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Xandr, ricavi a +14,8% nel primo trimestre grazie all’addressable tv

Trimestre in crescita per Xandr: tra gennaio e marzo 2020 la divisione specializzata in ad tech di At&t ha visto i suoi ricavi operativi crescere di 63 milioni di dollari a 489 milioni, grazie soprattutto al business americano degli annunci mirati (addressable tv).

A contribuire alla crescita delle entrate, salite in percentuale del 14,8% anno su anno, è stato anche il nuovo formato “pause ads”, lanciato lo scorso gennaio al CES, e favorito dalla crescita del consumo di video on demand con tanta gente in tutto il mondo costretta a trascorrere molto tempo a casa già a marzo.

In più, dallo scorso febbraio, Disney, Warner Media e AMC Network stanno usando la piattaforma programmatica Xandr Invest per le loro campagne anche sulla tv lineare. Una possibilità a cui altri investitori potranno accedere già entro la fine del mese.

La buona performance di Xandr non è stata tuttavia sufficiente a evitare al business pubblicitario di AT&T di chiudere il trimestre con un pesante segno meno, pari al 13%. A pesare sono state in particolare le entrate mancanti legate ai grandi eventi sportivi, cancellati o spostati a causa del coronavirus.

Xandr cresce nel terzo trimestre 2019: ricavi a +13,3%

Xandr continua a trainare le performance pubblicitarie di AT&T.

La terza trimestrale della telco americana mostra un aumento del fatturato pubblicitario complessivo dell’1,2%, a 1,5 miliardi di dollari. Per quanto riguarda Xandr, la divisione ad tech della telco di cui fa parte anche AppNexus, i ricavi sono aumentati di un robusto 13,3% a 504 milioni di dollari.

Considerando il periodo gennaio-settembre 2019, i ricavi di Xandr sono aumentati del 20% a 1,4 miliardi di dollari, rispetto agli 1,2 miliardi di un anno fa.

Un vero e proprio traino, considerando che i ricavi adv di Turner TV, da cui attualmente viene la maggior parte del business pubblicitario di AT&T, hanno visto un calo del 3% a 913 milioni di dollari. Un anno fa la cifra era di 944 milioni. Complessivamente il fatturato di Turner nel Q3 ha visto un piccolo aumento dello 0.6% a 3 miliardi di dollari, grazie a una crescita degli abbonamenti negli USA e da buone performance a livello internazionale.

Xandr, accordo con Comscore per la misurazione della pubblicità addressable

Comscore e Xandr hanno annunciato di aver stretto un accordo che vedrà la società di misurazioni il partner di riferimento del braccio ad tech di AT&T per la misurazione della sua offerta adv addressable.

Grazie all’accordo, spiegano le due società in un comunicato congiunto, gli inserzionisti potranno fare affidamento a una valutazione esterna affidabile dell’offerta di video addressable di Xandr, per migliorare le performance delle campagne e dunque il proprio ROI.

Supportata dai dati proprietari della telco AT&T, l’offerta addressable di Xandr combina le informazioni contenute nei decoder con i dati anonimi degli abbonati, creando segmenti di consumatori altamente targettizzati, da utilizzare per pianificazioni live e in differita.

«Siamo entusiasti di avere Comscore come partner per le misurazioni addressable. Abbiamo fatto affidamento su di lei per le misurazioni addressable del nostro Directv per oltre 5 anni e non vediamo l’ora di estendere [la collaborazione] all’offerta più ampia. Con i suoi anni di esperienza nella misurazione della pubblicità addressable, Comscore rappresenta un riferimento affidabile per gli inserzionisti», ha dichiarato Dan Rosenfeld, VP of Data Strategy di Xandr.

«La pubblicità addressable è stata vista per decenni come il sacro Graal del mercato, ma è stata frenata dalle sue possibilità di scalabilità – ha aggiunto Scott Worthem, senior vice president, strategic partnerships di Comscore -. Siamo entusiasti di collaborare con Xandr su questa soluzione all’avanguardia che renderà più facile per i brand sbloccare il valore dell’addressable».

Ecco quanto l’acquisizione di AppNexus sta fruttando ad AT&T

Cresce il Programmatic in casa AT&T. Secondo i dati dell’ultima trimestrale del colosso telco americano, i ricavi provenienti da pubblicità in programmatic e su addressable tv sono aumentati del 24% a 484 milioni di dollari.

