product Manager di Display & Video 360 -. Nei prossimi mesi, Display & Video 360 smetterà di acquistare inventory in-app non autorizzate sulla base della lettura dei file app-ads.txt. E quando l’adozione di app-ads.txt raggiungerà livelli sufficienti, consentiremo ad aziende e agenzie di scegliere di acquistare solo inventory in-app che sono autorizzate». E, considerato il peso di Google nel mercato della pubblicità digitale, c’è da aspettarsi che questa roadmap possa effettivamente dare una spinta all’adozione dello strumento anti-frode.

Infine, Google ha reso disponibile sulla sua DSP una nuova bacheca Brand Controls, che centralizza in un solo strumento tutti i controlli di brand safety delle piattaforma, fornendo una visione delle impostazioni fissate per ogni campagna, dalle esclusioni all’utilizzo dei soli venditori autorizzati in ads.txt, ai servizi di verifica per le campagne display, video, in-app e TrueView.

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