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Il Consent Tool di Clickio conforme al Transparency and Consent Framework (TCF V2.0)

Clickio ha annunciato che il suo Consent Tool è tra le prime Consent Management Platform a superare tutti i controlli di conformità per il Transparency and Consent Framework (TCF) v2.0, la nuova versione principale del framework di conformità allo GDPR dello IAB. Finora, si legge nella nota diffusa dalla società, solo 11 CMP su 74 hanno superato i controlli.

Clickio Consent Tool è una soluzione che consente agli editori di essere pienamente conformi al GDPR in modo semplice e flessibile. Essa raccoglie i consensi e li condivide sia con i vendor iscritti al framework IAB che con i prodotti Google Ads. Clickio, inoltre, è ufficialmente registrata tra i Consent Management Provider di IAB.

Clickio Consent tool offre piena conformità sia alla politica di consenso degli utenti UE di Google sia alle richieste di altri partner di domanda, e fornisce agli editori massima flessibilità nella scelta delle loro preferenze. È possibile infatti scegliere i processi di raccolta del consenso raccomandati da Google su Cookiechoices.org, così come approcci alternativi.

Clickio diventa Google Certified Publishing Partner

Clickio, partner tecnologico e pubblicitario per Publisher, diventa Google Certified Publishing Partner e rientra tra i TOP 50 Google Publishing Partner al mondo.

La certificazione è stata ottenuta da Clickio grazie alla sua soluzione di monetizzazione premium, alla sua site performance technology e per la conformità al GDPR.

“Siamo estremamente contenti di ricevere questo riconoscimento da Google, azienda a cui abbiamo dedicato anni di studio e servizi. Per noi Google è un partner, e siamo consapevoli dell’importanza che ha per gli editori di tutto il mondo”, dichiara Jacopo Gerini, Managing Director di Clickio Italia e Direttore Commerciale Clickio Global.

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Jacopo Gerini

“Il nostro apporto consente agli editori di affiancarsi a un partner affidabile che ha competenze certificate non solo dal punto di vista della monetizzazione, ma anche lato tecnologia e conformità alle normative come il GDPR”, aggiunge ancora Gerini.

Cosa significa essere un Google Certified Publishing Partner?

Essere certificati partner Google, per quanto riguarda l’editoria, significa essere riconosciuti – dopo attenta analisi da parte di Big G – come una società che ha dimostrato di essere un’esperta nell’uso dei prodotti Google, offrendo agli editori soluzioni e servizi innovativi che vanno oltre la monetizzazione, e un’azienda in costante crescita annuale con una visione a lungo termine.

“Abbiamo lavorato duramente negli anni per ottenere la certificazione di Google, un traguardo qualitativo che ci rende davvero molto orgogliosi. Per Clickio questo non è un punto di arrivo, ma una conferma della qualità dei nostri servizi, e soprattutto degli editori che entrano a far parte del nostro network. Ci teniamo ancora a ringraziare tutti gli editori italiani che credono in noi e che ci danno fiducia giorno dopo giorno”, commenta ancora Gerini.

“Per poter andare avanti ed essere un’azienda di qualità, non basta più concentrarsi sull’ottimizzazione pubblicitaria, anche perché con il passaggio al First Price, con l’affermarsi dell’Open Bidding e con l’unificazione delle pricing rules su Ad Manager, il cosiddetto Yield Management sarà sempre più difficile. Per questo è importante che un’azienda focalizzata sugli editori porti dei vantaggi anche su altri fronti che vanno a impattare in linea indiretta sulle revenue. E la site performance è uno di questi: un sito più veloce permette una gestione delle campagne pubblicitarie migliori, con KPIs migliorati tra cui la viewability”, conclude il manager.

Elena Griante entra in Clickio come Publisher Development Director

Clickio, partner tecnologico di monetizzazione, site performance e compliance, rafforza il team con l’ingresso di Elena Griante, che assume il ruolo di Publisher Development Director.