La maggior parte di questa crescita sarebbe dovuta all’acquisizione di AppNexus, annunciata a giugno dell’anno scorso e senza la quale la stessa voce avrebbe visto un incremento (solo) del 4,1%. A conti fatti, questo suggerirebbe che AppNexus abbia contribuito portando nelle casse di AT&T ben 77 milioni di dollari nel secondo trimestre. Complessivamente, i ricavi della telco hanno raggiunto nei tre mesi i 45 miliardi di dollari, rispetto ai 39 miliardi di un anno fa (+15,3%), una performance trainata in gran parte dall’acquisizione di Time Warner.

Intanto, la società sta mettendo a frutto l’acquisizione di AppNexus anche da un punto di vista tecnologico. A giugno Xandr, la divisione ad tech di AT&T, ha lanciato una nuova DSP, Invest, costruita proprio sulla tecnologia AppNexus. La piattaforma consente ai brand di acquistare inventory non solo dall’exchange di AppNexus, ma anche dal marketplace video di Xandr, Community, che include spazi di property premium come CNN, Warner Bros., Vice e Hearst Magazine. Il tutto potendo sfruttare i dati deterministici di proprietà di AT&T, provenienti da rapporti diretti con 170 milioni di clienti.

Un bacino di insight per lo più legato al mercato USA (dove AT&T è tra i principali operatori di telefonia e intrattenimento), ma che la società conta di espandere presto anche in Europa, come testimoniano le 60 posizioni di Xandr aperte tra UK, Italia, Francia, Germania e Spagna. Nelle intenzioni dell’operatore c’è quella di costruire una nuova offerta di dati, e non a caso, la maggior parte dei professionisti che sta cercando sono relativi alle aree vendite, marketing e partnership (in Italia si ricercano un Solution Consultant e una figura nell’area Sales).

Xandr punta ad espandersi in Europa. Ecco con quali obiettivi

Dopo gli Stati Uniti, l’Europa. AT&T, e il suo braccio ad tech Xandr, hanno piani ambiziosi di sviluppo nel Vecchio Continente, come rivelano annunci per ben 60 nuove posizioni tra UK, Italia, Francia, Germania e Spagna.

In Europa, dove AT&T non è operativa con i suoi servizi di telefonia e intrattenimento, la società non possiede l’ampio e prezioso bacino di insight sugli abbonati che invece è la sua grande forza nel mercato americano. Per questo, ha necessità di costruire una nuova offerta di dati, e non a caso, la maggior parte dei professionisti che sta cercando sono relativi alle aree vendite, marketing e partnership (in Italia si ricercano un Solution Consultant e una figura nell’area Sales, come abbiamo scritto in questo articolo).

La roadmap, secondo quanto riporta un’intervista di Digiday al CMO di Xandr Kirk McDonald, sarebbe quella di costruire questo nuovo bacino di insight sia attraverso l’acquisizione di dati che attraverso partnership con editori e broadcaster. In particolare, quello delle partnership è un modello che Xandr ha già messo a punto negli USA, dove attraverso il suo marketplace video Community mette a disposizione degli inserzionisti non solo inventory di proprietà di AT&T (il network Warner Media) ma anche spazi di editori “esterni” come Vice e Tubi, accessibili grazie alla sua nuova DSP Invest (evoluzione di AppNexus).

Nelle intenzioni di Xandr, ci sarebbe quella di replicare questo modello in Europa, portando a bordo di Community editori locali. Questi non dovranno necessariamente condividere i loro dati per vendere gli spazi sul marketplace, ma nel caso in cui lo faranno – e i loro insight verranno incrociati coi dati deterministici di Xandr -, avranno la possibilità di attirare un maggior numero di inserzionisti offrendo un targeting più raffinato.

Gli accordi sul fronte dati, inoltre, ha specificato Kirk McDonald, non saranno paneuropei, ma relativi a specifici mercati. La società sarebbe in particolare interessata all’acquisizione di dati deterministici in pacchetti diversi rispetto ai tradizionali set di dati comportamentali e di posizione. Il manager non ha rivelato i nomi delle società con cui Xandr è attualmente in contatto.

