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MediaMath nomina un nuovo Cfo e pensa all’IPO

Aria di cambiamenti in casa MediaMath, una delle maggiori società del comparto ad tech a muoversi ancora sul mercato come realtà indipendente e non quotata. Forse ancora per poco: lo sbarco in borsa, infatti, potrebbe essere abbastanza vicino.

Va in questa direzione l’arrivo di diversi nomi di spessore nel management della società, fondata nel 2007 e inserita tra i leader del mercato DSP nel Forrester Wave 2014, tra cui il recentissimo ingresso di Rich Schmaeling come Cfo. Shmaeling è grande esperto di mercati finanziari così come lo è Peter Piazza, arrivato a giugno come General Counsel.

Tutto questo lascia pensare che la strada della borsa per MediaMath possa essere imboccata a breve, come del resto ha lasciato intendere anche il ceo della società Joe Zawadzki, parlando a proposito dell’arrivo di Schmaeling: «Abbiamo assolutamente voluto qualcuno che avesse dimestichezza con tutte le opzioni che abbiamo di reinvestire i nostri profitti per continuare a espandere il business», ha spiegato il manager. «Vogliamo fare uso della sua esperienza nel mercato azionario perché l’ipotesi di un’IPO, per diventare un’azienda quotata, non è ci è estranea».

L’IPO, ha precisato Zawadzki, non sarebbe comunque imminente e tutte le opzioni sono sul tavolo, inclusa quella di continuare da soggetto privato la politica di investimenti mirati che ha consentito alla società di finalizzare sei acquisizioni lo scorso anno.

Appnexus pensa alla quotazione nel 2016

AppNexus, uno dei nomi più caldi del panorama ad tech, potrebbe presto sbarcare in borsa sul mercato azionario Americano.

A dirlo è il Times, secondo cui la società newyorkese, di cui WPP ha acquisito una quota del 15% lo scorso settembre, avrebbe individuato nel prossimo anno quello giusto per la quotazione, recentemente valutata 2 miliardi di dollari.

Fonti informante, citate invece da City A.M. hanno in parte raffreddato la pista precisando che in realtà in Appnexus non sarebbe stata presa “alcuna decisione” sulla necessità o meno di quotarsi in borsa, pur essendo l’opzione sul tavolo. Un portavoce dell’azienda ha invece dichiarato che “AppNexus vede il processo di IPO come uno dei diversi veicoli che le aziende utilizzano per raccogliere capitali”.

Fondata da Brian O’Kelley, AppNexus ha sviluppato una delle piattaforme di real time advertising più diffuse sul mercato americano e internazionale. Negli ultimi mesi, la società ha integrato l’ad server “Xaxis for publishers” di GroupM e ha acquisito la piattaforma di analytics Yieldex per circa 100 milioni di dollari.

Inoltre, Appnexus ha rafforzato negli scorsi giorni il proprio rapporto con Microsoft, di cui è partner tecnologico per il programmatic in 39 Paesi, Italia inclusa.

Banzai verso la Borsa: focus su sviluppo ulteriore di tecnologia e gestione dei Dati

Mettere a fattore comune e trovare possibili sinergie tra la divisione e-commerce e quella editoriale, attraverso uno sviluppo ulteriore della tecnologia e l’utilizzo combinato dei dati. Sarà questo il fronte più caldo che impegnerà Banzai nel prossimo futuro, quando probabilmente non si posizionerà solo tra le internet company italiane di maggior successo, ma anche come società quotata sul Mercato Telematico Azionario, segmento STAR, organizzato e gestito da Borsa Italiana.

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Paolo Ainio

A confermarlo è proprio il fondatore di Banzai, Paolo Ainio, nel corso della conferenza stampa che ieri ha ufficializzato la pubblicazione del Prospetto Informativo relativo all’ammissione alle negoziazioni delle azioni del Gruppo, che potrebbe effettivamente sbarcare in Borsa il 16 febbraio, sempre che il Collocamento Istituzionale delle 16 milioni di azioni rese disponibile per la sottoscrizione porti ai risultati sperati nel periodo compreso tra il 2 e l’11 febbraio (leggi tutti i dettagli dell’operazione su Engage.it).

