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Adform, Alfonso Mariniello promosso a Vice President Global Partnership

Alfonso Mariniello prosegue il suo percorso professionale in Adform con un nuovo incarico di rilievo internazionale: il primo febbraio è stato nominato Vice President Global Partnership della società ad-tech.

Mariniello, che guida la società ad-tech nel nostro Paese, avrà il compito di consolidare e ampliare le relazioni con i partner di Adform, ossia le società di consulenza, i system integrator e altri fornitori di tecnologie informatiche nell’ambito dell’automazione marketing.

Lo scopo è di posizionare sempre più la struttura all’interno del mondo MarTech, offrendo soluzioni per le imprese che si integrino perfettamente con l’ecosistema tecnologico dei clienti.

Adform cresce a doppia cifra e apre a nuovi mercati

Adform archivia il 2017 registrando una crescita a doppia cifra sull’anno precedente. «Siamo davvero entusiasti di questo risultato, il fatturato è aumentato superando ogni nostra aspettativa», ha dichiarato Alfonso Mariniello, VP Enterprise Sales, Southern Europe.

Parallelamente, la società ad tech ha allargato la sua presenza internazionale, aprendo uffici in nuovi mercati quali la Cina, l’India e l’Australia. Sarebbe inoltre al vaglio l’ingresso nell’America Latina. «L’espansione è stata resa possibile grazie all’acquisizione di nuovi grandi clienti, uno fra tutti Vodafone», ha aggiunto Mariniello.

Oltre a focalizzarsi sull’attivazione di campagne Out-of-Home digitale, Adform sta investendo su una soluzione di automated guaranteed dedicata ai media offline. Già disponibile ai clienti, essa permette a inserzionisti ed editori di monitorare la disponibilità di spazi pubblicitari su stampa, radio e televisione e di eseguire ordini di acquisto o vendita in tempo reale.

A pochi mesi dall’applicazione definitiva (25 maggio) della General Data Protection Regulation (GDPR), la società si è dichiarata pienamente conforme alle nuove norme che rafforzano la protezione dei dati personali dei cittadini europei: «Siamo sereni, i nostri sistemi e le nostre pratiche rispettano i parametri stabiliti dalla Commissione. I clienti sono più che tutelati in questo senso», ha concluso il manager.

Antonello Sessa, Agency Sales Manager di Adform, ha descritto quelle che secondo lui saranno le principali tendenze del settore ad tech per il 2018 in un articolo che potete leggere qui.

Rubicon Project ospita il primo “Transparency Breakfast”, per fare chiarezza sulla filiera dell’adv digitale

Transparency Breakfast” è stato il nome scelto da Rubicon Project per il suo primo evento di approfondimento sul tema della trasparenza nella pubblicità digitale.

La colazione di ieri, a cui hanno partecipato editori, concessionarie, aziende inserzioniste, operatori delle tecnologie per il marketing, è stata un’occasione di confronto tra professionisti provenienti da ogni livello della filiera.

Dopo aver accolto gli ospiti presso l’Open di Milano, Sara Buluggiu, Managing Director Managing Director Italia, Spagna e MENA della società ad-tech, è intervenuta per prima, spiegando come la trasparenza nel programmatico sia diventata cruciale per l’industria e analizzando la questione in ogni suo aspetto.

La pubblicità digitale dopo Mark Pritchard

Si è partiti dalle dichiarazioni famigerate di Mark Pritchard, Chief Brand Officer di Procter & Gamble, all’Annual Leadership Meeting IAB di gennaio, episodio che ha segnato una svolta nella storia della pubblicità digitale: «Quelle parole hanno avuto l’effetto di uno schiaffo ma ci sono servite per prendere coscienza delle criticità insite nel sistema. Il programmatic è nato come scatola nera, concepito come uno strumento oscuro e impenetrabile se non agli addetti ai lavori. Ma ora sta dimostrando i suoi limiti ed è arrivato il momento di cambiare le cose», ha dichiarato Buluggiu.

