Main partner:

Jobs

Programmatic, nuove frontiere: dall’audio all’AI fino alla creatività

Se la crescita del programmatic advertising sta attraversando un fisiologico rallentamento del ritmo su Internet, sono alte le aspettative che il mercato nutre verso l’ingresso dell’ad tech nei mezzi “tradizionali”: in particolare out of home, tv e audio.

Su quest’ultimo aspetto in particolare si è concentrato l’intervento al Programmatic Day 2019 di Cristina Pianura, Direttore area Media and Advertising di Triboo, società che sta investendo in questo settore con il brand VoiceMax.

Secondo la manager, il mercato dell’audio è di fronte a «uno tsunami chiamato audio on demand, dove l’ascoltatore è l’assoluto protagonista di quello che decide di scaricare e ascoltare». Dal palco del Programmatic Day, Cristina Pianura ha parlato della crescita di questo mercato non solo negli Stati Uniti, dove già da anni l’ascolto di podcast è un fenomeno di massa che genera oltre 600 milioni di dollari di raccolta pubblicitaria, ma anche in Europa e di fatto in Italia.

Nel nostro Paese i fruitori abituali sono solo il 14% della popolazione maggiorenne, ma allo stesso tempo negli ultimi 3 anni questo numero è più che triplicato, nonostante un’offerta tutt’altro che matura da parte di editori e brand.

Cristina Pianura
Cristina Pianura

Proprio per accogliere e stimolare l’editoria italiana a produrre podcast, e aiutarli a monetizzarli al meglio, Triboo ha lanciato sul mercato VoiceMax: un brand che nasce su tecnologia spreaker e che vanta già un bacino di download di podcast al mese organizzati in categorie di contenuto capaci di accogliere pre-roll e mid-roll audio, acquistabili sia in programmatic grazie al partner tecnologico Adswizz sia in reservation. «I podcast si ascoltano soprattutto in casa, il che vuol dire che sottraggono tempo alla tv, alla radio ma anche a internet, rappresentando così un nuovo ambiente dove poter incontrare gli utenti», ha detto ancora Pianura.

Anche per Michele Salani, Enterprise Sales Director di Adform, l’esigenza di uscire da una logica a silo per diventare un approccio capace di applicarsi a nuovi ambiti media è una delle nuove frontiere del mercato programmatico, insieme ad altri importanti temi come l’Intelligenza Artificiale e il rapporto tra dati e creatività. Secondo il manager, «la pubblicità guidata dai dati sta vivendo un importante punto di svolta: il suo ruolo è ormai riconosciuto non solo da inserzionisti ed editori ma anche dalle istituzioni» (vedi le nuove regolamentazioni sul settore come il GDPR), ed essa si trova ormai chiamata ad affrontare importanti responsabilità, come quella di trovare il giusto equilibrio tra i bisogni degli inserzionisti, degli editori e degli utenti, garantendo affidabilità, trasparenza e fiducia.

Michele Salani
Michele Salani

La tavola rotonda con HyperTV, Viralize, Ogury, Italiaonline e IAS

Sempre in tema di nuove frontiere dell’ad tech, un tema molto caldo è quello della “programmatic creativity”, in cui dati e automazione entrano in gioco per personalizzare il messaggio pubblicitario in tempo reale, sulla base delle caratteristiche dell’utente e del contesto. Un possibilità raccolta da HyperTV, società nata a Roma nel 2011 con base anche a New York. «La nostra soluzione», ha spiegato il Founder & Ceo Claudio Vaccarella, «brevettata a livello europeo, è costituita da una sovrapposizione di layer fatta in maniera dinamica, una sequenza di frame con elementi di interattività, elementi indispensabili oggi per coinvolgere e catturare l’attenzione dell’utente. Grazie alla raccolta di informazioni di profilo e di contesto, la soluzione di HyperTv è in grado di generare contenuti in tempo reale alla chiamata dell’ad server, dimostrandosi così la sua efficace per la realizzazione di creatività sempre più targettizzate».

Occhi puntati sul video, innanzitutto, sempre più al centro dell’interesse del mercato, come ha dimostrato la recente acquisizione da parte di Vetrya del 100% del capitale di Viralize, start up italiana specializzata nella distribuzione online di video pubblicitari. «L’ottimo andamento del video ha permesso a Viralize di crescere fino al 100% di anno su anno», ha detto la Sales Director Greta Gilardi. «Oggi stiamo sviluppando la nostra offerta per intercettare la crescita di domanda di soluzioni “data driven” con la nostra DMP, sul mercato da un paio di anni, e presto con nuove soluzioni che l’ingresso in Vetrya, una realtà con grandi competenze in tema di dati, ci permetterà di lanciare sul mercato». In merito alla DMP, «la novità del 2019 è la possibilità di utilizzare le keyword per colpire in modo verticale i singoli cluster, migliorando ancora di più l’efficienza della nostra offerta».

