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Programmatic Day “re-live”: l’Intervento di Gaetano Polignano

In Italia, il 46% delle grandi aziende ha già sperimentato una metodologia di “advanced analytics“, e tre aziende su quattro stanno valutando l’idea di adottarne almeno una.

Ma cosa sono gli advanced analytics? E come possono migliorare le strategie di marketing delle aziende? Di questo ha parlato nel suo intervento a Programmatic Day 2020 Gaetano Polignano, managing director di Jellyfish Italia. Ecco il video completo:

Dentsu Aegis Network si rafforza sulle soluzioni Google con una nuova acquisizione

Dentsu Aegis Network ha annunciato di avere acquisito E-Nor, società di consulenza basata in California, specializzata su Google Analytics e tra i principali partner e reseller di Google Marketing Platform.

La società, che conta circa 45 dipendenti, andrà a confluire in Cardinal Path, società di marketing e analytics comprata da Dentsu nel 2016, che ne acquisirà i clienti, tra cui figurano Salesforce e Accenture.

Per la sua Google Marketing Platform (di cui Google Analytics 360 fa parte), Google esternalizza vendite, implementazione e ottimizzazione ad agenzie e società di consulenza. Grazie all’acquisizione di E-Nor, di fatto Cardinal Path si candiderebbe a diventare uno dei più grossi partner “sales and service” di Google Analytics 360 al mondo.

«L’acquisizione di E-Nor ci offre un posto di primo piano nel mondo dei marketing analytics – dichiara Alex Langshur, Co-CEO di Cardinal Path -. Mettiamo insieme talenti di primo piano, geograficamente disparati e difficili da trovare che amplieranno ulteriormente la nostra portata operativa e di pensiero all’interno del mercato Marketing e Cloud di Google. Abbiamo enorme rispetto per Feras (Feras Alhlou, CEO di E-Nor, ndr) e il suo team e crediamo che possa essere determinante nell’aiutarci a realizzare le soluzioni specializzate di analytics che sono ampiamente richieste dai nostri clienti di Dentsu Aegis Network».

DoubleVerify si rafforza nelle misurazioni con una nuova acquisizione

DoubleVerify, società specializzata in analytics e misurazioni dei media digitali, ha annunciato l’acquisizione di Ad-Juster, piattaforma di reportistica basata su SaaS e dedicata agli editori online.

La tecnologia di Ad-Jester unifica massicci volumi di inventory pubblicitaria e dati di vendite degli editori attraverso migliaia di integrazioni con server terzi e DSP, fornendo in maniera trasparente la reportistica necessaria per massimizzare i ricavi dei publisher e rendere più fluide le operazioni interne. Fondata nel 2007, Ad-Juster attualmente opera con oltre 110 editori.

«Ad-Juster porta con sé una soluzione di comprovato valore, una base clienti di qualità e una squadra di specialisti di tutto rispetto – commenta Wayne Gattinella, CEO di DoubleVerify -. Combinando le nostre due società creeremo una soluzioni di analytics e misurazioni olistica per l’intero ecosistema digitale, unendo la piattaforma dati per gli editori di Ad-Juster con la piattaforma di DoubleVerify per i partner lato acquisto».

Grazie all’acquisizione, DoubleVerify potrà rendere dunque ancora più completa la propria offerta di misurazioni, mentre Ad-Juster potrà godere del respiro globale della sua nuova capogruppo. La società continuerà ad operare dai suoi uffici di San Diego e New York.

Analytics: le principali tendenze del mercato per il 2020

Operando per raggiungere il successo nell’era digitale, le aziende devono necessariamente tenersi al passo con l’innovazione in atto nel mondo delle applicazioni analitiche (analytics) e della Business Intelligence (BI). Comprendendo i trend che stanno per travolgere il settore in continua evoluzione dell’Analytics, le organizzazioni possono acquisire una posizione competitiva più vantaggiosa nella corsa all’innovazione.

