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I marketer del B2B sono pronti per il Programmatic?

Le aziende B2B hanno adottato il Programmatic più lentamente rispetto alle loro controparti B2C. Questo perché la differenza che intercorre tra natura e valore di prodotti e servizi scambiati dai business e quelli di prodotti destinati al consumatore finale comporta attente considerazioni circa gli strumenti da utilizzare.

Tuttavia, una ricerca sui marketer e le agenzie Business-to-Business, condotta da Adweek BrandShare per Dun & Bradstreet, ha rivelato che non solo queste aziende ora sono maggiormente informate sui media data-driven ma anche che gli strumenti programmatici sono più indicati per ottenere la generazione di lead e le campagne di contenuto cruciali per il successo dei B2B.

Queste le scoperte principali dello studio:

  • L’adozione della pubblicità programmatica da parte del B2B si trova in momento cruciale. Il 65% dei marketer coinvolti nel sondaggio ha indicato di star usando gli strumenti data-driven. Circa il 70% di loro ha dichiarato che nel 2017 aumenterà la propria spesa sul canale, con il 22% che pianifica di incrementare gli investimenti oltre il 25%. Solo il 3% ha dichiarato che stanzierà delle somme inferiori.
  • Il targeting è la prima sfida che i marketer B2B individuano nel Programmatic. È difficile connettere i bisogni di vendite account-based del B2B con più ampie campagne di marketing digitale. Inoltre, gli operatori richiedono fonti di dati che non solo identifichino accuratamente le figure chiave nei processi decisionali di business, ma che siano anche in grado di raggiungerli attraverso differenti canali e dispositivi.
  • Le metriche relative alle vendite sono utilizzate per misurare il successo. Le conversioni e le lead sono stati due dei più importanti KPI per il Programmatic indicati dai dai marketer B2B.

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