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Programmatic native, accordo tra Taboola e AdRoll

Taboola ha siglato una collaborazione con AdRoll per espandere la sua offerta di programmatic native.

Grazie a questa integrazione, la società di performance marketing potrà acquistare in maniera automatizzata spazi pubblicitari sull’exchange di pubblicità contestuale di Taboola; inoltre, in questo modo, gli oltre 30.000 clienti di AdRoll avranno accesso al marketplace della piattaforma di scoperta dei contenuti.

Greg Fulton, VP of Product di AdRoll, ha affermato che l’exchange native di Taboola aiuterà i suoi marchi inserzionisti ad attrarre nuovi consumatori e mantenere quelli già esistenti in scala.

“Siamo sempre alla ricerca di nuove opportunità per fornire ai brand contenuti sicuri e orientati alla performance al di fuori dei walled gardens, e questo è un ulteriore passo in questa direazione”, ha dichiarato a MediaPost Adam Singolda, Fondatore e Ceo della società di content discovery.

Outbrain acquisice la DSP Zemanta e si potenzia nel Programmatic Native

Outbrain ha acquisito Zemanta, una società slovena proprietaria di una demand-side platform specializzata in formati pubblicitari nativi. I termini finanziari dell’operazione non sono stati resi noti.

Stando a quanto riportato dalla nota, la DSP di Zemanta, chiamata One Native, continuerà a funzionare come prodotto autonomo; inoltre, le risorse umane, circa 25 persone, impegnate nelle attività di ricerca e sviluppo della struttura resteranno localizzate in Slovenia. L’acquisizione sembra essere il culmine dell’integrazione, avviata già lo scorso anno, tra le due piattaforme.

“Si tratta di una risposta alle sempre maggiori richieste di programmatic native da parte dei nostri clienti, con questo assetto ci posizioniamo in maniera unica sul mercato. I marketer e le agenzie che utilizzano Zemanta avranno accesso in scala all’offerta pubblicitaria di numerosi network di programmatic native, come TripleLift, ShareThrough, Facebook, Yahoo e la stessa Outbrain. Oltre a questo, le soluzioni di Zemanta sono in grado di garantire la sicurezza del marchio online e offrire alti tassi di coinvolgimento degli utenti”, ha dichiarato Yoron Galai, Ceo della piattaforma di scoperta e raccomandazione di contenuti.

Secondo Galai, l’operazione farà prevalere sul mercato l’interest graph di Outbrain, uno strumento che fornisce una lista degli interessi e di altri parametri riguardanti gli utenti, attributi che possono essere impiegati per identificare i consumatori su differenti fonti di inventory.

“Siamo molto felici di entrare a far parte della principale azienda di native advertising leader a livello mondiale. Assieme ad Outbrain, abbiamo tutte le carte in regola per mostrare al mondo come la pubblicità nativa sarà il fondamento della prossima fase della pubblicità online”, ha aggiunto Todd Sawicki, Ceo di Zemanta, “Adesso con la collaborazione di Outbrain, continueremo a far crescere la DSP One Native di Zemanta e, allo stesso tempo, migliorare le funzionalità che hanno reso la nostra DSP la migliore piattaforma per l’acquisto di programmatic native“.

Questa acquisizione rientra nella strategia di riorganizzazione dell’offerta di Outbrain, che sta progressivamente spostando il focus della tecnologica dalle soluzioni editoriali ai dati e alla compravendita automatizzata di pubblicità.

Outbrain ha un nuovo capo dell’offerta programmatica

Nuova nomina in casa Outbrain. La piattaforma di content discovery ha affidato il ruolo di Head of OPA (Outbrain Programmatic Access) a Gil Ditkovski.

Il manager si occuperà di coordinare le attività in programmatic della società, iniziate ufficialmente lo scorso mese con il lancio di Outbrain Programmatic Access (leggi qui la notizia).

Ditkovski porta in Outbrain oltre 12 anni di esperienza nell’industria digitale e di conoscenze nel campo dell’innovazione di prodotto, del media automatizzato e di data strategy e analytics. Ha precedentemente lavorato in Undertone (ex Upfront Digital Media) e Sizmek.

Nel nuovo ruolo si occuperà in particolar modo di ampliare le partnership strategiche e le integrazioni con partner di domanda programmatic diretti e indiretti. Utilizzerà le sue competenze anche per guidare le innovazioni di prodotto e tecnologiche, rendendo il business di OPA scalabile.

La sua nomina sottolinea gli sforzi di Outbrain, in termini strategici e di investimento, di far crescere l’adozione di OPA da parte di marketer e brand premium nei mercati chiave della società. Un obiettivo su cui il player si concentrerà in questi mesi in maniera particolare.

Taboola: campagne in-app più personalizzate grazie a una nuova soluzione

Taboola da oggi aiuterà gli inserzionisti in-app a targettizzare i loro utenti sulla base dei contenuti che leggono.

La piattaforma di content discovery ha annunciato una nuova soluzione per le aziende che pianificano pubblicità sulle applicazioni mobile: questi brand potranno attingere al grosso mobile network della società per tracciare e ottimizzare il numero di installazioni di app e l’engagement in-app delle loro campagne, raccogliendo preziose informazioni per migliorare l’esperienza pubblicitaria dei loro utenti.

