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TripAdvisor lancia una API di marketing per i proprietari di ristoranti

Dopo aver comunicato di voler avviare la sua trasformazione da semplice sito di recensioni di viaggi a piattaforma social per utenti, influencer, editori e brand, TripAdvisor annuncia adesso il lancio di una nuova API di marketing e il primo partner della piattaforma: MomentFeed, società specializzata nella gestione della consumer experience mobile per brand multi-location.

Attraverso la nuova API di TripAdvisor, MomentFeed potrà vendere il formato pubblicitario sponsorizzato TripAdvisor Ads ai propri clienti, consentendo loro di monitorare e gestire la soluzione adv direttamente attraverso la piattaforma della società.

“Sfruttando la nuova API di TripAdvisor, rivenditori, agenzie e partner come MomentFeed potranno consentire ai ristoranti di tutte le dimensioni di gestire facilmente i loro investimenti di marketing e attirare più clienti. In più, l’API semplifica gli acquisti di gruppo per le aziende che hanno più sedi, introducendo opzioni di pagamento più flessibili per TripAdvisor Premium e TripAdvisor Ads, e permette a chi ha sottoscritto TripAdvisor Ads di darne la gestione esternamente“, spiega TripAdvisor in una nota.

TripAdvisor Premium è un programma che consente ai proprietari di ristoranti di mostrare più in risalto i loro esercizi ai potenziali clienti. Gli iscritti possono ottimizzare la loro presenza sulla piattaforma mettendo in evidenza le loro foto e review migliori tramite Storyboard, una presentazione visiva dinamica che appare in cima alla lista di ristoranti. I proprietari possono anche condividere pubblicamente i tre principali motivi per cui i potenziali clienti dovrebbero scegliere il loro ristorante.

I TripAdvisor Ads sono invece dei formati targettizzati che consentono ai ristoranti di essere scoperti dai locali e dai viaggatori che cercano attivamente un posto dove mangiare. La targettizzazione avviene sulla base delle loro ricerche, includendo anche categorie come il prezzo medio dei pasti, il tipo di cucina e l’occasione del pasto (colazione, pranzo o cena). Gli utenti vedranno questi annunci al primo posto della categoria di ristoranti rilevanti sulla piattaforma, e in cima ai risultati delle loro ricerche. Il pagamento dell’annuncio è su base cost-per-click.

«Da quando abbiamo lanciato TripAdvisor Premium nel 2016, abbiamo lavorato per fornire ai proprietari di ristoranti una suite di strumenti di marketing online facile da usare – spiega Bertrand Jelensperger, Senior Vice President di TripAdvisor Restaurants -. Siamo entusiasti di collaborare con aziende come MomentFeed e di rendere scalabile il mod0 in cui offriamo i prodotti TripAdvisor Premium e TripAdvisor Ads per aiutare i ritoranti indipendenti e multi-location a raggiungere meglio gli oltre 200 milioni di utenti locali e viaggiatori che ogni mese cercano su TripAdvisor un posto dove andare a mangiare».

Snapchat lancia ufficialmente l’API e apre a tutti gli sviluppatori

Era ottobre 2016 quanto Snapchat annunciava la nascita della sua Marketing API. La piattaforma, che consente a terze parti di vendere l’inventario del social utilizzando algoritmi per l’offerta automatizzata, a quel tempo era stata messa a disposizione solo di un ristretto numero di società tecnologiche presenti nello Snapchat Partners Program.

Adesso, a quasi un anno e mezzo di distanza, il social network del fantasmino apre la piattaforma a tutti gli operatori, grandi e piccoli, a livello globale. Agenzie, aziende o partner tecnologici potranno sfruttare l’API per automatizzare i loro acquisti pubblicitari sul social o per costruire o vendere strumenti dedicati agli advertiser.

«Abbiamo ascoltato molto gli sviluppatori terzi nel corso del passaggio dei prodotti pubblicitari di Snapchat alla nostra piattaforma self-service. Oggi apriamo la nostra Marketing API per offrire a tutti gli sviluppatori gli strumenti per mettere in piedi le soluzioni pubblicitarie di Snapchat più performanti per loro e i loro clienti», commenta James Borow, Director of Revenue Programs di Snap.

La piattaforma consente di raggiungere una reach potenziale di oltre 180 milioni di utenti al giorno su mobile a livello mondiale, e 60 milioni in Europa.

