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Quantcast Choice, la CMP si aggiorna per adeguarsi ai nuovi standard europei sulla privacy

Quantcast, società internazionale di audience intelligence, ha annunciato che dal 4 maggio, sarà disponibile una nuova versione di Quantcast Choice, la popolare tecnologia utilizzata da moltissimi siti e inserzionisti pubblicitari per la gestione del consenso degli utenti all’utilizzo dei dati.

La nuova versione verrà resa disponibile gratuitamente sia per i nuovi clienti che per quelli attuali, per supportare l’utilizzo della versione aggiornata del Transparency and Consent Framework di IAB Europe, ossia la nuova versione (TCF v2.0) del protocollo elaborato dallo IAB per permettere ai siti di gestire i dati degli utenti in osservanza alle leggi europee sulla privacy.

Per garantire a editori e inserzionisti un adeguamento facile e conveniente, la nuova versione di Quantcast Choice permetterà quindi l’upgrade al TCF v2.0 in pochi minuti. La versione TCF v1.1 non sarà più supportata con la fine di giugno.

“Il nuovo TCF fornisce un prezioso supporto sulla tutela della privacy dei consumatori, nonché un modo per il mondo dell’advertising di operare efficacemente, continuando inoltre a supportare la realizzazione di nuovi contenuti digitali”, così ha affermato Konrad Feldman, co-fondatore e CEO di Quantcast. “Quantcast si impegna a favorire la diffusione dell’open internet per un mondo sempre più consent-driven, questo significa fornire un prodotto che permetta, ad editori e inserzionisti, di garantire ai consumatori notifiche chiare e scelta delle loro preferenze, in una soluzione facile da adottare e che non vada ad impattare i loro budget, in questo difficile contesto economico”.

Il Consent Tool di Clickio conforme al Transparency and Consent Framework (TCF V2.0)

Clickio ha annunciato che il suo Consent Tool è tra le prime Consent Management Platform a superare tutti i controlli di conformità per il Transparency and Consent Framework (TCF) v2.0, la nuova versione principale del framework di conformità allo GDPR dello IAB. Finora, si legge nella nota diffusa dalla società, solo 11 CMP su 74 hanno superato i controlli.

Clickio Consent Tool è una soluzione che consente agli editori di essere pienamente conformi al GDPR in modo semplice e flessibile. Essa raccoglie i consensi e li condivide sia con i vendor iscritti al framework IAB che con i prodotti Google Ads. Clickio, inoltre, è ufficialmente registrata tra i Consent Management Provider di IAB.

Clickio Consent tool offre piena conformità sia alla politica di consenso degli utenti UE di Google sia alle richieste di altri partner di domanda, e fornisce agli editori massima flessibilità nella scelta delle loro preferenze. È possibile infatti scegliere i processi di raccolta del consenso raccomandati da Google su Cookiechoices.org, così come approcci alternativi.

Adasta Media sceglie la CMP Sourcepoint per la gestione cross-device dei consensi

La concessionaria di pubblicità Adasta Media annuncia l’avvio di una collaborazione con Sourcepoint, avanzata soluzione di CMP (Consent Management Platform) grazie alla quale gli editori del network potranno gestire con efficacia il consenso degli utenti in tema di utilizzo dei dati.

In epoca Programmatic post-GDPR è ormai “obbligatorio” per qualsiasi editore digitale dotarsi di una CMP che, come requisito di partenza, sia conforme al framework IAB.

In questo scenario, Adasta Media ha dunque deciso di andare oltre il ruolo di advisor verso i suoi editori rispetto alla scelta della CMP, preferendo adottarne una in prima persona. La soluzione scelta dalla concessionaria è quella offerta da Sourcepoint, big player americano nel campo privacy e compliance. Si tratta di una piattaforma premium e completamente custom in grado di garantire un’esperienza fluida e personalizzata su siti proprietari, browser e dispositivi.

Tra i maggiori vantaggi derivanti dall’utilizzo di questa CMP c’è quello di poter conservare o preservare in modalità cross device il consenso dato dagli utenti. In questo modo la navigazione su un sito web diventa una fruizione consensuata del contenuto che perdura sui diversi dispositivi, il tutto a favore dell’advertising.