Accanto al video, un altro tema al centro dell’interesse è quello del mobile. Usando lo smartphone, infatti, tendiamo a mostrare il nostro comportamento digitale reale. Ecco perché i behavioural data possono essere la vera strada per arrivare all’audience. «Oggi siamo in grado di conoscere tutto quello che la GDPR ci permette di sapere dei nostri utenti che hanno accettato la politica del dato», dice Gino Ruli, programmatic Sales Director di Ogury. «In particolare, il mondo potenzialmente più promettente per il mercato è quello dell’in-app, un ambiente dentro il mobile, adatto per la fruizione dei video, il formato più in forma del mercato, e dove è possibile acquistare spazi in modalità programmatica».

Quello dei dati comportamentali è, dunque, un tema emergente nell’ambito delle data-driven strategies, nel contesto di un mercato in cui le aziende sono sempre più sensibili alla leve che è possibile attivare per rendere più efficace la comunicazione, evitando di “sprecare” budget per inventory scarsamente qualitativa o, addirittura, potenzialmente dannosa. Non per nulla, temi come Viewability e Brand Safety sono all’ordine del giorno. «Il tema della qualità dei dati e della brand safety saranno ancora al centro delle attenzioni del mercato per tutto il 2019», conferma Domenico Pascuzzi, Direttore National Marketing BU Large Account di Italiaonline. «Lavoriamo quotidianamente su tutti i livelli per garantire alle aziende e ai marchi interessate a gestire un posizionamento premium contesti sicuri e di qualità, dai contenuti alla user experience e all’advertising experience. Sul fronte dei dati, un ambito che quest’anno sarà in forte crescita sarà quello legato alla geoproximity, per il quale stiamo potenziando la nostra suite di prodotti dedicati».

Brand safety e contesti editoriali di qualità sono temi, quindi, molto cari alle aziende. Lo ha confermato Elisa Lupo, Director Italy di IAS – Integral Ad Science, nome di punta nel settore della certificazione “indipendente” della qualità della comunicazione. «Il mercato chiede sempre di più agli operatori del digital di combattere le frodi, di evitare ai propri brand e prodotti di finire all’interno di contesti editoriali poco consoni. E di avere quindi informazioni sempre più precise e puntuali sui livelli di Roi delle proprie pianificazioni marketing». Sul fronte delle misurazioni, quello che sta avvenendo «è il passaggio da una metrica basata sulle impression ad una fondata sul tempo di visualizzazione».

Triboo, il marketplace Voicemax si arricchisce con le Radio Instore di FluidNext

Voicemax di Triboo si arricchisce. Nel marketplace audio arrivano infatti gli ascoltatori del circuito Radio Instore di FluidNext, azienda di digitalizzazione della comunicazione nel punto vendita.

Un bacino importante per pianificazioni nazionali e geotargetizzate per interessi e per target direttamente nel punto vendita, che conta oltre 2.300 negozi in tutta Italia appartenenti alle sigle Auchan, Famila, SMA, Crai, Prenatal, BimboStore, Cash&Carry, e molti altri su base regionale, per un totale di 100.000.000 di ascoltatori al mese.

Il progetto rappresenta un vero esperimento per il mondo Digital Audio e non solo: il circuito Fluidnext con la propria tecnologia garantisce una pianificazione parimenti alla Radio Tradizionale ma con un flusso digitale, il che comporta la massima flessibilità e targetizzazione possibile. Inoltre, si presentano anche grandi opportunità di estensione, in termini di reach e GRP radiofonici per la pianificazione Audio che raggiunge oltre 3.000.000 di contatti al giorno.

E proprio in occasione dell’accordo con il circuito di Radio Instore, Triboo ha strutturato un’inedita offerta che combina web e radio, chiamata “Drive to Shelf”, in cui il messaggio audio viene interamente personalizzato per il cliente e reso coerente al progetto online. “Si tratta di un format e inedito per il Digital e per il mondo delle Radio che crea nuove occasioni di ascolto e di rinforzo: ricerche dimostrano che il Drive to Shelf audio incrementa di quasi il 10% le vendita InStore in fase di pianificazione”, spiega Triboo in una nota.