Questo è il motivo che ha spinto Tibco Software a condurre un sondaggio globale sull’innovazione nelle applicazioni analitiche, esaminando la pervasività attuale della BI e delle tecnologie analitiche e le future tendenze che le organizzazioni si propongono di abbracciare.

Analizzando le risposte ottenute da oltre 600 CXO (Chief eXperience Officer), SVP/VP (Senior Vice President/Vice President), manager e direttori, il sondaggio ha evidenziato che le tipologie di analytics e di tecnologie BI utilizzate dalle aziende variano notevolmente e dipendono in modo importante dal punto in cui si trovano queste aziende nel viaggio di trasformazione del proprio business in chiave digitale.

Quali sono le principali tecnologie utilizzate dalle aziende più innovative?

TIBCO-BI-2020

Quando le organizzazioni vogliono trasformarsi, devono cominciare a implementare una nuova serie di tecnologie. Mentre le tecnologie Cloud, BI e Analytics, insieme all’integrazione applicativa e dei dati, sono tecnologie fondamentali, come mostra il grafico, le aziende mostrano una chiara accettazione del fatto che occorre abbracciare tecnologie ancora più dirompenti (disruptive). Internet-of-Things, Intelligenza artificiale/Machine Learning (AI/ML) open source e blockchain sono citate di frequente, sottolineando come le aziende debbano essere preparate a spostare il proprio focus, abbracciando queste tecnologie più disruptive per progredire con successo al livello successivo della propria trasformazione digitale.

In quali casi d’uso di BI e applicazioni analitiche investono le organizzazioni?

TIBCO BI 2020

Indubbiamente, le tecnologie di BI e Analytics giocano un ruolo cardine per le aziende su casi d’uso differenti, offrendo insight inestimabili e significativi sulle modalità di utilizzo dei propri dati. Tuttavia, dobbiamo sottolineare la distribuzione simile dei casi d’uso, fatto piuttosto interessante: BI e Analytics sono diventate certamente tecnologie pervasive e si stanno rivelando indispensabili alla trasformazione digitale, grazie al miglioramento dei processi decisionali e all’innovazione. Ma che cosa accadrà dopo?

2020 e oltre

Il sondaggio ha evidenziato alcune tematiche comuni, offrendo forti indicatori su quali tecnologie si potrebbero rivelare essenziali nel 2020 e oltre.

Smarter Analytics: proprio come le “cose della tecnologia”, anche le applicazioni analitiche seguono la tendenza a diventare “più intelligenti” (smarter). Come già sta accadendo nell’ambito di molte tecnologie sulla cresta dell’onda, è in atto uno sforzo reale per introdurre nelle soluzioni la possibilità di effettuare query AI, ML e in Linguaggio Naturale: tutti aspetti che consentiranno di migliorare il processo decisionale.

Data Wrangling: le organizzazioni si stanno sempre più accorgendo che vi è la necessità di disputare (wrangle), modificare o spostare dati anche negli stadi finali del completamento di un progetto. Il Data Wrangling sta rapidamente diventando uno strumento essenziale per tenere i progetti in linea salvaguardando l’agilità.

Collaborazione: i gruppi di lavoro stanno crescendo e si stanno ampliando, includendo anche persone non esperte, che incoraggino e abilitino la diversità degli insight sui progetti. Senza una collaborazione efficace, non sarà possibile sfruttare appieno queste risorse.

Focalizzazione sui risultati: lo spostamento sulla focalizzazione sui risultati è vitale per qualsiasi iniziativa di successo in ambito AI o ML. Solo rendendo operative le applicazioni analitiche, spingendole nel field per l’utilizzo, gestendole e governandole, le organizzazioni potranno ottenere benefici reali.

Sposare l’innovazione nelle applicazioni analitiche

I seguenti quattro argomenti erano in cima alle priorità di chi ha risposto al sondaggio: come possono le aziende avvantaggiarsi di questa innovazione nelle analytics?

Scegliere il caso d’uso corretto: la scelta del caso d’uso rappresenta la pietra miliare del successo. Dev’essere ben definito, critico per il proprio business e coinvolgere stakeholder chiave che sponsorizzino il progetto. Trovare cosa crea danni e sistemarla.

