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Quanto sono preparate le aziende a usare la blockchain?

Oggi nella nostra rassegna parliamo di blockchain e di due nuovi accordi nel mercato della pubblicità digitale.

Quanto sono preparate le aziende a usare la blockchain?

Nella industry si parla della blockchain come della nuova grande parola chiave del mercato, con le sue prime applicazioni in vari settori, tra cui quello della pubblicità digitale. Ma quanto ne sanno davvero le aziende su questa tecnologia? Secondo uno studio condotto in USA, non molto: circa il 64% dei professionisti d’azienda coinvolti hanno dichiarato di sapere che si tratta di una nuova tecnologia, ma all’interno di queste società ben il 46% ammette di sentirsi impreparato ad utilizzarla nella maniera più efficace. Leggi di più su MediaPost.

FreeWheel, accordo con Nielsen per l’utilizzo della DMP

FreeWheel utilizzerà la DMP di Nielsen per migliorare targeting e misurazioni in ambiente video. La piattaforma di gestione dei dati servirà in particolare per costruire segmenti di audience su dispositivi come le tv connesse, l’OTT e in generale il video digitale. Secondo l’accordo, la DMP di Nielsen fornirà ai clienti di FreeWheel Markets informazioni sul consumo media e dati di acquisto per aiutarli a pianificare in maniera più efficace le loro campagne e misurarne le performance. Leggi di più su AdWeek.

Taboola amplia la partnership con Business Insider

Insider Inc., società proprietaria di Business Insider, ha annunciato di aver siglato un accordo con il player di content-discovery Taboola, in virtù del quale il Feed di contenuti raccomandati di Taboola, che consiglia articoli collegati e contenuti di terze parti, verrà integrato all’interno delle news di Business Insider in forma di annunci native. La collaborazione, della durata di due anni, amplia una precedente partnership quinquennale tra le due società, che prevedeva l’utilizzo da parte dell’editore di un widget di Taboola per il suggerimento di contenuti correlati. Leggi di più su MarTechSeries.

Da IAS una nuova soluzione che dà più controllo agli editori

Massimizzare i ricavi sull’inventory, ridurre lo spreco di impression e snellire il flusso di lavoro attraverso una piattaforma automatizzata e in real-time. E’ questo l’obiettivo della nuova soluzione di ottimizzazione di Integral Ad Science (IAS) dedicata agli editori. Uno strumento volto a fornire ai proprietari di media una nuova fonte di dati per combattere problematiche urgenti come la viewability, la brand safety e l’ad fraud e offrire risultati qualitativamente migliori ai loro inserzionisti.

Con un ecosistema pubblicitario che invoca trasparenza, gli editori si trovano infatti sempre più sotto pressione per fornire un inventario di qualità in linea con le aspettative degli inserzionisti. In base a un recente report di eMarketer, il 69% degli editori esprime preoccupazione riguardo alla viewability e alle richieste sempre più frequenti di non far pagare gli annunci non visualizzati, questione che si ripercuote direttamente sui loro flussi di entrate.

«I brand e le agenzie continuano a richiedere agli editori di dare una risposta alle sfide del settore su viewability, brand safety e frodi – commenta Dave Marquard, Vicepresidente della divisione Gestione del Prodotto di IAS -. Grazie alla nostra soluzione di ottimizzazione, gli editori possono sfruttare i dati e gli strumenti che erano generalmente disponibili esclusivamente agli inserzionisti. Tale visibilità permette ai publisher di analizzare dati che eliminano sprechi in tutto il settore».

Tante le possibilità offerte dalla nuova soluzione. Grazie ad essa infatti è possibile prevenire la fornitura in eccesso e gli scarti di stampa delle campagne di viewability; personalizzare la viewability, la brand safety e gli obiettivi di IVT basati sui requisiti specifici degli inserzionisti; snellire il flusso di lavoro grazie a un’ottimizzazione e una fornitura di annunci automatizzate in tempo reale; automatizzare la creazione di accordi in PMP (Private Marketplace) altamente visibili, sicuri per il marchio e privi di frodi per i compratori programmatici; e monitorare e isolare le attività fraudolente su dispositivi mobili.

La novità ha riscosso già parecchio successo tra i suoi utilizzatori. Uno su tutti, Business Insider: «IAS ha compiuto un grande passo in avanti nel trovare un terreno comune sulla misurazione e sul controllo tra domanda e offerta – spiega Marc Boswell, Vicepresidente senior della divisione Vendite e Servizio clienti della testata digitale -. Grazie all’ottimizzazione per gli editori, questi ultimi possono finalmente disporre di una soluzione in tempo reale che li aiuta a fornire un inventario controllato ai propri clienti. Siamo stati in grado di migliorare significativamente il rendimento delle campagne, di ridurre drasticamente gli scarti di stampa e, conseguentemente, di eliminare l’IVT».

 

Teads allarga il suo marketplace con Business Insider

Teads ha siglato un accordo esclusivo pluriennale con Business Insider per aiutare la testata ad accrescere i suoi ricavi da pubblicità video. I termini dell’operazione, che non riguarda la redazione aperta da poco nel nostro Paese, non sono stati resi pubblici.

Business Insider utilizzerà i formati video outstream sulle proprie piattaforme desktop, mobile-web e in-app indirizzandoli ai suoi oltre 110 milioni di lettori. Teads supporterà anche le vendite dirette dell’editore e consentirà la monetizzazione programmatica del suo inventario.

La società ad-tech ha dichiarato in una nota che è in grado di garantire alti tassi di viewability e di offrire ampi margini di scelta ai consumatori attraverso il formato InRead. Esso colloca inserzioni video all’interno del contenuto editoriale ed è riprodotto solo quando è visibile, permettendo agli utenti di “saltare” il filmato se non desiderano guardarlo.

Il marketplace globale di Teads include testate come The Washington Post, Time Inc., The Atlantic, Forbes, Bonnier, Mashable, Slate, Newsweek, The Guardian, The Telegraph, Le Monde, Corriere della Sera, El Pais, El Universal e Nikkei.

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