Per apportare ulteriore valore a questa soluzione, Adasta si avvarrà della collaborazione già intrapresa da mesi con ID5 nella propagazione del concetto di Universal ID. L’utilizzo di un ID Universale, infatti, permetterà la conservazione del consenso dato da un utente in tutti i dispositivi in cui esso è riconosciuto. Sourcepoint e ID5 sono attualmente integrati e quindi il processo è compiuto: grazie a queste due soluzioni Adasta è pronta a lavorare con il consenso cross device.

“In un periodo in cui i browser restringono la trasmissione di cookie di terze parti, l’Authenticated Consent di Sourcepoint permette di incrementare il numero delle impression vendute in modalità personalizzata nel pieno rispetto della privacy, così come richiesto dall’applicazione della GDPR dal 25 maggio 2018 in poi”, scrive la società in una nota.

Infine, la CMP consente la gestione di un numero infinito di property web e In-app grazie ad un sistema di “mass-editing” che rende il processo semplice e veloce ed è inclusivo dei vendor specifici collegati a Google.

A proposito di queste novità, Simone Chizzali, chief executive officer di Adasta Media, dichiara: “La collaborazione con Sourcepoint rappresenta un nuovo arricchimento del prodotto Adasta offerto ai suoi editori. L’adozione di soluzioni tecnologiche come queste garantisce alla concessionaria una solida preparazione ai cambiamenti del mercato, atteggiamento imprescindibile per raggiungere gli obiettivi di crescita che abbiamo stabilito”.

LiveRamp lancia Privacy Manager, piattaforma per gestire i consensi

In vista dell’imminente entrata in vigore del California Consumer Privacy Act (la versione americana del nostro GDPR) e della conseguente necessità da parte del mercato pubblicitario di avere soluzioni per la gestione dei consensi a livello globale, la società di identity LiveRamp ha lanciato la sua nuova CMP.

Si chiama Privacy Manager ed è una piattaforma per la gestione delle autorizzazioni e delle preferenze degli utenti sull’uso dei dati, che consente ad aziende ed editori di interagire coi consumatori e gestire i loro dati in maniera sicura e conforme alle normative globali, allo stesso tempo offrendo trasparenza e chiara possibilità di scelta.

«Una soluzione come quella che abbiamo progettato con Privacy Manager può servire come orientamento per quelle imprese che vogliono dare priorità alla conformità ai regolamenti in maniera diretta e omnicomprensiva – spiega Tim Geenen, GM Privacy & Consumer Experiences di LiveRamp -. Un business conforme è un business sicuro, e grazie ad esso le aziende possono differenziarsi con una user experience migliore e più trasparente e intuitiva».

Privacy Manager è stata creata per essere integrata su vari siti e app mobile, offrendo vari benefici: agli utenti la possibilità di avere controllo sui loro dati, agli editori di richiedere CPM più alti grazie a dati autorizzati, ed ai marketer di ottenere un più alto ROI raccogliendo e attivando in maniera sicura dati autorizzati per raggiungere le audience.

La soluzione, disponibile a livello globale anche con opzioni ad hoc per le piccole imprese, è costruita sulla tecnologia di Faktor, società olandese acquisita da LiveRamp qualche mese fa.

Quanto sono utilizzate le CMP nella compravendita di pubblicità?

Da quando è entrato in vigore il GDPR un anno e mezzo fa, nel mercato della pubblicità digitale si sono iniziate a diffondere le CMP, uno strumento volto ad aiutare gli editori a richiedere e gestire in maniera semplice il consenso degli utenti all’utilizzo dei loro dati.

IAB Europe, in occasione di un suo studio annuale sul mercato programmatico in Europa, in cui ha evidenziato numeri e trend del mondo ad tech nel Vecchio Continente, ha indagato anche quanto queste piattaforme sono effettivamente utilizzate da editori e buyer nella compravendita pubblicitaria.

L’associazione ha chiesto agli stakeholder del mercato quanto dell’inventory acquistata o venduta utilizzasse una consent management platform per raccogliere i consensi degli utenti. E le risposte hanno evidenziato una quantità ancora non molto alta. Se il 38% degli editori ha affermato che l’81% o più della loro inventory è stata acquistata tramite una CMP, solo il 17% dei buyer ha dichiarato di aver comprato l’81% dell’inventory con un consenso “passato” tramite piattaforme di questo tipo.

