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Barrett, Rubicon Project: «Il grande tema del 2019? La partecipazione degli inserzionisti»

Oggi nella nostra rassegna: il tema chiave del 2019 secondo il CEO di Rubicon Project, lo smantellamento di una multimilionaria operazione di ad fraud in USA e l’ampliamento dell’accordo tra Amobee e Oracle sul fronte dati.

Michael Barrett, Rubicon Project: «Il grande tema del 2019 sarà la partecipazione degli inserzionisti»

«Sono accaduti più cambiamenti nei passati 18-24 mesi nel business che negli ultimi 5 anni. Quella velocità continua», ha risposto il CEO di Rubicon Project Michael Barrett, a cui è stato chiesto dove sarà la sua società tra un anno. Secondo il manager, «Il grande tema del 2019 sarà la partecipazione degli inserzionisti. Non molto tempo fa, il nostro solo contatto col lato domanda erano le DSP. Poi sono diventate le DSP e le agenzie. Ora sono le DSP, le agenzie e gli inserzionisti. Questi ultimi spingeranno per una maggiore trasparenza, perché sono loro a mettere i soldi. Tra un anno esatto, parleremo di una dozzina di inserzionisti che raccoglieranno dati in maniera diretta [dagli exchange] e adatteranno le strategie sulla base delle fee tecnologiche coinvolte». Leggi di più su AdExchanger.

In USA smantellata un’operazione di ad fraud da oltre 30 milioni di dollari

Il Dipartimento di Giustizia americano ha incriminato sei russi e due kazaki per il loro coinvolgimento in un’operazione di ad fraud del valore di oltre 30 milioni di dollari. L’accusa nasce da un’indagine pluriennale su due gruppi di cybercriminalità, che adesso dovranno rispondere di frode informatica, violazione di computer, furto di identità aggravato e riciclaggio di denaro. Fino ad ora, degli otto imputati, solo tre sono stati arrestati, mentre gli altri sono in libertà. L’indagine ha visto la collaborazione di vari player del mercato digitale, tra cui Google, White Ops, Microsoft e MediaMath. Leggi di più su AdWeek.

Amobee estende la collaborazione con Oracle Data Cloud

La società di marketing technology Amobee ha annunciato di avere ampliato la sua collaborazione con Oracle Data Cloud per l’attivazione di dati terzi su piattaforme programmatiche e social. L’accordo è volto ad ottimizzare le decisioni di pianificazione cross-canale ed a ridurre lo spreco di investimenti pubblicitari, offrendo agli inserzionisti accesso ai segmenti di dati di Oracle relativi agli acquisti offline. In ultima istanza, dichiara Amobee, l’ampliata collaborazione consentirà ai brand di erogare messaggi coerenti e misurabili ai loro consumatori. Leggi di più su The Drum.

Ora che Amobee ne ha completato l’acquisizione, quale sarà il futuro di Videology?

Giunge a completamento il processo di acquisizione di Videology da parte di Amobee, società di marketing tecnologico controllata al 100% dal gruppo di tlc di Singapore Singtel.

Amobee si era già impegnata a rilevare il controllo della piattaforma di programmatic video lo scorso maggio, dopo che quest’ultima era ricorsa al Chapter 11 per evitare la bancarotta. Ma dopo un’offerta iniziale di 45 milioni di dollari, già approvata dal board di Videology, nella trattativa si era inserita l’emittente britannica ITV con una controfferta, e il procedimento si era poi concluso a luglio con un’aggiudicazione all’asta, che aveva premiato ancora una volta Amobee tuttavia a fronte di un impegno economico decisamente superiore: 117,3 milioni di dollari.

Il processo di acquisizione è stato ora definitivamente completato. Ma cosa ne sarà a questo punto di Videology e dei suoi prodotti?

La piattaforma tecnologica della società, le sue proprietà intellettuali e gli altri asset saranno adesso parte di Amobee, che grazie ad essi metterà in piedi una nuova offerta relativa alla pubblicità video online e sulle tv connesse. Scott Ferber, fondatore e CEO di Videology, entrerà inoltre a far parte del management di Amobee in qualità di Chief Innovation Officer.

Secondo quanto riporta AdExchanger, il nome Videology verrà ritirato e la maggior parte dei dipendenti della società verrà assorbito da Amobee, per quanto quest’ultima non abbia fornito una cifra precisa.

