Main partner:

Jobs

Cresce nelle aziende l’importanza del data scientist: quasi un’impresa su due possiede questa figura

C’è una nuova figura professionale che sta acquisendo sempre più importanza nel mondo del lavoro: è quella del Data Scientist. Secondo i dati dell’Osservatorio Big Data Analytics & Business Intelligence della School Management del Politecnico di Milano (qui una sintesi della ricerca), quest’anno quasi un’impresa su due (il 45%) ha già inserito nel proprio organico uno o più data scientist, un dato in crescita rispetto al 31% del 2016.

Segno che aumenta nelle imprese la consapevolezza sull’importanza dei dati e di figure esperte dedicate alla loro gestione.

L’Osservatorio rivela che, tra le grandi imprese che si sono dotate di questa figura, più del 30% ne ha definito formalmente ruolo e collocazione organizzativa. Inoltre, in media le aziende che contano già dei data scientist in organico dichiarano di volerne incrementare il numero nei prossimi 12 mesi (+46%), ulteriore conferma dell’impatto positivo di queste competenze. Tra le organizzazioni che ne sono ancora sprovviste, il 29% ne prevede l’introduzione, nel 45% dei casi entro il prossimo anno.

Fra le imprese che hanno assunto data scientist, il 28% ha iniziato a riconfigurare i propri processi organizzativi secondo una modalità Data Science Enabled, ma le competenze specializzate inserite lavorano ancora prevalentemente nella funzione IT o in altre specifiche funzioni aziendali. Il restante 17% invece ha raggiunto un livello di governance avanzato che segue svariati modelli organizzativi, diversi in base alla presenza o meno di una struttura centrale di coordinamento. Il 55% delle imprese che non hanno inserito in organico figure specializzate, invece, presenta ancora un modello organizzativo tradizionale, in cui le singole unità di business sono orientate ad analizzare i dati di propria competenza, senza alcuna visione aziendale complessiva.

La ricerca dell’Osservatorio Big Data Analytics & Business Intelligence della School Management del Politecnico di Milano ha coinvolto attraverso una survey oltre 1.100 CIO, Responsabili IT e c-level di altre funzioni di medie e grandi organizzazioni e analizzato oltre 1.100 player dell’offerta tramite interviste dirette o fonti secondarie.

Il professionista più ricercato in ambito Digital? E’ il Data Scientist

Quello della gestione dei dati è tra gli ambiti professionali più ricercati, anzi è in assoluto il più richiesto in campo digital. A rivelarlo è il rapporto “Il digitale in Italia 2017” di Assinform, condotto in collaborazione con NetConsulting cube e Nextvalue e presentato in questi giorni alla stampa.

Secondo i dati dello studio, il 67% delle aziende coinvolte punta a introdurre competenze specifiche di Data Science e Analytics per supportare il proprio percorso verso la Digital Enterprise. E tra le figure professionali più ricercate, al primo posto c’è proprio quella del Data Scientist, insieme a profili come Business Analyst, Project Manager e Security Analyst.

Il tema delle competenze digitali, secondo lo Studio Assinform, è di portata strategica. Per il 2016-2018, l’associazione stima un fabbisogno, in ambito digitale, di 85.000 nuovi specialisti, 65.000 dei quali per soggetti di primo impiego, più della metà dei quali laureati e per fabbisogni che possono essere soddisfatti solo in parte. Già ora si manifestano forti criticità per profili come quelli sopra elencati, considerati fondamentali per i progetti di Trasformazione Digitale, e di cui l’offerta nel nostro Paese è ancora carente.

assinform-2017

Per questo, secondo il presidente di Assinform Agostino Santoni, sono necessarie iniziative formative a livello scolastico e accademico e di formazione professionale. Il mercato digitale, in assoluto, è in crescita e, secondo Santoni: «Nel prossimo periodo sarà cruciale consolidare questo trend. Agli sforzi per far sì che la trasformazione digitale coinvolga una platea sempre più ampia di Pmi, oggi ancora troppo ristretta, vanno affiancate iniziative formative a tutti i livelli del sistema d’istruzione e formazione professionale per far fronte alla crescente domanda di competenze digitali e figure professionali specializzate. Questo è un nodo cruciale che va affrontato al più presto e in modo efficace, per evitare che causi ritardi e per creare vere opportunità per i giovani».

Il rapporto ha anche dato una stima del mercato della pubblicità e dei contenuti digitali in Italia. Secondo Assinform, il settore crescerà nei prossimi due anni del 6,5%, fino a raggiungere nel 2019 gli 11.673 milioni di euro.

Le più lette