«Il format è stato studiato appositamente per triangolare dall’online all’offline con contenuti audio e testuali – ha dichiarato a Programmatic Italia Cristina Pianura, Direttore Business Unit Advertising di Triboo Group -. Andando a integrare specificamente una soluzione online con la diffusione in-store del podcast, il format è diventato “drive-to-shelf”».

Creatività audio personalizzate con l’Intelligenza Artificiale: la novità di Spark Foundry

Spark Foundry, la centrale di Publicis Media che sta assorbendo Blue 449 in tutto il mondo, ha annunciato di aver lanciato sul mercato un nuovo prodotto pubblicitario audio, chiamato Sympaphonic Ads e realizzato in collaborazione con la società di Intelligenza Artificiale AI Music.

La soluzione nasce con l’intento di aiutare le aziende ad aumentare il brand engagement, allo stesso tempo riducendo i costi e il tempo normalmente impiegati per la creazione di un annuncio audio, portando un maggiore livello di personalizzazione in questa tipologia pubblicitaria attraverso l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nel processo creativo.

I Sympaphonic Ads, infatti, utilizzeranno la tecnologia di AI Music per la realizzazione dinamica di creatività pubblicitarie audio che utilizzino il genere musicale ascoltato in quel momento dall’utente per un’esperienza pubblicitaria più personalizzata, più contestualizzata all’interno del normale ascolto musicale, e di conseguenza meno percepita come “interruzione”. Gli annunci prodotti in questo modo saranno poi distribuiti attraverso AdsWizz, piattaforma specializzata nella compravendita di spazi audio, che li indirizzerà alle giuste audience.

“Prima, per personalizzare una campagna audio, servivano fino a 2 o 3 giorni per creare un singolo annuncio. Attraverso la tecnologia proprietaria di intelligenza artificiale di AI Music, che consente il modellamento in tempo reale di brani e musica, Spark Foundry è capace di creare pubblicità audio dinamiche e personalizzate in meno di 10 minuti – spiega l’agenzia in una nota -. Questo riduce il tempo normale di produzione, aiuta ad utilizzare al meglio gli investimenti e libera tempo per le agenzie da impiegare in mansioni più strategiche”.

Deezer apre al Programmatic Audio grazie a un’intesa con Triton Digital

Deezer ha annunciato di aver aperto l’offerta pubblicitaria della sua app free (gratuita e ad-supported) al programmatic audio, grazie a una partnership appena siglata con il fornitore di tecnologie e servizi per la pubblicità audio Triton Digital.

Adesso, gli inserzionisti potranno acquistare in tempo reale l’inventory digital audio del servizio di streaming musicale. L’offerta automatizzata è attiva da oggi in 20 Paesi, inclusa l’Italia, attraverso la SSP audio di Triton, Yield-Op.

“La nuova partnership punta a offrire ancora più valore ai brand che vogliono fare pubblicità sul servizio di streaming, dato che la pubblicità audio su Deezer è non-saltabile e consiste in un solo annuncio per break“, spiegano le due società in una nota. Caratteristiche che, prosegue il comunicato, garantiscono “una maggiore visibilità per il brand, senza disturbare eccessivamente l’esperienza dell’utente”. In più, grazie ai dati proprietari di Deezer, le aziende potranno usufruire di una profilazione di alta qualità e di un elevato livello di impression servite al pubblico più rilevante.

«Deezer è un editore premium, e siamo orgogliosi che la sua inventory venga offerta tramite Yield-Op in private deal e in open auction sul nostro marketplace a2x. Consentire ad aziende ed agenzie di tutto il mondo di raggiungere i milioni di utenti attivi mensili di Deezer con campagne targettizzate e rilevanti contribuirà a rafforzare ulteriormente l’esperienza di ascolto personalizzata e di alta qualità che Deezer ha sempre offerto», ha commentato Benjamin Masse, Managing Director, Market Development and Strategy di Triton Digital.

«Siamo entusiasti di offrire un modo più efficiente di fare pubblicità su Deezer – ha aggiunto Marianne le Vavasseur, VP Adsales di Deezer Brand Solutions -. Adesso, con gli annunci in programmatic attraverso Triton, un maggior numero di aziende ed editori potrà raggiungere il pubblico di cui ha bisogno per avere più visibilità e awareness, mentre i nostri utenti free beneficeranno di pubblicità più su misura per loro».