L’acquisizione dell’offerta di Videology consentirà ad Amobee di ampliare la propria gamma di servizi, combinando “tv, social e digital in un’unica piattaforma – spiega la società in una nota -, e differenziando ulteriormente Amobee dalle altre DSP sul mercato”.

E a testimonianza dell’importante momento di crescita, l’azienda di marketing tecnologico ha anche annunciato una serie di nuove nomine che vanno ad affiancare quella di Ferber: Domenic Venuto, ex General Manager della divisione Advertising di IBM Watson, è stato nominato COO ed Erica Golden, già a capo dell’area Global Talent Development di Apple, nuova Chief People Officer.

Amobee si aggiudica l’asta per gli asset di Videology

Con un’offerta da 117,3 milioni di dollari, Amobee si è aggiudicata il controllo degli asset Videology, la società specializzata in tecnologie per il programmatic video advertising su tv e online.

Amobee, società controllata al 100% da Singtel, il gruppo di tlc di Singapore, si era già impegnata a rilevare il controllo della compagnia americana lo scorso maggio, dopo che quest’ultima essere ricorsa al Chapter 11 onde evitare la bancarotta. In quel caso si era parlato di un’offerta da 45 milioni di dollari, già approvata dal board di Videology. In seguito, tuttavia, come riporta The Drum l’emittente britannica ITV si è inserita nella trattativa con una controfferta e quindi si è proceduto con un aggiudicazione all’asta, che ha ancora premiato Amobee ma a fronte di un impegno economico decisamente superiore.

Grazie all’acquisizione di Videology, Amobee potrà giocare un ruolo da maggior protagonista nel mercato dei servizi pubblicitari per le aziende. Lo scorso febbraio la società asiatica, presente anche in Europa con un ufficio a Londra, aveva messo a segno un’altra importante acquisizione nell’ambito dell’ad tech: quella di Turn, per circa 300 milioni di dollari.

Fondata nell’ormai lontano 2007, Videology ha raccolto un totale di 201 milioni di dollari di finanziamenti. Secondo quanto recentemente dichiarato dal Ceo Scott Ferber, nonostante le difficoltà finanziare (lo scorso anno era stati stata varato un piano di ristrutturazione con il taglio del 6% della forza lavoro), dovute anche al fatto che l’attuale fase che il mercato pubblicitario video sta attraversando necessità di capitali sempre più ingenti, ha ancora buone opportunità di crescita. Lo scorso novembre, Videology aveva ad esempio segnalato un incremento del 60% delle campagne pubblicitarie veicolate sulla sua piattaforma.

La DSP di Amobee arriva in Europa: accordo strategico con Amnet in Francia

Amnet France e Amobee hanno annunciato un accordo strategico per gli acquisti di media in Programmatic.

La sede francese del trading desk di Dentsu Aegis Network sarà la prima in Europa ad attivare la DSP del gruppo Amobee in modalità self-service per l’audience buying integrato su programmatic e social.

La nuova partnership rappresenta un deciso passo in avanti per la presenza europea di Amobee nello scenario del programmatic. Controllata al 100% al 100% da Singtel, telco di Singapore, e presente nel vecchio continente con un ufficio a Londra, Amobee ha recentemente compiuto investimenti notevoli in tecnologia pubblicitaria, acquistando tra l’altro due player di primo piano dello scenario ad-tech come Turn e Videology e sviluppando una piattaforma di acquisti cross-channel, che include integrazioni Api con Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest e Snapchat.

“La DSP di Amobee ci interessa particolarmente per la sua capacità di combinare gli acquisti in  programmatic lungo tutto lo spettro del digital, dal display al video e al social, e questo attraverso una sola piattaforma», ha commentato Marie Le Guevel, Ceo di Amnet Francia.

Turn acquisita da Amobee per 310 milioni di dollari

Amobee, piattaforma di marketing tecnologico parte della società Singtel, ha annunciato di avere acquisito la piattaforma pubblicitaria Turn per 310 milioni di dollari.

