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Tracciamento: IAB Tech Lab spegne il servizio DigiTrust

Il servizio DigiTrust di IAB Tech Lab, l’identificativo anonimo e basato su cookie utilizzato da varie società per il targeting e la misurazione delle campagne, verrà chiuso il 31 luglioLo ha rivelato il laboratorio tecnologico di IAB, sottolineando che, nonostante un’adozione sempre maggiore del servizio, la progressiva stretta effettuata dai browser ad ogni rilascio di una nuova versione ha lasciato vita corta ai servizi basati su cookie di terze parti.

Chrome ha, infatti, come è noto, annunciato a gennaio di voler rimuovere il supporto ai cookie di terze parti mentre Mozilla aveva fatto sapere a novembre 2019 che avrebbe bloccato il funzionamento di DigiTrust ID su Firefox (ne abbiamo parlato qui).

IAB Tech Lab aveva aquisito DigiTrust, consorzio non-profit di piattaforme programmatiche volto ad offrire indentificatori standardizzati per il targeting pubblicitario, nel 2018.  (ne abbiamo parlato qui).

L’iniziativa, per il laboratorio tecnologico, è sempre stata principalmente una sfida e un invito a collaborare all’interno dell’industry. L’idea era quella di convincere un buon numero di piattaforme proprietarie a creare un ecosistema di nomi condiviso, neutrale e indipendente, al fine di mitigare la possibilità che gli identificatori scomparissero completamente.

L’associazione è al lavoro per affrontare i nuovi scenari che si apriranno nel settore della pubblicità digitale con iniziative come Project Rearc o la Post Third-Party Cookie Task Force di IAB Europe, per invitare la industry a ripensare il digital marketing sempre nel rispetto della privacy dei consumatori.

Jordan Mitchell, fondatore di DigiTrust e ora SVP di IAB Tech Lab, ha spiegato a AdExchanger che browser e sistemi operativi si stanno chiaramente orientando verso l’eliminazione della capacità di tracciare o targettizzare i consumatori su media e sui vari device. L’obiettivo di Project Rearc è rispondere a questa situazione.

Tracciamento, Firefox bloccherà il DigiTrust ID di IAB Tech Lab

Mozilla bloccherà sul suo browser Firefox il funzionamento di DigiTrust ID, l’identificativo anonimo e basato su cookie di IAB Tech Lab, utilizzato da varie società per il targeting e la misurazione delle campagne. Lo riporta Digiday.

L’impatto di tale decisione non sarà forse enorme, considerando che la quota di mercato di Firefox tra i browser è di circa il 4%, ma certo non è una buona notizia per IAB e per il mercato ad tech in genere, che sempre più sta puntando sulla realizzazione di identificativi standard, condivisi tra più piattaforme. «Sappiamo che alcune società sono dell’opinione che non ci sia sufficiente valore per il consumatore per giustificare “tracciamento” – o riconoscimento anonimo delle audience – di qualsiasi tipo, nemmeno per l’utilizzo al fine di comunicare scelte di privacy – dichiara Jordan Mitchell, SVP of membership and operations di IAB Tech Lab -. Pensano che non ci si possa fidare di nessuna società terza. Noi siamo di un’opinione diversa: che la fiducia dovrebbe essere stabilita direttamente tra i consumatori e i brand, e gli editori di cui questi si fidano, e le società terze di cui a loro volta i brand e gli editori si fidano».

DigiTrust è un consorzio non-profit di piattaforme programmatiche acquisito da IAB Tech Lab lo scorso anno, e attivo nella creazione di uno user ID universale e anonimo. Tra i membri di questo consorzio ci sono MediaMath, OpenX, LiveRamp e svariati altri. Lato acquisto, i membri pagano una fee mensile per partecipare alla coalizione, mentre gli editori hanno accesso gratuito al servizio.

L’obiettivo della società è creare indentificatori standardizzati per il targeting pubblicitario, riducendo così l’utilizzo di cookie di terza parte. L’identificatore di DigiTrust viene immagazzinato nel cookie proprietario fornito da un editore. Gli altri membri del consorzio possono poi utilizzare lo stesso identificatore per future aste pubblicitarie e visite degli utenti sul sito attraverso il browser, invece di dover presentare richieste a network terzi ogni volta che una persona carica la pagina.

Un processo che offre svariati benefici: dover sincronizzare un minor numero di cookie rende il caricamento delle pagine web più veloce, con una conseguente migliore esperienza di navigazione per l’utente. Inoltre, la condivisione di ID utilizzando cookie di prima parte riduce il rischio di perdita di dati nei processi d’asta.

Secondo quanto riporta la testata citando Casey Oppenheim, co-founder del forum per sviluppatori Disconnect, sebbene DigiTrust non tracci gli utenti direttamente, mette tuttavia altre società nelle condizioni di poterlo fare, e dunque il suo operato rientrerebbe comunque nel termine “tracciamento”, a danno della privacy dei consumatori.

Una portavoce di Mozilla ha dichiarato che «il tracciamento basato su cookie di DigiTrust verrà bloccato in una futura versione di Firefox».

