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[Videointervista] Prime Real Time al Programmatic Day(s): «Con Maxime andiamo oltre l’header bidding»

Prime Real Time porta sul mercato italiano Maxime, una soluzione progettata per superare il concetto di header bidding facendo fronte alla necessità degli editori di monetizzare ogni singola impression e riempire tutti gli spazi disponibili.

Il prodotto è stato presentato durante la seconda giornata del Programmatic Day(s) 2018 da Cristina Pianura, Ceo della controllata del Gruppo Triboo.

«L’header bidding non è sufficiente per massimizzare il profitto pubblicitario: richiede competenze di sviluppo tecnologico, il controllo della catena di monetizzazione, non è safe e non garantisce il riempimento al 100%».

Da qui, la nascita della nuova tecnologia proposta da Prime Real Time in esclusiva, dopo uno sviluppo di otto mesi e una fase di test su larga scala.

Guarda la videointervista a Cristina Pianura, a margine del suo intervento a Programmatic Day(s) 2018:

Maxime, alla quale gli editori potranno accedere senza modificare il proprio ecosistema programmatico, è una tecnologia basata sul protocollo prebid.js, uno strumento sviluppato per integrare la monetizzazione dell’inventario in programmatico: «E’ il tassello che manca per la perfetta gestione dell’ecosistema programmatico», commenta Cristina Pianura nel descrivere la soluzione.

«Maxime è semplice da usare, è complementare all’header bidding ed è safety first. Il risultato punta al 100% del fill rate con Cpm adeguati. La dashboard consente di analizzare i risultati, con una visione aggregata e non aggregata», spiega Cristina Pianura.

«Nel tempo siamo diventati una mar-tech company che mette a disposizione dei propri partner soluzioni che convivono con la loro configurazione proprietaria aggiungendo opportunità di ricavo e miglioramento della qualità», conclude Cristina Pianura.

Red Bull, primo caso in Italia di long video in programmatic con Initiative e Sharethrough

Il torneo di League of Legends promosso da Red Bull, grande evento per gli appassionati di intrattenimento videoludico che si svolgerà durante le prossima Milan Games Week, diventa l’occasione per il primo esempio in Italia di Native Video Strategy in programmatico via DoubleClick Bid Manager sulla suppy-side Platform di Sharethrough (leggi l’articolo sull’integrazione tra le due piattaforme). La pianificazione è stata curata da Initiative con il supporto di Cadreon.

La strategia distributiva sugli ad exchange, basata su un filmato emozionale di oltre un minuto, ha portato, afferma la nota, risultati positivi all’SSP, che è in grado di supportare con gli stessi parametri delle piattaforme Social un contenuto video complesso su prodotti editoriali Premium e sicuri per il marchio.

Il formato Video Native, prosegue la nota, permette la fruizione di un contenuto video in maniera non invasiva per l’utente finale adattandosi al contesto del sito e permette di:

  1. Aumentare il numero di Views in questa fase “teaser” di campagna
  2. Massimizzare il CTR e le visite al sito
  3. Generare una maggiore Awareness del brand.

«Siamo orgogliosi come Sharethrough Italia di aver supportato Red Bull nel primo esperimento di Video Native Strategy in programmatico – afferma Cristina Pianura CEO di Prime Real Time, vendor esclusivo di Sharethrough in Italia – Come ci conferma il mercato americano, questo esempio pionieristico indica la strada per affiancare le ordinarie strategie distributive di contenuto ad alto engagement che rappresenteranno il vero prodotto a valore aggiunto nel mondo Native nei prossimi mesi».

Sharethrough effettua l’integrazione con DoubleClick Bid Manager

Sharethrough ha rilasciato l’integrazione con DoubleClick Bid Manager (DBM) di Google.

Valida sia per l’acquisto in open market che in private deal, essa consentirà agli editori della piattaforma di pubblicità nativa di ampliare le opportunità di vendita dei propri spazi e, allo stesso modo, garantirà agli inserzionisti DBM l’accesso all’inventory premium dell’Adxechange Sharethrough.

In Italia, la prima transazione tra le due piattaforme è avvenuta in test con una campagna di Red Bull pianificata da Cadreon, il trading desk di IPG Mediabrands.

«Siamo da sempre interessati a soluzioni che aumentano l’engagement con i nostri consumatori. I formati Native vanno in questa direzione. Ci piace essere in prima linea e sperimentare soluzioni tecnologiche innovative, come le attività contestuali sulla piattaforma Sharethrough. Essere i primi in Europa è stato sicuramente di grande stimolo per noi», dichiara Francesco Cilea, Head Of Brand Red Bull Italia.