Allineamento con gli stakeholder: troppo spesso accade che gli stakeholder vogliano qualcosa di specifico, ma il progetto viene spezzato in silos. È essenziale scegliere una piattaforma che consenta di essere iterativi e di far crescere e modificare il progetto. Bisogna prepararsi a essere iterativi e agire come un partner.

Assicurarsi di avere gli strumenti giusti: siamo entrati in una nuova era per quanto riguarda BI e applicazioni analitiche. Se non ci si tiene al passo con l’innovazione del mercato, si produce un disservizio. Se si considerano AI, ML, in-app data wrangling e streaming e non si dispone di queste funzioni all’interno della propria piattaforma, si sta perdendo una grande opportunità di fare le cose in modo differente.

Comprendere il proprio panorama dei dati: si dovrà disporre di una piattaforma che possa aiutare a comprendere il proprio data landscape, il panorama dei dati. Una piattaforma che possa raggiungere i dati e permetta di mandare le Analytics ai dati, invece che, al contrario, sempre i dati alle Analytics.

Collaborazione allargata: assicurarsi di disporre degli strumenti per una collaborazione allargata, non solo con i propri colleghi dei team tecnici, ma anche con gli stakeholder e gli sponsor del progetto. E, ovviamente, colleghi in posizioni ancora più importanti: è bene che questi abbiano visibilità su quello che si sta facendo.

Il mondo delle Analytics non si ferma mai e così è come dovrebbe essere. Con il passo sempre più accelerato dell’innovazione, le applicazioni analitiche diventano sempre più critiche per un numero sempre più elevato di casi d’uso. Non si deve restare indietro.

Adobe lancia un nuovo tool di analytics che mette insieme diverse fonti di dati

Adobe ha annunciato il lancio di un nuovo strumento di analytics, che consente ai suoi clienti di lavorare direttamente con i dati del customer jorney per migliorare le esperienze online degli utenti.

Lo strumento risponde all’esigenza di mettere insieme dati provenienti da varie fonti: il “percorso del consumatore” infatti implica il coinvolgimento di diversi punti di contatto e, di conseguenza, fonti di dati, dai bacini di insight dei brand al CRM ai punti vendita. La nuova soluzione di Adobe mette insieme tutte queste informazioni all’interno della piattaforma per l’analisi dei dati annunciata un paio di mesi fa.

In un certo senso, funzionerà come Photoshop: consentirà infatti di creare diversi “livelli” di dati offline, online e di terze parti, stratificandoli per avere una visione completa di come i consumatori interagiscono con le aziende. Queste potranno utilizzare il tool per analizzare nuovi gruppi di informazioni come quelle provenienti dai negozi, ma anche per mettere a paragone segmenti di consumatori, analizzare i loro comportamenti e scoprire percorsi particolarmente performanti.

Il prodotto sarà disponibile a partire dal prossimo mese.

Merkle (Dentsu Aegis Network) si rafforza in ambito dati e analytics con un’acquisizione

Dentsu Aegis Network continua a puntare decisamente sul mondo del martech. La holding pubblicitaria ha infatti deciso di rafforzare l’offerta in ambito dati e analytics della sua agenzia di performance marketing Merkle – a sua volta comprata nel 2016 – con una nuova, importante acquisizione.

Il gruppo ha ufficializzato di aver comprato la maggioranza della società specializzata Ugam, basata in India e con 1800 dipendenti dislocati tra varie sedi anche negli Stati Uniti e in Australia. Il player, che opera sia nel mercato B2B che in quello B2C, andrà, secondo quanto dichiarato da Dentsu Aegis Network, a rafforzare l’offerta di Merkle, rendendola più scalabile e contribuendo ad arricchire anche la piattaforma di precision marketing M1.

I termini economici dell’acquisizione non sono stati resi noti, ma la holding sostiene che si tratti di una delle più grosse transazioni della storia di Merkle (per Dentsu si tratta del quinto acquisto legato a Merkle negli ultimi 12 mesi).