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Sara Buluggiu, Managing Director Italia, Spagna e Mena di Rubicon Project

E per farlo è necessario andare incontro alle esigenze di editori e aziende per quanto riguarda frodi, sicurezza online del marchio e misurabilità. Le richieste sono articolate, e riguardano il corretto funzionamento delle tecnologie, la viewability, le certificazioni di enti esterni, le modalità di raccolta dei dati, lo sviluppo di creatività differenziate e l’esplicitazione dei costi per i servizi erogati e le tecnologie fornite.

Sensemakers-comScore Italia: «Il traffico internet nel nostro Paese è pulito»

Questi argomenti sono stati poi approfonditi da Fabrizio Angelini, Ceo e Fondatore di Sensemakers-comScore Italia, che oltre a ricordare alcune tra le principali soluzioni di verifica offerte dalla società, come ad esempio lo strumento anti-riciclaggio del dominio internet, ha descritto lo stato di salute della pubblicità digitale in Italia.

In particolare, Angelini ha invitato gli operatori a placare le preoccupazioni concernenti la brand safety: laddove si decida di impiegare le dovute tecniche precauzionali, sarebbero esigui, infatti, gli episodi in cui il messaggio di un’azienda è accostato a contenuti dannosi, con un impatto, in ultima analisi, ridotto sugli obiettivi commerciali dell’inserzionista.

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Fabrizio Angelini, Ceo e Fondatore di Sensemakers-comScore Italia

Ma il dato più rassicurante è stato quello afferente al fenomeno delle frodi pubblicitarie nel nostro Paese: sui formati display e video, si attesta tra l’1,15% e l’1,35 il traffico non umano, ovvero generato da bot o altri software ingannevoli: «Questi valori sono di gran lunga inferiori a quelli che si registrano negli Stati Uniti. In Italia il traffico in rete è essenzialmente pulito», ha rassicurato Angelini.

Alla fine della sua presentazione, il Ceo di Sensemakers-Comscore Italia si è espresso parere negativo circa la nuova direttiva europea sulla tutela della privacy online: «La norma rende più difficile la condivisione dei dati e, di fatto, cristallizza l’assetto di mercato vigente, favorendo la posizione dominante delle grandi OTT. Inoltre, i costi necessari alla certificazione di conformità avranno una incidenza maggiore sulle casse dei piccoli operatori, che evidentemente sono dotati di disponibilità finanziarie ridotte».

Fastweb punta sul Programmatic

Ha fatto seguito l’intervento di un esponente di una grande azienda investitrice: Roberto Baldassarre, Manager of Brand Marketing & Media Management di Fastweb, che ha contribuito al dibattito raccontando il suo punto di vista sul Programmatic.

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Roberto Baldassarre, Manager of Brand Marketing & Media Management di Fastweb

Per Baldassarre, l’automatizzazione pubblicitaria è un grande strumento per i marchi poiché è in grado di ottimizzare la compravendita di spazi e, al contempo, personalizzare i messaggi diretti agli utenti, sia con obiettivi di branding sia di performance: «È un’opportunità da cogliere assolutamente, tuttavia sarebbe desiderabile una prospettiva più chiara sulle diverse componenti della catena del valore, specialmente sulla composizione dei prezzi».

La compagnia telefonica ha dimostrato di riconoscere l’importanza del data-driven dotandosi di una data management Platform, come già dichiarato dall’Head of Communication, Luca Pacitto, nella nostra intervista.

Gli operatori della filiera si confrontano al “Transparency Breakfast” di Rubicon Project

Il “Transparency Breakfast” di Rubicon Project si è concluso con una tavola rotonda, moderata da Simone Freddi, Direttore di Engage e Programmatic Italia, a cui hanno preso parte gli stessi relatori, ossia Sara Buluggiu, Fabrizio Angelini e Roberto Baldassarre, più Alfonso Mariniello, Country Manager di Adform, e Salvatore Aranzulla, fondatore di Aranzulla.it. I partecipanti hanno trattato il tema della trasparenza nelle sue varie declinazioni, tra cui l’uso dei dati, i modelli di acquisto, la struttura della filiera e la costruzione dei prezzi.

