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Mobile: nuova sede in Spagna per Beintoo

Beintoo prosegue il processo di internazionalizzazione con un’apertura nel mercato spagnolo. A guidare i nuovi uffici di Madrid sarà Patricia Cañada, nuova Sales Director España: il suo compito sarà quello di coordinare i rapporti con gli advertiser e i centri media, posizionando la mobile data company sul mercato e rispondendo a tutte le necessità di formazione e informazione dei clienti.

L’ingresso di Patricia Cañada nel team di Beintoo è strategico per il rafforzamento della società sui mercati esteri. Grazie a un’esperienza decennale in aziende attive nel mercato digital e nella comunicazione come L’Oréal, Condé Nast, Ebuzzing e Teads, dove ha ricoperto l’incarico di Sales Managing Director negli ultimi tre anni, Patricia Cañada metterà a disposizione la sua profonda conoscenza del mercato spagnolo, tra le aree più promettenti in Europa, consentendo a Beintoo di avviare una nuova strategia di crescita e di rafforzare la propria leadership nel settore del mobile advertising.

«La Spagna oggi è un mercato imprescindibile per chi, come noi, lavora nel digital advertising. È infatti uno dei pochi Paesi che, in questi anni, ha registrato investimenti in costante crescita, in particolare sul fronte del mobile che nel 2017 ha registrato un giro d’affari in salita del 43% a 378 milioni di euro. Inoltre, la Spagna è il primo paese al mondo per fruizione di Internet da mobile con una quota stimata intorno all’81%, subito prima dell’Italia al 78% – ha dichiarato Andrea Campana, Ceo di Beintoo. – Il nostro obiettivo è quello di replicare in Spagna i risultati che abbiamo messo a segno in Italia, per rafforzare la nostra posizione di ‘esperti del mobile’ anche sui mercati esteri. La Spagna, infatti, rappresenta solo il primo tassello di una strategia di internazionalizzazione più ampia di Beintoo: stiamo osservando con attenzione diversi mercati, tra cui l’America Latina, e prevediamo di accelerare la nostra crescita internazionale nel corso del 2019».

Beintoo amplia l’offerta con i dati della multinazionale Kochava

Da oggi i dati di Kochava sono disponibili anche in Italia, grazie a un accordo con Beintoo, la mobile data company specializzata nell’offerta di campagne di marketing geocomportamentale.

Grazie a questa collaborazione, Beintoo potrà distribuire in esclusiva nel nostro Paese i dati di Kochava Collective, la piattaforma con cui Kochava, multinazionale attiva nell’ambito dei sistemi di Mobile Attribution e Marketing Analytics, offre dati e tool di targeting.

“Kochava Collective – spiega una nota ufficiale – contiene oltre 2 miliardi di device mobile in tutto il mondo, unendo il set di dati provenienti da Free App Analytics e dati di terze parti. Tali dati includono informazioni come il numero di sessioni giornaliere per app, eventi di iscrizioni/acquisti e dati di geolocalizzazione”.

Beintoo sarà partner strategico della società, e in tale veste avrà l’esclusiva per il mercato italiano dell’utilizzo dei dati anonimi di Kochava Collective che include più di 30 milioni di dispositivi in Italia, grazie al SDK proprietario di Kochava Free App Analytics. Dati che potranno essere utilizzati per intercettare i reali interessi delle audience mobile, basandosi sull’analisi dei loro comportamenti sia online che offline.

Beintoo utilizzerà insight e tecnologia di Kochava Collective per estendere i segmenti della propria DMP mobile BeAudience al fine sia di ottenere ulteriori insight qualitativi, sia di incrementare la copertura da un punto di vista quantitativo.

Per Beintoo si tratta di un importante ampliamento dell’offerta, grazie al quale la società potrà adesso raggiungere oltre il 30% dei device sul territorio italiano e fornire in esclusiva ai suoi clienti italiani una nuova base dati e la creazione di target iperprofilati, grazie anche all’elenco delle applicazioni installate e utilizzate su cui pianificare campagne data driven.

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Andrea Campana

«Grazie alla partnership con Kochava – spiega Andrea Campana, CEO di Beintoo – saremo in grado di duplicare la quantità di device disponibili nella nostra DMP, raggiungendo circa 15 milioni di utenti unici su base mensile. I nostri clienti potranno deliverare campagne pubblicitarie nazionali, locali e iper-locali su un enorme set di utenti mobile caratterizzati da comportamenti e interessi specifici. Kochava ci fornirà inoltre il suo algoritmo per estendere i nostri segmenti di BeAudience e incrementare la portata delle nostre campagne Mobile».