Per le CMP c’è ancora un grande potenziale di sviluppo e adozione, dunque. A maggior ragione considerando che, secondo un’altra ricerca, condotta lo scorso anno dalla società di monetizzazione Mediavine, l’uso di una CPM ha effetti particolarmente vantaggiosi sui ricavi degli editori, sia a livello di CPM che di fill rate. Analizzando la vendita delle inventory a cavallo dell’entrata in vigore del GDPR, ossia tra marzo/aprile e giugno/luglio 2018, la società ha scoperto che i publisher dotati di una CMP hanno registrato infatti CPM medi il 52% più alti e fill rate maggiori del 38% rispetto a chi non ha cambiato il proprio setup dopo l’entrata in vigore del regolamento.

Daniele Maccarrona, Quantcast: «Ecco perché dotarsi di una CMP è importante»

La seconda giornata di IAB Forum, l’evento sulla comunicazione digitale organizzato a Milano da IAB Italia, ha visto tra i protagonisti anche Daniele Maccarrona, Director Advertise & Publishing di Quantcast Italia, che nel corso della tavola rotonda “Transparency & Consent Framework V2.0” tenuta insieme a IAB Europe, iubenda e lo studio legale DGRS, ha affrontato il tema del significato del TFC e del valore delle CMP per l’intera filiera pubblicitaria.

Proprietaria di Quantcast Choice, una delle prime Consent Management Platform a supportare il TFC di IAB Europe e ad essere disponibile gratuitamente a livello mondiale, l’ad tech company americana ha illustrato al pubblico in sala i passi da seguire per la corretta implementazione di una CMP e i suoi benefici per editori, inserzionisti e tech company.

«Adottare una Consent Management Platform è oggi importante non solo per essere conformi al GDPR, ma anche per rispondere all’attenzione sempre maggiore dei consumatori sul tema privacy e supportare il significativo aumento dell’utilizzo dei dati, sempre più rilevanti nel business moderno come dimostra l’incremento di quest’anno del 78% della spesa per soluzioni di data management rispetto al 2018», dichiara Maccarrona.

Implementare una piattaforma per raccogliere e gestire il consenso degli utenti per il trattamento dei dati personali diventa quindi imprescindibile. In particolare ci sono tre aspetti chiave da considerare: decidere se ottenere il consenso per l’uso dei cookie e su quale base giuridica, consenso o interesse legittimo, da utilizzare per il trattamento dei dati personali; controllare le caratteristiche dei vendor tecnologici di terza parte e la loro appartenenza al TFC; e verificare il rispetto della CMP dei requisiti tecnici e delle politiche stabiliti dal Framework.

«Il coinvolgimento dell’intera filiera è innegabile – continua Maccarrona -. Editori, brand e aziende tecnologiche rischiano di perdere il loro bene più prezioso, ossia i dati, che rappresentano il fulcro della pubblicità digitale. In altre parole, senza la trasparenza, il consenso all’utilizzo dei cookies e la base legale per il trattamento dei dati personali rischiano di non sopravvivere nell’era del GDPR. L’adozione di una CMP rappresenta quindi la soluzione vincente».

Gli editori possono continuare non solo a comprendere la propria audience diventando più competitivi e interessanti per gli advertiser, ma anche gestire i dati di prima parte che raccolgono ogni giorno avendo un rapporto diretto con gli utenti. Da un’analisi effettuata da Mediavine, i publisher che utilizzano una CMP hanno un CPM maggiore del 52% e un fill rate superiore del 38% rispetto a chi non la utilizza.

Gli inserzionisti possono alimentare le modalità di targeting più avanzate presenti sul mercato come ad esempio il retargeting, che dipende al 100% dall’utilizzo dei cookie raccolti all’interno di un determinato sito, o il prospecting, che utilizza come base di partenza proprio le informazioni relative agli utenti che navigano sul sito del brand. Insight che vengono poi impiegati anche per elaborare modelli predittivi di Look-Alike per incrementare le vendite o trovare nuovi utenti in target. Ultimo ma non meno importante, i dati sono per loro indispensabili sia per erogare il messaggio giusto alla persona giusta nel momento giusto che per essere in grado di misurare le performance delle loro campagne.

Per i provider tecnologici, infine, la CMP rappresenta invece il modo per poter eseguire le proprie attività. Si pensi ad esempio agli anaylitcs che necessitano dei consensi specialmente se processano dati finalizzati alla comprensione dettagliata dell’audience, oppure gli ad delivery tool che possono contare sul legittimo interesse ma che devono comunque essere trasparenti nei confronti degli utenti.

