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Pubblicità su Facebook, le aziende dovranno avere il consenso degli utenti per usare i dati di CRM

Continua in casa Facebook la messa a punto di una nuova, più stringente politica dati, dopo lo scandalo Cambridge Analytica e in vista dell’imminente definitiva entrata in vigore della GDPR.

Dopo aver lanciato nuovi strumenti per il controllo della privacy e annunciato che non utilizzerà più dati provenienti da fornitori terzi per il targeting delle sue campagne, Facebook adesso avrebbe confermato di stare lavorando ad uno strumento capace di verificare se i suoi inserzionisti hanno ricevuto il consenso degli utenti per l’utilizzo dei loro indirizzi email ai fini della creazione delle Custom Audiences.

Le Custom Audiences sono una soluzione del social che rende possibile la creazione di segmenti di pubblico incrociando i dati di Facebook con informazioni di prima parte delle aziende, come liste di indirizzi email, numeri di telefono e altro. Questi segmenti vengono poi utilizzati dai brand per acquistare spazi targettizzati sul social e sulle sue property.

Attualmente, ad aziende e agenzie non è richiesto di confermare che i loro dati di CRM siano stati raccolti con l’esplicito consenso degli utenti. A questi ultimi è comunque permesso di individuare quali brand utilizzano le loro informazioni per le Custom Audiences. Sull’app di Facebook, basta andare in “Impostazioni Account”, selezionare “Inserzioni” e poi “Inserzionisti con cui hai interagito”: da lì sarà poi possibile scegliere di nascondere le inserzioni di determinate aziende.

Il nuovo strumento è tuttora in fase di sviluppo, e non si sa ancora come funzionerà e se si tratterà di un tool di facile utilizzo. Facebook ha comunque confermato che il lancio avverrà a breve, e che nel frattempo la società sta valutando anche altri modi di proteggere le informazioni sugli utenti all’interno delle sue Custom Audiences.

Retargeting sulla base delle attività offline dell’utente: la novità di Facebook

Si ampliano le possibilità di retargeting offerte da Facebook. Sul social network, adesso, è infatti possibile intercettare gli utenti sulla base di quello che fanno nel mondo reale.

Dopo una prima fase di test, Facebook ha ufficialmente lanciato uno strumento che consente alle aziende di targettizzare le campagne su persone che hanno visitato in passato i loro negozi fisici, che hanno effettuato acquisti in-store o che hanno telefonato ai loro negozi o call center.

La novità, che è stata annunciata da Facebook tramite un blog post ufficiale, va ad arricchire l’offerta di soluzioni di targeting di Facebook Custom Audiences, nata inizialmente per raccogliere le informazioni sul comportamento degli utenti fuori da Facebook e applicarle per affinare l’acquisto di pubblicità sulla piattaforma, ma poi ampliatasi alla copertura dei vari modi in cui un utente interagisce con un’azienda, online e ora anche offline, e al targeting di pubblicità al di fuori dell’app, su Instagram e su Audience Network.

In effetti, la possibilità di fare retargeting sulla base delle precedenti interazioni offline tra brand e utenti non è una novità su Facebook. Ora però è molto più semplice. Prima, per creare una Custom Audience, era necessario inserire manualmente informazioni quali l’acquisto di un prodotto in un negozio fisico o la telefonata al call center, mentre ora il processo è completamente automatizzato. Quanto alle visite degli utenti in-store, già in passato era possibile registrarle tramite uno strumento apposito di Facebook, chiamato Store Visits Reporting, una stima delle presenze in negozio basata sulla registrazione della posizione geografica degli utenti con servizi di localizzazione attivi sullo smartphone. Lo strumento veniva inizialmente utilizzato per misurare l’influenza delle campagne sulle visite in negozio, e ora potrà essere usato anche per retargettizzare un utente.

Tutto ruota attorno alla Offline Conversions API lanciata lo scorso anno da Facebook, che può essere integrata all’interno del sistema di tracking di un negozio o un call center per raccogliere automaticamente le informazioni registrate e creare o aggiornare Custom Audience in tempo reale.

Facebook estende l’offerta delle Custom Audiences

Facebook estende la propria offerta di Custom Audiences.

Secondo quanto riporta la testata Ad Week, il social network starebbe testando nuovi modi, per le aziende, di costruire delle audience personalizzate alle quali erogare le proprie campagne sulla piattaforma. In particolare, i brand potranno generare delle audience sulla base degli utenti che hanno precedentemente interagito con i loro profili business su Instagram.

Le aziende possono scegliere sulla base di che tipo di interazione con il profilo Instagram costruire la propria Custom Audience: tutte le interazioni, utenti che hanno mandato un messaggio al profilo e altro, specificando anche un periodo di tempo che va dal giorno stesso fino a 365 giorni prima. A questi criteri se ne potranno poi aggiungere fino ad altri cinque.

La nuova funzionalità è ancora in fase di test, ed è disponibile solo per un selezionato numero di inserzionisti.

Sixt si affida a Custom Audiences di Facebook per il retargeting video

La multinazionale di noleggio auto Sixt vuole imporsi nel mercato americano e per farlo ha deciso di puntare sul marketing digitale, testando i video di Facebook in combinazione con Custom Audiences per migliorare le proprie attività di segmentazione. L’obiettivo è mettere in sequenza efficacemente la pubblicità video ri-targettizzata e raggiungere nuovi potenziali clienti.

L’azienda ha in passato vinto dei premi per merito della sua comunicazione irriverente, e a volte provocatoria, su stampa e in esterna in Germania, paese in cui nacque nel 1912. Tuttavia, Sixt ha deciso di abbandonare questo approccio negli Stati Uniti senza rinunciare ai toni dell’ironia, utilizzata per le sue tattiche di retargeting che sfruttano i video di Facebook.

Invece di raggiungere indiscriminatamente tutti gli utenti sul web, l’azienda ha voluto rivolgersi direttamente agli utenti Facebook che avevano svolto attività sul sito di Sixt. Se qualcuno ha navigato senza prenotare un noleggio, quella persona potrebbe visualizzare un video comico di una donna che fa cenno di abbassare il finestrino di un’auto, un’allusione all’autoplay muto di Facebook.

Nel frattempo, Sixt ha posizionato altre creatività per determinare cosa gli utenti hanno trovato più coinvolgente o fastidioso. L’azienda suppone che aggiungendo elementi visivi come testi in sovraimpressione, effetti 3D e altre tattiche per attirare l’attenzione dell’utente sarà possibile ottenere maggiori tassi di click-through e di conversione.

La compagnia tedesca di noleggio auto sta utilizzando a suo beneficio alcuni aggiornamenti nello strumento Custom Audiences di Facebook. Inizialmente, come sottolinea notare Miriam Fohrmann, Director of Online Marketing di Sixt, il prodotto permetteva agli inserzionisti di fare targeting solo basandosi sulla URL, trascurando informazioni relative ai contenuti visualizzati dall’utente, al numero di visite e alle auto considerate. Oggi Custom Audiences permette agli inserzionisti di misurare i tempi trascorsi dai naviganti sulla pagina di un sito e permette il targeting basato sul tempo speso da un utente con un marchio o sul proprio dispositivo.

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