Ugan verrà ribrandizzata come “Ugam, a Merkle Company”, e continuerà ad essere guidata da Sunil Mirani, co-founder e CEO della società, che riporterà a Craig Dempster, presidente di Merkle Americas.

Sky Media lancia Sky Analytics per la pianificazione e misurazione della pubblicità su tv addressable

Sky Media, il braccio pubblicitario di Sky, lancia Sky Analytics, uno strumento che consente a inserzionisti e agenzie di avere accesso diretto a pianificazioni, reportistica e stime delle loro campagne televisive addressable.

La funzione – attualmente disponibile solo in UK – si propone di facilitare l’acquisto e il monitoraggio degli acquisti su tv avanzate, e sarà accessibile tramite un portale disponibile dal 3 luglio. La soluzione sarà utilizzabile sulle piattaforme AdSmart e On Demand, ma verrà in futuro estesa anche a tutto il resto dell’offerta Sky Media.

Su AdSmart, la piattaforma di pubblicità targettizzata del broadcaster, gli inserzionisti saranno in grado di costruire e modificare il loro pubblico di riferimento utilizzando dati demografici e su stile di vita, comportamenti di acquisto e posizione, e potranno anche stabilire obiettivi e metriche di misurazione, e definire quanto spesso il pubblico vedrà i loro annunci.

Su On Demand, invece, i brand avranno accesso diretto alla reportistica sulle campagne, che tra l’altro godrà della collaborazione di Moat, società specializzata di Oracle, per una verifica indipendente delle metriche.

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Alcune immagini della soluzione Sky Analytics

Il prossimo step, precisa una nota internazionale di Sky Media, sarà quello – entro fine anno – di rendere disponibili per le campagne su AdSmart funzioni di pricing in tempo reale e di acquisto, e per quelle su On Demand ulteriori capacità di pianificazione.

Per Sky Media, il lancio di Analytics costituisce il primo passo di una roadmap volta a semplificare l’esecuzione e la gestione della pubblicità tv cross-piattaforma su Sky.

Salesforce si arricchisce su dati e analytics: acquisita Tableau per 15,7 miliardi di dollari

Salesforce ha annunciato di avere raggiunto un accordo per l’acquisizione della piattaforma di dati e analytics Tableau.

L’operazione, del valore di 15,7 miliardi di dollari che saranno conferiti interamente in azioni, costituisce un nuovo passo avanti sul fronte dati per la società di CRM, a pochissimi giorno da un’altra – simile – acquisizione effettuata da Google per 2,6 miliardi.

Ma cos’è Tableau? Si tratta di una piattaforma di analytics self-service utilizzata da oltre 86 mila società nel mondo, tra cui Verizon e Netflix. Alla base della sua grande popolarità, un’offerta di strumenti particolarmente intuitivi, che consentono anche a professionisti con poca familiarità con il linguaggio degli analytics di leggere e comprendere efficacemente i dati.

Tableau contribuirà ad ampliare le capacità di analytics di Salesforce ed a rafforzare l’offerta della sua piattaforma Customer 360, con nuovi strumenti adatti alle esigenze di vari dipartimenti d’azienda. Altro vantaggio sarà la messa a fattor comune delle community di professionisti del dato che fanno capo alle due compagnie: gli 1,4 milioni di Trailblazers di Salesforce e gli oltre 1 milione di “data enthusiasts” di Tableau.

“Come parte di Salesforce – spiega la società in una nota -, Tableau sarà nella posizione di essere ancora più scalabile e poter sviluppare la sua missione di aiutare le persone a visualizzare e capire i dati. Dopo la chiusura dell’acquisizione, Tableau opererà indipendentemente [da Salesforce] sotto il brand Tableau, continuando a focalizzarsi sulla sua missione, sui suoi clienti e sulla sua community”. La società continuerà ad essere basata a Seattle – i suoi uffici diventeranno il secondo quartier generale di Salesforce, secondo quanto dichiarato dal CEO della società Marc Benioff – e ad essere guidata dal CEO Adam Selipsky e della sua attuale classe dirigente.

