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Pubmatic, nuovi strumenti per massimizzare il valore dell’audience

Novità da casa PubMatic: la società specializzata in soluzioni di programmatic per gli editori ha annunciato una serie di nuovi strumenti per l’Audience Management, pensati per risolvere le principali sfide che riguardano la valorizzazione e la sicurezza dei dati sull’utenza.

Uno dei temi affrontati da Pubmatic con la nuova suite di tool per l’audience management, attualmente rilasciata in “open-beta”, è quello del data-leakage, ossia l’utilizzo non autorizzato di dati proprietari da parte di terze parti. Un tema sensibile nell’attuale scenario del programmatic, spiega la società, dal momento che attualmente gli editori non hanno un controllo adeguato su chi e come sta usando i loro dati, attraverso le DMP. Come è emerso chiaramente nel caso Facebook – Cambridge Analytica, l’uso dei dati da parte di venditori multipli dev’essere strettamente controllata e compresa.

Per ovviare al problema e offrire al contempo un efficace strumento di business, la soluzione di Pubmatic offre ai publisher un controllo granulare sui dati di prima parte a livello di singolo inserzionista: gli editori possono costruire uno o più segmenti di audience accessibili per usi determinati e per buyer specifici. Sarà così possibile sapere, per esempio, quali segmenti di audience vengono targettizzati, da quale sorgente di domanda, e su quali siti del proprio network. In questo modo, sarà più semplice per gli editori ottimizzare, espandere o bloccare l’uso dei loro dati. Oppure, il tool potrebbe essere usato per fare dei test con una selezione circoscritta di buyer al fine di valutare i rischi di data-leakage.

I nuovi tool di Audience Management di Pubmatic, inoltre, promettono di aumentare del 20% i tassi abituali di match-rate, massimizzando l’audience reach degli inserzionisti attraverso il proprio network. Non solo: i publisher potranno rendere i loro dati visibili direttamente ai buyer (bypassando l’uso di una DMP) ed eventualmente contrattare direttamente degli accordi diretti. Infine, le nuove soluzioni di Pubmatic permettono ai publisher di vendere i propri dati direttamente ai buyer, senza dover dividere i ricavi con piattaforme di intermediazione.

Unieuro sceglie la DMP di Audiens per la gestione e l’attivazione dei propri dati

Unieuro ha scelto Audiens, la società italiana del Gruppo DigiTouch che ha sviluppato l’omonima piattaforma di data management, come partner tecnologico per la gestione dei dati raccolti nell’ambito della strategia omnicanale del brand e per la loro valorizzazione nelle campagne di digital advertising.

«Abbiamo scelto di sfruttare le potenzialità offerte dalla piattaforma di data management proposta da Audiens per ottenere il massimo ritorno sull’investimento dalle nostre campagne digital», spiega Enzo Panetta, Digital Marketing & Innovation Director di Unieuro, il maggiore distributore omnicanale di elettronica di consumo ed elettrodomestici per numero di punti vendita in Italia. «Questa DMP – aggiunge il manager – permette infatti di profilare il target di utenti ai quali indirizzare un contenuto, per realizzare campagne mirate e quindi più efficaci. Ciò si traduce in un aumento della conversione online e nell’ottimizzazione degli investimenti effettuati».

Attraverso la DMP di Audiens, Unieuro potrà tracciare, raccogliere e connettere all’interno di un unico hub i propri dati e analizzarli in forma anonima nel pieno rispetto della privacy. Inoltre Unieuro potrà trasmettere alle principali piattaforme pubblicitarie online i segmenti di pubblico rilevati e pianificare campagne data-driven, con il vantaggio di instaurare una relazione sempre più one-to-one con i propri clienti.

«Siamo orgogliosi di poter collaborare con un brand che come noi crede fermamente nelle potenzialità delle tecnologie digitali e del marketing data-driven. L’adozione di una data management platform permetterà a Unieuro di implementare tecniche di pianificazione avanzate, quali l’audience modeling e l’audience extension, e di potenziare l’attività di upselling sulla propria customer base e l’attività di prospecting», sottolinea invece Marko Maras, co-founder di Audiens.

Il settore delle DMP varrà 3,7 miliardi di dollari entro il 2024

L’evoluzione dell’industria pubblicitaria ha contribuito consistentemente all’espansione del mercato globale delle data management platform. Mentre le aziende operanti nei più disparati settori merceologici si affidano in misura maggiore alle inserzioni online per le loro attività di marketing e incrementare le vendite, la domanda di DMP è aumentata proporzionalmente.