Il social network sta spingendo molto l’acceleratore sulla sua offerta pubblicitaria automatizzata. Dopo una precisa strategia di migrazione della vendita delle Snap Ads a modelli di aste automatizzate, nell’ultimo trimestre del 2017 la pubblicità transata in programmatic sulla piattaforma è arrivata a coprire oltre il 90% degli annunci, trainando le performance adv della società. Il numero di campagne erogate sull’app è cresciuto di 4 volte rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre il prezzo per impression è sceso del 25%.

Amazon rilascia una nuova API per gli annunci self-serve

È in fase di test la nuova Application Programming Interface per Amazon Marketing Services, la parte dell’attività pubblicitaria di Amazon che comprende gli annunci self-service, inclusa la piattaforma di search a pagamento.

Questa particolare API, che si aggiunge a quella già esistente per i prodotti sponsorizzati riservati ai venditori, è dedicata ai marchi e permette di gestire in maniera automatizzata le campagne pubblicitarie fornendo i relativi strumenti di reportistica. La società, riporta Digiday, ha fatto sapere che l’obiettivo è ottenere un’offerta più completa, con una soluzione che gli inserzionisti possono utilizzare in autonomia e in maniera personalizzata.

L’API, al momento in versione beta e disponibile all’intero mercato all’inizio del prossimo anno, riguarda i prodotti sponsorizzati Amazon Sponsored Products, gli annunci search che consentono alle aziende di gestire in programmatic campagne, gruppi pubblicitari, annunci, parole chiave, offerte e budget. Gli strumenti di reportistica inclusi consentono di estrarre i dati di performance per analizzare le vendite e gli investimenti.

Snapchat aggiorna la sua piattaforma pubblicitaria: nuovi partner e un nuovo strumento video

Le soluzioni pubblicitarie che Snapchat ha lanciato da un anno a questa parte sono tante, ma la principale è stata sicuramente la sua API. Il suo debutto lo scorso ottobre si può dire infatti abbia segnato l’entrata definitiva del social nel mercato pubblicitario, con un insieme di strumenti per la vendita automatizzata degli spazi da parte di società terze.

Adesso, a poche settimane dalla sua quotazione (prevista il mese prossimo), Snapchat rilascia una serie di aggiornamenti dell’API, tra cui diverse nuove partnership.

Di fatto, dopo un lungo periodo di beta testing, l’API apre ufficialmente al mercato, con 16 collaborazioni già in essere e l’obiettivo di raggiungere una base utenti ancora più ampia, inclusi brand e agenzie, consentendo ad essi di acquistare pubblicità in maniera diretta attraverso uno strumento completamente self-service.

Oltre alle già esistenti collaborazioni con società esterne, come 4C, Adaptly, Brand Networks e TubeMogul, al parterre di partner si aggiungono adesso anche Kenshoo, Kinetic Social, AdParlor, HyFn, Adglow e Videology, oltre alla società di Omnicom Resolution Media. Altre cinque società, tra cui mParticle, Kochava e LiveRamp, lavoreranno come partner di “audience matching”, per la creazione di campagne lookalike, in cui liste di utenti o di device ID potranno essere caricate nel sistema per targettizzare utenti simili.

Tra le novità annunciate da Snapchat anche l’introduzione di funzioni per i video attraverso una “API creativa” che permetterà a 5 partner di aiutare i clienti nella gestione di contenuti video, assistendo nella produzione e nell’editing dei filmati nell’ottica del raggiungimento di determinati obiettivi di marketing, e fornendo software per la creazione di Snap Ads e altri tipi di contenuti video.

Una strada, quella perseguita da Snapchat sul fronte pubblicitario, che sembra ricalcare la strategia già attuata in passato da Facebook, come fa notare la testata AdAge. Secondo il sito, che riporta il parere di alcuni marketer, il social del fantasmino starebbe copiando il modello di Menlo Park di collaborare con vari partner tecnologici per innovare e spingere le revenue sulla piattaforma. E’ anche vero, d’altro canto, che la piattaforma di Zuckerberg ultimamente ha imitato alcune invenzioni di Snapchat a livello di design di prodotto, come la funzionalità Stories recentemente lanciata (qui il nostro articolo).

Secondo recenti stime di eMarketer, quest’anno il social dovrebbe generare ricavi pubblicitari per 935,5 milioni di dollari, un salto del 155,1% rispetto al 2016. La società ha inoltre stimato che nel 2017 Snapchat catturerà lo 0,4% del mercato pubblicitario digitale globale e lo 0,7% del mercato pubblicitario globale mobile.