Davide Panza, DigitalMDE: «Programmatic audio? L’interesse è elevato, ora serve l’inventory»

All’estero, aziende ed editori hanno già capito da tempo i benefici del programmatic audio, e il mercato sta godendo di una rapida evoluzione e di numeri in crescita. Negli Stati Uniti, secondo uno studio di IAB e PwC, il valore del mercato adv su podcast ha raggiunto a fine 2017 i 314 milioni di dollari, in aumento dell’86% rispetto all’anno precedente, quando era a quota 169 milioni, e la cifra dovrebbe aumentare fino a 659 milioni di dollari nel 2020. La stessa Google, a testimonianza di quanto “redditizio” si sta rivelando questo mezzo, ha recentemente reso disponibile sulla propria DSP l’acquisto di spazi pubblicitari audio in programmatic.

E in Italia qual è la situazione? Lo abbiamo chiesto a Davide Panza, CMO & Co-Founder di DigitaMDE, società specializzata in tecnologie per il digital audio. Ecco cosa ci ha risposto.

Quali sono a tuo parere i benefici del programmatic audio per brand ed editori?

«Per gli editori radiofonici, cioè quelli che già producono contenuti audio, il Digital Audio in genere e la possibilità di esporre l’inventory digitale per essere acquistata anche in programmatic portano in primis una nuova e aggiuntiva fonte di revenue: l’AgCom ha già esplicitato come il budget di riferimento per il programmatic audio sia quello digitale e non quello della radio broadcast (modelli di offerta e metriche totalmente diverse), quindi per gli editori questo significa accedere ad altri portafogli di investimento. Le pianificazioni pubblicitarie digitali offrono notevoli benefici come targetizzazione, personalizzazione della creatività, inserimento di un banner cliccabile, misurabilità, metriche a performance, ecc., tutte caratteristiche viste di buon occhio dagli investitori. Per gli editori che pubblicano contenuti su carta stampata e sul web (testi e visual) il digital audio rappresenta un potente strumento di cross-medialità che permette ad un’opportuna declinazione dei loro contenuti, i cosiddetti podcast, di raggiungere gli utenti quando non possono guardare uno schermo».

Qual è la situazione del programmatic audio in Italia, a confronto con quella di altri Paesi europei?

«Siamo ai primi vagiti. Oggi in Italia è possibile acquistare in programmatic o anche in semplice private deal solo da Spotify e dalle radio commercializzate da Mediamond. Le altre radio stanno studiando e capendo come introdurre nella loro offerta la commercializzazione dell’inventory digitale ma questo significa un’evoluzione del modello commerciale di non facile implementazione. Negli altri Paesi europei la situazione è più felice perché i grandi editori radiofonici hanno colto da tempo le opportunità offerte dal digital audio e implementato di conseguenza i modelli di business adeguati, con buona soddisfazione di editori, concessionarie, agenzie ed investitori».

Che livello di interesse c’è tra aziende ed editori rispetto al programmatic audio in Italia?

«L’interesse è elevato, soprattutto lato domanda e le recenti attivazioni di piattaforme DSP verso il digital audio testimoniano questa attenzione. Noi stessi riceviamo costantemente richieste da centri media e agenzie di pianificazioni disponibili ma siamo costretti a rimandare la palla al mittente fino a che gli editori non adotteranno ad server e produrranno podcast».

Qualche mese fa avete lanciato Spot+, una soluzione all’avanguardia…

«Spot+ è la soluzione nata per permettere alle concessionarie delle radio di poter vendere la loro audience integralmente in conformità all’indagine degli ascolti di TER (Tavolo Editori Radio) ma con la possibilità di “supervalorizzare” solo la quota parte di audience digitale applicando le caratteristiche proprie del digitale citate sopra. Siamo fiduciosi che Spot+ sarà sempre più utilizzato via via che gli editori apriranno al programmatic la loro inventory».

Come sta performando quest’anno DigitalMDE?

«Il nostro business sta naturalmente risentendo di questi ritardi nell’adozione delle tecnologie digitali e nei conseguenti modelli di business. Siamo però convinti di essere molto vicini ad una forte accelerazione, grazie alle sempre più frequenti discussioni degli editori radiofonici italiani su Radioplayer, di cui auspichiamo una rapida adozione».

Ci sono delle novità a cui state lavorando?

