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Sizmek, accordo con Tapad per migliorare la reach cross-dispositivo

Sizmek ha annunciato un nuovo accordo globale con Tapad, società di marketing cross-dispositivo. Integrando la tecnologia Tapad Device Graph, la piattaforma d’acquisto migliorerà le proprie capacità predittive fondate sull’intelligenza artificiale per consegnare messaggi corretti e cross-dispositivo su scala globale, in un ambiente sicuro dal punto di vista della privacy.

Grazie alle funzionalità di attivazione dati, ottimizzazione creativa ed esecuzione media di Sizmek, la soluzione potenzierà l’efficienza e la precisione delle campagne di pubblicità digitale riuscendo a riconoscere le persone su tutti i dispositivi. In questo modo, gli inserzionisti potranno ottenere una visione chiara del customer journey degli utenti, realizzare economie di scala senza compromettere l’efficienza e scoprire nuove opportunità di conversione.

I clienti di Sizmek avranno accesso ai dataset di Tapad, conformi alle normative di tutto il mondo e con elevati livelli di protezione della privacy, nelle Americhe e nelle regioni EMEA e APAC. Ottenendo una conoscenza più approfondita delle preferenze dei consumatori, delle loro intenzioni d’acquisto e delle abitudini di conversione, Sizmek e i propri clienti saranno in grado di potenziare le strategie di comunicazione, migliorando il riconoscimento cross-dispositivo dell’audience.

“Tapad è nota per le sue avanzate funzionalità cross-device e l’integrazione della sua offerta rientra nel nostro programma volto a coinvolgere i migliori provider di soluzioni per la gestione del dato e la misurazione”, ha commentato Enrico Quaroni, Managing Director per l’Italia di Sizmek. “Grazie a questa partnership, potremo offrire ai nostri clienti una maggiore precisione e una reach più ampia delle campagne marketing sulla base delle informazioni sugli utenti, che andranno ad aggiungersi alla nostra offerta completa di ottimizzazione creativa, abilitazione del dato ed esecuzione media”.

“L’offerta di Sizmek basata sulle migliori tecnologie di intelligenza artificiale e machine learning del mercato costituisce un’ottima integrazione al nostro Device Graph”, ha dichiarato Chris Feo, SVP, strategy & global partnerships di Tapad. “La nostra capacità di creare segmenti più piccoli e personalizzati insieme al modeling basato sull’AI di Sizmek garantiranno efficienza, efficacia e un maggiore ROI ai marketer di tutto il mondo”.

Publicis Groupe: continuano i lavori sulla piattaforma Marcel, con il lancio di un incubatore

Continuano i lavori di Publicis Groupe sul progetto Marcel, la nuova piattaforma di intelligenza artificiale che dovrebbe vedere la luce l’estate prossima.

Secondo quanto riporta il sito Campaign, la holding francese avrebbe lanciato un incubatore per testare la tipologia di servizi che Marcel potrebbe offrire ai clienti del gruppo. L’incubatore, che si chiama M Labs, è stato lanciato internamente a settembre, e sarebbe già al lavoro un primo cliente partner sulla selezione di modalità “intelligenti” di raccolta di un team per la realizzazione di un grosso progetto aziendale.

Marcel è stato presentato per la prima volta da Publicis Groupe lo scorso giugno, quando, con un annuncio che aveva destato molto scalpore, il CEO del gruppo Arthur Sadoun aveva dichiarato che avrebbe sospeso ogni partecipazione ad eventi promozionali (Cannes Lions compresi) per dedicare adeguate risorse a questo progetto in partenza. La piattaforma sarà una sorta di assistente professionale tecnologicamente avanzato, il cui obiettivo sarà quello di connettere gli 80 mila dipendenti del gruppo, impegnati in 200 discipline in 130 Paesi, identificando per essi opportunità di progetti cross-mercato e anticipando i bisogni dei loro clienti attraverso analisi predittive.

Inizialmente la finalità di Marcel era quella di fungere da piattaforma di condivisione di conoscenze, basata sull’intelligenza artificiale, ma sarebbero allo studio ulteriori servizi aggiuntivi, che tramite M Labs verrebbero testati sia in termini di funzionamento sia di gradimento da parte dei dipendenti.

Il lancio definitivo della piattaforma è atteso per la conferenza VivaTech il prossimo giugno, ma secondo quanto ha dichiarato alla testata britannica Carla Serrano, chief strategy officer di Publicis Groupe e chief executive di Publicis New York, la società spera di poter condividere prima di allora «alcuni beta test» effettuati tramite M Labs, magari già entro la fine dell’anno o all’inizio del 2018.

