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Comprendere il sistema dei prezzi nelle aste è prioritario per i marketer

Parallelamente agli sviluppi tecnologici che hanno interessato pubblicità automatizzata, la struttura delle aste in programmatic è diventata più complessa. Per questa ragione, tra le priorità dei marketer per quest’anno c’è proprio quella di fare chiarezza nel sistema.

Secondo un sondaggio pubblicato da World Federation of Advertisers e dataxu, condotto nel dicembre 2017, oltre il 60% dei marketer a livello globale ha affermato che una migliore comprensione delle dinamiche e dei prezzi delle aste è di grande importanza.

D’altra parte, il maggiore ostacolo che i professionisti devono affrontare nell’individuazione della strategia programmatica da utilizzare è la sovrabbondanza di informazioni contrastanti all’interno del settore pubblicitario quando si tratta di stabilire a quale tipo di asta, se first o second price, i marketer stanno partecipando.

Sistema dei prezzi in asta: dal second-price al first-price

Storicamente, le aste programmatiche hanno funzionato secondo il modello second-price, dove il secondo prezzo più alto determina la somma che il vincitore dell’asta pagherà. Quindi, se l’offerta più alta è 10 dollari e la seconda più alta è 5 dollari, il vincitore di pagherà 5,01 dollari.

Questo determinazione dei prezzi era più semplice da utilizzare prima che l’adozione dell’header bidding aumentasse e le demand-side platform iniziassero contemporaneamente a fare offerte sullo stessa unità d’inventory. Tuttavia, con così tanti fornitori che inviavano numerose offerte nello stesso istante, alcuni editori e inserzionisti hanno cominciato ad operare secondo schemi illeciti. Ad esempio, si è registrato che alcune SSP hanno aumentato il floor price degli spazi ad asta in corso, dopo aver ricevuto le offerte.

L’anno scorso, al fine di rendere i prezzi più trasparenti, molte delle più grandi piattaforme di vendita, come Rubicon Project, PubMatic e OpenX hanno annunciato che avrebbero spostato le loro aste verso modelli first-price, in cui l’offerta più alta determina anche ciò che il vincitore paga.

Ciononostante, ancora tante SSP non hanno effettuato questo passaggio, rendendo agli inserzionisti l’interpretazione delle aste sempre più complessa.

Intelligenza artificiale applicata ai dati: dataxu annuncia una nuova soluzione

Dataxu amplia la propria offerta con Open AI for Ads, un nuovo strumento che consente agli utenti della DSP TouchPoint della società di migliorare le performance delle campagne sfruttando l’intelligenza artificiale insieme a dati proprietari e di alta qualità.

Si tratta di una soluzione flessibile che può sfruttare, attraverso algoritmi customizzati, sia dati di prima che di terza parte, migliorando le performance delle campagne e allo stesso tempo riducendo il tempo speso nella gestione delle campagne stesse.

«Man mano che il business tradizionale dell’acquisto media si standardizza, le aziende da un lato richiedono capacità di analytics sofisticate alle loro agenzie, dall’altro vogliono abbassare il costo di gestione dell’investimento pubblicitario – spiega Michael K. Baker, CEO and co-founder di dataxu -. Open AI for Ads offre ai nostri clienti agenzie uno strumento potente che sfrutta l’intelligenza artificiale e la software automation per rispondere ai bisogni dei marketer. I team pubblicitari possono facilmente codificare gli insight provenienti dai loro dati per creare una soluzione potente e proprietaria per il programmatic buying».

Alla base dello sviluppo Open AI for Ads, una collaborazione tra dataxu e Oracle Data Cloud. L’algoritmo fornito da Oracle associa automaticamente i dati di prima parte del brand al data set di Oracle Data Cloud, per identificare i modelli dei comportamenti e dei consumatori più propensi ad essere attirati dal brand. L’algoritmo, inoltre, aggiusta il targeting della DSP e le strategie di bidding per produrre più conversioni a un costo più basso.

