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Shutterstock e IBM Watson, nuovo accordo all’insegna dell’Intelligenza Artificiale

Oggi nella nostra rassegna protagonista l’Intelligenza Artificiale, con l’accordo tra Shutterstock e IBM Watson, la nuova acquisizione di Microsoft e una ricerca sul mercato degli smart speaker.

Shutterstock e IBM Watson, nuovo accordo all’insegna dell’Intelligenza Artificiale

Grazie alla tecnologia di intelligenza artificiale di IBM Watson, da oggi Shutterstock renderà più facile per le aziende trovare immagini, video e tracce musicali per creare contenuti e annunci pubblicitari. La società infatti ha annunciato che la sua libreria di oltre 200 milioni di elementi sarà disponibile da luglio sul Watson Content Hub, un sistema di gestione basato su cloud creato per aiutare nella creazione di siti, app, annunci e altro. Leggi di più su Venture Beat.

Microsoft si rafforza sulle tecnologie “conversazionali” grazie a una nuova acquisizione

Microsoft ha annunciato l’acquisizione di una società specializzata in soluzioni di Intelligenza Artificiale. Si chiama Semantic Machines ed è attiva in aree come speech synthesis, deep learning e natural language processing. Le sue tecnologie andranno ad arricchire l’offerta “conversazionale” del colosso di Redmond, che include Cortana, i Bot di Azure e i vari Microsoft Cognitive Services. A seguito di questa acquisizione, inoltre, Microsoft costruirà un centro di eccellenza sull’AI conversazionale a Berkeley, focalizzato in particolare sullo sviluppo delle interfacce di linguaggio. Leggi di più su Forbes.

Speaker intelligenti, Amazon perde quota contro Google e i nuovi player

L’arrivo di nuovi concorrenti, insieme alla crescita di Google nel comparto, erode quote al predominio di Amazon nel mercato degli smart speaker. Secondo una ricerca di Strategy Analytics, in un settore che a livello globale ha visto vendere 9.2 milioni di dispositivi nel primo trimestre del 2018, Amazon ha registrato il 43,6% di market share, Google il 26,5% ed Apple lo 0,6%. Un anno fa, prima che player come Alibaba, Xiaomi e la stessa Apple lanciassero i propri prodotti, la quota di Amazon era dell’81,8% e quella di Google del 12,4%. Leggi di più su MediaPost.

Amazon punta sull’assistente virtuale Alexa. Presto l’arrivo della pubblicità

Quella degli assistenti virtuali è stata una delle parole chiave del mercato digitale nell’anno che si è appena concluso. Nell’arrivo sul mercato di dispositivi quali Amazon Echo e Google Home, oggi sempre diffusi nelle nostre case, in molti hanno visto la possibile apertura di un nuovo canale per la pubblicità digitale, soprattutto quella programmatica, vista la possibilità di raccolta di dati sugli utenti che l’utilizzo di device di questo tipo comporta.

In molti, peraltro, si sono interrogati su come tali dispositivi avrebbero potuto funzionare da un punto di vista pubblicitario: in un mercato in cui, quanto a spesa adv, a farla da padrone è il Video, come sarebbero stati utilizzati dai brand questi nuovi mezzi?

Per lungo tempo la domanda non ha avuto risposta, Amazon e Google impegnate soprattutto a mettere a punto sui loro assistenti virtuali altro tipo di funzionalità. Ma adesso sembrerebbe che una delle due abbia compiuto il primo grande passo.

Secondo quanto riporta la CNBC, Amazon avrebbe infatti avviato una serie di colloqui con società di beni di consumo come Procter & Gamble per lo sviluppo di pubblicità sul dispositivo Echo, in cui funziona l’assistente virtuale Alexa. In particolare, la “forma” degli annunci dovrebbe essere quella del Search Audio, con i brand disposti a pagare per essere citati in risposta a specifiche richieste del pubblico. Se ad esempio l’utente chiede ad Alexa come fare a togliere la macchia di vino dalla tovaglia, Alexa potrebbe rispondere citando uno specifico smacchiatore. Esattamente come già succede sui motori di ricerca. Con la differenza che, nel caso degli assistenti virtuali, gli utenti sono generalmente più propensi a selezionare i primi risultati di ricerca, mentre sul web è più facile fare “scroll” della pagina o ignorare i suggerimenti: da qui l’importanza di avere un posizionamento “top”.

Amazon starebbe testando varie forme di pubblicità su Alexa. Una sarebbe quella di targettizzare gli utenti sulla base dei loro comportamenti di acquisto sulla piattaforma di ecommerce. Un’altra quella dell’inserimento di annunci all’interno delle skills – l’equivalente delle app – dell’assistente virtuale.

Sembrerebbe insomma che ci siano tutti gli ingredienti per l’apertura di una nuova fonte di monetizzazione per l’azienda di Seattle. Un’azienda che, progressivamente, sta diventando un vero e proprio colosso capace di far tremare le altre big di Internet.

Adobe punta sul marketing “vocale” con nuovi strumenti di analytics

Adobe arricchisce la sua Analytics Cloud con nuovi strumenti di misurazione dedicati al marketing “vocale”, volti a consentire alle aziende di erogare esperienze più personalizzate agli utenti e creare un rapporto di brand loyalty con essi attraverso interfacce voice-based.

“Attraverso un’analisi profonda dei dati vocali, completati dalle tecnologie di Intelligenza Artificiale e Machine Learning della piattaforma Adobe Sensei, le aziende possono acquisire informazioni e recommendation sulle audience, allo stesso tempo automatizzando le misurazioni tradizionalmente complicate e manuali“, spiega la società in una nota. Le aziende potranno tradurre in azione queste informazioni più velocemente, erogando così esperienze piacevoli per i consumatori e sfruttandole anche per email marketing e annunci pubblicitari.

