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Amazon, continua la messa a punto dell’offerta pubblicitaria: ecco le ultime novità

Amazon continua a lavorare alla sua offerta pubblicitaria, con l’obiettivo di portarla presto a maturità.

Secondo quanto riporta la testata Digiday, il colosso dell’ecommerce avrebbe ultimamente dato il via a una serie di nuovi sviluppi inerenti la propria offerta di servizi agli inserzionisti, non da ultimo la creazione di team ad hoc per specifici brand, una mossa tipica di piattaforme pubblicitarie più avanzate.

Amazon, ad esempio, avrebbe recentemente avviato una serie di test di attribuzione, ossia delle verifiche per capire in che modo gli annunci pubblicitari si convertono in azioni sul suo sito, con la volontà di provare che, a differenza delle altre due big di internet Google e Facebook, essa è in grado di fornire un approccio “total wallet” che va dalla campagna pubblicitaria alla vendita del prodotto.

Il sito ecommerce starebbe anche testando insieme a un piccolo gruppo di agenzie una API su Amazon Advertising Platform, la sua DSP nonché l’unico strumento con cui i brand possono raggungere i segmenti di audience di Amazon al di fuori delle sue property. L’apertura di una API consentirebbe alle aziende di gestire ancora più autonomamente le loro campagne in programmatic.

Una mossa, quest’ultima, che sembrerebbe confermare una certa tendenza di Amazon a rendere la propria offerta pubblicitaria quanto più possibile gestibile in modalità self-service, offrendo agli inserzionisti degli strumenti da utilizzare in autonomia. Attualmente, peraltro, una grossa fetta del business pubblicitario dell’ecommerce è già proveniente da strumenti di questo tipo: oltre agli attuali servizi di Amazon Advertising Platform, anche Amazon Marketing Services, l’offerta di Amazon per la pubblicità search, è composta proprio da una suite di soluzioni self-service per pubblicità pay-per-click a performance sul sito.

A fronte di questo ampliamento degli strumenti self-service, Amazon avrebbe anche recentemente lavorato a un rafforzamento del proprio team di supporto. Il cosiddetto “agency development group” dell’ecommerce, preposto a fornire informazioni e training sull’offerta dell’ecommerce e a supportare l’adozione dei servizi self-service della società, conterebbe adesso “centinaia” di professionisti, per lo più basati a New York ma con presenze anche in Canada, Giappone e vari mercati europei, Italia inclusa.

Vari indizi ci portano dunque a pensare che Amazon stia prendendo davvero sul serio lo sviluppo della propria offerta adv. Un’offerta che potrebbe portare nelle tasche della società, secondo stime di JPMorgan, 4,5 miliardi di dollari quest’anno e 6,6 miliardi nel 2019.

NewBase, effettiva in Italia l’integrazione con l’Amazon Advertising Platform

Ha raggiunto piena operatività anche in Italia la collaborazione tra NewBase e Amazon per l’utilizzo della demand-side platform della società di e-commerce. Siglato nella seconda metà dello scorso anno a livello internazionale, l’accordo è attivo anche per altri quattro importanti mercati europei, ossia Regno Unito, Francia, Germania e Spagna.

La Amazon Advertising Platform, di cui NewBase è premium partner, utilizza i data set di Amazon per creare audience su misura per ogni marchio. I segmenti vengono creati non solo in base all’affinità ma anche all’intento di acquisto e alle abitudini di consumo.

«Queste informazioni garantiscono non solo l’efficacia del messaggio dell’azienda sull’audience ma anche la possibilità di trarre insegnamenti dal responso del consumatore per l’ottimizzazione di campagne future», ha dichiarato Enrico Ciampini, Managing Director per il nostro Paese di NewBase.

Analizzando il comportamento e le abitudini di acquisto di un utente, Amazon è in grado di valutare il grado di affinità dei consumatori con migliaia di categorie merceologiche, permettendo a NewBase di investire in modo mirato su questi segmenti, utilizzando i media più impattanti e strategicamente rilevanti senza disperdere il proprio budget.

“Branding e performance campaign sono esistiti fino ad ora su binari separati ma grazie ad Amazon si incontrano con la convergenza di strategia data-driven (performance) e brand basata sulla conoscenza profonda della propria audience. Amazon rende possibile raggiungere l’utente in un contesto che valorizza il messaggio del brand, grazie al placement in un contenuto di qualità, e allo stesso tempo tenendo conto del momento specifico del customer journey”, ha aggiunto Ciampini.

NewBase e l’approccio “data agnostic”

NewBase sottolinea di essere completamente agnostica sotto il profilo dei dati nella selezione delle DSP da integrare con la propria piattaforma.

Operativa in oltre trenta dei maggiori mercati, la società consente ai propri clienti accesso all’ecosistema programmatico attraverso piattaforme come Google DoubleClick Bid Manager, Mediamath, adform e, più recentemente Amazon, tutte gestite attraverso una Meta-DSP interna.

«In seguito al nostro rebranding, l’obiettivo principale per il 2018 è proporci con un posizionamento forte di un nuovo marchio. Lato tecnologia, continueremo a potenziare i nostri tre trading desk, offrendo ai nostri clienti maggiori trasparenza e controllo, anche grazie alla nostra soluzione NewBase:View, che permette di monitorare in tempo reale investimenti pubblicitari e obiettivi di campagna», ha concluso il Managing Director.