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Sublime Skinz: a Milano l’Italian Publisher’s Night. Sul palco Moto.it e Netaddiction

Nata a Parigi sul finire del 2012, Sublime Skinz è oggi una realtà presente a livello mondiale (ha uffici in Europa, USA e Asia) e da 140 dipendenti. Presidia nello specifico 14 Paesi tra cui l’Italia dove è presente da poco più di un anno con una sede che vede attivi Stefania Giovinazzo nel ruolo di Account Director Italy, Marie Remy, Publisher Development Director EMEA, e Lorenzo Bini, Publisher Sales Manager Italy (protagonista del video che proponiamo di seguito).

Quello che caratterizza Sublime Skinz sono i formati che propone, formati che rispondono a tre aggettivi solo apparentemente antitetici come Impattanti, Visibili ma anche Non Invasivi.

È stato questo il fil rouge che ha accompagnato l’incontro che nella giornata del 14 giugno Sublime Skinz ha voluto organizzare con i publisher italiani. La Italian Publisher’s Night di Sublime Skinz ha visto l’azienda presentare la propria offerta, esposta in primis dal Managing Director EMEA, Andrew Buckman: «La nostra mission è quella di permettere ai marchi di fare branding anche online, canale generalmente associato più a un concetto di performance, proponendo ai publisher strumenti per monetizzare, ma concedendo al tempo stesso ai brand la giusta visibilità e agli utenti un’esperienza di navigazione che possa coinvolgerli e allo stesso tempo emozionarli».

Con questo obiettivo in mente, l’azienda francese ha deciso di spingere di più sul nostro mercato, che si configura a oggi come quarta country all’interno del network. Anche a fronte di questo, a breve annuncerà l’arrivo di un nuovo Sales Manager nel team Italia che andrà a incrementare il lavoro di Stefania Giovinazzo, e si prepara a lanciare un nuovo formato mobile video, come rivelato da Marie Remy in sede di conferenza.

Moto.it e Netaddiction a confronto con Sublime Skinz

L’offerta di Sublime Skinz continua ad arricchirsi dunque e sempre più in ottica cross-device: «Quello a cui puntiamo e sul quale spingiamo le aziende e i publisher a riflettere è di non pensare più a fare campagne diverse prendendo a riferimento il device, ma di pensare a campagne che abbiano come obiettivo quello di raggiungere un dato utente, indipendentemente dal device che si utilizza per farlo», ha spiegato in un secondo momento della serata Buckman. Un momento in cui protagonisti sono stati anche due rappresentanti dell’editoria online italiana, nello specifico Daniele Gulti, Partner e Head of Sales di Netaddiction, e Veronica Lorenzon, Ad Operations Manager di Moto.it.

Moderati dal Direttore di Engage, Simone Freddi, Buckman, Gulti e Lorenzon sono stati messi a confronto proprio sulla percezione del rapporto fra online e branding. Più nello specifico, tra performance, branding e programmatic. «Online questo rapporto sembra essere agli antipodi, ma in realtà sono solo modi diversi di tendere al risultato», afferma Gulti.

Il fine ultimo rimane di convincere il “pubblico” a porre attenzione alla marca e ai suoi valori, utilizzando formati online che possano impattare e non assalire l’utente. «Così si fa branding online senza rinunciare alla gestione degli spazi con il programmatic o alle performance», ribadisce Buckman.

Resta però un nodo fondamentale da sciogliere: quello della misurazione.

Le misure e i KPI a cui si assoggetta l’online sono legate sostanzialmente alle performance: «Il problema è che offline tutti i tipi di misurazione sono a carattere probabilistico, mentre invece online tutto è misurabile. Il problema è che misurare tutto spesso genera confusione e la deriva del branding nella performance», dice Buckman. Fatto che troppo spesso porta a usare metriche, tipo il CTR, per valutare una campagna di branding, «e questo inevitabilmente sposta l’attenzione su formati più impattanti che troppo spesso ignorano le esigenze dell’utente», spiega Veronica Lorenzon.

Insomma, il nodo resta quello di mettere a fattor comune i plus delle campagne di branding, delle metriche e del programmatic, che permette una migliore gestione della dispersione e un maggiore controllo dei risultati raggiunti. Un nodo che scioglie Sublime Skinz con formati che puntano all’utente con l’intenzione di permettergli di creare un rapporto con i brand, generando una relazione con essi proficua per tutti gli attori coinvolti, publisher compresi.

Quando il programmatic incontra il gaming: il caso Tradelab e Netaddiction

Le tecnologie programmatiche stanno diventando sempre più raffinate e personalizzabili, al punto che gli operatori del segmento ora sono in grado di elaborare delle soluzioni su misura per particolari settori, prodotti e marchi. Lo dimostra il caso di Tradelab e Netaddiction, che in virtù di una collaborazione permettono agli inserzionisti del mercato videoludico di raggiungere un pubblico sempre più specifico elaborando i dati di traffico di Multiplayer.it e Movieplayer.it.

L’esperienza della piattaforma programmatica e dell’editore digitale è stata raccontata da Gaetano Polignano, Country Manager per l’Italia di Tradelab, Daniele Gulti e Marco Perri, rispettivamente Direttore Commerciale e Responsabile area Gaming di Netaddiction, all’evento “Programmatic for Gaming – La nuova frontiera del dato”, tenutosi martedì 17 ottobre presso la redazione di Engage e Programmatic Italia.

Guarda la videointervista con i tre protagonisti dell’evento:

 

Tradelab e Netaddiction stringono un accordo sui dati per il settore Entertainment

Tradelab si rafforza sul fronte dati e sigla un accordo esclusivo con Netaddiction, editore italiano specializzato nell’intrattenimento online. Attraverso la collaborazione, gli inserzionisti del settore, in particolare videogiochi e cinema, potranno raggiungere un’audience ancora più specifica grazie ad una segmentazione altamente qualificata e dettagliata degli utenti.