Forte di una decennale esperienza in ambito digital e dopo oltre 8 anni in Triboo e Ligatus con ruoli sempre crescenti, Elena entra dunque in Clickio per guidare l’area dedicata allo sviluppo degli editori, con l’obiettivo di offrire ai clienti della ad-tech company un numero di servizi in grado di completare e ottimizzare vari aspetti riguardanti la monetizzazione, l’ottimizzazione della velocità dei siti e la conformità con le normative.

«In un settore in costante evoluzione, in cui gli editori fanno fatica a tenersi al passo con tutte le iniziative del mercato, la nostra promessa è affiancare l’editore a 360 gradi, dalla monetizzazione del programmatic advertising, al miglioramento della velocità dei dispositivi mobile, alla creazione delle progressive web app, fino al supporto con le normative come il GDPR fornendo uno dei primi strumenti per il consenso lanciati al mondo. Con l’entrata di Elena Griante andiamo ad aggiungere una risorsa essenziale all’azienda e un supporto strategico per gli editori, confermando la nostra volontà di investire in risorse e portare innovazione nel mercato Italiano », sottolinea Jacopo Gerini, Managing Director di Clickio Italia.

«Sono entusiasta di essere entrata a far parte di una realtà internazionale come quella di Clickio, in cui grande expertise, sofisticate soluzioni tecnologiche e avanguardia sono i fattori trainanti dell’attività aziendale e rappresentano la base di una corretta consulenza strategica – commenta Elena Griante -. Il mondo dei publisher, pur nell’estrema diversità dei singoli player, è caratterizzato dal delicato equilibrio tra l’esigenza di monetizzare al meglio le proprie entrate pubblicitarie e la necessità di offrire la migliore user experience, che resta un elemento fondamentale per la crescita. Clickio è in grado di affiancare i publisher in questa importante sfida del settore, e sono davvero lieta di poter contribuire al suo sviluppo in Italia».

Clickio: la tecnologia di monetizzazione PriceLift ora è disponibile per tutti gli editori

Il 2018 è stato un anno positivo per Clickio, piattaforma globale di ottimizzazione pubblicitaria. La società, che offre agli editori una soluzione semplice e completa per la monetizzazione della propria display inventory in ambito desktop e mobile (AMP), ha visto crescere quest’anno il suo fatturato in Italia del 55%, complice un network in costante ampliamento, un customer service evoluto e vari arricchimenti dell’offerta.

Tra questi ultimi, c’è la recente disponibilità di PriceLift, il sistema di monetizzazione interno basato sul machine learning della società, anche per i grossi editori, come ci spiega il Direttore Commerciale di Clickio Jacopo Gerini.

«Clickio ha un sistema di monetizzazione interno unico basato sul machine learning e tale sistema viene adoperato da tutti gli editori già iscritti in piattaforma. Siamo finalmente felici di annunciare che il nostro sistema di ottimizzazione interno basato sul machine learning sarà a disposizione anche degli editori più grossi. Il prodotto si chiama PriceLift e consiste in un sistema di ottimizzazione automatica per chi possiede un account di Google Ad Manager. Si tratta di una soluzione semplicissima da installare, che porta un aumento medio dei ricavi tra il 10 e il 30%, con fee che si paga solo sulle revenue incrementali. Il prodotto è al momento in beta testing per un numero limitato di editori».

Il prodotto, come tutta l’offerta della società, risponde alle specifiche esigenze di monetizzazione degli editori in un mercato in costante evoluzione come quello digitale: «I publisher hanno difficoltà a seguire tutte le regole del mercato digitale, tra Seo, contenuti, pubblicità e Gdpr, e Clickio nasce per semplificare loro la vita. Inoltre, l’alto costo del lavoro e la mancanza di persone altamente qualificate nel settore, spingeranno le macchine ad occuparsi sempre di gestire questo tipo di lavori», dichiara Gerini, precisando che in Italia la società monetizza «circa 500 milioni di impression al mese, di cui circa il 40% riguarda un target di legge e business, il 20% tecnologia, il 15% finanza, il 15% immobiliare, il 10% salute e benessere».