«Non vediamo l’ora di offrire a Beintoo l’accesso a cluster look-alike di qualità, sulla base dei dati che presidiamo su Kochava Collective», aggiunge Charles Manning, CEO di Kochava.

La partnership è stata avviata a inizio 2018 e Beintoo sta già erogando le prime campagne con alcuni clienti dei settori automotive e fashion.

Le audience comportamentali determinano la fine dei target socio-demo? La risposta in uno studio Beintoo

Le audience comportamentali stanno determinando la fine dei target socio-demo? Il tema è stato affrontato da Beintoo in occasione di Iab Forum, nel corso di una tavola rotonda che ha coinvolto Roberto Dragone, Head of Programmatic and Data per Mediamond, Adriana Ripandelli, Chief Operating Officer di Mindshare e Marco Storti, Head of Digital Marketing & Sales di Sky Italia.

Dal confronto sono emersi in particolare vantaggi e nuove sfide in termini di disponibilità, sorgenti, qualità, pricing e strumenti di post valutazione. Un’analisi sul comportamento di acquisto del panel di utenti Beintoo su due case history concrete (automotive e fashion), ha permesso di capire come, affidandosi ai soli dati socio-demografici, si corra il rischio di perdere fette importanti di audience che, analizzando dati geocomportamentali, risultano invece interessati al brand (e viceversa, come si finisca per colpire segmenti, individuati per età o genere, che non lo sono per niente).

Beintoo ha analizzato oltre 50.000 device ID all’interno del panel BeAudience.

Partendo da una case history nel comparto automotive, in cui il target definito dal cliente corrisponde a un pubblico maschile di età compresa tra i 30 e i 54 anni, è emerso come, in realtà, il brand abbia un’importante fetta (28%) di potenziali clienti interessati ai propri prodotti anche nelle fasce di età escluse, in particolare: l’8% delle persone interessate al brand ha tra i 18 e i 24 anni, il 16% è nel range 55-64 anni e il 4% ha più di 65 anni. Lo stesso succede considerando la suddivisione di genere, dove emerge che tra gli utenti interessati al brand, ben il 32% sono donne.

Inoltre, solo il 20% degli utenti in target conserva un reale interesse per l’acquisto dopo 60 giorni dalla prima associazione, recandosi effettivamente in concessionaria: da questo dato emerge come la profilazione dell’audience non possa prescindere dal considerare dati in tempo reale e non solo dati socio-demo statici.

La seconda case history ha analizzato una campagna per un cliente fashion, con l’obiettivo di colpire un pubblico femminile tra i 25 e i 44 anni. Anche in questo caso è emersa una porzione importante (50%) di clienti interessati al brand esclusi dalla sola profilazione socio-demo, tra cui un 12% appartenente alla fascia 18-24, un 23% tra i 45 e 54 anni, un 10% nella fascia 55-64 e un 5% tra gli over 65. Sul piano della profilazione di genere, un sorprendente 44% degli utenti interessati, ma esclusi dal target, sono uomini – probabilmente partner che cercano un regalo o che accompagnano mogli o fidanzate nel punto vendita.

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“I dati socio-demo non sono più un parametro sufficiente se considerato a sé stante. La tecnologia ha spinto l’utilizzo dei dati per permettere agli advertiser di tracciare meglio il customer journey e proporre un’offerta più profilata in base ai comportamenti dell’utente. Se fino a poco tempo fa convivevano tre tipi differenti di dati – socio-demo, geocomportamentali e dati su intenzioni di acquisto – oggi è possibile e necessario integrare sempre meglio queste informazioni, per arrivare a veicolare il messaggio in modo sempre più rilevante, riducendo al minimo le dispersioni di budget, in un’ottica di crossmedialità”, ha dichiarato Andrea Campana, Ceo di Beintoo.

Il dibattito con agenzie e clienti ha permesso di evidenziare anche alcuni aspetti legati ai dati comportamentali che rappresenteranno le prossime sfide per il 2018 e per gli anni a venire. Dal momento che ogni individuo non è inquadrabile in un preciso profilo, ma possiede caratteristiche molto fluide e mutabili da un giorno all’altro, i dati non-sociodemo non sono standardizzabili e quindi non è semplice realizzare benchmark da proporre al mercato. I dati più affidabili sono quelli di prima parte, ma non tutti i player hanno sviluppato internamente un propria tecnologia per raccogliere e fornire questo importante asset: questo finisce inevitabilmente con l’avvantaggiare i “big” come Facebook e Google generando un problema di concorrenza e quindi di prezzi. La trasparenza del dato è un parametro fondamentale e certificarne provenienza e freschezza ha un costo, ma sarà necessario per differenziarsi dai grandi player, che offrono dati di qualità e in grande quantità. La qualità del dato si rifletterà necessariamente sul pricing, vista la crescente importanza che questo sta acquisendo e alle sue caratteristiche di maggiore trasparenza e misurabilità, anche in termini di Roi. In un futuro prossimo il “costo per outcome” potrà sostituire la logica del Cpm.

