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Coronavirus e pubblicità: i siti di notizie e hobby attraggono più investimenti

Tra l’inizio e la metà di marzo, come conseguenza dell’emergenza sanitaria provocata dal Covid-19, oltre a un calo sensibile della spesa pubblicitaria digitale globale si è registrato un forte riorientamento degli investimenti in termini di categoria.

Lo si evince da uno studio di PubMatic che riporta i dati relativi gli investimenti sulla piattaforma di vendita di spazi, sulla base del monitoraggio di 13 miliardi di bid pubblicitarie mensili.

Non sorprende, innanzitutto, che i siti di notizie abbiano registrato la spinta maggiore, +52% dal primo al diciotto marzo, un risultato dovuto al fatto che in questa fase il pubblico si sta tenendo costantemente informato sugli sviluppi della situazione. Ma se da una parte la tendenza potrebbe essere vista come un successo per gli editori di notizie, non tutte le testate stanno decidendo di monetizzare i propri contenuti relativi al Coronavirus. BBC Global News, ad esempio, ha stabilito di preservare fino al 20% della propria inventory per consentire annunci di pubblico servizio gratuiti.

Le altre categorie che stanno beneficiando di questa situazione sono quelle degli hobby e degli interessi (31%) – poiché  i limiti imposti sulle attività quotidiane stanno consentendo maggior tempo libero alla persone – tecnologia (14%) e computer e istruzione (13%).

adspendchange

D’altra parte, le categorie da cui gli inserzionisti si stanno allontanando sono i viaggi e gli sport, nel primo caso la spesa pubblicitaria è stata tagliata di due terzi mentre nel secondo del 40%. Seguono tra i segmenti penalizzati scienza (-26%) e famiglia e genitorialità (-24%) e moda

Il Coronavirus colpisce anche l’industria tech. In calo la spesa

Il Coronavirus sta avendo molteplici impatti. Sul fronte economico, già a vari livelli, si cominciano a tirare le somme dei danni subiti. Il fattore che maggiormente incide sugli andamenti di Borsa e sulle varie industry è principalmente l’incapacità di stabilire un confine, di tracciare un orizzonte.

Sotto gli stessi colpi, a quanto pare, sta cadendo anche la technology industry, intesa in senso allargato (hardware e software).

Secondo l’International Data Corporation (IDC), fornitore globale di servizi di market intelligence, di consulenza ed eventi per i mercati dell’information technology, delle telecomunicazioni e della tecnologia di consumo, l’epidemia di Covid-19 sta causando un significativo rallentamento della spesa in tecnologia.

A fronte dei dati analizzati e relativi agli andamenti di questi primi mesi del 2020, IDC ha rivisto a ribasso le stime di spesa in tecnologia per quest’anno.

Dal +4% stimato precedentemente, ora IDC stima che il mercato crescerà di appena l’1% alla fine di questi 12 mesi.

La previsione però, avverte il player, potrebbe diminuire ancora nel corso delle prossime settimane.

“La situazione è estremamente fluida”, ha affermato Stephen Minton, vicepresidente di IDC. “I nostri dati e sondaggi mensili puntano chiaramente in una direzione, ma è ancora presto per capire il pieno impatto della crisi del Coronavirus in tutti i settori dell’economia. La durata della crisi rimane una grande incognita e sarà lunga la strada da fare per determinare la crescita complessiva del mercato per quest’anno”.

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