Xandr lancia la nuova DSP Invest, costruita sulla tecnologia AppNexus

Dalla tecnologia di AppNexus, nasce una nuova piattaforma lato acquisto (DSP) in seno all’offerta di Xandr, la divisione ad tech di AT&T.

Si chiama Xandr Invest e consente ai brand di acquistare inventory non solo dall’attuale exchange di AppNexus, ma anche dal marketplace video di Xandr, Community, che include spazi di property premium come CNN, Warner Bros., Vice e Hearst Magazine. Il tutto potendo sfruttare i dati deterministici di proprietà di AT&T, provenienti da rapporti diretti con 170 milioni di clienti.

Una novità che arriva dopo una serie di investimenti sull’offerta demand-side, come spiega Michael Rubenstein, Presidente di AppNexus: «Xandr Invest offre una combinazione dei nostri insight esclusivi sui consumatori e di contenuti, sorretti da una tecnologia incredibilmente potente. Abbiamo portato sul mercato una piattaforma che non solo incontra i bisogni attuali degli inserzionisti, ma consente loro di prepararsi al meglio al futuro della pubblicità, che vedrà una sempre maggiore convergenza tra digital e tv».

Attualmente, l’offerta di Xandr Invest include tv tradizionale, OTT, mobile, video digitale, audio, native e display a livello globale. Un’offerta omnichannel, in cui avrà grande importanza il video, attualmente un canale in grande crescita nell’offerta Xandr: secondo dati rilasciati dalla stessa società, gli acquisti di pubblicità video, OTT inclusi, effettuati attraverso la DSP della società vedranno nel 2019 una crescita a doppia cifra anno su anno. E proprio per capitalizzare sulle buone performance di questo mezzo, nel futuro l’offerta di Xandr Invest incorporerà sempre più strumenti e servizi volti alla convergenza tra strategie digitali e televisive, anche con specifici prodotti dedicati agli acquisti su TV tradizionale.

La nuova DSP, costruita sulla tecnologia AppNexus, avrà un’interfaccia rinnovata, ed inoltre consentirà alle aziende di prenotare in maniera automatizzata l’accesso alle inventory attraverso un’apposita offerta in programmatic guaranteed.

Secondo quanto riporta la testata The Drum, citando il vice-president of product management di Xandr Suzanne O’Kelley, Invest e la precedente DSP di AppNexus lavoreranno fianco a fianco fino a che tutti i clienti non migreranno sulla nuova piattaforma.

AppNexus rafforza l’organico in Europa: 60 posizioni aperte

AppNexus vuole rafforzarsi in Europa: la società specializzata in programmatic ha annunciato di aver aperto una ricerca finalizzata al reclutamento di 60 nuovi professionisti in tutto il continente. Le posizioni aperto riguardano le sedi di Regno Unito, Francia, Germania, Spagna e Italia.

AppNexus, acquisita da AT&T nel 2018 e ora parte della sua divisione dedicata all’ad tech, Xandr, si sta espandendo attraverso servizi, attività commerciali e una serie di altri team funzionali. Questo ulteriore investimento mira a promuovere la crescita della sua attività nell’area EMEA, nonché a potenziare il supporto e la copertura dei clienti e a diversificare le offerte, tra cui spiccano il media trading in programmatic e gli strumenti avanzati di analisi e intelligenza artificiale.

Martin Sorrell: «Dalle agenzie i clienti vogliono velocità»

Oggi nella nostra rassegna parliamo di Carat, Turner e del rapporto tra clienti e agenzie secondo Martin Sorrell.

Sorrell: «I clienti dalle agenzie vogliono velocità»

«Quando chiedi [ai grandi clienti] qual è il loro più grande problema, essi dicono la mancanza di velocità. I clienti dicono questo anche delle agenzie. Sono troppo lente. Anche le agenzie più piccole e indipendenti non agiscono alla velocità che vogliono i clienti. Il principale valore sta nella rapidità». A dirlo è Martin Sorrell, ex boss di Wpp e ora executive chairman di S4 Capital, che in occasione del CES di Las Vegas ha fatto il punto su alcune nuove tendenze del mercato digitale, tra cui il rapporto tra brand e agenzie. «Ma anche i clienti devono cambiare le loro strutture – ha aggiunto -. E’ giusto fare pressione [sulle agenzie] per cambiare, ma anche [le aziende] devono farlo. Esse soffrono delle lungaggini delle loro procedure interne. Queste aziende non si muovono esattamente alla velocità della luce». Leggi di più su AdExchanger.