«Il Click-Through-Rate che abbiamo ottenuto sull’inventory Sharethrough per la campagna Red Bull Culture Clash è 3.5 volte superiore rispetto alle performance degli altri posizionamenti native e 8.5 superiore rispetto alle performance totali di campagna», dichiarano i referenti programmatic native di Cadreon.

«Siamo molto orgogliosi di aver contribuito alla gestione e al supporto di questa case history così importante», afferma Cristina Pianura, Ceo di Prime Real Time, fornitore esclusivo per l’Italia della soluzione Sharethrough for Publisher, «Ci auguriamo che in questo modo la strada del Native Programmatic sia imboccata con convinzione da tutti gli operatori del mercato: Prime Real Time ha creduto fin da subito nella soluzione Sharethrough garantendo un posizionamento di alto livello e qualità. Siamo certi che i grandi sforzi compiuti dalla società per completare negli ultimi 12 mesi le più strategiche integrazioni possano dare il via libera alla nuova era del Native Programmatic in Italia».

Due giorni fa, in occasione del Programmatic Native Breakfast tenutosi presso la sede milanese del Gruppo Triboo, Sharethrough ha presentato per la prima volta in Italia la sua soluzione di header bidding integrata nella piattaforma SFP Unified Auction.

Sharethrough presenta la soluzione di header bidding al Programmatic Native Breakfast

Si è svolta oggi, presso la sede milanese del Gruppo Triboo, la seconda edizione del Programmatic Native Breakfast, l’evento mattutino organizzato da Prime Real Time e Sharethrough.

La colazione ha visto la partecipazione di editori, concessionarie, centri media e clienti interessati a conoscere fenomeni e tendenze del segmento della pubblicità nativa e i progressi della piattaforma di Sharethrough.

Il primo ad intervenire all’incontro è stato Ally Stuart, Regional Director EMEA di Sharethrough, che ha illustrato, attraverso il supporto di indagini statistiche, le caratteristiche e i vantaggi degli annunci contestuali, con particolare attenzione ai posizionamenti in-feed e ai formati video.

Sharethrough aggiorna la piattaforma per gli editori

Kieran Lamard, Strategic Partner Director EMEA della società, ha successivamente approfondito il funzionamento di Sharethrough For Publishers (SFP) Unified Auction. La piattaforma, integrata con le principali DSP e con oltre 50 ad network, permette ai clienti di gestire la propria inventory nativa da un unico pannello di controllo, monitorando al contempo reportistica e monetizzazione. SFP si è arricchita recentemente di un nuovo strumento header bidding: il wrapper è stato lanciato circa un mese fa negli Stati Uniti ed è stato progettato per funzionare in asta con qualsiasi tipologia di domanda.

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Ally Stuart, Regional Director EMEA di Sharethrough

«Questa soluzione è stata frutto di oltre un anno di lavoro e segna un importante progresso nel percorso di maturazione di Sharethrough. L’aggiornamento della piattaforma avverrà automaticamente e non comporterà nessun costo aggiuntivo per i nostri editori. Giunti a questo stadio, è importante che l’industria compia un’evoluzione del proprio modello pubblicitario verso soluzioni native, adottando formati integrati non invasivi e in armonia con il contesto. Quella che abbiamo deciso di accettare è una sfida ardua ma irrinunciabile», ha commentato in seguito Cristina Pianura, Managing Director di Prime Real Time, rivenditore esclusivo in Italia delle soluzioni di Sharethrough.

L’ultimo a prendere la parola è stato un esponente del mondo dell’editoria: «Nel mondo della pubblicità, tutte le strade portano al Native», ha dichiarato Federico Luperi, Direttore Innovazione e New Media di Adnkronos. Luperi ha annunciato che l’agenzia di stampa, attualmente impegnata in alcuni test tecnici, sta valutando il ricorso alla piattaforma di Sharethrough per la gestione dell’inventory delle proprie testate digitali.

Sharethrough, accordo con Flashtalking per la creatività dinamica

Nel frattempo, Sharethrough ha stretto una collaborazione con Flashtalking, una piattaforma indipendente specializzata in creatività dinamiche e analytics, per la progettazione del primo strumento di ottimizzazione delle creatività dinamiche per la pubblicità nativa.

La soluzione permette ad un inserzionista di personalizzare la creatività per un utente sulla base di una gamma di fattori individuali, ossia posizione, sesso, profilo di audience, ora del giorno, comportamento di navigazione su internet, prodotti di tendenza, consumo media e anche meteo locale.