Angelini ha prospettato che il progressivo sviluppo e miglioramento di tecnologie, misurazioni e modelli avrà come risultato finale la risoluzione di qualsiasi problematica nella pubblicità digitale. Secondo Mariniello, presente all’evento in qualità di manager di una demand-side platform, sul lungo periodo il programmatic continuerà a crescere fino a inglobare anche gli altri media tradizionalmente offline, portando benefici per tutti gli operatori.

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Da sinistra: Buluggiu, Baldassarre, Simone Freddi, Direttore di Engage e Programmatic Italia, Alfonso Mariniello, Country Manager di Adform, Salvatore Aranzulla e Angelini

Baldassarre ha esortato il mercato a non lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà riscontrate nell’utilizzo di questi strumenti: «Consiglio agli operatori di impiegare comunque il Programmatic, per poi migliorarlo ed affinarlo in corso d’opera. Sarebbe dannoso non provare nemmeno a utilizzarlo per paura di incorrere in ipotetici danni e disfunzioni».

Aranzulla, presente in quanto editore, ha manifestato tutta la sua fiducia nella tecnologia, auspicando un maggior uso del Programmatic. Il suo sito, uno dei più letti in Italia, dimostra di aver adottato con successo l’automatizzazione, che ha consentito di migliorare notevolmente i risultati: la maggior parte dell’inventory del suo sito è infatti venduta in modalità open market e utilizzando una soluzione di header bidding: «Se si dotano degli strumenti necessari, gli editori possono trarre indubbiamente dei grandi benefici. Se per vendere i propri spazi pubblicitari si mettono in competizione contemporaneamente più fonti di domanda i margini aumenteranno in maniera significativa».

Guarda la galleria fotografica del “Transparency Breakfast”:

zeotap, i dati deterministici ora sono accessibili anche su Adform

zeotap ha annunciato di aver completato l’integrazione con Adform. Da oggi, sarà quindi possibile acquistare spazi in programmatico attraverso la demand-side platform, accedendo ai dati di zeotap per il targeting di campagne pubblicitarie automatizzate.

«La collaborazione con Adform è legata a una visione globale del mercato, parte integrante del DNA di zeotap. Entrambe le strutture sono impegnate a livello internazionale e poter aggiungere tra i nostri partner una azienda innovativa, dinamica e di successo come Adform ci rende particolarmente felici. La collaborazione ci consentirà di sviluppare maggiormente l’attività di monetizzazione attraverso un allargamento del mercato di riferimento, aumentando, di fatto, il numero di marchi e trading desk che potranno arricchire l’inventory programmatica attraverso i nostri dati deterministici, la cui caratteristica principale è, senza alcun dubbio, la qualità», ha dichiarato Riccardo Polizzy Carbonelli, VP Publishers & Advertising Partnership di zeotap, «I dati sono diventati preziosi come il petrolio. Per noi sono il carburante con cui alimentiamo le piattaforme tecnologiche, migliorandone le prestazioni. Avere a disposizione dati deterministici come quelli di zeotap consente di ottenere una reale reach-on-target misurabile, un parametro da tenere assolutamente in considerazione perché è sempre più richiesto da inserzionisti ed editori».

«Siamo felici di dare il benvenuto a zeotap all’interno del nostro marketplace per i dati, la loro offerta contribuirà ad alzare un livello di qualità già molto elevato. Seguendo la nostra filosofia di piattaforma aperta e totalmente agnostica, vogliamo dare ai nostri clienti la libertà di scegliere i dati che vogliono utilizzare, senza imporgli, come fanno altri operatori, l’uso di targeting che proviene dai loro walled garden. Per questo motivo, Adform continua a integrarsi con le migliori realtà di ogni settore per offrire un ecosistema completo per la gestione della pubblicità digitale», ha aggiunto Alfonso Marinello, VP Platform Solutions Southern Europe di Adform.

zeotap, che ha recentemente partecipato alla terza edizione del Programmatic Day, è una piattaforma globale che permette di integrare i dati deterministici provenienti da diversi operatori del mondo delle telecomunicazioni e altri fornitori di dati premium. Il nucleo centrale dei profili utente elaborati è costituito da una base dati deterministici verificati (asset Telco) alla quale viene aggiunto uno strato successivo di dati comportamentali o di intenzioni di acquisto. Polizzy Carbonelli ha affermato che in Italia, seguendo questo schema, la società sta attualmente svolgendo attività di analisi del mercato al fine di selezionare fornitori di dati a livello locale.