Cornetto, la comunicazione mobile è data-driven con Beintoo

Unilever rinnova la collaborazione con Beintoo, la Advertising Company italiana con headquarter a Milano e sedi a NewYork, Shangai e Londra, che per il secondo anno sarà partner dell’azienda per realizzare innovative campagne mobile.

In particolare, la collaborazione si sviluppa sul concorso “Instant win”, indetto da Cornetto.

Attraverso la piattaforma proprietaria di GeoBehavioural, Beintoo permetterà al brand di rimanere connesso con il proprio consumatore grazie ad una pianificazione in geotarget su audience GeoBehavioural selezionate come “BarGoers”, “Ice Cream Lovers” e “Live Sport Fans”.

Il brand raggiungerà, attraverso la comunicazione mobile di Beintoo, utenti abituali frequentatori di luoghi dove è distribuito il Cornetto.

La piattaforma di Geobehavioural targeting di Beintoo utilizza nel pieno rispetto della privacy i device mobile per generare cluster di utenti, analizzando il loro comportamento offline in prossimità di punti di interesse sul territorio (per esempio, bar, ristoranti, palestre). In questo modo le pianificazioni pubblicitarie disponibili sia su mobile che su desktop, sono targettizzate sugli interessi reali degli utenti e non su modelli aspirazionali.

L’advertising promuove attraverso un formato realizzato ad hoc il concorso, grazie al quale i consumatori potranno vincere un viaggio in Europa al giorno. La collaborazione con Beintoo non si è avvalsa unicamente del supporto nella pianificazione, ma anche dell’ausilio della divisione “Strategy & Communication” per i formati creativi utilizzati nella campagna mobile.

«Abbiamo raccolto l’esigenza del cliente di personalizzare il messaggio pubblicitario riconoscendo l’unicità del consumatore, prima attraverso l’elaborazione del dato intercettando l’utente in linea con gli obiettivi di campagna e secondariamente con la costruzione di un formato che sfruttasse al massimo l’appeal del concorso illustrando tutte le mete in palio con una call to action molto evidente» dice Marina Fedrighelli, responsabile commerciale centro sud di Beintoo. «Unilever si conferma ulteriormente come un cliente per noi sempre stimolante e ricettivo nel testare strumenti innovativi sul mercato digital nazionale».

Q8, comunicazione data-driven con Beintoo

Q8 ha stretto un accordo con la advertising company italiana Beintoo che, attraverso la propria piattaforma di GeoBehavioural permetterà alla società petrolifera di scoprire le esigenze dei propri clienti e si occuperà di pianificare campagne pubblicitarie in target.

Grazie a questo accordo, Q8 potrà rilevare ad esempio che tipologia di store preferiscono i propri clienti, quale tipologia di ristorazione frequentano, la brand affinity con la grande distribuzione specializzata, scoprire quali sono le stazioni di servizio che incontrano le esigenze dei clienti e ottimizzare le pianificazioni pubblicitarie.

«Siamo molto soddisfatti di poter offrire i nostri vari servizi ad un brand con una presenza capillare sul territorio italiano come Q8 – sostiene Andrea Campana Ceo di Beintoo (leggi l’articolo sulla nomina)  – sfrutteremo la nostra piattaforma che ci permetterà di ottimizzare le campagne indirizzandoci verso audience in linea con i servizi offerti da Q8. Questa attività ci permette di mettere in atto le nostre competenze tecnologiche, creative passando per le preziose analisi dei dati».

Leggi l’articolo completo su Engage.

PubMatic e Mediamond a Iab Seminar discutono di Media buying reloaded

PubMatic, software company attiva nello sviluppo di soluzioni per il programmatic advertising, ha annunciato che Andrea Campana, Country Manager Italy, sarà speaker al prossimo IAB Seminar, The New Programmatic e Data Fusion. Campana dividerà il palco con Paola Colombo, Head of Technology and Business Development, Mediamond. Le due società stanno lavorando in partnership dall’inizio del 2015, quando Mediamond ha scelto la piattaforma di Pubmatic per il suo portfolio di publisher.