Lo ha affermato il “Data Management Platforms Market: Global Industry Analysis & Forecast, 2016-2024” di Persistence Market Research, che, oltre ad aver individuato le principali società fornitrici di data management platform, ha prodotto delle stime sull’andamento del comparto. Secondo lo studio, a livello mondiale, il mercato delle DMP, attualmente di un valore superiore a 1,2 miliardi di dollari, registrerà un tasso di crescita annua composto (CAGR) del 14,5%, raggiungendo i 3,7 miliardi di ricavi entro la fine del 2024.

Sotto il profilo geografico, in Asia Pacifica il settore dovrebbe avanzare significativamente, secondo un CAGR pari al 15,6% nel periodo in previsione. Il Nord America ha rappresentato circa il 45% dei ricavi globali nel 2016 e dovrebbe rimanere la regione dominante, contribuendo con 1,72 miliardi di dollari di ricavi entro la fine del 2024. Nel documento si è previsto che l’Europa rappresenterà il secondo mercato più grande delle DMP, mentre America Latina, Medio Oriente e Africa seguiranno dei CAGR ridotti.

La ricerca ha stimato che i principali utenti delle data management platform saranno le agenzie media, con una quota superiore al 30% del valore di mercato globale nel 2017 e negli anni a seguire. Entro la fine del 2024, i ricavi da DMP ottenuti degli editori aumenteranno ad un ritmo più celere, con un CAGR del 15,6%.

Persistence Market Research ha considerato Oracle Corporation l’attore dominante nel settore di riferimento; compagnie come Adobe Systems, Cxense ASA, KBM Group e Rocket Fuel effettueranno acquisizioni strategiche per ampliare la loro presenza di mercato. Krux Digital, Lotame Solutions e Turn sono state citate in virtù del loro focus sul lancio di nuovi prodotti; anche Neustar e eXelate sono state valutate come DMP di rilevanza globale.

Competenze in data analysis, le più preziose (e ricercate) dalle aziende

In un mondo sempre più data-centrico, quanto è importante avere delle competenze in campo dati? Tanto, secondo una recente ricerca.

Lo studio, condotto dalla società di advertising tecnologico Blue Venn su 200 professionisti del marketing americani e inglesi, ha evidenziato infatti che il 72% delle aziende considera le conoscenze di data analysis più importanti di quelle sui social media.

La gestione del dato è considerata oggi in assoluto la competenza più rilevante nel mondo del marketing, seguita dalla conoscenza dei social media (65%), e dalle competenze in materia di web development (31%), graphic design (23%) e SEO (13%). Un’importanza, quella del data management, considerata ancor più vitale nel caso di grosse imprese (4 aziende su 5 la reputano fondamentale).

Resta di fatto che il 27% dei professionisti del marketing non gestisce internamente le attività di data analysis, ma le “appalta” ai propri dipartimenti IT.

Anche le conoscenze in materia di segmentazione dei dati e modeling sono considerate preziose, e più ricercate sia di quelle in web development che di quelle in graphic design. Una tendenza che nasconde l’esigenza, da parte delle aziende, di dotarsi di talenti specializzati per colmare delle mancanze interne – di tempo, di strumenti o di conoscenze – in un campo profondamente proficuo quale quello della gestione del dato.

Salesforce potenzia la sua Marketing Cloud con la tecnologia di Krux

Salesforce ha annunciato l’introduzione di innovazioni nella sua Marketing Cloud, evoluzione basata sulla recente acquisizione della DMP indipendente Krux per 700 milioni di dollari. In pratica, le funzionalità di Krux sono ora integrate nella piattaforma Cloud di Salesforce.

In particolare, è stato annunciato il miglioramento del sistema di erogazione degli annunci cross-channel, la possibilità di potenziare gli annunci digital usando anche i dati provenienti da tutti i servizi di Salesforce e un potenziamento degli insight forniti dalla Journey dashboard Einstein, per permettere ai marketer di accedere e attivare specifici segmenti di audience come mai prima, per l’erogazione del messaggio giusto, nel momento giusto e sul giusto canale.

La nota con cui Salesforce ufficializza queste innovazioni e l’effettiva integrazione di Krux, recita “Le prime DMP sono nate come piattaforme di raccolta e distribuzione dei cookie, che associavano semplicemente i cookie a segmenti di audience e li attivavano per il targeting delle campagne. Eppure, in un mondo in cui l’attenzione dei consumatori si è velocemente spostata da tv e desktop a una moltitudine di device mobili connessi, i marketer hanno bisogno di DMP più sofisticate che possano aiutarli a identificare e coinvolgere utenti e prospect in modi nuovi”.