Nello specifico, per questa integrazione, Flashtalking ha fornito agli inserzionisti la possibilità di caricare le variazioni delle diverse componenti di un annuncio contestuale attraverso l’interfaccia utente. Il sistema poi esegue il passaggio, attraverso la demand-side platform utilizzata, all’interno dello Sharethrough Exchange.

Nuovo ruolo in Triboo Media per Cristina Pianura: sarà anche COO

Novità ai vertici dell’area Media di Gruppo Triboo. Nell’ambito di una serie di nuove nomine (qui l’articolo dedicato), a Cristina Pianura, già alla guida di Prime Real Time, è stato affidato il ruolo di Chief Operation Officer.

Un incarico che è una naturale evoluzione della recente nomina della manager a Head of Customer Operations and Programmatic di Triboo Media, ufficializzata alla fine dello scorso mese, e che va nella direzione di una maggiore integrazione del Programmatic nell’offerta del gruppo, come ha spiegato la stessa manager a Programmatic Italia.

«E’ una nomina che mi fa molto onore – ha commentato -, e che rappresenta un segnale di quanto Gruppo Triboo creda nel Programmatic. Tra i miei compiti in questo ruolo ci sarà infatti quello di sfruttare tutte le competenze acquisite in Prime Real Time, società di cui manterrò la guida, per dare una forte spinta all’integrazione del Programmatic nell’offerta e nell’orientamento di business del gruppo a livello di customer operation».

Cristina Pianura continuerà a mantenere il ruolo di Managing Director di Prime Real Time.

Pianura, Prime Real Time-Gruppo Triboo: «Con Sharethrough creiamo la “Terza via” della pubblicità video»

Con “terza via” si indicano posizioni politiche divergenti che cercano di conciliare una posizione intermedia tra destra e sinistra. Una locuzione che, secondo Cristina Pianura, Managing Director di Prime Real Time – Gruppo Triboo, e Paolo Velluto, Chief Sales Officer di Triboo Media, intervenuti allo Iab Seminar Video advertising, è applicabile anche nell’ambito della pubblicità video digitale, e vede la sua realizzazione attraverso la proposta annunci video nativi.

«Siamo convinti di aver raggiunto una nuova frontiera. Abbiamo sperimentato metriche e competenze sia per quanto riguarda l’in-stream, con i pre-roll, che l’out-stream, con gli interstitial e gli in-text. Grazie ad un formato video integrato all’interno di un feed native, abbiamo qualcosa di completamente nuovo, con i suoi vantaggi: maggiore attenzione, ricordo e ingaggio con il consumatore. Inoltre, trattandosi di un formato integrato, non si “sfregiano” i siti degli editori e non si disturbano gli utenti. Questo è oggi possibile solo con Sharethrough, in Programmatic, sull’invenduto e per l’inventario prenotato», ha commentato Pianura.

Leggi l’articolo completo su Engage.it.

Il Programmatic native di Sharethrough arriva in Italia. La piattaforma è integrabile con le maggiori DSP

A più di due mesi dell’annuncio ufficiale sull’accordo con Prime Real Time, avvenuto alla fine di aprile (leggi qui l’articolo dedicato), Sharethrough ha presentato al mercato italiano la sua soluzione dedicata alla pubblicità nativa.

Sharethrough è la più grande piattaforma tecnologica indipendente focalizzata sul native advertising (e in particolare sui formati in-feed) negli Stati Uniti. Nel 2015 la società ha generato un giro d’affari di oltre 100 milioni di dollari con una quota di mercato superiore al 50%. L’approdo nel nostro paese è stato possibile proprio grazie all’intesa stretta con la piattaforma di real time bidding del gruppo Triboo Media, che ha ottenuto il ruolo di distributrice esclusiva del prodotto.

Uno strumento pensato e progettato per fornire agli editori strumenti volti all’ingegnerizzazione, erogazione e gestione della vendita di formati contestuali, in particolare contenuti sponsorizzati e in-feed. Gli scambi sono effettuabili attraverso quattro modalità di vendita: diretta, in private marketplace, programmatic e network. La tecnologia consente anche di utilizzare al suo interno molteplici DSP; AppNexus e The Trade Desk sono quelle già disponibili in Italia ma, ha rivelato Chris Quigley, Managing Director EMEA di Sharethrough, sono in corso di definizione ulteriori integrazioni con MediaMath, DoubleClick Bid Manager, AdForm e Turn.

