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Google “ripulisce” AdWords: via i profili inattivi

Tv ma non solo nella nostra rassegna di oggi: le novità di Google AdWords, Nielsen e Fox.

Google “ripulisce” AdWords: via i profili inattivi

Google ha deciso di fare un po’ di “pulizia” tra gli account AdWords aperti dalle aziende. La società ha annunciato infatti che il 26 marzo comincerà a cancellare i profili che sono stati che sono stati inattivi per 15 mesi. Già oggi, se un account non è stato utilizzato per acquistare pubblicità per 15 mesi, sarà disattivato e cancellato. L’obiettivo è quello di rendere il sistema AdWords più veloce, e aiutare gli inserzionisti a stare al di sotto di un certo numero di profili aperti. Leggi di più su MediaPost.

Da Nielsen un nuovo strumento di targeting per la TV

Nielsen lancia uno strumento di forecasting per migliorare il targeting della pubblicità su TV lineare. Attraverso la soluzione sarà possibile creare nuovi segmenti di pubblico sulla base di una combinazione di caratteristiche, come transazioni in-store e online (ad esempio se l’utente acquista in centri commerciali) e aspetti psicografici (se possiede animali). Grazie al tool, broadcaster e inserzionisti avranno modo di prevedere in maniera più accurata e diretta quali spazi sono ideali per un preciso target. Leggi di più su Variety.

Meno spot (ma più di qualità) sui canali televisivi Fox

In una fase in cui sempre più persone si spostano dalla tv tradizionale sostenuta dalla pubblicità alle piattaforme di streaming ad-free come Netflix, gli stessi modelli pubblicitari della tv cambiano. Il direttore vendite di Fox Networks Group Joe Marchese ha dichiarato l’intenzione di portare l’ingombro della pubblicità sui suoi canali a due minuti ogni ora di contenuti entro il 2020. L’anno scorso la media andava tra i 13 e i 16 minuti. Meno spot, ma più costosi. Il cambiamento andrà di pari passo con un nuova metrica alla base della vendita degli spazi, legata al tempo speso sul contenuto invece che al numero di visualizzazioni. Leggi di più sul Wall Street Journal.

Creatività pubblicitarie sempre rilevanti? Google e Shutterstock annunciano un accordo

Nell’era del real-time pubblicitario digitale, a volte non è facile realizzare creatività sempre diverse e rilevanti per poter cogliere appieno i benefici del targeting data-driven. Ma un nuovo accordo sembra venire in aiuto alle aziende in difficoltà.

Da oggi infatti gli inserzionisti dei prodotti pubblicitari display di Google potranno utilizzare le immagini di Shutterstock per le loro campagne.

Il fornitore di immagini e musica ha infatti annunciato un’integrazione API con Google, che permetterà alle aziende che usano i formati display web e mobile di Big G, tra cui Adsense, Adwords e Admob, di accedere a un portafoglio di oltre 90 milioni di immagini, utilizzabili per le loro campagne.

La tecnologia di Google unirà in maniera programmatica le immagini ai copy pubblicitari, valutandone le performance adv: la soluzione API scalabile di Shutterstock consentirà infatti a Google di testare facilmente le performance dell’immagine unita al testo, direttamente all’interno del formato pubblicitario, per annunci ancora più rilevanti che sappiano rispondere alle nuove sfide del real-time pubblicitario digitale.

Shutterstock fornisce già il proprio archivio di immagini a fini pubblicitari ad AOL, Salesforce e Sprinklr.

Google, anche il programmatic al centro dell’evoluzione “mobile” di AdWords

Negli scorsi giorni Google ha presentato una completa riprogettazione in chiave mobile-first di AdWords. Riprogettazione (qui un articolo completo sulle novità presentate) che coinvolge anche il mondo dell’automated buying, con l’aggiunta di nuove feature in chiave Programmatic.