Paola-ColomboRivolgendosi ad investitori e concessionari, la sessione affronterà queste domande: come può  evolvere un editore per rispondere alle nuove necessità degli investitori? Il programmatic può valorizzare l’offerta di un editore premium? Come utilizzare real time analytics e audience data per migliorare l’offerta di una concessionaria? Quale ruolo giocano i contenuti nel nuovo scenario programmatico? E il contesto? Quali sono i nuovi interlocutori degli investitori? Come districarsi in questo scenario in evoluzione?

L’intervento di Campana e Colombo è previsto nella mattina di martedì 13 ottobre al MiCo Ala Nord a Milano.

Andrea Campana, PubMatic: «Agli editori serve un partner tecnologico»

L’arrivo sulla scena pubblicitaria del programmatic advertising è solo una parte della rivoluzione che scuote l’editoria, in un mondo dove i contenuti sono fruiti su tanti mezzi e schermi, in tempi e modi del tutto diversi rispetto solo a qualche anno fa, e dove nuovi concorrenti come Google e Facebook complicano le cose. In realtà, possiamo dire che l’online advertising è in una fase di transizione, che l’utente-consumatore ha invece già superato. Parte da qui l’analisi di Andrea Campana, country manager di PubMatic, software automation company che aiuta gli editori a valorizzare i propri asset digitali. In gergo, SSP.

Andrea, come sta cambiando il mercato della pubblicità online con la “rivoluzione” tecnologica, dal punto di vista degli editori?

PubMatic-menamarketplaceMolto spesso si mette l’innovazione tecnologica al centro del cambiamento, dimenticandosi che l’innovazione tecnologica più importante è quella che cambia le abitudini dei consumatori, aumentandone le aspettative nei confronti dell’editore, che deve garantire un consumo multi-device, sempre disponibile, personalizzato, shareabile, contestuale e immediato. E questo vale tanto per il contenuto quanto per la pubblicità. Senza dubbio, sono aumentati i punti di contatto dell’utente con i messaggi pubblicitari e, di conseguenza, sono aumentate le impression disponibili. D’altro canto, il consumatore si è fatto più consapevole, e si aspetta di ricevere dei messaggi pubblicitari customizzati.

Più opportunità, ma anche nuove sfide, dunque?

Oggi, il grande tema per gli editori non è tanto quello di vendere spazi adv, quanto quello di sviluppare la capacità di erogare messaggi pubblicitari rilevanti per la propria audience. In altre parole, non è più possibile pensare di vendere uno spazio adv senza “attaccarci” una serie di informazioni sul profilo di consumatore a cui esso è associato. Per fare questo, i publisher devono implementare una strategia sui dati con l’aiuto di un partner tecnologico. Le SSP aiutano gli editori a gestire la loro inventory, sono in grado di integrarsi con diversi exchange e advertiser, offrono dei tool agli editori e gli danno la possibilità di creare i propri marketplace. E’ importante che il partner tecnologico sia unicamente focalizzato sull’editore, e abbia come unico obiettivo quello di massimizzare le sue revenue, aiutandolo dal punto di vista del software ma anche della strategia.

In generale, esiste una regola generale che gli editori devono considerare nell’approccio al programmatic?

Oggi non esiste una ricetta valida per tutti per gestire l’evoluzione del mercato in senso tecnologico: solo una piccola percentuale di editori si è adattata al programmatico con successo. Nel futuro tutti gli editori dovranno esserlo, e si organizzeranno come meglio vorranno, in base ai loro specifici asset, integrando le forze vendita o mantenendole separate. Anche perché il programmatic è un ecosistema complesso, che partendo dal semplice scambio in Rtb di spazi invenduti, oggi offre opportunità diverse come i Private Marketplace e, in prospettiva, l’automated guaranteed attorno alle quali ogni editore deve sviluppare il proprio posizionamento, costruito valutando la quantità e la qualità dei dati a propria disposizione.

PubMatic come si inserisce in questo discorso?

Oltre a proporre una piattaforma SSP unica, funzionante con ogni formato e su ogni canale, che offre nativamente integrazione Api con tutte le altre tecnologie che l’editore abbia in dotazione o di cui voglia dotarsi, PubMatic aiuta gli editori a superare questa fase di trasformazione, attraverso un servizio consulenziale che li affianca nell’elaborazione della più corretta strategia. Inoltre, grazie ai nostri analytics, offriamo real time business intelligence e strumenti di Data Enrichment e Brand Control. PubMatic è la piattaforma che consente agli editori di crescere, come sottolinea la nostra mission: mettere gli editori in condizione di realizzare il pieno potenziale dei loro asset digitali.