«Non bisogna pensare che in Italia non ci sia mercato per il native, basti pensare, ad esempio, agli elevati investimenti attuati sui canali di Facebook. L’obiettivo di Sharethrough, attraverso Prime Real Time, è proprio quello di attrezzare gli operatori per fare concorrenza all’offerta dei social network; dobbiamo dirottare parte di questi introiti a favore degli editori», ha commentato Cristina Pianura, Managing Director per l’Italia di Prime Real Time, «In primo luogo, abbiamo cominciato a testare la tecnologia sui siti nel portafoglio di Prime Real Time, sono circa venti siti premium, e al momento siamo in contatto con diversi editori per proporre la nostra soluzione; il responso si sta dimostrando positivo», ha concluso Pianura, intervenuta a maggio allo Showcase “Going Native”.

Chris Quigley
Chris Quigley

Il native advertising si sta imponendo come una delle forme pubblicitarie di maggiore interesse tra gli operatori dell’industria digitale. Secondo quanto esposto da Quigley nel corso del suo intervento, i formati contestuali sono in grado di raggiungere livelli maggiori di coinvolgimento e un più alto tasso click-through rispetto ai formati tradizionali a schermo. Alcune ricerche condotte da Sharethough hanno inoltre registrato che la pubblicità nativa riceve un’attenzione visiva doppia rispetto alle altre tipologie di annuncio e, nel caso di formati con testo, è oggetto di una effettiva lettura da parte degli utenti. In più, la pubblicità nativa sembrerebbe più tollerata dagli utenti e quindi meno soggetta ai blocchi pubblicitari (leggi l’articolo dedicato).

Ulteriori segnali dell’attenzione che il mercato sta dedicando al tema provengono proprio dal settore dell’editoria. The Guardian, il quotidiano d’informazione inglese, ha infatti avviato The Guardian Labs, un’unità interna dedicata proprio allo sviluppo del native che impiega nel suo organico oltre cento persone. Un altro caso è osservabile otre oceano: la divisione T Brand Studio del New York Times, specializzata in questi formati, ha totalizzato ricavi pari a 35 milioni di dollari.

Cristina Pianura, Prime Real Time: «Con Sharethrough, il Native è più scalabile ed efficiente»

Giusto un paio di settimane fa, Prime Real Time, la piattaforma italiana di real time bidding che fa capo al gruppo Triboo Media, ha annunciato di essere diventata distributrice esclusiva delle soluzioni proprietarie di Sharethrough in Italia.

Grazie all’accordo, Prime Real Time distribuirà nel nostro Paese le soluzioni proprietarie di quella che in America è la più grande piattaforma tecnologica indipendente focalizzata sul native advertising (e in particolare sui formati in-feed). Soluzioni che permettono l’ingegnerizzazione, l’erogazione e la gestione della vendita di native advertising, semplificandone sia il processo di distribuzione, sia quello di acquisto.

Prime Real Time proporrà la vendita della tecnologia Sharethrough su due livelli differenti: come tecnologia capace di erogare in modo ingegnerizzato il formato in-feed native e come prodotto media in programmatic advertising.

Cristina Pianura, Managing Director di Prime Real Time, ha scelto il contesto dell’appuntamento Showcase “Going Native” organizzato da Engage la scorsa settimana per parlare dell’offerta Sharethrough e di quello che le soluzioni della società possono fornire al mercato italiano: una tecnologia in grado di ingegnerizzare la realizzazione dei formati nativi, adattandoli alle property che li ospiteranno, e che in definitiva rende ancora più scalabile ed efficiente questa forma di pubblicità.

Nel video che segue, una sintesi del suo intervento.

Prime Real Time porta in Italia le soluzioni Native di Sharethrough

Prime Real Time, la piattaforma italiana di real time bidding che fa capo al gruppo Triboo Media, diventa distributrice esclusiva delle soluzioni proprietarie di Sharethrough in Italia.

Sharethrough è la più grande piattaforma tecnologica indipendente focalizzata sul native advertising (e in particolare sui formati in-feed) in America. Nel 2015 la società ha generato un giro d’affari di oltre 100 milioni di dollari con una quota di mercato superiore al 50%.

Grazie a un accordo esclusivo, Prime Real Time distribuirà nel nostro Paese le soluzioni proprietarie di Sharethrough che permettono l’ingegnerizzazione, l’erogazione e la gestione della vendita di native advertising, semplificandone sia il processo di distribuzione, sia quello di acquisto. La caratteristica principale di questa tecnologia, risiede in una App che è in grado di integrarsi con i sistemi di real time bidding, consentendo agli editori di valorizzare anche l’invenduto, secondo i protocolli più avanzati in questo segmento.

Prime Real Time proporrà la vendita della tecnologia Sharethrough su due livelli differenti: come tecnologia capace di erogare in modo ingegnerizzato il formato in-feed native e come prodotto media in programmatic advertising.