Nello specifico, gli inserzionisti saranno ora in grado di attribuire il download di un’app a uno specifico contenuto, utilizzando società specializzate in attribuzione come Tune, adjust, AppsFlyer e Kochava. E di conseguenza potranno personalizzare i contenuti per quegli utenti che interagiscono su mobile, mezzo questo che attualmente fornisce a Taboola più della metà del suo business.

Tra le aziende che hanno già sperimentato questa nuova soluzione ci sono la piattaforma di dating Match.com e lo sviluppatore di videogiochi InnoGames.

Programmatic native, accordo tra Taboola e AppNexus

La piattaforma di scoperta di contenuti Taboola ha annunciato oggi un’integrazione per la pubblicità nativa in real-time bidding con AppNexus, che permetterà ai clienti dell’azienda ad-tech di comprare inserzioni premium via Programmatic in scala.

Alle DSP e ai compratori in RTB sarà possibile raggiungere un livello di scala paragonabile a quella di Facebook, oggi considerata la più grande piattaforma per la pubblicità nativa programmatica e uno dei principali rivali di Taboola anche in termini di reach (leggi l’articolo dedicato). Più di ottanta marketer hanno già acquistato o attivato campagne native in Programmatic sulla piattaforma.

Il nuovo accordo permette agli inserzionisti di fare offerte sull’inventory premium di Taboola usando la console di acquisto di AppNexus per comprare pubblicità nativa in scala su siti di alto profilo. L’integrazione RTB è costruita sull’OpenRTB Specification Version 2.3 dello IAB, il primo standard dell’associazione per supportare gli annunci nativi.

“Il nostro obiettivo è offrire agli inserzionisti più scelta e controllo su come costruiscono le loro attività native, coinvolgendo il loro pubblico di riferimento nei momenti più preziosi, quando sta per scoprire qualcosa che potrebbe gradire e che non sapeva esistesse”, ha detto Adam Singolda, fondatore e Ceo di Taboola. La tecnologia predittiva dell’azienda analizza centinaia di segnali in tempo reale (come geografia, tipo di dispositivo, tendenze social e altro) per associare le persone a contenuti che avrebbero interesse a fruire.

“Taboola è stato un grande partner per noi e siamo felici di poter contribuire alla massimizzazione della loro offerta”, ha detto a MediaPost Andrew Eifler, Vice President of Product Managerment di AppNexus, “Ciò che è particolarmente degno di nota a proposito di questa alleanza è la scala, perché le nostre forze combinate permetteranno agli inserzionisti di raggiungere oltre un miliardo di utenti nel mondo. Questa è una grande opportunità per noi e per i marketer digitali che cercano arrivare ai consumatori attraverso una piattaforma di content discovery come Taboola”.

Con questo accordo, AppNexus conferma la sua strategia di rafforzamento nel settore della pubblicità nativa, risale, infatti, a soli due mesi fa un analogo accordo con Ligatus (leggi l’articolo dedicato), il network europeo di native e performance advertising.

Taboola: record di utenti, seconda sola a Facebook

Taboola, la piattaforma di scoperta dei contenuti, ha annunciato oggi il raggiungimento di più di un miliardo di utenti unici mensili, un traguardo secondo soltanto ai numeri di Facebook. Il dato è la somma degli oltre 200 milioni di utenti mobile di Taboola e degli oltre 810 milioni di utenti unici desktop mensili conteggiati da comScore attraverso il suo Media Trend Report di marzo 2016.

In oltre di cinquanta paesi, Taboola ha dichiarato di aver più che raddoppiato la sua reach, dai 500 milioni di utenti unici di un anno fa. La compagnia lanciò la sua piattaforma di content discovery nel 2010 ed attualmente è concentrata sull’evoluzione della sua tecnologia di personalizzazione e previsione.

Il risultato giunge mentre la compagnia si sta espandendo globalmente in vari mercati, inclusi Brasile, Messico, Korea, Cina, Nuova Zelanda e Russia. Nei mesi recenti, ha anche siglato degli accordi con MSN di Microsoft e AOL di Verizon per espandere ulteriormente la sua reach.

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“Crediamo che, quando si parli di dati, in questo mercato chi vince prende tutto. O conosci la persona dietro lo schermo, oppure no. Sapere se qualcuno è un fan dei video o se è incline a sottoscriversi rappresentano domande binarie che permettono agli editori di innescare la vera personalizzazione sui loro siti”, ha commentato a MediaPost Adam Singolda, CEO di Taboola.

Singolda ha spiegato che mentre Facebook ha ammassato un’enorme quantità di dati, l’obiettivo di Taboola è di attingere dalla “propria collezione di informazioni riguardanti come le persone consumano i contenuti attraverso il web per mettere i partner editori nelle condizioni di sfruttare al meglio la tecnologia di personalizzazione e i dati gratuiti, anonimi e azionabili degli utenti, con l’obiettivo di costruire pubblico, coinvolgimento e ricavi”.

Il funzionamento di Taboola è quello di un motore di ricerca all’inverso: usando la sua tecnologia predittiva, l’azienda analizza centinaia di segnali in tempo-reale, inclusi il tipo di dispositivo, la geografia, il contesto, la fonte di referenze e le tendenze dei social media per collegare le persone con gli argomenti ai quali è più probabile che siano interessate.

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