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La dashboard di Pricelift

Un network importante, che sta dando i suoi frutti in termini di business: «Il mercato italiano chiuderà il 2018 a +55% di fatturato rispetto al 2017», precisa il manager.

E complici queste buone performance, la società ha fissato un obiettivo importante per il prossimo anno nel nostro Paese: l’apertura di una sede locale. «Già da gennaio 2019 ci sarà l’apertura di una sede ufficiale di Clickio Italia – spiega Gerini –, dove ci sarà un focus sempre maggiore sullo sviluppo di tecnologie, sul supporto agli editori e sui centri media».

PriceLift è solo una delle soluzioni prodotte dai team di Clickio, infatti l’azienda dopo aver rilasciato uno degli strumenti per Consent Management più utilizzati, continua a impegnarsi nello sviluppo di prodotti tecnologici: «Sempre in beta – conclude Gerini – si sta lavorando sulla soluzione di DynAMP che aiuta gli editori ad incrementare i loro guadagni su AMP, aumentare lo user engagement e soprattutto avere un’esperienza molto meno limitata rispetto a ciò che l’AMP Project fornisce».

GDPR, Clickio lancia il suo Consent Tool, compatibile con Google Ad Exchange

Clickio lancia il suo strumento per la gestione dei dati conformi al nuovo regolamento europeo, il GDRP, che entrerà definitivamente in vigore il 25 maggio.

La soluzione, che si chiama Clickio Consent Tool, aderisce al Transparency and Consent Framework rilasciato da IAB e ha il vantaggio rispetto ad altri strumenti analoghi di offrire la completa integrazione con i codici di Google Ad Exchange – AdSense.

Clickio Consent Tool è stato creato per rispondere all’esigenza dei publisher che fanno fatica a trovare maggiori informazioni su come mettersi in regola con la normativa. Lo strumento non consente soltanto ad editori di ottenere in maniera semplice il consenso dei consumatori all’uso dei loro dati, ma semplifica il salvataggio di tali consensi in maniera sicura e soprattutto si integra automaticamente con i tag di Google AdSense, AdX, DFP e con tutti i fornitori che supportano lo IAB Transparency & Consent Framework.

Tale integrazione permetterà secondo le funzionalità dei demand partner di mostrare o non mostrare annunci personalizzati.

L’interfaccia gestionale del Clickio Consent Tool permetterà ai publisher di modificare il messaggio usato per raccogliere il consenso, e mette a loro disposizione un pannello statistico dove si potranno misurare il numero totale di consensi ottenuti, l’ammontare dei consensi e dei rifiuti, la quantità di pop up abbandonati.

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Un’immagine dell’interfaccia

Fake news e pubblicità, la risposta di Clickio a La Repubblica

La Repubblica ha recentemente pubblicato un articolo riguardante l’industria delle “fake news”, in cui gli interessi di alcune società pubblicitarie vengono collegate al fenomeno delle “bufale”. Clickio, una delle aziende citate nel pezzo, ha acquistato questo spazio su Programmatic Italia per rispondere con un comunicato ufficiale, ritenendo i motivi del coinvolgimento della società nell’articolo “completamente inventati”.

“Clickio è una piattaforma di ottimizzazione pubblicitaria – afferma nella nota Jacopo Gerini, Direttore Commerciale di Clickio -. Il nostro lavoro è quello di aiutare publisher indipendenti nel mondo a migliorare le loro strategie di ottimizzazione. La nostra piattaforma aggiusta dinamicamente i prezzi nei vari ad exchange, fornendo formati smart che migliorano la viewability, la user experience e che testano diversi tipi di layout.

L’azienda ha iniziato il suo cammino in Russia come ramo di AdLabs, un’agenzia di marketing digitale (non la più grande come specificato da Repubblica). Successivamente Clickio è stata separata ed è diventata un’azienda indipendente, quando il suo fondatore Alexander Azarov ha deciso di spostarsi a Londra per sviluppare il mercato internazionale. Al momento, Clickio è un’azienda globale e collabora con centinaia di publisher in Europa, Nord America e America Latina.