Turn, che nella sua offerta include una DMP e una DSP utilizzata per gli acquisti media data-driven da clienti del calibro di KraftHeinz e Toyota, andrà ad espandere le attuali competenze di Amobee in campo programmatic e di gestione dei dati. “Amobee potrà offrire alle aziende una piattaforma end-to-end indipendente per la pubblicità e il management dei dati su tutti i canali, formati e device, oltre all’accesso agli insight proprietari di Amobee Brand Intelligence, ad analytics avanzati e a supporto per la pianificazione media – spiega la società in una nota ufficiale -. Con questa piattaforma unica, brand e agenzie di punta possono pianificare e acquistare media per audience specifiche in maniera ancora più integrata per massimizzare i loro investimenti su desktop, mobile, video e social media”.

“In questo nuovo capitolo, insieme ai nostri nuovi partner, siamo pronti a fronteggiare qualsiasi cosa arrivi nel dinamico panorama del marketing”, ha scritto in un blog post il ceo di Turn Bruce Falck.

“Attraverso questa acquisizione – ha aggiunto Falck -, Turn si unirà ad Amobee, società di Singtel Group Digital Life. La squadra avrà più di 800 persone focalizzate a far crescere quello che abbiamo costruito fino ad ora, con oltre 200 persone nel team di sviluppo dei prodotti e 1000 clienti globali tra brand e agenzie”.

L’acquisizione è ora al vaglio delle autorità competenti; l’accordo potrebbe essere finalizzato entro la prima metà di quest’anno.

Recentemente Amobee è stata premiata dal Trustworthy Accountability Group (TAG) per il suo impegno contro le frodi. La società è stata tra le prime a ricevere l’attestato TAG “Certificato contro la frode”, a dimostrazione del superamento di rigorosi standard (leggi la notizia). E in un momento in cui le aziende sono sempre più alla ricerca di partner affidabili sul tema trasparenza, questo prezioso riconoscimento potrebbe giocare anche a favore di Turn.

Frodi pubblicitarie: quali sono gli operatori più impegnati contro il fenomeno?

Il Trustworthy Accountability Group (TAG), un’iniziativa del settore della pubblicità per la lotta contro le attività criminali nella filiera della fornitura del digital advertising, ha annunciato oggi il primo gruppo di società che ha completato il processo di revisione e alle quali è stato assegnato l’attestato TAG “Certificato contro la frode”, a dimostrazione del superamento dei rigorosi standard anti-frode di TAG.

Tra le prime realtà a ricevere l’attestato TAG “Certificato contro la frode” troviamo Amobee, comScore, DoubleVerify, Dstillery, Google, WPP GroupM, Horizon media, Integral Ad Science, Interpublic Group, Moat, Omnicom Media Group, OpenX Technologies, Inc, ProData media, Rocket Fuel Inc., Sovrn e White Ops Inc.

«Quando i futuri imprenditori rievocheranno la lontana ferita delle frodi nel mercato della pubblicità digitale, ricorderanno la leadership di aziende come queste per il supporto nello stabilire un nuovo standard per la lotta antifrode, che ha alzato l’asticella per il nostro settore – ha dichiarato Mike Zaneis, ceo di TAG -. I primi beneficiari dell’attestato TAG “Certificato contro la frode” rappresentano il tessuto connettivo della pubblicità digitale – tra i quali figurano i maggiori editori del mondo, le agenzie pubblicitarie e i rispettivi provider tecnologici – e hanno contribuito a rendere il marchio TAG il gold standard nell’ecosistema della pubblicità digitale. Siamo lieti di annunciare il gruppo iniziale di imprese “Certificate contro le frodi” TAG, e non vediamo l’ora di allargare il canale a tanti futuri partecipanti nei prossimi mesi».

Il Trustworthy Accountability Group (TAG) è, primo nel suo genere, il programma di responsabilità cross-settoriale volto a combattere le attività criminali in tutta la catena di fornitura di pubblicità digitale. TAG collabora con aziende di tutta la filiera in quattro aree critiche per la continua crescita e lo sviluppo del settore della pubblicità digitale (del valore oggi di 50 miliardi di dollari): eliminando le frodi, lottando contro i malware, combattendo la pirateria su Internet e promuovendo la trasparenza. TAG è stato creato come programma comune del settore marketing-media da American Association of Advertising Agencies (4A’s), Association of National Advertisers (ANA) e Interactive Advertising Bureau (IAB).

Il secondo gruppo di imprese che riceverà l’attestato “Certificato contro la frode” TAG sarà annunciato nei primi mesi del 2017.