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Le creatività audio dinamiche arrivano su Pandora

Attraverso una collaborazione con A Million Ads, fornitore di creatività audio dinamiche e personalizzate, Pandora potrà fornire strumenti pubblicitari in tempo reale all’interno del suo marketplace musicale.

Utilizzando una vasta gamma di dati sui consumi e demografici degli ascoltatori, il servizio di radio online e a la società ad-tech, si legge in una nota, offriranno ai marketer due nuove soluzioni per raggiungere gli 81 milioni di ascoltatori attivi di Pandora.

La prima implica creatività in scala in tempo reale: annunci audio personalizzati saranno erogati agli utenti sulla base di caratteristiche quali sesso, età, codice di avviamento postale, attraverso un singolo tag. Le inserzioni prenderanno anche in considerazione variabili come la posizione, l’ora del giorno e il meteo, consentendo ai marchi di creare migliaia di versioni di un annuncio audio.

La seconda soluzione consiste in messaggi sequenziali e targeting. Gli inserzionisti saranno in grado di attirare l’attenzione dell’ascoltatore raccontando nel tempo una storia con pubblicità sequenziali mirate, che offrono in successione nuove informazioni sul marchio o sul prodotto. Secondo quanto comunicato da Pandora, la ricerche hanno dimostrato che le campagne che illustrano la storia di un marchio prima di chiedere agli utenti di fare un acquisto sono più efficaci di quelle che si concentrano immediatamente sulle azioni dei consumatori.

“La grande mole di dati a nostra disposizione in combinazione i prodotti di A Million Ads ci danno un’ulteriore opportunità per aiutare gli inserzionisti a sbloccare il potere dell’audio”, John Trimble, Chief revenue officer di Pandora.

Programmatic audio, streaming musicale e podcast i preferiti da marketer ed editori

Benché, da una parte, l’adozione della pubblicità audio digitale si trovi ancora nelle fasi iniziali, le ricerche dimostrano che gli ascoltatori di musica online sono già numerosi, si contano, infatti, circa 68 milioni di utenti nel mondo.

Secondo uno studio rilasciato in giugno da Advertising Age, The Trade Desk e Advantage Business Research, i professionisti marketing e media americani (ne sono stati intervistati 532), nel mese di giugno hanno dichiarato che il 7% del loro budget, o inventario nel caso degli editori, è attualmente stanziato per il digital audio, entro metà 2017, invece, allocheranno in media l’11,6%.

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Il rapporto suggerisce, inoltre, che questi denari sono stati investiti principalmente in servizi di streaming musicale e podcast attraverso l’acquisto in Programmatic. Non è un caso, infatti, che il leader dell’industria Spotify abbia rilasciato globalmente un’offerta di compravendita automatizzata di pubblicità per i suoi partner la scorsa estate.

Secondo lo stesso studio, la maggioranza (67,5%) dei rispondenti negli Stati Uniti ha dichiarato di essere interessato ai servizi di streaming musicale quando si considera l’acquisto programmatico, seguiti dai podcast (41,7%) e canali musicali mono-genere (37,4%).

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