Quindi “le DMP oggi devono essere in grado di raccogliere e analizzare una grande varietà di dati, provenienti da una altrettanto variegata tipologia di dispositivi, sistemi di CRM, campagne di email marketing o social e molto altro”.

Che la capacità di gestione dei dati stia diventando fondamentale, oltre che rappresentare una grande opportunità per le aziende, lo testimonia anche il fatto che secondo Forrester la spesa destinata alla creazione o potenziamento delle piattaforme di data management nel 2016 sarà pari a 897 milioni di dollari, in crescita del 38,1% rispetto allo scorso anno, e che arriverà a un totale di 4,5 miliardi entro il 2021.

Da tutte queste considerazioni, deriva la scelta di Salesforce di acquisire Krux e di integrare la DMP e le sue funzioni all’interno della sua Marketing Cloud, estendendo così la segmentazione dell’audience e la capacità di targeting per le campagne di marketing digitale su larga scala.

Inoltre, le aziende possono sfruttare le capacità di Einstein AI di Marketing Cloud per elaborare miliardi di profili e realizzare miliardi di momenti di coinvolgimento dei clienti, che possono determinare anche la generazione di nuovi lead ad alto valore.

Gli aggiornamenti di Salesforce Marketing Cloud in dettaglio

Attraverso Krux, Salesforce Marketing Cloud è in grado ora di calcolare la frequenza ottimale per l’annuncio dell’azienda su tutti i dispostivi, testando e misurando l’engagement effettivo e le conversioni avvenute attraverso questi messaggi. Ciò consente ai marketer di ottimizzare la spesa pubblicitaria e il ROI, erogando il giusto numero di annunci sui diversi device ed evitando contestualmente che questi diventino invasivi e fastidiosi per gli utenti. Quindi, gli annunci pubblicitari di un investitore cesseranno automaticamente una volta raggiunta la frequenza ottimale sul target.

Un’ulteriore novità riguarda l’integrazione di tutti i dati di Salesforce – provenienti da Sales Cloud, Service Cloud, Commerce Cloud e altre piattaforme della company – all’interno della Marketing Cloud. Tali dati potranno quindi essere utilizzati per rendere più efficiente l’erogazione delle campagne sui diversi dispositivi, mobile e web.

Infine, l’ultimo aggiornamento annunciato riguarda Einstein, il sistema di Intelligenza Artificiale alla base dell’intera piattaforma Salesforce. La nuova Journey Insights dashboard permetterà ai marketer di capire quali iniziative e in quale sequenza possono rendere il percorso di conversione più efficiente, utilizzando la data science per analizzare centinaia di milioni di punti di raccolta.

4w MarketPlace con nugg.ad per offrire un targeting più evoluto

4w MarketPlace, uno dei maggiori network pubblicitari del mercato digitale italiano, ha scelto nugg.ad e le sue soluzioni di data management per offrire ai propri clienti la garanzia di una segmentazione evoluta dell’audience.

Il forte valore aggiunto del data management risponde in maniera efficace alle esigenze sia degli editori che degli investitori: va infatti nella direzione di una monetizzazione globale dell’inventory degli editori del Network 4w, aggiungendo alle pianificazioni trasversali la certezza del target quindi il raggiungimento di uno dei più importanti Kpi richiesti dagli investitori pubblicitari, su tutti i formati e tutti i device.

«Crediamo che questo valore si possa trasferire a tutti i livelli dell’offerta», dichiara Roberto Barberis, Ceo di 4w MarketPlace. «Sia quella programmatica, individuando segmenti di inventory dedicati a cluster di utenti in linea con le necessità del planning, sia quella diretta, iper-customizzata creando cluster di riferimento specifici, soprattutto nell’area del commercio elettronico».

Leggi l’articolo completo su Engage.it.

Videology, partnership con Weborama per l’audience targeting

Videology, piattaforma globale di video advertising, ha annunciato una partnership con Weborama, società specializzata nella gestione dei dati online. L’intesa permetterà ai clienti Videology in Spagna, Italia e Portogallo di accedere a informazioni più dettagliate sul pubblico dell’intero ecosistema digitale.