Inventory fraudolente, nel 2018 “costeranno” alle aziende 51 milioni di dollari al giorno

Quello delle inventory fraudolente è ancora una questione aperta nel mondo della pubblicità digitale, e programmatic in particolare. Nonostante gli sforzi di operatori e associazioni di categoria nel trovare delle soluzioni in grado di debellare il problema, ancora molti inserzionisti, a loro insaputa, si trovano ad acquistare spazi pubblicitari fake, o differenti rispetto a come venivano descritti al momento della vendita.

Oggi una nuova ricerca internazionale dà un valore del fenomeno: nel 2018 si stima che le aziende perderanno 19 miliardi di dollari in pubblicità fraudolenta, il che equivale a circa 51 milioni di dollari al giorno. E sempre secondo lo studio, condotto dall’istituto Juniper Research, nei prossimi 5 anni il fenomeno non diminuirà, anzi raggiungerà i 44 miliardi entro il 2022.

Tra i principali motivi di resistenza del fenomeno, nonostante gli sforzi del mercato, c’è secondo la società l’approccio chiuso di certe piattaforme pubblicitarie, i cosiddetti walled garden, e la loro riluttanza a fornire informazioni rilevanti sulle performance pubblicitarie ad aziende ed editori. Un atteggiamento che secondo Juniper Research dovrebbe essere abbandonato a favore di una maggiore trasparenza tra gli stakeholder.

Nel frattempo, una possibile soluzione potrebbe essere quella dell’Intelligenza Artificiale, che attraverso l’analisi delle chiamate d’asta, delle impression e dei CTR potrebbe individuare e bloccare gli annunci fake. Tecnologie auto-apprendenti vengono già utilizzate per il targeting pubblicitario (secondo lo studio arriveranno ad essere adottate sul 74% della spesa pubblicitaria su web e mobile entro il 2022), ed hanno iniziato ad essere adottate anche per identificare in maniera rapida attività fraudolente, attraverso l’osservazione del traffico, dei tassi di conversione, delle localizzazioni geografiche e degli indirizzi IP.

Ma naturalmente serve tempo perché questo tipo di strumenti diventi sempre più efficace, dal momento che apprende attraverso l’esperienza. Anche l’aggiunta di nuove fonti di dati da analizzare potrebbe essere utile in tal senso.

Rocket Fuel: raggiungere gli utenti nel momento giusto non basta, serve la giusta creatività

Oggi, grazie all’intelligenza artificiale, i professionisti del marketing possono consegnare le pubblicità migliori alle persone giuste nel momento adatto. Tuttavia, spesso si concentrano sul “chi” e “dove”, perdendo di vista il “cosa”.

Howard Gossage, teorico dei media e uno dei più importanti esponenti dell’era “Mad Men”, dichiarò: “Nessuno legge le pubblicità. Le persone leggono quello che gli interessa. A volte si tratta di una pubblicità”. I problemi dell’industria pubblicitaria degli anni ’50 e ’60 sono ancora attuali: come raggiungere le persone giuste nel momento migliore col messaggio adatto? Il panorama attuale basato sul bidding porta spesso a perdere di vista questa domanda fondamentale.

Nonostante la rivoluzione portata dal programmatic, troppe pubblicità raggiungono ancora l’obiettivo sbagliato e comunicano il messaggio o il prodotto errato. Tuttavia, esiste una soluzione: l’intelligenza artificiale, capace di prendere migliaia di decisioni ogni millisecondo sulla base di dati nuovi e rilevanti, aiutando i marketer a ottenere risultati migliori e mostrare pubblicità più coinvolgenti e mirate agli utenti.

Oltre a essere professionisti del marketing, noi di Rocket Fuel siamo anche clienti e sappiamo cosa significhi ricevere pubblicità non pertinenti, che preferiamo ignorare. Il 91% dei consumatori dichiara che le pubblicità sono più intrusive oggi rispetto a due anni fa. Questo significa che le persone spesso notano le pubblicità ma solo per motivi negativi. Abbiamo tutti gli strumenti per migliorare la situazione ma molti dati della navigazione degli utenti – come la cronologia delle ricerche, i social visitati e molto altro – sono ancora poco o per nulla utilizzati. Il risultato, come sappiamo, sono campagne maldestramente targettizzate che non riescono a raggiungere l’audience desiderata.

Per permettere ai marketer di proporre agli utenti il giusto prodotto nel modo migliore, le piattaforme self-service odierne offrono quelle che vengono chiamate “creatività dinamiche”: grazie all’automazione intelligente è possibile creare AD in 36 dimensioni e formati pubblicitari, coprendo tutti i principali dispositivi, senza bisogno di intervento umano. Inoltre, il processo di dynamic creative optimisation (DCO) seleziona il prodotto – o la combinazione di prodotti – che ha maggiori probabilità di avere successo, veicolandolo con la pubblicità migliore nel momento adatto.