Pinterest rafforza l’offerta pubblicitaria con nuovi strumenti di misurazione e targeting

Pinterest rinnova il suo programma pubblicitario aprendo la sua API a 15 ad-tech esterne. L’integrazione dovrebbe permettere ai marchi di veicolare pubblicità più mirata offrendo loro, al contempo, migliori strumenti di reportistica.

Il business pubblicitario del social è decollato più lentamente rispetto a Google, Facebook e Snapchat. E per recuperare, la società ha rilasciato nell’ultimo anno nuove soluzioni per il video e il targeting.

Sul lato misurazioni, Moat sarà il partner incaricato di tracciare la viewability per gli inserzionisti; AppsFlyer, Kochava, Tune, Adjust e Apsalar sono scelti per rafforzare gli strumenti mobile. Proseguono le collaborazioni già siglate con Oracle Data Cloud e Millward Brown Digital, sempre in ambito misurazioni.

Per quanto riguarda l’utenza, Neustar, Krux, mParticle ed Experian sono stati integrati per consentire agli inserzionisti di collegare i propri dati con gli insight di Pinterest ed avviare, così, nuove tattiche di targeting.

Infine, Sprinklr, Adglow, Bidalgo e AdParlor, promuoveranno ai loro clienti le offerte pubblicitarie del sito, mentre Socialbakers opererà nell’area contenuti per i marchi.

Snapchat rilascia la sua API pubblicitaria, per consentire la vendita automatizzata di inventory

Meglio tardi che mai, si potrebbe dire. Snapchat ha rilasciato la sua API pubblicitaria, un insieme di strumenti che permetterà a terze parti di vendere l’inventario del social utilizzando algoritmi per l’offerta automatizzata.

La società era al lavoro sul progetto già dall’inizio dell’anno, aveva poi annunciato in giugno che il lancio dell’application programming interface sarebbe avvenuto nel corso dell’autunno.

Il risultato di questa mossa, spiega Recode, sarà una rapida crescita del business di Snapchat. Il social del fantasmino si appresta a raggiungere il suo obbiettivo di fatturato di 350 milioni di dollari per quest’anno, e molte persone vicine all’azienda credono che il suo giro d’affari potrebbe arrivare al miliardo entro il 2017.

L’automatizzazione della vendita degli annunci e il targeting sempre più granulare dovrebbero fornire a Snapchat la spinta necessaria per essere pronta in vista di un’eventuale, e attesa, IPO.

Snapchat apre l’inventory a vendor esterni con la sua prima API pubblicitaria

Snapchat accelera sulla pubblicità, annunciando il lancio di una advertising API, Snapchat Partners, che renderà possibile per la prima volta la vendita di annunci da parte di società terze.

L’inventory sarà venduta in modalità automatizzata, attraverso un sistema basato su asta, ma gli annunci saranno sempre verificati da Snapchat, per garantire la qualità del servizio. Secondo quanto riporta Adweek, i partner pubblicitari, attraverso i loro software, venderanno la pubblicità video che verrà automaticamente fatturata a Snapchat, dopodiché i venditori raccoglieranno le loro fee.

I partner

A proposito di partner, questi saranno divisi in due grandi gruppi: Ads Partners e Creative Partners. I primi si occuperanno di gestire, per gli inserzionisti, l’acquisto, l’ottimizzazione e la misurazione delle campagne: tra di essi ci sono 4C, Amobee, VaynerMedia, Brand Networks, SocialCode, TubeMogul, Adaptly and Unified.

I Partner Creativi, come dice lo stesso nome, sono società con expertise nel social content ed esperienza con i formati vertical-video di Snapchat: il gruppo include Big Spaceship, The 88, Alldayeveryday, Matte Finish, VaynerMedia, Virtue, Refinery29, BrandLab, Moment Studio, Stun Creative, The Mill, Studio Number One, MediaMonks, Unit9, Contented e Truffle Pig.

Le possibilità per gli inserzionisti

Sempre secondo quanto riporta Adweek, l’inventory premium venduta direttamente da Snapchat ha avuto un costo per mille impression a volte in grado di competere con quello televisivo, ossia nell’intervallo tra i 40 e i 60 dollari. Naturalmente, le aziende si aspettano che sia i video acquistati tramite API che i recenti formati Between Stories siano meno costosi, anche se il loro prezzo potrebbe aumentare in vista di eventi come il Black Friday in cui i trading automatizzati si intensificano.