«Subendo il programmatic i ritardi di adozione di cui sopra, ci siamo concentrati su altri due temi per noi molto importanti, creando due progetti paralleli: la produzione di podcast e branded podcast originali sulla scia dell’enorme successo che stanno avendo ovunque nel mondo e la creazione di un’offerta strutturata e completa per la presenza dei brand su smart speakers e voice assistant. Entrambi questi progetti saranno presentati al mercato dopo l’estate».

AppNexus arricchisce l’offerta con le inventory audio e video di SoundCloud

Grazie a un accordo appena siglato tra SoundCloud e AppNexus, gli spazi pubblicitari audio e video del servizio di streaming musicale saranno acquistabili in programmatic attraverso la piattaforma ad tech.

Le aziende potranno avere accesso a pre-roll da 15 e 30 secondi e a posizionamenti in-feed audio e video, sia in real-time bidding sul mercato aperto, sia attraverso accordi privati. Naturalmente, le inventory di Soundcloud saranno targettizzabili, secondo parametri demografici, comportamentali e contestuali, ad esempio selezionando età, sesso, localizzazione geografica e dispositivo utilizzato.

“Questo consentirà alle aziende di raggiungere utenti con particolari abitudini, affinità musicali e gusti allineati a quelli del proprio target ed entrare in contatto con loro nel momento ideale e in qualsiasi luogo si trovino, il che, considerando che il 90% del pubblico di Soundcloud è mobile, è con ogni probabilità in giro”, spiegano le società in una nota.

L’offerta di SoundCloud supportata da pubblicità è disponibile in nove Paesi e, con oltre 180 milioni di tracce disponibili, il servizio rappresenta una delle maggiori piattaforme audio aperte presenti sul mercato. Oltre il 60% del suo pubblico è composto da millennials.

L’accordo rafforza la presenza di AppNexus nel comparto pubblicitario audio e video. Due mondi sempre più popolari tra i consumatori e sempre più presenti nelle strategie media delle aziende: la spesa su spazi audio e video transata attraverso il marketplace della società è aumentata ad aprile rispettivamente del 65% e del 133% anno su anno.

La pubblicità Audio batterà il Video nelle strategie delle aziende?

Tra pubblicità Audio e Video è battaglia o i due media sono complementari? Se lo chiede

Audio vs. Video

Il digital audio è uno dei media “hot” del momento e, nonostante la pubblicità video continui a farla da padrone negli investimenti delle aziende, gli spot “audio-only” sono in piena crescita, sia nelle strategie di marketing che a livello di prodotti e tecnologie a supporto. Quest’anno la competenza tra i due canali è forte, ma è giusto dire che l’uno sfida l’altro, o piuttosto si tratta di due strumenti complementari per dialogare con gli utenti? E’ la domanda che si pone Marco Bertozzi, Vice-President ed Head of Sales di Spotify EMEA. Leggi di più su Campaign.

Dati e privacy, oggi gli utenti sono più consapevoli

Con la GDPR alle porte, “dati” e “privacy” sono due temi particolarmente presenti nelle discussioni interne delle aziende. Ma cosa ne pensano, oggi, gli utenti della rete? Una ricerca condotta dalla DMA in UK ha evidenziato che, rispetto a qualche anno fa, l’attitudine delle persone nei confronti di questi due argomenti è profondamente cambiata, rivelando una maggiore consapevolezza non solo dei rischi ma anche dei potenziali benefici derivanti dalla cessione dei propri dati. Leggi di più su WARC.

EBay, 2018 all’insegna di AI, realtà aumentata e dati

EBay punta sulla tecnologia. La socierà di ecommerce lancerà nel corso di quest’anno una serie di prodotti di realtà aumentata per rendere l’acquisto e la vendita di oggetti sul suo sito più coinvolgente, e starebbe valutando anche la possibilità di avviare un programma di crediti per i venditori per incoraggiarli a investire sulla piattaforma. Strategici saranno anche intelligenza artificiale e dati, per personalizzare quello che l’utente vede nell’home page sulla base dei suoi gusti e preferenze. Leggi di più su Bloomberg.

Nasce Spotify Ad Studio, la nuova piattaforma self-service per le campagne audio sull’app

Spotify punta sulla pubblicità audio con una novità: l’apertura di una nuova piattafoma per l’acquisto di pubblicità audio in modalità self-service.

Si chiama Spotify Ad Studio ed è attualmente in beta test negli Stati Uniti. Come spiega un blog post di Spotify, la piattaforma nasce con l’obiettivo di “rendere più facile che mai per le aziende raggiungere il giusto consumatore nel giusto momento”, attraverso strumenti per la creazione e gestione di campagne audio con budget flessibili, adatti anche ad imprese medie e piccole.