La società ha recentemente ampliato le proprie attività ad altre fonti di dati deterministici che hanno permesso di diversificare il proprio data graph, mantenendo costanti gli standard qualitativi. Negli ultimi mesi, zeotap ha firmato diversi accordi di collaborazione, tra i quali un contratto esclusivo a livello mondiale con un’azienda leader nella sicurezza e un accordo con un importante operatore dei servizi di navigazione.

Alfonso Mariniello, Adform: «La marketing automation aiuta a migliorare le performance delle campagne»

Secondo Alfonso Mariniello, VP Platform Solutions Southern Europe di Adform, la marketing automation è la chiave di volta per raggiungere i massimi risultati per le campagne di marketing. «Nel mondo del programmatic oggi si affronta una grande complessità data da milioni e milioni di eventi – ci ha detto il manager, intervistato a margine del Programmatic Day -. Un approccio puramente umano non può portare al massimo dell’efficienza e dell’efficacia nelle campagne ed è proprio per questo motivo che utilizzare dati e algoritmi aiuta i marketing manager a migliorare le performance».

Adform ha partecipato al Programmatic Day con un workshop in cui l’efficacia della marketing automation è stata illustrata attraverso il caso concreto di un progetto realizzato con Tim e AdmantX.

AdmantX ha utilizzato la sua tecnologia di analisi del traffico degli utenti, di machine learning e artificial intelligence per estrarre profili dei potenziali migliori clienti in tempo reale. «Si chiama Smart Profile Remarketing – ci ha spiegato Giovanni Strocchi, ceo di AdmantX -, ed è stata attivata grazie all’integrazione totale con la piattaforma di Adform».

Un piano che si è rivelato particolarmente efficace, come ha sottolineato Andrea Sinapi, Head of New Digital Services & Online Advertising – Consumer Market di TIM: «I risultati della nostra campagna sono stati particolarmente efficaci, siamo riusciti ad andare ben oltre la media dei risultati di campagne simili».

Programmatic Day, con Adform il workshop per una marketing automation orientata al ROI

Il percorso online del consumatore sta diventando sempre più irregolare ed imprevedibile, le esigenze degli utenti si rivelano sempre più mutevoli, tuttavia non sempre le aziende riescono a seguire in maniera adeguata questi cambiamenti.

A volte, esse tardano ad abbracciare i nuovi strumenti tecnologici oppure adottano soluzioni frammentate con il rischio, ad esempio, di perdere dati tra le diverse piattaforme o non raggiungere gli utenti nel momento giusto.

Dal TEI Framework, una ricerca Forrester, emerge che centinaia di marketing executives hanno dichiarato di usare più di due DMP nella propria azienda (64%), due o più ad-server (57%) oppure due o più strumenti di misurazione e analytics (44%). Da questa situazione scaturiscono, di conseguenza, alti costi di mantenimento, di integrazione, di formazione nonché il rischio della perdita della titolarità dei dati: tutti fattori che compromettono i risultati degli investimenti.

Ma la maggior parte degli inserzionisti sostiene di volere sempre più una singola soluzione per la gestione della pubblicità digitale.

Con il Workshop “Marketing Automation: il caso Tim”, che si terrà alle 10:15 nella Sala Verde durante il Programmatic Day, Adform evidenzierà quanto sia importante individuare un partner tecnologico in grado di fornire una piattaforma completa e capace di ottimizzare il ROI delle aziende investitrici, raggiungendo il consumatore nel momento più idoneo. Presiederà l’incontro Alfonso Mariniello, VP Platform Solutions, Southern Europe della società, con interventi di professionisti della società di telecomunicazioni e Admantx.

Gruppo DigiTouch è il primo Premium Partner di Adform

Il Gruppo DigiTouchplayer indipendente italiano attivo nel digital performance marketing e società quotata sul mercato AIM Italia, è il primo ad ottenere la certificazione di Premium Partner di Adform, nell’ambito del programma di accreditamento sviluppato da Adform stessa, per educare e ispirare gli attori della filiera del digital advertising.