Quantcast promuove Daniele Maccarrona a Director Advertise & Publishing e lancia la nuova CMP

Promozione in casa Quantcast: Daniele Maccarrona, entrato nella società nel 2015 come Sales Director, diventa ora Director Advertise & Publishing.

Dalla sede di Milano, Maccarrona sarà responsabile di tutta la divisione publishing e riporterà a Ilaria Zampori, General Manager di Quantcast Italia. Prima del suo ingresso in Quantcast, Maccarrona ha coordinato la soluzione pubblicitaria di Direct Response sviluppando anche l’offerta Programmatic per Yahoo! Italia.

«Lavorare nel team di Quantcast è motivo di orgoglio e soddisfazione perché significa essere parte di una società di successo e avanzata tecnologicamente capace di guardare al futuro con la forza del machine learning e attenta a temi importanti come la privacy dei dati online degli utenti. Iniziare questo nuovo percorso è sicuramente uno stimolo importante e non posso che ringraziare Quantcast per la fiducia rinnovata», dichiara Maccarrona.

«Il know-how e l’expertise di Daniele sono un grande valore per tutto il team italiano di Quantcast – aggiunge Ilaria Zampori, General Manager di Quantcast Italia -. Non posso quindi che essere estremamente entusiasta di questa promozione, che riconosce la competenza e la passione di un eccellente professionista che in questi anni ha contribuito al successo dell’azienda».

Quantcast lancia la nuova CMP Quantcast Choice Premium

Tra i primi progetti sotto la direzione di Maccarrona c’è Quantcast Choice Premium, la nuova versione a pagamento della piattaforma per il consenso del consumatore (CMP) per il GDPR della società. La soluzione facilita la gestione del consenso ad editori e inserzionisti che possiedono più siti web e arriva sul mercato dopo il successo di Quantcast Choice, la CMP gratuita che ha abilitato 10 miliardi di scelte di consenso del consumatore su 26.000 domini con un tasso di consenso medio superiore al 90%.

La nuova versione è disponibile in tutto il mondo ed introduce nuove funzioni per editori ed inserzionisti che gestiscono il consenso dei consumatori su più siti web, supportando i loro business nell’adattarsi alle normative europee sulla protezione dei dati, incluso il GDPR. La versione gratuita di Quantcast Choice continuerà comunque ad essere disponibile sul mercato.

Quantcast Choice_Popup Two Buttons

Le nuove funzionalità e i vantaggi di Quantcast Choice Premium includono un portale di gestione del consenso basato sul Transparency & Consent Framework di IAB Europa, una piattaforma semplice e intuitiva, attiva in soli 15 minuti con l’implementazione di tag di consenso per più siti web con un solo click; una personalizzazione illimitata di temi e copy a cui si aggiunge anche la traduzione automatica in più di 10 lingue; un’unica interfaccia dove più utenti possono per gestire il consenso per domini diversi; l’aggiornamento automatico di eventuali nuove release e della lista globale dei fornitori approvati da IAB Europa; e una gestione separata per il consenso dei prodotti Google, inclusi Google Analytics, AdSense e Ad Manager.

Il nuovo prodotto è già utilizzato da diversi siti web nel mondo, tra i quali il canale di notizie Euronews.

«Dal GDPR al CCPA (California Consumer Privacy Act) e alle altre nuove normative emergenti in tutto il mondo, la continua evoluzione del panorama della privacy è sempre più complessa e può essere difficile da gestire e comprendere sia per i consumatori che per gli editori e i brand – dichiara Konrad Feldman, CEO di Quantcast -. Con Quantcast Choice Premium, abbiamo esteso il sostegno della privacy del consumatore su internet, aiutando gli editori e i brand a incoraggiare la crescita di una vibrante community online, alimentata da giornalismo e contenuti di qualità e pubblicità rilevanti».

Ogury introduce nuove funzionalità al suo Consent Manager

Ogury annuncia oggi il lancio di nuove funzionalità al suo Consent Manager, che vanno a rafforzare l’offerta di Mobile Journey Marketing Cloud della società: grazie a Fair Choice, gli utenti hanno la possibilità di scegliere se pagare l’accesso a contenuti con i propri dati anziché con la moneta tradizionale.