PubMatic: Cristian Coccia entra nel team italiano come director advertiser solutions

Nuovo ingresso nel team italiano di PubMatic, piattaforma di programmatic advertising per gli editori: si tratta di Cristian Coccia, che assume il ruolo di director advertiser solutions.

Coccia, si legge in una nota, avrà il compito di sviluppare le relazioni con i principali demand partner che operano nel mercato italiano – dsp, agency trading desk e agenzie media – proponendo soluzioni ad hoc per la scoperta e l’acquisto dell’inventory di PubMatic in modalità open market, private marketplace e, a partire dalla seconda metà del 2015, automated guaranteed. «il ruolo di collante tra offerta e domanda è una sfida che raccolgo con il massimo entusiasmo», ha detto Coccia.

Coccia ha un’esperienza più che decennale nel media online. Formatosi nel search marketing in agenzie indipendenti e nel gruppo Fullsix, prima di entrare in PubMatic è stato head of mobile di Groupm, dove ha supportato le agenzie media di Wpp nella definizione e sviluppo dell’offerta mobile.

Andrea Campana square
Andrea campana

«Nel nuovo ecosistema digitale, le relazioni tra gli editori e i buyer passano non solo dalle relazioni personali e dal rapporto di fiducia costruito negli anni, ma anche attraverso l’interoperabilità delle piattaforme e la “sincronizzazione” delle esigenze dei clienti con le disponibilità degli editori. In questo contesto, Cristian sarà fondamentale nella transizione dei nostri publisher verso il programmatic buying assicurando continuità nelle relazioni con tutti i principali buyer che operano nel nostro mercato», ha commenato Andrea Campana, country manager Italia di PubMatic.

PubMatic aggiunge il native programmatic alla sua SSP

PubMatic ha annunciato di aver aggiunto il supporto al native advertising alla sua tecnologia programmatica. I partner editoriali di PubMatic saranno quindi in grado, per la prima volta, di vendere unit pubblicitarie native attraverso la Supply-Side Platform della compagnia, basata nella Silicon Valley. «Il Native advertising è sempre più importante per l’ecosistema della pubblicità digitale, dal momento che i formati nativi producono un engagement molto maggiore», ha detto Kirk McDonald, presidente di PubMatic.

Diversi erano stati gli indizi dell’imminente ingresso di PubMatic nel promettente mercato del native programmatic. Il mese scorso, in particolare, la società aveva ufficializzato la partnership con Bidtellect, una DSP per il native.

Inoltre, l’ex vicepresidente della tecnologia di PubMatic, Giuseppe Di Mauro, è stato un membro del team che ha contribuito a delineare gli standard IAB per il native programmatic, pubblicati di recente.

Non c’è solo Bidtellect tra i partner del lancio di questa nuova opportunità targata PubMatic: tra DSP ed editori, la lista comprende Adelphic, Appia, BidSwitch, CraveLabs, Digilant, DistroScale, Fiksu, Lyfe mobile, MediaMath, Pinger, PowerLinks, Softonic, StackAdapt, StrikeAd e Turn.

In Italia, dallo scorso novembre PubMatic è guidata da Andrea Campana, nel ruolo di country manager.

 

Andrea Campana, PubMatic: «Puntiamo a diventare il leader anche in Italia» (VIDEO)

Se i centri media hanno approcciato il mondo del Programmatic advertising in modo strutturato già dal 2013, dimostrando quest’anno una certa maturità, ora tocca «agli editori, che devono cercare di capire cosa fare con le loro strategie commerciali, non dedicandosi più soltanto alla componente di unsold ma anche a quella diretta, perché il programmatic è in crescita a tre cifre e lo sarà ancora per i prossimi 5 anni».

E’ l’opinione di Andrea Campana, dalla scorsa settimana ufficialmente country manager per l’Italia di PubMatic, società tecnologica americana nata nel 2006 che opera attraverso una piattaforma di Programmatic advertising per publisher coprendo tutta la filera, dall’Open Rtb all’Automated guaranteed.

pubmatic-logoNel corso del 2013, PubMatic ha lanciato la propria piattaforma sell-side (SSP) in Italia attraverso la partnership strategica con la digital agency ehi!. La nomina di Campana mira a consolidare la crescita di PubMatic, come ci ha confermato lo stesso manager in questa video intervista raccolta nel corso di IAB Forum. «In un primo momento puntiamo a diventare un punto di riferimento dal punto di vista tecnologico e nell’educazione, ma il nostro obiettivo a medio-lungo termine è quello di diventare il leader nelle vendite automatizzate, come già avviene in altri Paesi del mondo».

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