Una soluzione fatta apposta per quei brand e agenzie che non sono forniti di un team di data science interno, e che puntano a una gestione dei processi efficente e allo stesso tempo poco onerosa.

Open AI for Ads fa parte di “Algorithm Marketplace”, il sistema, lanciato nel 2013, che consente agli utilizzatori della DSP TouchPoint di selezionare tra dozzine di algoritmi per decidere l’approccio di bidding da adottare per una campagna.

Attualmente, si diceva, partner della soluzione è Oracle Data Cloud, ma dataxu conta di aggiungere altri proprietari di dati a Open AI for Ads nei prossimi mesi. La società starebbe già conducendo dei colloqui con società interessate a fornire e monetizzare i propri insight, in un ambiente sicuro e privacy-friendly.

DataXu ha un nuovo vice president of platform solutions

Nuova nomina ai vertici di DataXu. La società ha affidato il nuovo incarico di vice president of platform solutions a Peter Kosmala.

Nella nuova posizione, Kosmala si occuperà di far crescere il business self-service della società, con un occhio particolare ai clienti agenzie. Riporterà a Ed Montes, chief revenue officer.

Il manager è una new entry di DataXu. Veterano del marketing con oltre 20 anni di esperienza, Kosmala viene dall’American Association of Advertising Agencies, dove è stato senior vice president of government relations per oltre 5 anni. Nel corso della sua carriera è stato anche managing director della Digital Advertising Alliance, ed ha lavorato in internet company e agenzie pubblicitarie quali CMGI Inc. e EURO RSCG/MVBMS Partners.

DataXu rilascia Validated Inventory Marketplace, per verificare le inventory

DataXu ha rilasciato Validated Inventory Marketplace, un sistema attraverso cui gli inserzionisti possono verificare e autenticare le inventory.

Nel dettaglio, è composto da livelli multipli di controllo dell’offerta e suggerisce gli spazi pubblicitari “sani” e non contraffatti. Basandosi su una revisione degli editori e dei loro rivenditori autorizzati, la società ha già validato quasi 1.700 soggetti nell’ecosistema programmatico, tra cui Index Exchange e Google AdX.

Validated Inventory Marketplace è stato progettato a partire dalla soluzione 97% Fraud Free Guarantee, che ha permesso ai clienti, si legge nella nota, di risparmiare oltre 80 milioni di dollari dal lancio, avvenuto nel 2015.

Disponibile anche in Italia, può essere utilizzato dai clienti della società gratuitamente.

DataXu, accordo con Teads per l’acquisto in programmatic dei formati video di Teads Studio

DataXu è la prima DSP autorizzata all’acquisto in programmatic dei formati video di Teads Studio. Ad annunciarlo è stessa piattaforma ad tech, con una nota in cui ufficializza l’avvio della partnership con l’inventore dell’outstream video.

I clienti di DataXu, sia brand che agenzie, avranno accesso ai nuovi formati video di Teads, che potranno essere erogati attraverso un ampio spettro di dispositivi e di cui sarà possibile avere reportistica in real-time attraverso l’interfaccia utente self-service della piattaforma. Si tratta di inventory video ad alto impatto sull’intero portafoglio di soluzioni inRead di Teads, tra cui Scroller, 360, Skin, Live e Swing.

La partnership è a livello globale, e coinvolge anche l’Italia.

“Gli inserzionisti potranno facilmente integrare questi formati nei loro esistenti media plan – spiega DataXu nella nota -. L’accordo aiuta a creare un flusso di lavoro senza soluzione di continuità ed elimina il bisogno di avere un silo separato per questi formati ad alto impatto. La domanda di inventory video è sempre maggiore, e la nuova partnership tra Teads e DataXu assicura che entrambe le società possano rispondere a questa esigenza, erogando annunci targettizzati alla giusta persona, nel momento giusto e sul sito giusto”.