Attraverso Adobe Analytics Cloud, i brand possono raccogliere e analizzare dati vocali provenienti da tutte le principali piattaforme, incluse Amazon Alexa, Apple Siri, Google Assistant, Microsoft Cortana e Samsung Bixby. La novità sta nella complessità delle informazioni vocali misurabili: i nuovi strumenti infatti, riescono a catturare sia l’intenzione dell’utente (come “fammi sentire una canzone”) sia specifici dettagli (“dei Beatles”). Tra i data point misurabili, fa sapere Adobe, ci sono anche la frequenza di utilizzo e le azioni compiute dopo aver fatto una richiesta vocale.

Su Amazon Echo arriva la pubblicità, con i nuovi Sponsored Message

Quando gli assistenti digitali hanno iniziato a diffondersi, grazie a dispositivi come Amazon Echo o Google Home, il mercato ha subito iniziato a chiedersi: “Quando arriverà la pubblicità?”. Ebbene, il momento non ha tardato ad arrivare.

Grazie ad una nuova piattaforma chiamata Sponsored Message, gli utenti di Amazon Echo cominceranno presto a ricevere mesaggi pubblicitari all’interno delle app terze di Alexa (le cosiddette “Skills” dell’assistente digitale di Amazon) come lo streaming musicale o gli aggiornamenti delle notizie.

Dietro la novità c’è VoiceLabs, società di Voice Experience Analytics con cui Amazon ha iniziato da tempo a collaborare per consentire a sviluppatori terzi di realizzare app per il proprio assistente vocale Alexa, e che adesso si sta occupando dell’implementazione degli annunci adv.

Secondo quanto riporta la testata Business Insider, i ricavi degli annunci pubblicitari andranno direttamente agli sviluppatori delle app, anche se (indirettamente) ne trarrà profitto anche Amazon, che “potrebbe utilizzare questa opportunità per vedere se gli utenti di Alexa sono aperti alla pubblicità sulla piattaforma, e poi incorporarla anche sulle sue app proprietarie come le shopping list”.

A spiegare cosa sono gli Sponsored Message è la stessa VoiceLabs in una nota ufficiale: annunci “lunghi dai 6 ai 15 secondi, inseriti all’inizio e al termine delle conversazioni”. Il formato, inoltre, è disegnato per essere una sorta di storia in più parti, che viene via via proposta nel corso della giornata: un utente può sentire la prima parte dell’annuncio la mattina presto, poi la seconda parte quando riutilizza Alexa nel pomeriggio, e infine la terza parte la sera o il giorno successivo.

Ad essere coinvolte dall’arrivo degli annunci, comunque, non saranno molte Skills. Anzi. Attualmente ci sono solo tre categorie di app su Alexa che possono ospitare pubblicità, secondo le regole di Amazon: lo streming radiofonico, lo streaming musicale e le notizie flash, il che equivale a circa 3000 delle 13000 Skills complessive esistenti su Alexa.

Lo Sponsored Message, che potrebbe essere riconducibile a un formato Native Audio, è stato a lungo testato da VoiceLabs, raccogliendo un alto livello di accettazione da parte degli utenti. Tra i suoi primi utilizzatori ci sono la compagnia di assicurazioni Progressive, il fast food Wendy’s e il broadcaster ESPN.

Secondo una recente ricerca di BI Intelligence, attualmente 9 milioni di abitazioni negli Stati Uniti hanno almeno un dispositivo Amazon Echo, e si stima che la cifra arriverà a 16,5 milioni entro il 2022. Proprio pochi giorni fa, Amazon ha presentato Echo Show, la nuova versione del suo speaker, arricchita da uno schermo video: una novità che potrebbe, ulteriormente, aprire le porte a nuove possibilità di monetizzazione pubblicitaria.

The Post Internazionale entra nel network di smartclip

The Post Internazionale (TPI), giornale online che si occupa di attualità internazionale, ha scelto smartclip, la piattaforma per brand e pubblicità video multi-schermo, per la monetizzazione dell’inventory outstream, con un accordo in prima chiamata su desktop, tablet, mobile.

smartclip, con questa nuova partnership, amplia il proprio network di editori e consente di offrire agli inserzionisti un mezzo per raggiungere il target dei Millennials, gruppo sociale sempre in evoluzione, strategico e tipicamente difficile da intercettare.

TPI è uno dei principali siti italiani in termini di traffico: i dati di Alexa lo posizionano tra i primi 200 siti più visitati in Italia e tra i primi 25 giornali online di informazione in Italia. La maggioranza dei 1,5 milioni di utenti unici mensili consulta TPI da mobile, modalità preferita per la fruizione delle news. I lettori hanno mediamente un’istruzione alta (laurea) e visitano 4 pagine per singolo accesso.

«Siamo lieti di avviare questa collaborazione con The Post Internazionale che ci offre l’opportunità di estendere il nostro network e di favorire l’incontro tra brand e Millennials. E’ un segnale di apprezzamento per la nostra capacità tecnologica nel programmatic advertising e in particolare verso la nostra piattaforma SmartX», afferma Luca Di Cesare, Managing Director di smartclip Italia.

«The Post Internazionale (TPI) ha saputo conquistare un pubblico con cui molte aziende vogliono entrare in relazione. I Millennials sono un target sfuggente e nello stesso tempo molto esigente. Indubbiamente un’audience da curare con particolare attenzione. Per questo ci avvaliamo di partner che, come smartclip conoscono il valore della distribuzione, dei contenuti e della relazione che si stabilisce tra brand, editore e lettore», commenta Giulio Gambino, direttore di TPI.