Ecco come funziona: per creare uno spot basterà caricare sulla piattaforma uno script e scegliere un sottofondo. A questo punto, Spotify Ad Studio assemblerà un annuncio completo. Sullo strumento sarà possibile anche caricare campagne già create. Ad Studio consentirà inoltre di mettere a punto il targeting dell’annuncio, sulla base di variabili come età, genere, localizzazione, attività e gusti musicali, e di decidere il canale di veicolazione della campagna (mobile, desktop o entrambi), la sua durata e il budget. Una volta partita la campagna, sarà possibile tracciarne i risultati.

«Con il lancio di oggi, continuiamo il nostro viaggio verso la realizzazione di una piattaforma pubblicitaria full-scale, che consenta agli inserzionisti di creare, targettizzare, ottimizzare e misurare il mezzo che produce risultati di business – commenta Khurrum Malik, global director of monetization product marketing di Spotify -. Il beta pubblico di Spotify Ad Studio è davvero la prima piattaforma pubblicitaria self-service che consente alle PMI di creare facilmente un annuncio audio in pochi minuti».

Adobe Advertising Cloud apre alla pubblicità Digital Audio, con Rubicon Project

Presto sarà possibile acquistare pubblicità digital audio su Adobe Advertising Cloud.

La società ha annunciato che espanderà la sua offerta pubblicitaria cross-canale con formati audio digitali disponibili per desktop e mobile, che saranno acquistabili grazie a un accordo con Rubicon Project.

I nuovi formati disponibili saranno perfettamente integrati all’interno dell’offerta di Adobe Advertising Cloud e le aziende potranno centralizzare attraverso la piattaforma sia il targeting che la reportistica degli annunci sui vari device, nonché erogare messaggi sequenziali su differenti formati, ad esempio un annuncio audio seguito da uno video.

Inoltre, grazie all’integrazione della piattaforma con Adobe Analytics Cloud sarà possibile aggiungere dati di prima o terza parte per targettizzare segmenti di pubblico in base a informazioni comportamentali, demografiche o geografiche.

Il boom pubblicitario dei podcast, un mezzo che sperimenta nuovi metodi di acquisto adv

Podcast, un canale sempre più usato dalle aziende per comunicare con gli utenti.

Uno studio di IAB US e PricewaterhouseCoopers ha evidenziato che in USA la spesa pubblicitaria su podcast ha raggiunto i 220 milioni di dollari quest’anno, con un aumento dell’85% sul 2016. Solo due anni fa, il valore di questo mercato ammontava a 69 milioni di dollari.

Tradizionalmente più volto al direct response, il mezzo è sempre più utilizzato anche per campagne di brand awareness.

E anche se gli inserzionisti continuano a preferire annunci tradizionali, letti dagli speaker e capaci intrinsecamente di creare una connessione più autentica e intima con l’ascoltatore, anche la dynamic ad insertion, automatizzata e targettizzabile, è in piena crescita come metodo di acquisto pubblicitario. La metodologia, vicina al Programmatic, fa particolarmente gola agli inserzionisti in quanto consente di sfruttare al meglio da un punto di vista pubblicitario il contatto one-to-one che il podcast riesce a instaurare col singolo utente. La spesa pubblicitaria su podcast tramite dynamic ad insertion è aumentata del 51% anno su anno ed ora copre il 41% dell’intera torta.

L’aumento degli investimenti su un canale come il podcast non è un’assoluta sopresa. Il mercato infatti sta sempre più volgendo l’attenzione a mezzi audio come la radio, capaci di instaurare una relazione intima e fidelizzata con gli ascoltatori e di garantire alti tassi di “audibility”.

E già diverse società si stanno muovendo verso un approccio ad tech più sistematico a questi canali: da Spotify, che da tempo ha messo a punto un’offerta pubblicitaria in Programmatic Audio, inizialmente solo privata e recentemente ampliata anche all’open market; a Mediamond, che ha creato un ad exchange ad hoc per la pubblicità audio digitale, MAX; a Blue 449, che ha avviato un nuovo approccio alla pubblicità “sonora” in grado di superare le distinzioni tra on e offline, e grazie al quale poter applicare al meglio il Programmatic al mezzo radiofonico.

E, mentre all’estero vengono messe a punto DMP specificamente pensate per i canali “sonori”, in Italia sono già pronti i primi casi di campagne in Programmatic Audio, come quella di OMG con Spotify e Rubicon Project.