L’accordo dovrebbe chiudersi il 31 ottobre.

Su LinkedIn si potrà misurare la pubblicità video con Moat Analytics

LinkedIn ha annunciato la disponibilità, sulla sua piattaforma, delle misurazioni delle campagne video attraverso Moat Analytics.

La soluzione, di proprietà di Oracle Data Cloud, consentirà agli inserzionisti del social di “misurare coerentemente le metriche di viewability delle loro campagne pubblicitarie su molteplici piattaforme – spiega LinkedIn in un blog post -. Utilizzando l’integrazione con Moat Analytics, gli inserzionisti di LinedIn potranno validare l’accuratezza delle loro metriche e confrontare i risultati delle campagne video sulle varie piattaforme in un unico luogo e flusso di lavoro”.

L’integrazione offrirà la possibilità di misurare le metriche di viewability degli annunci ed anche di verificare la qualità del traffico.

Sempre a proposito di misurazioni, LinkedIn ha recentemente reso disponibili nuove metriche “di attenzione”, che tengono in conto segnali come la capacità degli annunci di essere sentiti (audibility). “Con una migliore comprensione delle metriche di visibilità e udibilità che le vostre campagne producono, sarete capaci di determinare in maniera più approfondita quali messaggi catturano meglio il vostro pubblico”, spiega il social.

L’integrazione di Moat Analytics e LinkedIn è già disponibile sui clienti di entrambe le società.

FabricaLab si rafforza su dati e analytics con l’acquisizione di BI Network

FabricaLab, azienda specializzata nella progettazione ed implementazione di soluzioni di Business Intelligence, Big Data, Data Integration Tools, Product Lifecycle Management, Corporate Performance Management e Identity and Access Management, ha annunciato l’acquisizione della maggioranza delle quote di capitale di BI Network Srl, struttura attiva nell’ambito del Data Discovery, Data Management, Data Visualization, Analytics, Big Data e Reporting.

Un’acquisizione molto importante per FabricaLab, che si inserisce nel piano di crescita annunciato lo scorso dicembre. «Abbiamo trovato in BI Network un’azienda sinergica con la nostra offerta in ambito Business Intelligence – dichiara Giulio Meghini, CEO di FabricaLab – portando un bagaglio importante per quanto riguarda l’expertise sulle principali piattaforme di Analytics. BI Network ha inoltre sviluppato dei prodotti interessanti e di successo (BIreport, BImail e BIplay) che aumenteranno la nostra offerta commerciale e saranno integrati con la nostra piattaforma di CPM PCube arricchendo in maniera considerevole le funzionalità del prodotto già molto apprezzato dal mercato».

Grazie a questa acquisizione, FabricaLab diventa un gruppo di più di 100 persone con oltre 120 clienti in tutti i settori di cui l’80% di fascia enterprise, 7 milioni di euro di fatturato, 5 reseller in Italia e 30 all’estero. «Inoltre – aggiunge Meghini – aumenterà la presenza sul territorio di Milano con la nuova filiale operativa che ci consentirà di essere sempre più vicini ai nostri clienti».

«In FabricaLab – aggiunge Antonio Massari, CEO di BI Network – abbiamo trovato il partner ideale che ci permetterà di continuare la nostra crescita nell’ambiente competitivo del settore Analytics. La nostra strategia comune è quella di proseguire nello sviluppo dei prodotti BIreport, BImail e BIplay facendo leva sull’esperienza dei nuovi colleghi di FabricaLab».

«BI Network ha appena chiuso il 2018 con il suo migliore anno di fatturato con quasi 1 milione di euro – prosegue Massari -; questo non ci ha fermato ed abbiamo voluto sposare il progetto FabricaLab per cercare di rispondere in modo sempre più puntuale alle necessità dei nostri clienti. Siamo molto soddisfatti anche per il nostro team perché intravediamo un’opportunità di crescita interessante all’interno del gruppo».

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