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Acxiom potrebbe presto vendere LiveRamp. Oracle, Adobe e AT&T tra i potenziali acquirenti

Dopo la vendita della divisione Marketing Solutions a IPG, Acxiom potrebbe a questo punto mettere sul mercato anche l’altro pezzo pregiato della casa, la società specializzata in raccolta di dati e identity matching LiveRamp.

Come ha osservato Elgin Thompson di Digital Capital Advisors, questo sembra infatti il momento giusto per estrarre il massimo valore dai potenziali acquirenti per una compagnia le cui soluzioni rientrano nell’ambito dell’attribuzione e del marketing people-based.

Ma chi potrebbe essere interessato a fare un’offerta per LiveRamp? La testata specializzata AdExchanger si è impegnata in un’analisi dei potenziali acquirenti.

Tra questi ci sarebbe Oracle, che con LiveRamp arricchirebbe in modo notevole la sua piattaforma Oracle Data Cloud, già tra le più complete del mercato grazie ad asset come Moat e Datalogix. La compagnia americana dovrebbe però fare i conti il probabile interesse dei competitor Adobe (che del resto ha con LiveRamp una lunga storia di collaborazioni e prodotti sviluppati in comune) e Salesforce.

Non solo: oltre alle fondi di investimento e alle compagnie di Equity, sempre molto interessate a questo genere di operazioni, specie quando si tratta di società quotate – come è LiveRamp – nella partita potrebbe entrare anche AT&T, che dopo la recente acquisizione di AppNexus potrebbe preparare un altro colpo all’interno del settore ad tech.

Nessuna delle holding della comunicazione sarebbe invece, allo stato attuale, un compratore realistico, secondo la testata americana.

Adobe rilascia nuovi strumenti pubblicitari per l’industria dei viaggi

L’Adobe Experience Cloud si arricchisce di nuove funzioni dedicate agli operatori dell’industria turistica.

Al fine di aiutare i marchi a tracciare i viaggiatori lungo i punti di contatto, sono state implementati un’integrazione tra Audience Manager all’interno dell’Experience Cloud e Analytics Cloud e un potenziamento nelle misurazioni. L’Advertising Cloud consente ora una più semplice personalizzazione della pubblicità, basata su dati come cronologia degli acquisti, stato dei programmi di lealtà e azioni online.

La società ha spiegato che una catena di hotel sarà in grado di personalizzare un annuncio basato basandosi sullo stato di un programma lealtà di un potenziale viaggiatore e poi erogare pubblicità differente una volta che il viaggiatore è uscito dall’hotel.

Advertising Cloud ha inoltre annunciato che è ora in grado di targettizzare annunci audio da 90 secondi sulle stazioni di Tune-In, il servizio di streaming audio live, a seconda del tipo di dispositivo, come gli altoparlanti intelligenti, oltre che per tipologia di stazioni o segmento multiculturale.

Adobe lancia Attribution IQ, nuovo strumento per l’attribuzione multicanale

In un’epoca in cui il customer journey è sempre più frammentato tra mezzi e canali diversi, misurare l’efficacia del singolo punto di contatto e attribuire ad esso il giusto valore nella conversione dell’utente è sempre più difficile. E i metodi normalmente utilizzati sono spesso poco affidabili, in quanto poco rispondenti alla situazione media attuale.

Proprio per venire incontro all’esigenza delle aziende di avere metodi di attribuzione realmente efficaci, utili per prendere decisioni media più accurate e ponderate, Adobe ha lanciato un nuovo strumento all’interno della sua Analytics Cloud: Attribution IQ. La soluzione, annunciata all’apertura del Festival Internazionale della Creatività di Cannes, il 18 giugno, “consente ai brand di non fare più affidamento ai soli metodi first-touch (come una ricerca o la prima visita a un sito) e last-touch (il click di conversione), per meglio incontrare i bisogni di comprensione del comportamento dell’utente moderno”, spiega Trevor Paulsen, senior product manager di Adobe Analytics in un blog post ufficiale.

Attribution IQ offre infatti un set di ben 10 modelli (di cui uno customizzabile) per catturare i differenti modi in cui i consumatori sono influenzati dalla pubblicità “ed è la sola soluzione sul mercato che consente di conoscere in profondità [le performance di] specifiche campagne, prodotti o promozioni interne – prosegue il manager -, dando il giusto valore all’impatto di canali come social e mobile e allo stesso tempo mostrando come esso differisca in base ai singoli utenti, prodotti e creatività. Invece di vedere solo la prima o l’ultima scena di un film, le aziende potranno ora accedere all’intera storia“.

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Lo strumento sarà disponibile all’interno dell’Analysis Workspace di Adobe Analytics, consentendo alle aziende di visualizzare l’interno customer journey e tutti i punti di interazione tra brand e utente. In ultima istanza, dunque, contribuirà ad offrire un’immagine più veritiera dell’intero customer journey dell’utente, includendo vari modelli di attribuzione. Tra questi, i clienti potranno scegliere quello che più si confà al proprio brand e al relativo, specifico, ciclo di vendita.

