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AppNexus testa con Brightcove una soluzione per ridurre i tempi di caricamento degli annunci video

AppNexus e Brightcove stanno sperimentando un software che consente agli editori digitali di ridurre il tempo di caricamento degli annunci video sui siti web. In particolare, il plug-in open source sarà applicato in ambito header bidding.

Attualmente, la società ad-tech e la piattaforma video stanno finalizzando l’invio dello strumento all’ente Prebid.org, che a sua volta ne valuterà le specifiche per gli editori premium. La soluzione, secondo quanto riportato da The Drum, sarà disponibile entro la fine di giugno.

Le nuove nomine di AppNexus

Intanto AppNexus ha annunciato un giro di promozioni di livello esecutivo.

Si tratta della nomina di Timothy Smith come Senior Vice President & General Manager, Global Technical Infrastructure and Operations, di Julia Shullman come Chief Privacy Counsel e di Justin Bross come Vice President, Global Accounts.

Nello specifico, Smith, oltre che le attuali operazioni tecniche, l’IT aziendale, la gestione dei rischi e del budget, supervisionerà la sicurezza complessiva della piattaforma. Inoltre, in collaborazione con il reparto ingegneristico, guiderà lo sviluppo strategico e il project managment della società.

Shullman sarà responsabile della privacy globale della società, assistendo tutte le squadre interne sullo sviluppo di politiche, prodotti e collaborazioni in conformità con le leggi di protezione dei dati personali e le norme di autoregolamentazione dell’industria. Bross, infine, seguirà gli accordi strategici con i maggiori clienti aziendali.

Brightcove lancia la soluzione video Live

Brightcove ha rilasciato Live, una piattaforma API-driven che potenzia lo streaming in diretta con ad insertion server-side (SSAI), DVR cloud, crittografia dei contenuti e creazione di video on-demand.

La soluzione, già utilizzata per grandi eventi sportivi a livello globale e per il simulcast di canali di televisione lineare, permette alle compagnie media di generare e monetizzare esperienze di broadcast per eventi dal vivo e canali in onda 24/7, diminuendo i costi e la complessità dello streaming dal vivo.

“Con Brightcove Live stiamo risolvendo in maniera diretta i problemi che le emittenti e gli editori affrontano oggigiorno, ossia come fornire e monetizzare eventi in diretta e canali lineari, usando strumenti semplici ma flessibili e ottimizzando i costi”, ha dichiarato Anil Jain, Executive vice president & General manager of media della società specializzata in soluzioni video, “Continuiamo ad investire massicciamente in innovazione e questo prodotto fornisce ai nostri clienti l’efficienza di cui hanno bisogno in un mercato altamente competitivo”.

Brightcove integrerà i video nell’offerta di Salesforce

Brightcove, fornitore di servizi cloud per il video, ha annunciato la disponibilità in beta dell’integrazione tra Brightcove Video Connect e Salesforce. Una novità grazie alla quale, di fatto, sarà possibile integrare i video all’interno dell’offerta di Salesforce.

«Per vendite, marketing e comunicazione interna, l’attuale sfida e allo stesso tempo opportunità è quella di portare il giusto contenuto all’utente giusto al momento giusto – così Caren Cioffi, SVP e General Manager Digital Marketing & Enterprise Business di Brightcove, spiega la novità -. Brightcove adesso si integra senza soluzione di continuità con la piattaforma Salesforce per erogare video lungo tutto il customer journey. A differenza di altre soluzioni, lo fa utilizzando un’ampia gamma di funzioni create per l’intera impresa, incluso il customer success e la comunicazione interna».

Con Brightcove Video Connect, gli utenti di Brightcove Video Marketing Suite possono accelerare il processo di vendita utilizzando messaggi video, aumentare i risultati di marketing con il tracciamento dell’engagement video dei prospect, e catalizzare il customer success. Inoltre, è possibile anche visualizzare i risultati delle performance video. Tutto attraverso l’interfaccia di Salesforce.

Mark Blair, Brightcove: «Aumentare l’inventory è la vera sfida del video adv»

Cresce esponenzialmente il consumo dei video online da parte degli utenti e, di conseguenza, cresce il mercato della pubblicità video. Sono sempre più le aziende che si affidano a questo genere di formati per raccontare il loro marchio e creare coinvolgimento con gli utenti, e aumentano anche gli editori che li ospitano sulle loro testate per massimizzare le possibilità di monetizzazione.

Brightcove è una delle principali aziende specializzate nell’erogazione di servizi video a supporto di aziende e publisher: «Siamo nati nel 2004 e da lì abbiamo lavorato ininterrottamente all’interno del canale dei video online. Le nostre attività si concentrano su due aree ben definite: media digitali e marchi», ha dichiarato Mark Blair, Vice Presidente EMEA di Brightcove, «Per quanto riguarda i primi, offriamo dei prodotti che permettono di attivare una monetizzazione sia attraverso l’utilizzo di annunci pubblicitari sia richiedendo agli utenti un pagamento per i contenuti a cui accedono. Questi soggetti possono essere emittenti, editori, distributori e qualsiasi altro proprietario di contenuti. L’altra area è relativa ai marchi e quindi a tutte quelle aziende, operanti nel marketing digitale, che utilizzano contenuti video non con finalità di monetizzazione ma per attuare strategie di promozione e generare coinvolgimento con l’utente. Offriamo ai business un’ampia gamma di servizi nel Cloud».