D’altra parte, secondo quanto stima Snapchat, la maggiore disponibilità dei suoi annunci video porterà indubbi vantaggi ai suoi inserzionisti, dichiarando che i propri formati garantiscono un livello di engagement del consumatore cinque volte più alto del CTR dei principali annunci mobile. Attualmente il social network conta 150 milioni di utenti giornalieri ed è particolarmente diffuso tra i più giovani.

Diverse le aziende che stanno testando la nuova offerta adv del social: tra di loro ci sono Procter & Gamble, Universal Pictures, Paramount Pictures, Verizon e Warner Bros.

Il lancio dell’API è solo la più recente di una serie di mosse che Snapchat ha compiuto per accelerare il suo business pubblicitario. Solo pochi giorni fa la piattaforma ha annunciato l’avvio di nuove collaborazioni con partner terzi per la misurazione dei suoi annunci: Moat e DoubleClick si sono aggiunti ad altre nove società, tra cui Sizmek e Innovid.

Instagram: in autunno targeting con i first party data

Instagram, il social network fotografico acquisito da Facebook nel 2012 per oltre 700 milioni di dollari, si prepara a una netta accelerazione sul fronte degli strumenti pubblicitari a disposizione del mercato.

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Kevin Systrom

Due sono i principali obiettivi dell’azienda guidata da Kevin Systrom: aprire la piattaforma a tutti gli inserzionisti, dopo essersi finora focalizzata sui grandi brand, e introdurre nuove forme di targeting, anche sulla base dell’enorme esperienza accumulata in questo campo dal “fratellone” Facebook.

Il riferimento, in particolare, è alle Custom Audience. Lo ha detto Jim Squires, a capo delle marketing operations di Instagram, in una intervista a emarketer. «Oggi gli inserzionisti su Instagram possono avere solo accesso al genere, all’età e alla localizzazione degli utenti del social», ha spiegato Squires. «Nell’ambito dell’espansione che consentirà a tutti gli inserzionisti di pubblicare annunci sulla piattaforma, introdurremo anche nuove funzionalità di targeting che rispecchieranno ciò che è oggi disponibile su Facebook. Uno dei prodotti sono le Custom Audiences, in cui l’inserzionista mette sul tavolo i propri dati, integrandoli con quelli del social network» per creare «bacini personalizzati di utenza» cui indirizzare le proprie campagne.

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Jim Squires

Attualmente, su Instagram sono disponibili annunci di tipo fotografico, video e il formato multiplo “Carousel”, lanciato a marzo. Queste tipologie di annunci, ha detto Squires «hanno avuto successo , e non cambieranno». In aggiunta, Instagram sta attualmente testando i formati direct response e la possibilità di acquistare annunci in self provisioning attraverso un’Api.

«Abbiamo passato gli ultimi 18 mesi ad mettere a punto la piattaforma per le grandi marche. Il prossimo passo è quello di dare più rilievo alle imprese di ogni dimensione», ha affermato il manager, secondo cui per fare questo, «essere in grado di targettizzare segmenti più limitati di audience e realizzare diversi tipi di obiettivi è essenziale. Vogliamo offrire una soluzione completa che consenta alle aziende di acquistare annunci attraverso interfacce self service e raggiungere gli obiettivi a cui aspirano».

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Amy Cole

Sia gli annunci direct response che l’Api sono attualmente in fase di test con una serie di partner selezionati. Il rilascio a tutti gli inserzionisti è invece previsto nella prima parte dell’autunno, ha detto Squires. Il tutto dovrebbe valere anche per l’Italia, mercato dove attualmente Instagram non opera a livello commerciale ma dove l’offerta adv dovrebbe essere disponibile entro la fine dell’anno, come ha confermato anche Amy Colehead of brand development, EMEA di Instagram, che abbiamo avuto l’occasione di incontrare la scorsa settimana a Milano.

Attulamente, Instagram conta circa 300 milioni di utenti attivi a livello globale, di cui oltre il 70% fuori dagli Stati Uniti. Nel mese di aprile, Audiweb accreditava Instagram di 7 milioni di utenti unici al mese, con 2,5 ore/mese di tempo speso in media.