«Siamo molto soddisfatti di questa certificazione perché testimonia l’impegno del nostro Gruppo a tenersi sempre aggiornato e preparato sui trend evolutivi del mercato del digital advertising. Questa preparazione ci permette di offrire ai nostri clienti le soluzioni di digital advertising sempre migliori e più innovative, creando così un reale valore aggiunto», afferma Paolo Mardegan, CEO del Gruppo DigiTouch.

L’agenzia ha ottenuto la certificazione di Adform, la piattaforma ad-tech full stack indipendente e aperta che serve agenzie media, trading desk, brand ed editori a livello globale, grazie al superamento di due test da parte del team di media traders del Gruppo: il primo test – modulo essentials – verte sulla preparazione inerente i servizi di adserving e di tracking, il secondo test – modulo programmatic – tratta invece l’articolato ecosistema delle Demand Side Platform, cioè delle pianificazioni tramite piattaforme intelligenti automatizzate.

«Siamo lieti che il nostro programma di certificazione sia apprezzato dalla filiera e possa contribuire a tenere elevato il livello di qualità sia delle professionalità che operano nel digital advertising che del prodotto finale, quindi delle campagne stesse, in una logica di generazione di valore», Alfonso Mariniello, ha commentato il Country Manager di Adform in Italia.

Facile.it sceglie Audience Base, la versione stand-alone della DMP di Adform

Facile.it, il sito leader in Italia per la comparazione delle tariffe, sceglie Audience Base, la versione stand-alone della piattaforma di gestione dati di Adform.

La DMP, si legge in una nota, permette di gestire i dati di navigazione, i dati di CRM e i dati derivanti dalle campagne per creare segmenti di audience pubblicitari. Inoltre, raccoglie, combina e categorizza i dati di prima, seconda e terza parte permettendo a Facile.it di sfruttarli per affinare il proprio target e per offrire messaggi più pertinenti e rilevanti ai consumatori.

«In un mercato in costante evoluzione, abbiamo riscontrato l’esigenza di portare le nostre capacità di digital marketing ad un livello superiore. E per farlo era necessario implementare una soluzione di gestione centralizzata dei dati che potesse essere integrata perfettamente nei nostri numerosi sistemi interni, dal CRM, all’e-mail marketing, all’on-site tracking. In Adform abbiamo trovato la soluzione che ci offre un grande livello di flessibilità e che ci permette di prendere completamente il controllo di tutti i nostri dati proprietari», ha commentato Andrea Orlunghi, Head of Web Marketing di Facile.it.

«Facile.it è un player all’avanguardia nel mondo digital. Implementando Audience Base Facile.it è stata in grado di cogliere le opportunità e i vantaggi di una soluzione tecnologica facilmente integrabile, flessibile ed efficiente accompagnata da un alto livello di servizio», ha spiegato Alfonso Mariniello, Country Manager di Adform in Italia.

Adform e Grandi Stazioni Retail portano per la prima volta in Italia il Programmatic OOH

Adform, la piattaforma ad-tech indipendente e aperta, annuncia il lancio delle prime campagne di programmatic Out-of-Home in Italia. Sviluppate per due riconosciuti brand del settore farmaceutico e per una importante azienda telco, sono frutto della collaborazione con Grandi Stazioni Retail, che gestisce il principale network italiano di video Out-of-Home nelle 14 maggiori stazioni ferroviarie italiane.

«L’azienda, forte degli eccellenti risultati già ottenuti nel Nord Europa, ha deciso finalmente di introdurre le sue soluzioni di Programmatic OOH anche nel mercato italiano. La scelta è caduta quasi obbligatoriamente su Grandi Stazioni Retail, in virtù del suo ruolo da leader in questo canale», ha commentato Alfonso Mariniello, Country manager per l’Italia di Adform.