Risultati che sono riconducibili alla raccolta degli almeno 50 milioni di euro, che la società conta di totalizzare con il Collocamento Primario (in cui si proporranno in sottoscrizione la metà del numero della azioni previste tramite Aumento di Capitale).

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Andrea Santagata

Importanti sembrano i progetti dedicati alla divisione e-commerce e ai propri sistemi logistici, mentre sulla parte media non sembra che siano in programma ulteriori acquisizioni, anche se, Andrea Santagata, amministratore delegato di Banzai Media, ha specificato: «Non è previsto un utilizzo dei fondi in questo senso, anche se questo non vuol dire che escluderemo progetti interessanti che possano rafforzare il nostro presidio nelle aree Donna, News, Tech e Mobile, Giovani e Cucina».

Non solo questa fetta del business, però, potrebbe beneficiare della gestione dati. Entrambe le anime di Banzai con un processo più efficiente dei dati derivanti dagli utenti registrati a SaldiPrivati o a ePrice, o dai lettori di PianetaMamma, GialloZafferano, Studenti.it, e così via: «Ne trarranno giovamento, da un lato perché saremo in grado di personalizzare maggiormente l’offerta, dall’altro perché potremmo proporre agli inserzionisti target precisi nel complesso dei 18,2 milioni di visitatori unici su base mensile che contano tutti i nostri siti, forti anche sul fronte video (8 milioni di video views nel mese, ndr), social (6 milioni di fan attivi sui tanti profili delle properties di Banzai, ndr) e mobile (le app rilasciate dal Gruppo nell’ultimo triennio si attestano su circa 6 milioni di download, per una media di 150 mila download al mese secondo dati ComScore, ndr)», ha dichiarato ancora Santagata a margine della conferenza.

Criteo, crescita senza precedenti anche in Borsa

Criteo, multinazionale francese specializzata nel digital performance advertising, ha recentemente reso noti i dati relativi al suo bilancio finanziario relativo al terzo trimestre. In particolare, i ricavi registrati dalla società ammontano a 194,4 milioni di dollari (esclusi i costi di acquisizione del traffico, pari a 77,6 milioni di dollari) e un guadagno per azione pari a 0,18 euro.

I dati sono risultati superiori alle valutazioni degli analisti, che prevedevano revenue intorno ai 72,7 milioni di dollari (esclusi i costi di traffico) e guadagni medi per azioni sugli 0,18 euro.

Grazie alle soluzioni estremamente targettizzate che offre agli inserzionisti, Criteo ha inoltre riportato una crescita annua di circa l’80% a conferma della maggiore fiducia accordata a questo nuovo modo di fare advertising. Basti pensare che a poche ore dal debutto in Borsa, il valore delle azioni Criteo era già schizzato a più del 16%.

Nonostante JB Rudelle, ceo e co-fondatore di Criteo, in una intervista a TechCrunch, smorzi gli entusiasmi, sottolineando che la crescita di molte ad tech company è rallentata, i trend di mercato sembrano comunque confermare una risposta positiva del mercato, soprattutto oltreoceano dove i ricavi di Criteo sono cresciuti di ben il 97% – di cui oltre il 78% nell’ultimo trimestre. Sempre nello stesso periodo l’azienda ha acquisito 450 nuovi clienti, arrivando a un totale di 6.581. Il 74% di questi si avvale delle soluzioni multi-screen di video advertising. Il profitto netto (11,5 milioni di dollari) è inoltre risultato superiore di 3 milioni rispetto a quello registrato l’anno scorso.

Nei mesi scorsi Criteo era stato oggetto di voci mai confermate su un interessamento da parte di Publicis Groupe al suo acquisto.