Carat nomina il suo primo chief intelligence officer globale

Carat ha annunciato la nomina di Fabrice Otaño a primo chief intelligence officer globale. Il manager, proveniente da AccorHotels dove era senior vice-president e chief data officer, si occuperà di guidare il braccio di intelligence dell’agenzia media, composto dalla piattaforma dati people-based M1 e da più di 4500 specialisti di data science, analytics e tecnologia. Riporterà al presidente globale di Carat, Christine Removille. Leggi di più su Campaign.

Turner attiverà i dati proprietari di AT&T

Sei mesi dopo aver completato l’acquisizione di Time Warner, e tre mesi dopo il lancio ufficiale della unit ad tech Xandr, AT&T ufficializza nuove opportunità pubblicitarie nate dall’unione dei due che vedranno la luce quest’anno. Tra queste, una delle principali è il fatto che Turner potrà ora godere dei dati di prima parte provenienti dai 40 milioni di set-top box di AT&T, che potrà utilizzare per migliorare il targeting e l’attribuzione della propria offerta pubblicitaria su digital e tv lineare. Leggi di più su MediaPost.

Il ruolo di AppNexus all’interno di Xandr, la divisione ad tech di AT&T

Il futuro di AppNexus all’interno di Xandr, la unit ad tech di AT&T? Non sarà quello di una piattaforma video, anzi.

In occasione di un recente incontro con gli investitori, il CEO di Xandr Brian Lesser ha fatto luce su quello che sarà il ruolo della società ad tech acquisita a giugno dalla telco americana: un ruolo preciso e importante, che andrà ad ampliare le aree di operatività della divisione.

Il manager ha infatti sottolineato che, oltre al business televisivo in aumento – la piattaforma tv gestita da Xandr è cresciuta del 22% anno su anno nel Q3, trainata da addressable e prodotti data-driven – la società nel 2019 sarà molto coinvolta anche nell’implementazione di pubblicità digital, per cui sarà fondamentale l’apporto di AppNexus.

Le due linee di business, tv e web, sono ora ufficialmente connesse: «Abbiamo unito una società molto forte nelle vendite media con la più robusta piattaforma pubblicitaria – ha spiegato Lesser -. Il nostro business di media sales completa quello della piattaforma tecnologica, nel senso che tutti gli editori che con cui già lavoriamo possono ora avere accesso ad ancora più domanda, associando la loro inventory di alta qualità ad ottimi contenuti per ottenere risultati eccellenti».

Ma non è solo questione di ampliamento dell’offerta media. Lesser ha aggiunto che la piattaforma digitale di AppNexus contribuirà anche a rendere l’operatività di Xandr più efficiente nell’individuazione delle audience, nell’erogazione delle campagne e nell’innovazione di formati e sistemi di misurazione.

AppNexus traina la crescita di Xandr, la unit ad tech di AT&T

Parte col piede giusto Xandr, la neonata unit ad tech di AT&T.

Il fatturato pubblicitario della divisione – che al suo interno comprende anche AppNexus dopo l’acquisizione di quest’ultima da parte di AT&T – è cresciuta del 34% anno su anno. Escluso il business di AppNexus, il dato è comunque in aumento del 22%.

Che AppNexus abbia contribuito e continuerà a contribuire in maniera sensibile al business di Xandr è convinto anche il CFO di AT&T John Stephens, il quale ha dichiarato che la piattaforma, combinata con l’inventory video di AT&T e con altri «significativi spazi pubblicitari», aiuterà a far crescere il business pubblicitario della compagnia. «A lungo termine, se utilizzeremo queste capacità, potremo fornire una enorme flessibilità alla nostra base clienti su tv lineare, DirecTV Now, OTT e trasferirla anche sul mondo wireless e su altre aree», ha aggiunto il manager.

E in effetti, il colosso telco americano ha grandi piani per Xandr. La società punta infatti a combinare i dati dei suoi 170 milioni di abbonati con i contenuti di WarnerMedia (anch’essi un asset di AT&T), generando così più pubblicità targettizzata e in ultima istanza maggiori ricavi adv. In questo disegno, il prossimo passo per Xandr sarà quello di mettere in piedi la propria base di partner, siglando accordi con varie società televisive.

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