Google ha infatti voluto offrire ai suoi inserzionisti più insight grazie ai dati raccolti sulla piattaforma e un maggiore controllo sui bid di AdWords non solo a livello desktop, ma anche per smartphone e tablet.

Considerando l’inarrestabile avanzata del mobile a livello di traffico internet, in occasione della presentazione della novità Sridhar Ramaswamy, senior VP of advertising and commerce at Google, ha sottolineato la necessità per le aziende di avere più flessibilità su come viene condotta l’asta su AdWords e su quando l’annuncio viene erogato. In un momento in cui l’utilizzo del mobile sta rapidamente crescendo, è sempre più una sfida per i brand adattare le proprie campagne mobile a sistemi di bidding limitati a una manciata di opzioni creative.

Adesso, gli inserzionisti che utilizzano AdWords avranno la possibilità di legare una parola chiave a un particolare device come uno smartphone o un tablet e settare parametri specifici di bidding in base al canale scelto. Potranno quindi ancorare l’asta a quel singolo format e aggiustarla di conseguenza, con un range di opzioni più ampio, fino al +900%.

Novità in vista anche per Google Display Network, la galassia di property che, secondo quanto rivelato dallo stesso Ramaswamy, raggiunge oltre il 90% di tutti gli utenti internet, attraverso oltre 2 milioni di siti e app. Sul network, gli inserzionisti potranno realizzare campagne display responsive, che si adattano al look and feel della property che li ospita, accedendo dunque all’inventory nativa dell’editore in questione. All’azienda basterà fornire headline, descrizione, immagine e URL, e Google costruirà automaticamente l’annuncio.

Cambiamenti investiranno infine anche il sistema di targeting location-based di AdWords. Considerando che circa il 90% delle vendite avviene nei negozi, Google ha migliorato la targettizzazione per luogo fisico, aiutando gli inserzionisti a promuovere i loro negozi quando i consumatori cercano specifici prodotti sui loro smartphone. E per aiutare le aziende a raggiungere i consumatori che cercano negozi fisici, Google ha annunciato l’introduzione di nuovi formati sul motore di ricerca e su Maps, come i Promoted Pins, che comunicheranno l’esistenza di punti vendita intorno all’utente.

Katabios 60+: AdWords e Programmatic per la sua prima campagna

Grand Union Healthcare, la divisione farmaceutica del gruppo internazionale di comunicazione digitale FullSIX, ha vinto il budget di comunicazione per tutte le attività digitali di Katabios 60+, il nuovo integratore vitaminico per over 60 formulato per il mantenimento della vitalità fisica e mentale di SIT Laboratorio Farmaceutico.

L’agenzia ha curato per il lancio del nuovo prodotto ogni aspetto della comunicazione: dal sito web alla creazione del packaging. Il prodotto ha, inoltre, avuto il supporto di campagne AdWords e Programmatic, svolte in collaborazione con Havas Media Group.

(Leggi l’articolo completo su Engage.it)

Google, stop definitivo a Flash. Dal 30 giugno non sarà più possibile caricare il formato su AdWords e DoubleClick

Google muove un altro passo che decreta ufficialmente la fine del formato Flash. Dopo aver comunicato lo scorso anno che il browser Chrome avrebbe bloccato questo formato, ora Big G comunica che a partire dal 30 giugno prossimo gli inserzionisti non potranno più caricare annunci in Flash su AdWords e sulla piattaforma su DoubleClick.

Ma non solo: nella nota che comunica la decisione del colosso di Mountain View si specifica anche che a partire dal 2 gennaio 2017 le animazioni in Flash non saranno più riprodotte. Questo chiama gli inserzionisti a un adeguamento immediato delle proprie creatività allo standard HTML5, che inoltre facilità la riproduzione di animazioni e filmati anche su device mobili.

Linguaggio su cui si sta muovendo anche la stessa Adobe, a cui è attribuita l’invenzione del formato Flash su cui gravano fin troppe falle in termini di sicurezza.

[Da Engage.it]

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