Nell’articolo recentemente pubblicato da la Repubblica.it, i due giornalisti narrano come una fonte anonima confermi che Clickio abbia il ruolo di suggerire ad alcuni dei suoi publisher di scrivere o trattare contenuti riguardanti temi particolari, e in cambio offrirebbe tariffe superiori ai propri concorrenti.

Con questo articolo vogliamo dunque specificare che questa informazione è una fake news, è totalmente falsa!

In realtà, Clickio e i suoi dipendenti sono puramente esperti di advertising e dunque non hanno alcun interesse nella creazione dei contenuti. Noi crediamo nel lavoro dei nostri editori tanto quanto crediamo nel nostro expertise nel programmatic advertising. Lavoriamo con siti di tutti i settori, e il settore news conta solo un valore inferiore al 10 % dei nostri ricavi. Dunque una somma abbastanza insignificante.

L’articolo de La Repubblica sembra invece suggerire – in modo non troppo velato – una relazione tra la nostra società e le fake news, cosa assolutamente non vera.

Mentre è vero che i nostri publisher possono avere un aumento medio del 20-40 %: questo aumento è dato da un miglioramento dei posizionamenti pubblicitari e dalla nostra strategie di pricing nei principali ad exchange. Clickio non acquista impressioni o traffico né per se stesso, né per terzi o per alcun tipo di contenuti.

Il mantenimento di un network pulito che rispetti le norme del brand safety rimane la principale priorità per noi. Riceviamo un alto tasso di domanda dai publisher, e al momento abbiamo un tasso di rifiuto del 78% per via della bassa qualità di tale domanda. Abbiamo un dipartimento dedicato alle policy che controlla costantemente tutti i siti nuovi e quelli correnti. Come azienda abbiamo investito anche tantissime risorse per creare un sistema di Brand Safety automatizzato (Safecontent.io).

Ad ogni modo, siamo totalmente d’accordo con La Repubblica sul tema delle fake news, in quanto questo fenomeno negativo continua a creare delle sfide in continua evoluzione e il mercato dell’advertising deve rispondere in maniera forte. Per questo motivo, stiamo creando un team separato che verifichi l’attendibilità delle notizie, che includerà degli esperti del settore, in maniera tale da identificare e segnalare tali violazioni agli organi di competenza”.

In conclusione, Clickio ha raccolto le testimonianze di alcuni dei suoi publisher, che pubblichiamo di seguito.

Gaetano Abatemarco, Chimerarevo.com: “Delegare il mio advertising a Clickio è stata una delle scelte più sagge della mia carriera: un team serio e preparato che ha saputo incrementare i miei guadagni. Io dovevo solo badare ai contenuti del mio sito senza pensare ad altro: Clickio, invece, pensava a come ottimizzare le entrate. Un connubio vincente, una scelta che rifarei”.

Angelo Greco, Laleggepertutti.it: “Clickio è il partner più serio e affidabile con cui la nostra testata giornalistica abbia collaborato da quando esiste. Di fatto, la società, anche per bocca del suo direttore generale Jacopo Gerini, ha sempre fornito consulenza a laleggepertutti.it al fine di migliorare la user experience e non presentare banner troppo invasivi. L’intento di Clickio, condiviso dalla nostra società, è innanzitutto volto alla soddisfazione del lettore, sia in termini di qualità di contenuti che di leggibilità”.

Mario Notaro, GreenMe.it: “Ricevo dalle 2 alle 4 proposte mensili di ottimizzazione di inventario, con promesse di pagamenti molto superiori a quelli che ricevo da Clickio. Io li ho scelti quasi per caso mentre cercavo un partner per il sito brasiliano e ne sono soddisfatto, anche perché hanno sempre fatto quanto richiesto e non viceversa. Sono sorpreso e divertito da certe affermazioni lette su la Repubblica”.

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