L’intelligenza artificiale effettua le proprie scelte sulla base delle abitudini di navigazione dell’utente ma in modo predittivo, evitando di mostrare un prodotto già acquistato. In questo modo è possibile migliorare il costo per acquisizione del 46%.

L’utilizzo degli adblocker è in rapida crescita ma gli utenti non sono così contrari alle pubblicità come può sembrare: secondo una ricerca condotta da HubSpot, il 77% delle persone preferirebbe filtrare le pubblicità invece di bloccarle completamente. Mostra a un utente un prodotto che non gli interessa e lo ignorerà, ma se trovi il prodotto giusto le possibilità di conversione aumenteranno immediatamente.

Adobe rafforza gli strumenti di personalizzazione e targeting all’insegna del Machine Learning

Adobe ha annunciato che metterà a disposizione nuove funzionalità di data science e algoritmi di ottimizzazione in Adobe Target, lo strumento di personalizzazione all’interno di Adobe Marketing Cloud. Adobe Target sarà anche potenziato grazie a delle integrazioni con Adobe Sensei, il framework di AI e Machine Learning della società, che andranno ad arricchire in particolare le soluzioni per la customer recommendation e per il targeting, ottimizzeranno la comunicazione e automatizzeranno l’erogazione di offerte personalizzate.

I clienti di Adobe Marketing Cloud potranno utilizzare i loro algoritmi proprietari e modelli di raccolta e gestione dei dati all’interno della piattaforma di marketing, integrandoli con le soluzioni di Adobe Sensei su Adobe Target per erogare esperienze personalizzate ai loro consumatori su larga scala.

«Le aspettative dei consumatori sono aumentate a dismisura, al livello che l’iper-personalizzazione non è più una scelta per i brand, ma un imperativo – spiega Aseem Chandra, vice president di Adobe Experience Manager e Adobe Target -. I brand stanno già sviluppando algoritmi proprietari. Quando questi vengono integrati in Adobe Target, le aziende possono combinare le loro proprie expertise con la forza degli strumenti di Intelligenza Artificiale e Machine Learning di Adobe, per predire quello che i consumatori vogliono ed erogarlo prima che essi lo chiedano, contribuendo ad accrescere il valore del business e la brand loyalty».

In più, Adobe ha svelato nuove funzionalità di Adobe Target, sempre volte alla creazione di esperienze personalizzate per gli utenti. Tra di esse ci sono la “Personalizzazione One-Click”, le “Recommendation Personalizzate”, le “Offerte Automatizzate” e il “Targeting di Precisione”.

Wunderman punta sull’Intelligenza Artificiale con una nuova divisione interna

Wunderman, agenzia digital di casa WPP, ha annunciato il lancio di una nuova divisione interna specializzata in soluzioni di Intelligenza Artificiale per i marketer.

La notizia è stata resa nota dalla stessa agenzia in occazione dell’evento Inspire di Microsoft, attualmente in corso a Washington, D.C.. La nuova unit, che si occuperà di sviluppare soluzioni di Intelligenza Artificiale per customer care, acquisizione, product development e customer retention, si chiamerà Wunderman AI Services e sfrutterà le tecnologie di Microsoft Azure e Cortana Intelligence Suite.

“Rafforzata dalle conoscenze profonde di Wunderman in campo CRM, dati e customer engagement, Wunderman AI Services aiuterà le aziende a trarre beneficio dal numero crescente di informazioni fornite dai big data per creare soluzioni di marketing e customer service basate sull’Intelligenza Artificiale e sul Machine Learning”, spiega l’agenzia di WPP in una nota.

Alla guida della unit ci sarà Robbee Minicola, ex Principal Program Director Big Data di Microsoft e ora Presidente di Wunderman Seattle. Riporterà a Seth Solomons, CEO North America di Wunderman.

IBM Watson, Michael Mendenhall è il nuovo Chief Marketing Officer

IBM ha nominato Michael Mendenhall come Chief Marketing Officer di IBM Watson: sarà responsabile del marketing e delle comunicazioni per il marchio di intelligenza artificiale e la piattaforma cloud della società.

Mendenhall proviene da Flex, dove ha già lavorato come CMO e ha contribuito al rebranding dei 12 verticali della società di elettronica.

Nel corso della sua carriera, ha ricoperto lo stesso ruolo anche in SanDisk e HP. In precedenza, ha maturato oltre dieci anni di esperienza nel marketing dei Walt Disney Studios e nella divisione parchi e resort.

Mendenhall avrà base a San Francisco e sarà operativo dalla prossima settimana.