Marketing people-based: l’Advertising ID Consortium integra l’ID DigiTrust

Il tentativo dell’industria del programmatic advertising di fornire al mercato pubblicitario una soluzione “aperta” e condivisa per il marketing “people-based” (cioè in grado di “unificare” il targeting delle campagne verso un singolo individuo sui vari dispositivi che utilizza per connettersi a internet) compie un passo in avanti con l’annuncio dell’integrazione tra i due principali esperimenti in questo campo: l’Advertising ID Consortium e l’ID DigiTrust.

Nato circa un anno fa su iniziativa di AppNexus, LiveRamp e Index Exchange, l’Advertising ID Consortium da subito si è rivelato come una delle iniziative più credibili per contrastare il dominio di Google e Facebook nel marketing people-based, reso possibile dalle loro soluzioni di tracciamento basate su login (login che l’utente fa su diversi dispositivi, consentendo di fatto di associarli tutti a un’unica persona). La soluzione sviluppata dal consorzio prevede l’associazione di una versione criptata di un identificativo omnicanale people-based a un cookie pool aperto, residente su un dominio condiviso.

L’iniziativa ha presto infatti raccolto l’adesione di The Trade Desk, entrata anche nel board of directors del Consorzio, e di una ventina di altre piattaforme tra cui Adform, Tradelab, Sizmek e molte altre.

Ora, l’integrazione con DigiTrust – organismo no-profit che fa capo allo IAB Tech Lab – porta il passaggio dell’iniziativa a un livello più “istituzionale” e dovrebbe sgombrare il campo da ipotesi di conflitto di interesse.

La possibilità di usare per il tracciamento una soluzione sviluppata da un associazione “neutrale” come l’ID Digitrust, anziché necessariamente l’Open AD di AppNexus o l’Unified Open ID di The Trade Desk, dovrebbe facilitare l’adesione al consorzio a quelle piattaforme di programmatic restie a adottare una soluzione di tracciamento sviluppata da un competitor.

IAB Tech Lab acquisisce il consorzio di società ad tech DigiTrust

Torna la nostra rassegna internazionale della giornata. Oggi parliamo delle ultime novità di IAB Tech Lab, AdRoll e P&G.

IAB Tech Lab acquisisce il consorzio di società ad tech DigiTrust

IAB Tech Lab ha acquisito DigiTrust, un consorzio non-profit di piattaforme programmatiche volto ad offrire indentificatori standardizzati per il targeting pubblicitario. L’obiettivo della società è quello di ridurre la presenza di tracker esterni con la creazione di “un token-utente anonimo, creato per essere diffuso e condiviso” tra i membri del gruppo, simile agli indentificatori per la pubblicità mobile su iOS o Android. Leggi di più su MediaPost.

AdRoll punta sull’ecommerce: annunciato accordo con Magento

AdRoll e Magento Commerce hanno annunciato un accordo che li vedrà unire le rispettive piattaforme per l’ecommerce. Gli strumenti di attribuzione e targeting pubblicitario di AdRoll verranno integrati all’interno del servizio di cloud management per i venditori online di Magento. AdRoll offrirà a Magento una fetta della propria fee quando i clienti condivisi performeranno una vendita utilizzando la tecnologia pubblicitaria. Leggi di più su AdExchanger.

P&G torna su YouTube dopo un anno

Procter & Gamble, tra i maggiori big spender mondiali, ha deciso di ritornare ad acquistare pubblicità su YouTube dopo oltre un anno di pausa dovuta a preoccupazioni sulla brand safety. Era marzo dello scorso anno, e l’abbandono del sito video di Google da parte dell’azienda aveva dato il “la” ad analoghe mosse da parte di altri inserzionisti. «Abbiamo messo in pausa la pubblicità e, nel corso dello scorso anno, abbiamo lavorato ampiamente con YouTube per migliorarne la brand safety – ha spiegato una portavoce dell’azienda -. Adesso sentiamo che sono state attivate le giuste misure per rendere possibile il ritorno di P&G sulla piattaforma». Leggi di più su AdAge.

SpotX rilascia funzioni di supporto per il consorzio DigiTrust

SpotX ha rilasciato il supporto per DigiTrust all’interno del suo prodotto Direct AdOS, utilizzato da emittenti televisivi e media digitali.

Fornendo agli editori un mezzo per vendere la propria inventory attraverso una funzione di riconoscimento dell’audience simile a Facebook e Googlei partner di Spotx potranno aumentare i ricavi e diminuire al contempo la fuga di dati dalle loro proprietà browser. La società ad-tech rilascerà il supporto sul resto della suite nei prossimi mesi.

DigiTrust è un consorzio industriale senza scopo di lucro istituito per migliorare l’esperienza digitale per consumatori, editori e inserzionisti. Attraverso la creazione di un ID standardizzato e universale, DigiTrust mira ad eliminare problemi associati alla sincronizzazione di cookie e al targeting basato sui cookie. Questo ID standardizzato sarà condiviso dagli editori partecipanti e dalle compagnie tecnologice, incluse SSP e DSP, per eliminare il problema dello scarso rionoscimento del pubblico, aumentando il numero di impressioni di alto valore che gli editori sono in grado di vendere. Attraverso questa implementazione, si legge in una nota, la società ad tech farà crescere il numero di ID DigiTrust.

«DigiTrust costituisce un impegno importante dell’industria della pubblicità tecnologica per fornire al pubblico migliori esperienze. È un passo importante per offrire trasparenza e controllo agli utenti», ha dichiarato Allen Dove, Chief Technology Officer di SpotX.

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