Secondo Business Insider, in America, il native advertising raggiungerà 21 miliardi di dollari di spesa nel 2018, e una quota del 15% della pubblicità digitale entro il 2020. I ricavi del real time bidding, invece, supereranno gli 11 miliardi nel 2016, e una quota del 50% del mercato digitale da qui al 2020.

In Italia, non è ancora possibile avere uno spaccato degli investimenti pubblicitari display suddivisi per queste categorie. Più in generale nel nostro Paese il programmatic advertising dovrebbe arrivare a un valore di 300 milioni di euro quest’anno, secondo quanto emerso al Programmatic Day. Nell’ambito dell’evento, l’incontro tra Native Advertising e piattaforme di compravendita automatizzate è stato evidenziato come uno dei trend più interessanti del mercato.

«Abbiamo intuito fin da subito le enormi potenzialità di questa tecnologia per il mercato italiano – afferma Cristina Pianura, Managing Director di Prime Real Time -. Per questo motivo, siamo particolarmente orgogliosi che un player del calibro di Sharethrough abbia scelto di lavorare in esclusiva con Prime Real Time. Questa alleanza rafforza il posizionamento di Prime Real Time, da sempre riconosciuta per il suo ruolo di innovatore nel mercato di riferimento».

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Cristina Pianura

La stessa potenzialità è stata individuata dall’azienda americana, che attraverso il suo Ceo e Co-Founder, Dan Greenberg, dichiara: “Il mercato italiano è un importante passo per Sharethrough, che continua la sua espansione e posizionamento in Europa. Formati pubblicitari che si inseriscono nella user experience di un sito sono il nuovo standard e il mercato italiano è un’enorme opportunità per aiutare gli editori a capitalizzare i molti benefici del native e programmatic advertising. Il focus digitale e la propensione all’innovazione del Gruppo Triboo Media lo rende il partner ideale in questo mercato. Il Gruppo Triboo Media ha dimostrato eccellenza trasversale su tutto il mondo advertising ed editoriale italiano e questa partnership per la tecnologia leader mondiale sul mondo native di Sharethrough è una potente combinazione.”

Si tratta, infatti, del primo caso nella storia di Sharethrough, in cui l’azienda decide strategicamente di entrare in un mercato nazionale, avvalendosi della collaborazione di una società locale in qualità di vendor esclusivo.

Con il programmatic adv non si rischia di deprezzare il valore dell'inventory?

Torna l’appuntamento con “L’esperto risponde”: uno spazio a cadenza settimanale in cui Cristina Pianura, Ceo Italy di Prime Real Time, risponde a una serie di F.A.Q. sul mondo della pubblicità “automatizzata”.

Se avete qualche domanda particolare da sottoporre a Cristina, scriveteci a redazione@programmatic-italia.com!


Con il programmatic adv non si rischia di deprezzare il valore dell’inventory?

La risposta a questa domanda è sia affermativa che negativa.

Il Programmatic Advertising in sé e per sé è la risposta più coerente ed efficace per la miglior valorizzazione possibile del proprio inventory.

L’asta ha il pregio di assegnare l’impression solo al bidder ottimale in quel preciso istante, il Private Deal garantisce che la componente “irrazionale” legata alla Brand Site e al valore riconosciuto dal mercato per quel sito/utente sia comunque remunerata. Lasciar competere anche la vendita diretta con le vendite in Programmatic Advertising è il modo migliore per garantirsi la migliore raccolta pubblicitaria possibile.

Questo tuttavia è vero a fini pratici solo a parità di qualità dell’impression pagata: nel Programmatic Advertising la qualità dell’inventory è una discriminante decisiva del valore.

Viewability, utente unico, bassa frequenza per utente e grossi volumi sono determinanti per raccogliere fatturati decisamente migliorativi della vendita diretta. L’ideale è un sito che conti milioni di utenti, con un ricambio costante ma fidelizzati, ciascuno dei quali esposto a non più di 10 impression per sessione, tutte viewable: una perfezione meramente teorica.

Per la vendita diretta invece, ogni impression ha la stessa valenza, conta solo il volume adservito. Passare da un modello di tipo tradizionale ad un modello Programmatic-Driven può essere dunque molto pericoloso per chi non abbia abbastanza ricambio di utenza, volumi su base audience molto elevati, utenti esposti a decine o centinaia di impression per sessione (teniamo presente che ogni formato pubblicitario in pagina è una impression per utente anche se non viewable) e troppo adv below the fold rispetto all’above the fold o comunque viewable.

Sia chiaro inoltre che qualunque forma di traffico “artificioso” quale ad esempio il traffico da site-under o robot risulta del tutto non monetizzabile dalle SSP più serie sul mercato.