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Twitter: nuovi strumenti per la pubblicità video in Programmatic

Lo scorso ottobre Twitter, attraverso una evoluzione di Amplify, aveva dato al testing della vendita automatizzata di pubblicità video pre-roll. Adesso, il social netwrok fa un ulteriore passo avanti, annunciando che i suoi pre-roll supporteranno il protocollo Video Ad Serving Templates (VAST) attraverso selezionati partner delle sue Ads API.

La novità facilita l’erogazione delle campagne video in programmatic, consentendo agli inserzionisti di posizionare spot pre-roll di qualsiasi lunghezza all’inizio di contenuti premium video mobile, in modalità automatizzata. “Il lancio di oggi – specifica la società in un blog post ufficiale – rende Twitter l’unica piattaforma social che consente alle aziende di erogare in maniera sistematica pubblicità pre-roll su contenuti video di editori premium del mondo digitale, televisivo e sportivo”.

Le aziende potranno utilizzare il protocollo Vast, esclusivamente tramite le Ads API di Twitter e attualmente in beta negli Stati Uniti, attraverso quattro partner: AdParlor, Amobee, TubeMogul e Visible Measures.

 

Twitter automatizza la vendita di pre-roll

Con una conferenza stampa a New York, alla presenza di centinaia di clienti e di Jack Dorsey (alla sua prima uscita ufficiale nel nuovo ruolo), il social network ha presentato una evoluzione di Twitter Amplify, che di fatto segna l’avvio di un diverso approccio pubblicitario ai contenuti video pubblicati sulla piattaforma, un approccio molto simile a quello di Youtube.

In particolare, editori e video maker possono caricare i loro video su Twitter, e il social erogherà pre-roll su quei contenuti, dividendone le revenue con i proprietari dei video. Che, in fondo, è proprio quello che fa Youtube. Secondo quanto riporta Re/Code, Twitter sarebbe abbastanza più economico di Youtube, dalla vendita degli spazi andrebbe a Twitter il 30% dei ricavi, mentre a Youtube va un bel pò di più, il 45%. Ovviamente, il social dei cinguettii non ha lo stesso volume di video di YouTube.

Come dicevamo, la novità è in realtà una evoluzione di Amplify, che già di fatto prevedeva l’inserimento di pre-roll. Quello che cambia è il processo di acquisto degli spazi, che ora diventa “automatizzato“. Se infatti inizialmente Amplify prevedeva un contatto diretto tra inserzionisti e produttori di contenuti, adesso nella nuova, aperta versione del programma, i brand non devono necessariamente lavorare con un determinato publisher, ma possono scegliere di pianificare su una determinata categoria di contenuti, e Twitter automaticamente posizionerà i loro pre-roll sui video twittati da publisher attinenti al tema scelto. Le aziende avranno a disposizione anche altre possibilità di targettizzazione.

Oltre all’automatizzazione del processo, e alla possibilità per i publisher di monetizzare la propria inventory, un’altra differenza con le precedenti caratteristiche di Amplify sta nel fatto che i produttori di contenuti possono mettere in blacklist alcune aziende o categorie di prodotto che non reputano essere consone con la propria linea editoriale.

Leggi l’articolo completo su Engage.

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