«I dati […] rappresentano il tessuto connettivo che sta dietro a tutto il mondo programmatic» commenta in una nota José Rodriguez Rizzo, Managing Director di Videology per il Sud Europa, secondo cui la collaborazione con Weborama e i suoi strumenti di data management «consentiranno a Videology di raggiungere audience specifiche migliorando così i risultati complessivi delle campagne».

Videology avrà accesso alla piattaforma di data management di Weborama – Weborama Audience Manager – per creare audience rilevanti per i propri advertiser e sviluppare un targeting più mirato, accurato e su ampia scala, anche sfruttando funzionalità peculiari del sistema di Weborama come la raccolta e generazione di audience a partire da dati di prima parte e la capacità creare CClones (look-alike).

Si tratta quindi di un importante sviluppo per Videology, che punta molto sul nostro Paese dove ha recentemente costituito una squadra locale che vede Arianna Misirocchi ricoprire la carica di commercial manager per l’Italia (qui sotto, l’intervista ad Arianna realizzata a IAB Forum 2015).

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Soddisfazione per l’accordo è espressa anche da Abelardo Ibanez, vice president international di Weborama: «Per Weborama è importante collaborare con una delle principali piattaforme mondiali di video advertising, permettendo così alle agenzie pubblicitarie di accedere ai dati più accurati disponibili in Europa e non solo».

IAB Forum 2015: i programmatic tutorial di Prime Real Time

In occasione del prossimo IAB Forum 2015, in programma l’1 e il 2 dicembre a Milano al MiCo – Milano Congressi, Prime Real Time invita tutti gli operatori del settore a partecipare alle sessioni a tema dedicate al mondo del programmatic advertising, con cinque pillole nel format del tutorial con il team di esperti del settore dell’azienda.

I tutorial avranno un taglio pratico ed operativo basato su cinque temi basici, volti a sviluppare il business per gli editori e le concessionarie: i fondamentali del programmatic advertising, quando il programmatic advertising fa crescere le revenue, data management – un nuovo business per l’editore, l’evoluzione del sales management e Ad Operation Faq.

Prime Real Time ha previsto nei due giorni dello IAB fino a quaranta sessioni, ciascuna di circa trenta minuti.

«Ci piaceva l’idea di condividere con i nostri naturali interlocutori una serie di tipiche domande e risposte che tornano spesso nelle conversazioni coi nostri editori e concessionari o trading desk – spiega Cristina Pianura, country manager di Prime Real Time – l’obiettivo è condividere alcune informazioni preziose, idee, strategie molte semplici ma risolutive di tanti dubbi e interrogativi e facilitare la connessione tra realtà diverse. Vorremmo che chi esce dai nostri incontri sia più convinto della conversione al Programmatic Advertising con Prime Real Time senza passare per una formula troppo autoreferenziale».

Aggregazione dei dati, personalizzazione delle campagne e misurazione: nasce Oracle Marketing Cloud

Un tool che risponde alle esigenze del Modern Marketing, semplice da usare, customer-centrico e dedicato a quei comunicatori che vogliono ottimizzare i propri investimenti nelle campagne online e raggiungere i clienti target con messaggi e tempi corretti: è Oracle Marketing Cloud, la nuova soluzione a disposizione di aziende e digital agency che Oracle ha presentato alla stampa mercoledì a Milano.

Un prodotto che nasce da una precisa esigenza: rispondere a quei cambiamenti imposti dall’avvento del cosiddetto “Modern Marketing”. Un processo che si esplica in 3 fasi: Engage, Unify, Analyze. Ossia, ingaggiare il cliente e i prospect (Engage), profilarli attraverso l’analisi del loro comportamento digitale (Unify), in modo da proporre contenuti appropriati nel momento più corretto in modalità one-to-one piuttosto che one-to-many e in ultimo, fare un’analisi delle azioni intraprese in tempo reale (Analyze).

«Oracle Marketing Cloud interviene in ognuna delle tre fasi – ha spiegato Giovanni Ravasio, applications country leader CX sales director di Oracle Italia -. Per quanto riguarda l’engagement degli utenti, orchestrando delle campagne con messaggi personalizzati per il cliente, profilato attraverso il cosiddetto Digital Body Language (ossia il suo comportamento in rete tra navigazione e utilizzo dei social), dati e modelli Personas, con l’obiettivo di rendere quanto più la campagna di marketing cross-channel e 1:1. Il tool provvede anche all’aggregazione dei marketing data ed alla definizione dei clienti target: grazie alla DMP BlueKai, acquisita da Oracle a maggio, è possibile infatti unire 1st, 2nd e 3rd party data in una sola visita unificata, per definire audience di clienti anonimi potenziali da un bacino di oltre 1,5 miliardi di profili a livello globale e 17 milioni di profili in Italia. Un’opportunità non da poco per aumentare la conversione e ottimizzare gli investimenti». Naturalmente, poi, l’offerta di Oracle Marketing Cloud si completa con servizi dedicati all’analisi delle performance «che consentono di misurare come le campagne si traducano in reali profitti, lungo tutto il percorso che trasforma il target in consumatore».