Per ottenere la massima efficienza, l’intera operazione è stata eseguita utilizzando la piattaforma ad-tech full stack di Adform, che ha integrato infatti la sua supply-side platform nei sistemi di inventory di Grandi Stazioni Retail, consentendo agli acquirenti di selezionare le posizioni Out-of-Home su cui desideravano investire sulla base di ciascuna impressione. Contestualmente, anche le centrali media hanno potuto acquistare le impressioni tramite la demand-side platform di Adform. Le differenti inserzioni sono inserite negli spazi attraverso un meccanismo di aste in tempo reale, in cui si compete in base ai diversi parametri impostati dalle aziende inserzioniste.

Questo meccanismo si applica anche alle stesse creatività che, grazie al fatto di essere erogate da ad-server, garantiscono ai clienti totale autonomia. La tecnologia programmatica ha permesso di selezionare quali prodotti mostrare in funzione dell’ora del giorno, della stagionalità, e anche in base ad eventi internazionali. Gli annunci, quindi, sono stati creati in tempo reale con gli strumenti dinamici di ottimizzazione della creatività di Adform.

L’OOH rivive grazie alle tecnologie programmatiche

«I dati Nielsen testimoniano una ripresa dell’out-of-home. Ciò, oltre ad essere un dato incoraggiante per tutti gli operatori del settore, indica che questo canale è riuscito a rispondere all’evoluzione del settore e ad adeguarsi alle rinnovate esigenze degli inserzionisti. Gli impianti stanno attraversando un processo di svecchiamento, solo Grandi Stazioni Retail ha effettuato in questi anni investimenti di circa 10 milioni di euro. Il Programmatic ha aperto una nuova finestra sui consumatori: non si parla più di schermi privati, quelli dei dispositivi personali, ma di schermi pubblici, i cui messaggi sono visti da un elevato numero di persone. La componente tecnologica in questi sistemi è elevata: parliamo di strumenti di riconoscimento facciale, di sesso e rilevazioni anagrafiche. L’OOH sta assumendo tutte le caratteristiche degli altri canali programmatici perché ora è misurabile e permette di effettuare del targeting puntuale».

«Il Programmatic rappresenta il futuro dell’advertising out of home: stiamo proponendo all’interno delle Grandi Stazioni Retail un nuovo e dirompente modello di vendita», ha dichiarato Marco Orlandi, Responsabile Prodotto ed Innovazione di Grandi Stazioni Retail, «Grazie agli importanti interventi effettuati su piattaforme Smart e tools di raccolta dati, i nostri schermi sono da oggi in grado di acquisire campagne e contenuti in tempo reale dalla DSP di Adform. L’integrazione permette ai compratori il mix dinamico tra la presenza web e quella out-of-home, utilizzando le medesime metriche di valutazione. Grazie a questa integrazione, i clienti possono accedere in tempo reale ai report di esecuzione delle loro campagne digitali, con i dettagli relativi ai viewers ed alla composizione demografica dell’audience. L’approccio si estende anche al network GoTv, e permette l’accesso programmatico ad un vero e proprio canale televisivo».

I canali Digitali di Grandi Stazioni Retail raggiungono quotidianamente una platea di oltre 1,5 milioni di impressioni/giorno nelle sette stazioni di Milano Centrale, Torino Porta Nuova, Venezia Santa Lucia, Verona Porta Nuova Roma Termini, Roma Tiburtina e Napoli Centrale dove il servizio è già attivo.

«Siamo molto orgogliosi di questo progetto che ci permette di essere i primi ad entrare nel mercato del programmatic out-of-door in Italia. L’advertising digitale sta marciando a grande velocità verso il programmatic omni-channel che da questo momento include definitivamente anche l’OOH. Grazie a player come Grandi Stazioni Retail che investono intensamente in nuove tecnologie e in innovazione, Adform ha avuto modo di poter contribuire attivamente alla realizzazione di alcune delle più interessanti campagne per importanti brand grazie all’integrazione della propria SSP e DSP per una gestione di contenuti real time» ha aggiunto Mariniello.