“L’obiettivo di Ogury è aiutare le aziende a muovere i passi giusti nell’era della trasparenza dei dati e della libertà di scelta dell’utente. Vogliamo aiutare gli editori a creare un dialogo trasparente con gli utenti che si basi sul valore dei loro dati”, spiega Jean Canzoneri, co-fondatore e co-CEO di Ogury, “Questo è il motivo per cui aggiungiamo Fair Choice al Consent Manager. Con questa nuova funzionalità andiamo oltre la semplice richiesta di scegliere se condividere o meno i propri dati, introducendo una terza opzione, che permette di pagare un prezzo equo in cambio di un’esperienza che non richiede la condivisione dei dati“.

Ogury Consent Manager è una piattaforma di gestione dei consensi (CMP) registrata IAB e conforme al GDPR, che unisce tutte le richieste di consenso – di tutti i partner – in un unico luogo. In questo modo, gli utenti ricevono un solo avviso per la richiesta del consenso che fornisce una chiara informativa, con la possibilità di scegliere se concedere i propri dati o meno.

“Molto prima dell’ideazione e della messa in atto del GDPR, abbiamo progettato Ogury mettendo al centro della nostra attività l’importanza del consenso degli utenti”, ha aggiunto Canzoneri, “Riteniamo infatti che sia fondamentale instaurare un rapporto di fiducia con gli utenti e, sviluppando Ogury Consent Manager, siamo stati in grado di offrire ai nostri editori questa stessa possibilità”.

Iab Europe annuncia il Consent Management Platform Validator

Iab Europe ha annunciato lo sviluppo di Consent Management Platform (CMP) Validator, uno strumento in grado di valutare se il codice di una CMP è conforme alle specifiche tecniche e ai protocolli presenti nel Transparency & Consent Framework dell’associazione.

Sviluppato da The Media Trust, CMP Validator supporta le CMP registrate all’interno del Framework. Attualmente in fase beta, la soluzione sarà disponibile dal primo ottobre. Oggi, si legge nella nota di IAB, oltre 150 piattaforme di gestione del consenso sono registrate nel Framework e appartengono a due categorie: quelle erogate da fornitori tecnologici a molteplici testate online e quelle sviluppate internamente dagli editori stessi.

CMP Validator usa la piattaforma di The Media Trust per comparare il codice della CMP di turno con i requisiti tecnici del Framework, disponibili pubblicamente. Gli utilizzatori dello strumento possono testare il loro codice e ricevere responsi in tempo reale su eventuali falle. In questo modo, sono in grado di appurare se le loro CMP stia funzionando correttamente.

GDPR, utilizzare una piattaforma di gestione dei consensi fa bene ai ricavi. Lo dice uno studio

Con l’entrata in vigore del GDPR lo scorso maggio, diversi editori si sono dotati di CMP (consent management platform), piattaforme create appositamente per la raccolta e la gestione dei consensi degli utenti all’utilizzo dei propri dati a scopi pubblicitari.

Ma, al di là di una più facile gestione dei processi, l’utilizzo di tali strumenti ha portato anche dei benefici economici a chi ha scelto di adottarli? Secondo uno studio internazionale, sì.

La società di monetizzazione Mediavine ha infatti condotto una ricerca, indagando l’influenza che l’uso delle CMP ha avuto per gli editori su CPM (costo per mille impression) e fill rate (livello di riempimento degli spazi adv) a cavallo dell’entrata in vigore del GDPR, ossia tra marzo/aprile e giugno/luglio. Il risultato? Gli editori che utilizzano una CMP registrano livelli più alti di CPM e fill rate.

Secondo lo studio, i publisher dotati di una CMP hanno avuto un aumento del 9% del costo per mille impression dei loro annunci, e una crescita del 5% dei livelli di riempimento degli spazi. Chi invece non ha optato per l’adozione di una CMP per il proprio traffico proveniente dall’Europa, ha visto scendere tali elementi nel periodo in esame rispettivamente del 43% e del 34%, senza annunci targettizzati.

La società sottolinea, in particolare, come la differenza a livello di costo per mille impression sia impressionante. Chi aveva una consent management platform ha registrato infatti CPM medi il 52% più alti di chi non ha cambiato il proprio setup dopo l’entrata in vigore della GDPR. Quanto al fill rate, invece, i valori erano il 39% più alti.

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