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Una novità che risponde dunque alla sempre maggiore complessità del Marketing e ad una gestione dei processi, soprattutto quelli inerenti al Data Management, ingabbiata in modelli a Silos, che impediscono alle campagne di raggiungere i clienti target con messaggi e tempi corretti: «Quante volte, ad esempio – chiede Ravasio -, continuiamo a vedere la stessa campagna anche dopo aver acquistato l’oggetto pubblicizzato? E’ importante saper comunicare sui canali giusti e al momento giusto, tenendo presenti tutte le interazioni tra clienti e brand». Ai CMO, insomma, è richiesto molto più che l’acquisto di tecnologia ma, soprattutto, di sapere interpretare l’enorme ricchezza di informazioni di vendita, di marketing e di customer care combinati con un’ampia mole di dati reperibili da diverse fonti esterne all’azienda. La sfida per le aziende moderne è di analizzare in tempo reale questi dati, andando a modificare di conseguenza le strategie di business, in modo da realizzare un’efficace customer experience.

L’offerta Oracle Marketing Cloud è attualmente composta dalle soluzioni Eloqua e Responsys, due piattaforme di marketing-automation, la già citata DMP BlueKai, Compendium, content marketing provider e, infine, le piattaforme per il social listening e la pubblicazione Vitrue e Collective Intellect.

 

Havas Media Group sigla una partnership globale con Atlas

I limiti delle tecnologie “cookie based” sono una problematica particolarmente sentita dalle aziende, dalle media company e da chi lavora nell’ambito del data management.

Havas Media Group prova a superarli grazie a un accordo globale con Atlas, la piattaforma di ad serving e di misurazione di Facebook, annunciato oggi dalla società con un comunicato stampa ufficiale.

“L’accordo globale avrà un focus importante su US e Europa Occidentale e l’offerta sarà già disponibile per i clienti del network nei primi mesi del 2015. Nel corso dell’anno la partnership permetterà ad Havas Media Group di offrire Atlas anche ai clienti in America Latina, in Medio Oriente e in APAC”, si legge nella nota. Havas Media Group è la prima azienda che stringe una partnership con Facebook su un ambito geografico importante e di tale portata.

Grazie a questo accordo, la piattaforma proprietaria di Havas Media Group, Artemis, sarà collegata ad Atlas, dando ai clienti del gruppo l’opportunità di tracciare in modo ancora più puntuale tutte le interazioni che i consumatori hanno con un brand fino all’acquisto ed oltre, mentre fruiscono i diversi messaggi del brand in tutti i media.

«Havas Media Group ha investito negli ultimi 15 anni nel mercato per portare avanti soluzioni data driven con Artemis, la piattaforma proprietaria di data management – commenta Dominique Delport, global managing director di Havas Media Group -. Questa partnership, unita ai dati provenienti dai nostri clienti, ci permetterà di scoprire come le persone interagiscono con i brand e acquistano i prodotti durante la loro customer experience multidevice. Stiamo lavorando con il team di Atlas dal giugno del 2014 e siamo contenti di aver stretto una partnership con una piattaforma che ci permette di superare i limiti delle tecnologie “cookie based”. In questo modo siamo in grado di filtrare, scremare e gestire i dati con una granularità senza precedenti. Questo accordo con Atlas, unito alla nostra partecipazione all’Atlas Product Council, ci consente di garantire i migliori servizi in quest’ambito per i nostri clienti».

La partnership ha effetto immediato ed i clienti di Havas Media Group si aspettano di lavorare con la nuova piattaforma già nei prossimi mesi.

«Questo è un grande passo per Atlas e Havas Media Group, permettendo di offrire la potenza del “people based marketing” a più brand ed in più Paesi – aggiunge Erik Johnson, direttore di Atlas -. Havas Media Group è stato un sostenitore del nostro approccio che aiuta i brand a raggiugere consumatori reali, indipendentemente dai device e dagli editori. L’ampiezza geografica e la numerosità dei clienti potenzialmente coinvolti, rende questa partnership estremamente significativa per il settore».