Teads Studio, ex Brainient, è stata acquisita da Teads lo scorso anno, e all’interno della società costituisce una business unit specializzata in tecnologie creative dinamiche per video e mobile.

DataXu: «La nostra lotta alle frodi ha fatto risparmiare ai clienti 54 milioni di dollari»

Oltre 50 milioni di dollari, 54 milioni per l’esattezza. E’ quanto DataXu dichiara di aver fatto risparmiare ai propri clienti, grazie ai propri strumenti contro le frodi pubblicitarie.

Nel 2015 la società di ad tech ha lanciato “97% Fraud Free Guarantee“, un programma che garantisce un rimborso economico a chi, nell’acquisto di inventory attraverso la piattaforma di DataXu, riscontra un livello di frodi di oltre il 3%. L’obiettivo dell’iniziativa era quello di aumentare la fiducia del mercato negli acquisti automatizzati.

A un anno dall’avvio dell’iniziativa, DataXu ha fatto un bilancio sugli effetti del progetto sul mercato, e sull’andamento dei tassi di inventory fraudolente sugli exchange della società, sintetizzandoli nell’infografica che segue.

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KPI, aziende e agenzie sono d’accordo su quali scegliere?

L’idea che i marchi e le loro agenzie lavorino insieme per impostare i Key Performance Indicator (KPI) di una campagna digitale sembrerebbe scontato ma non è proprio così.

Un sondaggio commissionato dalla società ad-tech DataXu, che ha coinvolto professionisti senior di azienda e agenzia in Francia, Germania e Regno Unito, ha infatti scoperto che è scarso il consenso su quali dovrebbero essere i KPI di un piano di comunicazione.

In media, il 65% dei rispondenti è concorde sul fatto che la definizione dei KPI per una campagna marketing o di pubblicità digitale debba essere un processo collaborativo. Questa percezione è più forte Francia, con il 69% delle persone interpellate, e più debole in Germania, dove il 59% degli intervistati ha espresso questo parere.

Tuttavia, più nel dettaglio, sono emerse differenti filosofie da paese a paese. La metrica più comunemente usata per misurare il successo delle campagne digitali in Francia è il cost-per-action, subito seguito da dalle vendite incrementali e dal rinnovo dei clienti; in Germania, sono le vendite incrementali e il costo d’acquisizione del cliente, in Regno Unito, prevale il ritorno sugli investimenti marketing, succeduto dalle condivisioni e dai “mi piace”.

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DataXu lancia una piattaforma self-serve per l’acquisto di pubblicità tv

DataXu ha rilasciato OneView, una piattaforma self-serve per l’acquisto di pubblicità televisiva. La soluzione dovrebbe permettere a marchi e agenzie di raggiungere audience personalizzate e accedere a insight in tempo reale su dispositivi addressable.

Grazie a questo strumento, i marketer potranno definire segmenti di utenti basandosi sui propri dati di prima parte e su dati di terze parti provenienti da fornitori come Oracle Data Cloud, oltre a coinvolgere le persone su siti web, app mobile e contenuti televisivi

La società ad-tech, di cui in Italia è Sales Manager Giordano Buttazzo, ha dichiarato che OneView è stata progettata con l’obiettivo di aiutare gli operatori a comprendere come raggiungere una specifica tipologia di consumatori con messaggi coerenti e ad una determinata frequenza.

In una nota, DataXu ha aggiunto che la soluzione consentirà agli inserzionisti di personalizzare gli annunci su tutti i tipi di dispositivo, inclusa la televisione, con servizi che includono anche il sequenziamento dei messaggi.

I clienti di OneVew possono accedere a contenuti televisivi da network come Fox e AMC, scegliere da quasi 300 fornitori di contenuti curati su Google AdX, Tremor, AOL, SpotX e OpenX, ridurre la saturazione sui dispositivi grazie a controlli di frequenza in tempo reale e accedere ad insight come reach in-demo, interessi, stile di vita e comportamenti d’acquisto.