Intelligenza Artificiale, per le aziende è importante ma la usano ancora in pochi

I marketer credono in un futuro dominato da Intelligenza Artificiale, Voice Search e Internet of Things. Tuttavia, la maggior parte delle aziende e dei professionisti di agenzia ha ancora fatto poco per introdurre queste componenti nella loro strategia di content marketing.

E’ quanto rivela una ricerca di BrightEdge, società specializzata in campo SEO e content marketing a performance. L’operatore ha coinvolto 252 professionisti del marketing digitale appartenenti ai brand Fortune 500 tra aprile e maggio 2017, nell’intento di capire quanto i marketer sono preparati alla crescente adozione da parte dei consumatori di AI e Voice Search.

Il risultato? Secondo lo studio, i marketer non sono ancora preparati a un mondo post-mobile, dove le ricerche vocali o localizzate e il ruolo crescente di algoritmi intelligenti nella search stanno profondamente cambiando il mondo in cui i consumatori interagiscono coi brand.

In particolare, i marketer sembrano ancora molto focalizzati sul passaggio dal desktop al mobile: il 17% degli intervistati pensa ancora che il mobile sia “the next big thing”.

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Approssimativamente il 66% dei professionisti di marketing non ha in piano di cominciare a prepararsi alla Voice Search, sebbene il 31% di essi pensi che sia questo il nuovo grande tema del proprio mercato. Un approccio che non va di pari passo con quello degli utenti, che sempre più fanno riferimento agli assistenti vocali per cercare qualcosa di cui hanno bisogno: attualmente oltre il 20% di tutte le ricerche mobile avviene tramite voce.

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Alla stessa maniera, il 32% dei professionisti crede che uno dei nuovi grandi temi del marketing sia l’Intelligenza Artificiale, ma ben il 57% non pensa di implementare nessuna tecnologia di questo tipo nei propri strumenti di comunicazione quest’anno.

Google lancia un programma di venture capital dedicato all’Intelligenza Artificiale

Che Google stesse puntando sull’Intelligenza Artificiale non è una sorpresa. L’AI è stato il tema principale del recente I/O e il colosso di Mountain View punta a permearne molti dei suoi prodotti in cantiere. Adesso, però, arriva un’ulteriore conferma dell’interesse dell’azienda in questo campo.

Secondo quanto riporta la testata americana Axios, che lo avrebbe appreso da diverse fonti, Google starebbe per lanciare un nuovo programma di venture capital sull’Intelligenza Artificiale. La nuova piattaforma sarà guidata da ingegneri, non da venture capitalist professionisti, e sarà volta ad offrire tutoraggio e, in alcuni casi, spazi e servizi di incubazione a startup di AI. A guidarla dovrebbe essere Anna Patterson, da lungo tempo VP of engineering di Google specializzata in AI, che riporterà a Google invece che ad Alphabet.

Axios riporta che il progetto attuerà finanziamenti tra 1 e 10 milioni di dollari ed eventualmente, in caso di buone opportunità, co-investirà insieme all’altro suo incubatore Google Ventures.

Targeting basato sull’Intelligenza Artificiale: su Pinterest arriva una nuova funzione

Il targeting su Pinterest non poteva che passare dalle foto.

Da circa un anno, il social network utilizza le tecnologie di riconoscimento delle immagini per suggerire “pin” correlati: se ad esempio mettiamo un pin sull’immagine di un determinato oggetto, come una sedia da ufficio, il social ci mostrerà tra le immagini correlate oggetti simili. Adesso questo tipo di algoritmo verrà applicato anche alla pubblicità, il che vuol dire che, invece di mostrare annunci sulla base di parole chiave o altri metodi “tradizionali”, il social potrà adesso far visualizzare l’annuncio di un prodotto accanto alle foto di un oggetto simile, che l’utente ha mostrato di apprezzare.

“Quando un potenziale consumatore mostra di apprezzare un tavolo su Pinterest, il riconoscimento visuale ci permette di individuarne lo stile, la texture e la forma che lo rendono unico. Riusciamo a indentificarlo come un ‘tavolo da pranzo rettangolare, di stile moderno anni 50’, e mostriamo prodotti simili al suo look and feel”, spiega il social nel blog post con cui annuncia la novità per gli inserzionisti.

Questi nuovi annunci basati sull’Intelligenza Artificiale appariranno per ora solo sulla gallery dei Pin Correlati e tra i pin della sezione Instant Idea, ma il social network conta di estendere la loro presenza. Il targeting per riconoscimento delle immagini arriverà anche sui risultati mostrati quando una persona usa la funzionalità Lens per scansionare una foto con lo smartphone e trovare pin associati, così come sulla funzionalità Shop the Look che consente agli utenti di toccare un prodotto presente in una foto per visualizzare una serie di link a prodotti simili in vendita.

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