L’azienda detiene una posizione da leader nel settore su scala globale. I servizi di Brightcove sono utilizzati da nomi del calibro di ABC News, Al Jazeera, AOL, Condé Nast e Sony Music Entertainment, per citarne alcuni: «Il nostro portafoglio clienti è non solo molto vasto ma anche diversificato, raccoglie emittenti, editori e marchi attivi in qualsiasi tipo di business verticale, anche istituzioni religiose. Lavoriamo per più di 4.000 soggetti sparsi in tutto il mondo».

Un canale in espansione quello del video adv, florido ma vulnerabile anch’esso ai filtri anti-pubblicità che sempre più utenti utilizzano per cambiare un’esperienza di navigazione che è a volte ritenuta insoddisfacente: «Quello dell’ad-blocking è uno dei temi principali all’interno dell’industria dei media digitali, sicuramente il più discusso. Questi filtri sono scaricabili come estensioni sui browser ma possono anche essere integrati nativamente sulle diverse piattaforme. È un vero problema per gli editori; per esempio, nel Regno Unito l’utilizzo dei filtri anti-pubblicità è cresciuto dell’83% a giugno 2015 rispetto all’anno precedente. Per contrastare il fenomeno, abbiamo creato uno strumento per neutralizzare il blocco della pubblicità su desktop e mobile (qui l’articolo dedicato). Brightcove Lift combina le inserzioni pubblicitarie lato server con servizi per la gestione di HTML 5 e offre al pubblico un’esperienza delle inserzioni simile a quella della TV. Questa soluzione offre una serie di vantaggi ai media; innanzitutto, consente di aggirare i blocchi pubblicitari: accorpando in modo dinamico gli annunci ai flussi di contenuti nel Cloud, permette una migliore erogazione delle inserzioni e ricavi superiori su tutte le piattaforme, gli editori possono scegliere il flusso pubblicitario che preferiscono attraverso l’inserimento dinamico di annunci nella nuvola».

Sullo sfondo, un costante ed inarrestabile mutamento delle modalità di fruizione dei contenuti, in particolare quelli in formato video: «C’è stato uno spostamento significativo nelle modalità di visione degli utenti, dalla televisione lineare agli OTT, il tempo passato davanti ai contenuti su richiesta sta aumentando. Basti pensare che il 42% del tempo speso su contenuti tv è utilizzato per contenuti OTT. Tutti vogliono guardare i contenuti che vogliono, quando e dove vogliono e sul loro dispositivo. Basti pensare che Anche noi come Brightcove ci siamo mossi in quest’ambito, infatti abbiamo siglato un accordo con Accedo per lo sviluppo di OTT Flow, un prodotto che permette a media e fornitori di contenuti di lanciare velocemente servizi OTT attraverso piattaforme multiple».

Secondo Blair, il principale motore di crescita della pubblicità video online è il consumo esponenziale di video digitali, ciò offre grandi opportunità per inserzionisti ed editori ma anche delle sfide: «Gli editori devono riuscire a raggiungere un volume sufficiente per le loro inventory, solo così potranno accrescere la loro monetizzazione ed allargare il loro pubblico di utenti».

Brightcove intende mantenere il suo ruolo da protagonista all’interno del settore : «Vogliamo continuare a mantenere il focus sulla tecnologia video online, puntiamo a mantenere la nostra leadership a livello globale. E intendiamo espanderci e crescere anche nel mercato italiano», ha concluso Blair.

comScore riceve l'accreditation del Media Rating Council per la sua video viewability tech

Ancora una certificazione di pregio per comScore, che ha ricevuto l’accreditation del Media Rating Council (MRC) per la propria tecnologia di misurazione della video viewability.

Alla comunicazione dell’“accreditation”, comScore accompagna l’annuncio che ormai diverse ad tech company ed editori stanno utilizzando questa sua tecnologia, rendendo noti anche alcuni nomi dei nuovi partner. Tra questi troviamo AOL, Brightcove, FreeWheel, Gannett, Innovid, Vindico e Videology.

Queste partnership – molte delle quali sono con alcune delle più grandi piattaforme dedicate al programmatic – permetteranno a un gran numero di marketers di accedere alla tecnologia per la misurazione della video viewability di comScore, ora per di più convalidata dal MRC.

«La viewability è una metrica sempre più importante, che i nostri clienti vogliono offrire ai loro inserzionisti», ha dichiarato Mike Green, VP del marketing e sviluppo business, media a Brightcove.

Il “timbro” del MRC alla video viewability tech di comScore, si aggiunge a quello già ottenuto dalla company per lo strumento di misurazione della viewability degli annunci display.

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