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Nextplora, accordo con DataScienceLab per supportare DMP e CRM delle aziende

La società di insight management Nextplora annuncia l’accordo con DataScienceLab per il lancio di soluzioni di smart data per le esigenze di CRM, CVM e DMP delle aziende.

Grazie alla collaborazione con il laboratorio di ricerca, e la disponibilità del panel Idee & Opinioni che conta più di 60.000 iscritti, Nextplora è ora in grado di offrire uno strumento per arricchire la conoscenza operativa ed azionabile dei clienti nei database aziendali. La soluzione prevede un set modulare di strumenti e fasi di lavoro, in base agli obiettivi dell’azienda, i suoi sistemi, e la tipologia e quantità di informazioni già presenti in essi: è possibile partire dai numerosi profili già disponibili di Nextplora, integrare una segmentazione proprietaria, applicarla ad un sample di clienti, per estendere queste nuove informazioni di qualità all’intera base clienti.

La società dispone anche dei processi tecnologici che consentono l’azionabilità degli smart data, che impiegano touch point proprietari e che sono integrabili alle piattaforme delle strutture. Con il supporto del suo referente scientifico Furio Camillo, Professore di Statistica aziendale presso il Dipartimento di Scienze Statistiche dell’Università di Bologna, Nextplora ha messo a punto modelli che DataScienceLab può integrare alle customer base con il massimo grado di affidabilità rispetto agli obiettivi di business.

“Siamo entusiasti di questo accordo che ci consente di integrare informazioni ad alto valore aggiunto di cui le aziende non dispongono, per operare al meglio le loro attività di marketing – spiega Andrea Giovenali, Ceo di Nextplora – “Con DataScienceLab possiamo anche rendere azionabile la conoscenza sui consumatori che fino ad oggi abbiamo prodotto e restituito nell’ambito della ricerca di mercato”.

“Siamo molto contenti di questo accordo con Nextplora, che ci dà la possibilità di applicare su larga scala il nostro approccio analitico multidisciplinare all’analisi dei dati per il business. Un approccio fortemente basato sul rigore dell’applicazione del metodo statistico ai fenomeni socio-economici, che però parte e si sviluppa sempre nel contesto applicativo di riferimento. Ciò che rende le nostre soluzioni ai problemi analitici qualcosa di unico perché fortemente adattate al caso dello specifico cliente nel suo bisogno contingente”, aggiunge Valentina Adorno, direttrice tecnica e co-founder di DataScienceLab.

Viewability, l’Italia dimezza la distanza rispetto ai tassi degli altri paesi europei

In Italia il 54% della pubblicità digitale è visibile per più 1 secondo e il 36% supera la soglia dei 5 secondi: a rivelarlo il nuovo Rapporto sulla Viewability e l’efficacia a target delle campagne digital diffuso da Nextplora, agenzia di Insight Management specializzata nella determinazione del ROI di pubblicità e media.

La società che distribuisce in Italia le soluzioni di monitoraggio di DMA Institute – leader in 30 Paesi nell’audit dei media digitali – ha analizzato sul territorio nazionale la Viewability su più di 12 miliardi di impression nel corso del 2016.

Il rapporto mostra come nell’ultimo anno il divario tra i tassi di viewability delle campagne italiane e quello dei principali paesi europei analizzati – >1 sec 59%, >5 sec 41% -, è andato in parte colmandosi, con una differenza ancora di 5 punti, rispetto ai 10 che si erano registrati nel 2015.

Questa differenza dell’Italia con l’estero è più marcata per alcuni formati, mentre per large rectangle e skyscraper il nostro mercato registra una migliore viewability. Nell’ultimo anno è migliorata l’efficacia delle campagne sui principali target group, con una dispersione della pubblicità online sul target adulto 18-54 anni pari solo al 9%, che cresce al 27% se però si considerano solo le fasce più adulte di questa popolazione (30/54 anni).

«Il miglioramento dell’efficacia delle campagne conferma gli sforzi compiuti dagli editori, sia sul piano della viewability, che sugli strumenti di targeting», ha commentato Andrea Giovenali, Ceo di Nextplora, «La sfida dei prossimi mesi sarà quella di elevare la soglia di visibilità sopra i 10”, che per nostra esperienza è il valore oltre il quale il messaggio viene ricordato e la campagna genera effettivi risultati per le aziende».

Giovenali-Nextplora
Andrea Giovenali, Ceo di Nextplora

Nell’ambito delle campagne analizzate del 2016, circa il 2,5% delle impression è stato interessato da fenomeni di frode, come ad esempio il traffico proveniente da paesi esteri a cui la campagna non era indirizzata, o da sistemi automatizzati di generazione o indicizzazione delle pagine, detto anche Not Human Traffic.

«Gli investitori devono sempre garantirsi con informazioni obiettive ed indipendenti che le loro campagne siano almeno allineate a questi risultati in futuro», – ha concluso Giovenali – «e che ciò sia esteso anche ad alcuni grandi operatori della pubblicità online che invece non vogliono aprirsi alla misurazione indipendente, o scelgono da chi farsela condurre».