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Nasce una nuova piattaforma adv self-service per i brand europei che guardano alla Cina

Mintegral, piattaforma pubblicitaria asiatica specializzata in soluzioni per il programmatic, ha lanciato una nuova offerta self-service dedicata agli inserzionisti americani ed europei che puntano a raggiungere consumatori in Cina e nella regione APAC.

La nuova piattaforma, chiamata “Mintegral Advertiser Ad Platform”, consentirà ai brand di creare, targettizzare, tracciare e gestire le loro campagne in completa autonomia, sfruttando approssimativamente 900 milioni di data point messi a disposizione dalla DMP della società.

Lo strumento è stato disegnato per essere user-friendly, ed è utilizzabile anche da aziende non esperte del mondo ad tech. “Riesce a selezionare automaticamente il mix di traffico e i formati creativi ottimali sulla base delle informazioni di targeting inserite – spiega Mintegral in una nota -. Questo, insieme alla durata ed alla scalabilità della pianificazione, genera un costo di campagna, e nel momento in cui i dettagli di pagamento vengono confermati, la campagna è pronta per partire”.

Tra le possibilità di segmentazione del traffico offerte ci sono varie opzioni: dalla localizzazione geografica al momento della giornata, dagli interessi alla lingua, dal dispositivo utilizzato all’operatore telefonico.

La piattaforma offre anche strumenti di reportistica, “con un enfasi sulla trasparenza del traffico”.

Il programmatic in Cina vale 16,69 miliardi di dollari, in crescita del 50%

Anche in Cina la pubblicità digitale è sempre più automatizzata. Secondo gli ultimi dati rilasciata da eMarketer, la spesa in programmatic ha raggiunto i 16,69 miliardi di dollari nel 2017, in crescita del 48,6% rispetto all’anno precedente. Per il 2018 è invece prevista una spesa di 22,81 miliardi, in aumento del 36,6%.

Questo mercato si contraddistingue per la sua elevata concentrazione: secondo la testata, infatti, i colossi della rete Baidu, Alibaba e Tencent, soprannominati BAT, continueranno a dominare l’ecosistema programmatico.

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Poiché la Cina è un mercato mobile-first per quanto riguarda l’accesso a internet, gli inserzionisti hanno investito massicciamente sui formati per schermi più piccoli. Nel 2017, il 79,9% della spesa in programmatic è stato dedicato alla pubblicità mobile, che guiderà la crescita complessiva del segmento nel periodo in esame.

I BAT sono editori così grandi che controllano la stessa pubblicità sulle loro piattaforme e, come risultato, la maggior parte degli inserzionisti acquista annunci direttamente attraverso una delle tra BAT. Ne consegue che, lo scorso anno, le vendite dirette sono state pari al 63,5% della spesa display, mentre il real-time bidding ha rappresentato il 36,5%.

In Cina, il programmatic incide sul totale della spesa display per il 60%, una quota inferiore rispetto agli Stati Uniti (78%) e al Regno Unito (79%) nel 2017. In tutto il Vecchio Continente, il programmatic ha raggiunto nel 2016 una quota del 50% sulla spesa in pubblicità display, come riportato nell’ultimo studio rilasciato da IAB Europe.

Gli obiettivi di Teads dopo il finanziamento di 43 milioni: acquisizioni ad-tech e crescita nel programmatic

Teads raccoglie nuove risorse finanziarie per continuare a crescere sul mercato anche attraverso acquisizioni e per sviluppare ulteriormente la sua presenza nel mercato asiatico.

Il gruppo, la prima realtà ad aver ideato formati video pubblicitari outstream e la prima piattaforma video SSP a livello globale secondo comScore, ha ottenuto un finanziamento di 43 milioni di euro da parte di un gruppo di banche formato da BNPP, Bank of China, HSBC, Banque Palatine e BPI.

Il finanziamento, si legge nella nota di Teads, sarà utilizzato per acquisire società ad-tech al fine di consolidare il proprio posizionamento in termini d’innovazione tecnologica nel mercato della pubblicità video e di espandere la società nel mercato asiatico.

«Sono davvero felice di vedere che le banche stiano supportando la nostra strategia di M&A e il consolidamento del nostro attuale posizionamento: primo video advertising marketplace al mondo», commenta Pierre Chappaz, Executive Chairman di Teads. «Questo importante finanziamento mostra la fiducia riposta nel management di Teads e le capacità della società di mantenere costante l’equilibrio tra crescita e profitto».