Le tecnologie avanzate di profilazione e segmentazione dell’audience di Tradelab permetteranno di targettizzare in maniera specifica i dati di oltre 4.000.000 di appassionati di cinema e videogiochi dei siti di Netaddiction (Movieplayer.it e Multiplayer.it), andando ad analizzarne interessi, percorsi di navigazione e intenzionalità di acquisto. Sarà inoltre possibile realizzare clusterizzazioni di utenti ad hoc (ad esempio appassionati di film di animazione o di videogiochi di avventura) sulla base delle criticità degli inserzionisti e calcolare il grado di affinità degli utenti verso prodotti di interesse simile.

«Siamo davvero entusiasti di questa nuova partnership strategica con Netaddicion»- dichiara Gaetano Polignano, Country Manager di Tradelab Italia – «È importante per noi trovare fonti di dato trasparenti che permettano di andare oltre l’utilizzo di dati di terze parti ancora poco chiari in termini di origini e recency del dato. Noi questi dati li chiamiamo “SmartData”, dati intelligenti ma anche “furbi” perché ci dicono non solo chi sono i nostri utenti e quali sono i loro interessi, ma soprattutto se sono intenzionati all’acquisto del nostro prodotto. Questo ha un valore importantissimo per gli inserzionisti e per il raggiungimento delle loro performance di business».

«Era da tempo ormai che ci stavamo guardando intorno e siamo felici di aver trovato sul mercato un player indipendente e all’avanguardia, capace di analizzare i nostri dati e di utilizzarli al meglio per i nostri partner, vecchi e nuovi, interessati al nostro segmento dell’intrattenimento. Siamo convinti che Tradelab possa darci il giusto know-how per strutturare l’obiettivo ambivalente di soddisfare gli inserzionisti e al tempo stesso gli utenti con un messaggio pubblicitario sempre più mirato», afferma Daniele Gulti, Direttore Commerciale della unit Media di Netaddiction.

Martedì 17 ottobre, presso la redazione di Engage e Programmatic Italia,  Tradelab e Multiplayer.it presenteranno “Programmatic for Gaming – La nuova frontiera del dato“, evento in cui sarà illustrato il caso dell’applicazione delle tecnologie pubblicitarie della società ad-tech alla testata digitale specializzata nell’intrattenimento videoludico.

Netaddiction, il 10% della raccolta è in Programmatic: «Tra i primi ad automatizzare tutta la nostra inventory»

Netaddiction festeggia nel 2017 i suoi 18 anni. L’editore italiano nativo digitale ha chiuso il 2016 confermando una crescita di fatturato che ha superato di poco i 10 milioni di euro, registrando un incremento del 40% dei ricavi, incentivato dal Programmatic e dall’aumento degli investimenti pubblicitari nelle aree Food&Beverage e Cinema.

In particolare, spiega il Direttore commerciale, Daniele Gulti, l’anno scorso l’automatizzazione ha pesato per il 10% circa sulla raccolta delle otto testate del gruppo: un risultato dovuto alla buona perfomance della vendita in reservation, che sui profili verticali mantiene una grande importanza: «Nel 2017 abbiamo obiettivi ambiziosi e per questo stiamo lavorando a un aumento importante delle utenze e a un ulteriore espansione delle industrie di riferimento. In particolare, lo sviluppo di Bigodino.it e di HDMotori.it e il verticale sul food ci permetterà di poter dire la nostra in ambito femminile e nell’automotive».

L’offerta di programmatica di Netaddiction, che ad oggi ha gestito in quasi totale autonomia le transazioni, attivando collaborazioni esterne solo su una parte della componente mobile, si basa sulla competizione dei prezzi, l’editore tiene inoltre a precisare di essere stato tra i primi operatori a lavorare sulle piattaforme e a mettere a disposizione tutta la sua inventory.

Programmatic, le sfide e le opportunità secondo Netaddiction

«Abbiamo fin da subito proposto i nostri migliori posizionamenti pubblicitari e non ci siamo limitati a lavorare sull’invenduto o su posizioni residuali. Purtroppo, almeno negli ultimi due anni, il prezzo di acquisto in Programmatic non ha rispettato le aspettative proponendo agli editori dei margini notevolmente più bassi della modalità reservation. I tempi però stanno cambiando e stiamo osservando un rialzo del prezzo medio. Questo ci fa ben sperare per il futuro», ha aggiunto Gulti.

L’automatizzazione della compravendita di spazi resta ancora oggetto di dubbi e incertezze da parte degli editori digitali. Secondo Gulti, il mercato non è stato ancora in grado di compensare le criticità a cui sarebbero andati incontro le testate online.

«Per quanto riguarda l’RTB puro l’evidente beneficio è quello di poter essere visibili da tutti i clienti del mondo. In merito al Programmatic, il vantaggio maggiore è derivato dal fatto che il compratore ha l’intero controllo della spesa e delle performance relative alla campagna. Questa perdita di potere da parte dell’editore sulla propria inventory dovrebbe essere ricompensato da CPM se non maggiorati almeno in linea con la reservation. Non abbiamo ancora assistito a questo cambiamento ma siamo fiduciosi per il futuro. Le criticità riguardano primariamente problematiche tecniche. Siamo ancora lontani da una consapevolezza totale sull’argomento e spesso i problemi tecnici impattano sul lavoro di relazione antecedente ad un accordo, inficiandone il risultato finale e la spesa relativa», ha concluso il direttore commerciale di Netaddiction.