DataXu pensa alle aziende con una nuova piattaforma self-service

DataXu punta a una maggiore usabilità delle proprie soluzioni.

La DSP ha annunciato un corposo aggiornamento della sua piattaforma self-serve, che vedrà una riprogettazione dell’interfaccia utente per la gestione delle campagne. Il nuovo look, basato sui feedback raccolti dopo un periodo di beta-testing di nove mesi, è all’insegna di un flusso di lavoro intuitivo ed efficiente, volto a far aumentare la produttività dei clienti self-serve. “Gli aggiornamenti rappresentano un’importante pietra miliare nella strategia di DataXu di espandere il proprio business self-serve – spiega l’azienda in una nota ufficiale -, capitalizzando il mercato in crescita delle agenzie e dei brand che portano in-house le attività di acquisto media in programmatic“.

In particolare, la riprogettazione dell’interfaccia utente consentirà, in una singola pagina, di: gestire in maniera ampia e flessibile le campagne, incluse tutte le impostazioni di targeting, per un setup facile e veloce; creare più flight con pochi clic e un minimo dispendio di tempo; e personalizzare o modificare le impostazioni di targeting dei vari flight. Il tutto con un sistema affidabile e dalle alte performance.

Contattato da Programmatic Italia, Giordano Buttazzo, Sales Manager Italy di DataXu, ci ha confermato che la novità sarà attiva anche in Italia: «Il lancio di questa nuova interfaccia permetterà ancor più ai clienti del self-service di DataXu di impostare ed eseguire campagne pubblicitarie in modo facile e veloce da un’unica sede – ci ha spiegato il manager -. In più i clienti potranno beneficiare di alcune features che consentono di risparmiare tempo e di avere migliori funzionalità di editing, caratteristiche che giocheranno un ruolo principale per penetrare il mercato italiano».

«Performance e facilità d’uso sono le parole chiave per i nostri clienti self-serve che utilizzano la piattaforma DataXu – ha aggiunto Buttazzo -. L’Italia è un mercato complesso in cui gli inserzionisti e le agenzie sono molto esigenti. I nostri clienti italiani richiedono lo standard più alto e le soluzioni più efficienti. Grazie all’aggiunta di questo nuovo workflow alle altre capacità di ottimizzazione, cross-device e forecasting, per cui DataXu è leader di settore, le agenzie e i brand saranno ora in grado di portare il programmatic media buying in-house».

Acxiom e DataXu avvicinano digital e tv: ampliata la partnership

Acxiom, fornitore di soluzioni di marketing “people-based”, ha ampliato la sua collaborazione con la società di ad tech DataXu, autorizzando quest’ultima ad utilizzare i suoi dati di terza parte per le pianificazioni televive e gli analytics a livello multimediale.

“Prima di questa collaborazione – recita la nota ufficiale – le aziende non avevano la capacità di raggiungere i consumatori in modo unico su tutti i dispositivi e i canali media da questi utilizzati nel loro customer journey. Adesso Acxiom e DataXu si mettono insieme per unire il mondo della tv e del digital. Ciò consentirà alle aziende di sviluppare messaggi più coerenti e rilevanti per gli utenti, così come superare le sfide associate al panorama media di oggi, sempre più fragmentato. Per le loro audience più importanti, i brand possono ora colmare il gap tra desktop, mobile e televisione e controllare reach e frequenza su tutti questi canali“.

L’accordo ampliato tra Acxiom e DataXu darà inoltre a inserzionisti e agenzie la capacità di ottenere informazioni più approfondite sui consumatori nei due mondi online e televisivo.

«Con gli utenti nel pieno controllo del loro customer journey cross-device, è importante per le aziende essere in grado di abbattere il sistema a silos che esiste tra digital e tv», commenta Tore Tellefsen, vice president of TV Solutions di DataXu.

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