Teads può infatti contare su un bilancio in attivo da 4 anni.

Per quanto riguarda il mercato asiatico Teads ha oggi un ufficio in Giappone che sta crescendo rapidamente e ora, per guidare la politica di sviluppo nella regione, ha avviato un nuovo hub di base a Singapore affidandone la guida a Christian Guinot, che per il nuovo incarico in Teads lascia la carica di presidente di MEC Cina.

Ora, tra le prossime aperture, figura nel 2017 proprio la Cina. «Abbiamo già una forte presenza in tutti i più grandi mercati americani, europei e, recentemente, anche in Giappone. È giunto il momento per noi di diventare più presenti all’interno del mercato asiatico, solidificando le nostre operazioni globali, per offrire un servizio sempre migliore ai nostri clienti, brand, agenzie, trading desk e publisher», ha precisato Bertrand Quesada, Ceo Teads.

Intanto, nell’ambito della pubblicità video outstream, Teads si posizione come detto come prima piattaforma video SSP a livello globale (secondo comScore). Dopo questo round di finanziamento, evoluzioni sono attese quindi anche sul fronte programmatic: «La nostra attività programmatica sta crescendo molto rapidamente», spiega ancora Chappaz. «Abbiamo collegato 1,2 miliardi di utenti unici a tutte le principali DSP, in collaborazione con centinaia dei migliori editori di tutto il mondo. Attualmente, le revenue programmatiche rappresentano il 30% del nostro fatturato, mentre erano insignificanti l’anno scorso. Il nostro obiettivo ora è quello di arrivare a oltre il 50% nei prossimi trimestri».

Il Mobile traina la crescita del Programmatic in Cina

Il mercato Programmatic in Cina? E’ sempre più trainato dal mobile.

Lo rivela uno studio della DSP cinese iPinYou, riportato da eMarketer, secondo cui una sempre maggiore quota della spesa pubblicitaria data-driven display si sta col tempo spostando sempre più sui canali mobile, a discapito del desktop. In particolare, la ricerca mostra che la quota di impession display programmatic su mobile è cresciuta sensibilmente nel corso dell’anno scorso passando dal 12,2% del Q1 al 39,2% del Q4.

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Un incremento evidentemente influenzato anche dal fatto che le tre principali piattaforme pubblicitarie cinesi, Baidu, Alibaba e Tencent, le quali stanno tutte fortemente puntando sul mobile advertising come asset strategico, controllano da sole la maggior parte del mercato nazionale e, secondo stime di eMarketer, producono circa il 95% della spesa programmatic mobile nel Paese.

Secondo eMarketer, la spesa display mobile in programmatic in Cina raggiungerà la cifra di 7,06 miliardi di dollari quest’anno, in crescita di ben il 97,3% sul 2015.

Cina, vola il mobile programmatic: +402% nel 2014

Nel 2014, la spesa pubblicitaria su smartphone e tablet in Cina è cresciuta a tassi da record: comScore parla del +330%, dato che rende il gigante asiatico il mercato mobile a maggior crescita tra quelli monitorati dalla società di rilevazioni americana.

Gli investimenti su mobile sono così arrivati al livello di 8,21 miliardi di dollari, un volume elevatissimo rispetto al totale mercato, tanto che comScore si spinge a prevedere che il mobile sarà entro due anni il primo canale pubblicitario in Cina, assorbendo circa la metà della pubblicità del Paese entro la fine del decennio.

Un potenziale enorme, che secondo comScore potrebbe essere riempito anche dal programmatic, che seppure su volumi più bassi mostra già tassi di crescita notevoli e promette in breve di occupare un ruolo di primo piano nell’ecosistema cinese dell’adv.

Il mobile programmatic display adv, sempre secondo i dati di iResearch Consulting Group, lo scorso anno è cresciuto del 402%, raggiungendo i 63,5 milioni di dollari. Questo segmento dovrebbe raddoppiare il proprio valore sia quest’anno sia poi il prossimo. Ma i margini di crescita, suggerisce comSore, sarebbero ben più alti se il mercato non denunciasse una certa immaturità, causata dalla mancanza della tecnologia necessaria a sviluppare i formati mobile più evoluti, video in primis.