La DMP di Adform diventa “stand-alone”

La scorsa settimana, Adform ha comunicato che la sua DMP, ora rinominata “Audience Base”, è disponibile ai clienti anche per l’utilizzo autonomo (stand-alone), al di fuori dalla sua piattaforma. Le aziende potranno così integrarla all’interno dei loro preesistenti ambienti di marketing tecnologico. «La nostra DMP ha raggiunto un livello di maturità tale da poter essere utilizzata anche in maniera separata dallo stack di Adform. Ora i nostri clienti potranno sfruttare appieno il valore della DMP anche senza dover necessariamente utilizzare la totalità della nostra piattaforma”.

Le aziende in Italia stanno imparando a gestire in-house il Programmatic

Nonostante i ritardi, la penetrazione degli strumenti programmatici all’interno dell’industria digitale italiana sta avvenendo rapidamente. Il settore è in forte crescita e sempre più aziende decidono di seguire questa tendenza investendo non solo in tecnologie ma anche in risorse umane, figure dotate delle competenze giuste per poter assicurare ai marchi una gestione interna delle piattaforme di scambio automatizzato, con un relativo efficientamento dei costi. Ce ne ha parlato Alfonso Mariniello, Country Manger per l’Italia di Adform, con cui abbiamo approfondito, più nello specifico, anche aspetti relativi alla realtà aziendale da lui guidata.

Come sta andando, secondo il vostro osservatorio, il mercato del Programmatic in Italia?

Si sta espandendo a ritmi sostenuti, l’azienda giova di questa tendenza positiva registrando tassi di crescita a due cifre. Tuttavia, bisogna constatare che ciò che si sta verificando è la diretta conseguenza di un settore dai tratti giovani, ancora nelle fasi iniziali del suo processo di sviluppo. La pubblicità programmatica non si sta aggiungendo alle altre forme di pianificazione ma le sta gradualmente sostituendo, sottraendo loro sempre più spazio. È interessante notare, inoltre, come questo strumento stia entrando in maniera sempre più strutturale all’interno delle aziende, che cominciano ad utilizzarlo senza l’ausilio di terze parti.

Quale orientamento stanno seguendo le aziende inserzioniste?

Ultimamente, emerge un forte interesse per gli investimenti in ambito tecnologico. Il marketing digitale è un’industria che si può “vincere” solo ricorrendo alla tecnologia e ad un know-how avanzato. Contrariamente a quanto accadeva pochi anni fa, le aziende non demandano ad altri soggetti la gestione degli strumenti, ma sviluppano delle competenze interne, al fine di operare con maggiore autonomia.

Avete nuovi formati o soluzioni in procinto di essere rilasciati?

Le attività di Adform coprono l’intero spettro della pubblicità digitale, siamo continuamente al lavoro. Offriamo soluzioni per gli operatori appartenenti sia al lato offerta, sia al lato domanda dell’industria. Abbiamo a disposizione, ad esempio, un ad server, una DMP e una DSP per agenzie ed inserzionisti ma anche una SSP per gli editori. Sviluppiamo nuovi formati ad hoc per i clienti su loro richiesta, ma a questo affianchiamo un’attività costante di ricerca e sviluppo, riuscendo ad anticipare le tendenze del settore.

Ha già detto che Adform è in forte crescita nel nostro Paese. Può fornirci qualche dettaglio in più in termini di numeri?

La nostra azienda si sta muovendo molto bene all’interno del mercato italiano. Ricalchiamo la tendenza positiva del settore e cresciamo a doppia cifra in termini di giro d’affari. Confermiamo le previsioni per la fine dell’anno, con un fatturato netto a +35% rispetto al 2015. Preciso che, poiché Adform è un’azienda non quotata e detenuta privatamente, il valore è generato per intero dalla vendita delle nostre soluzioni e non da operazioni finanziarie.

Su che cosa vi concentrerete in questa seconda parte dell’anno?

L’offerta di Adform è già abbastanza matura, copriamo l’intero spettro della pubblicità display. La nostra ambizione è realizzare progetti multi-piattaforma con aziende di grandi dimensioni. Lavoreremo per consolidare le collaborazioni con i clienti già nel nostro portafogli, come Sky, TIM, Direct Line, Unieuro, Euronics, ma anche per acquisirne di nuovi. Ci sono già diverse trattative in corso.

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