Adobe arricchisce così la propria offerta di strumenti per marketing e analytics, un’area ancora piccola all’interno del business della società, ma su cui il player sta puntando ultimamente parecchio (anche con la recente acquisizione della piattaforma ecommerce Magento). Nel secondo trimestre dell’anno fiscale 2018, la divisione Experience Cloud – cui fanno capo queste attività – ha fruttato 586 milioni di dollari, su 2,2 miliardi di fatturato complessivo.

Adobe batte le attese nel Q2 dell’anno fiscale 2018: fatturato a 2,2 miliardi di dollari

Mentre Adobe continua a mettere a segno performance finanziarie positive, Pinterest annuncia delle novità per il suo programma Marketing Partners, e Havas Group potenzia il proprio network consulenziale con un importante investimento. Ne parliamo oggi nella nostra rassegna.

Adobe batte le attese nel Q2 dell’anno fiscale 2018: fatturato a 2,2 miliardi di dollari

Adobe batte le attese degli analisti coi suoi dati finanziari relativi al secondo trimestre dell’anno fiscale 2018. La società ha raggiunto un fatturato di 2,2 miliardi di dollari nel trimestre, in crescita del 24% anno su anno. Un giro d’affari in crescita su tutte le principali linee di business della compagnia, anche se come sempre la maggior parte dei ricavi proviene dalle attività digital media, che includono le unit Creative Cloud e Document Cloud e che hanno fruttato 1,55 miliardi di dollari, di cui 1,30 miliardi solo da Creative Cloud. La società, però, guarda ora a nuovi business, come quelli di marketing, analytics e pubblicità, che all’interno della sua offerta fanno capo alla divisione Experience Cloud: un’area che nel trimestre ha fruttato 586 milioni di dollari, e che Adobe punta a rafforzare anche attraverso la recente acquisizione della piattaforma di ecommerce Magento. Leggi di più su Business Insider.

Pinterest amplia il programma Pinterest Marketing Partners con 7 piattaforme per la creatività

Pinterest aggiunge un nuovo segmento al suo programma Pinterest Marketing Partners, che adesso proporrà alle aziende anche sette piattaforme per la fornitura di elementi creativi per le campagne sul social. I “Creative Pinterest Marketing Partners” sono Popular Pays, QuickFrame, Shutterstock Custom, Social Native, Vidmob, Vidsy e The Online Studio. Ognuna di loro ha costruito una API di Pinterest che consente agli inserzionisti di sfruttare asset di sviluppo creativo e strumenti ad hoc per la creazione di campagne sull’app. Leggi di più su Marketing Land.

Havas Group potenzia il suo network consulenziale con un investimento di 100 milioni di dollari

Havas Group punta a potenziare il suo braccio di consulenza corporate e di comunicazione finanziaria AMO Network con un investimento di 100 milioni di dollari nei prossimi 5 anni. Il capitale verrà utilizzato per far crescere il network in Europa, negli Stati Uniti e in Cina. Il gruppo, nato nel 2001 dalle agenzie di comunicazione finanziaria di Havas Group a Londra, New York e Parigi, è attualmente un network internazionale di consulenza strategica, presente in 51 Paesi con un team di 1200 dipendenti. Intanto Havas Group ha contribuito anche a un rafforzamento del suo organico, con l’arrivo nella squadra di Neil Bennett, CEO di Maitland a London, e di Tom Johnson, CEO di Abernathy MacGregor a New York. Leggi di più su The Drum.

Migliori dati e metriche comuni: ecco quello di cui ha bisogno oggi la TV in Europa

Nuovi progetti sul fronte dati e nuove metriche: è quello di cui ha bisogno oggi la tv in Europa, secondo i professionisti di questo mezzo.

E’ quanto rivela un consorzio nato pochi mesi fa e di cui fanno parte la società di ricerche e consulenza britannica MTM London, Adobe, Sky, TV Beat (attiva in campo dati) e Alphonso (specializzata in analytics). Il gruppo ha condotto il suo primo studio sulle sfide che l’industria televisiva si trova attualmente ad affrontare in Europa e sui cambiamenti del mezzo richiesti dagli inserzionisti, indagando il punto di vista di manager televisivi in UK, Italia, Francia, Germania e Olanda.

Secondo la ricerca, se il valore della pubblicità televisiva raggiunge quasi i 20 miliardi di euro all’anno nei 5 mercati, in Italia si è registrato un calo del 5% della visualizzazione giornaliera di tv lineare, percentuale che sale al 6% in Olanda e al 9% in UK. Cambiamenti nel consumo che si fanno sempre più pressanti e che richiedono, secondo gli intervistati, maggiori sforzi sul fronte dati e su quello delle metriche.

«L’industria televisiva in Europa sta sperimentando un periodo di forte cambiamento, con una visualizzazione televisiva sempre più ampiamente distribuita e frammentata, e con la caduta delle barriere di entrata nel settore – spiega Jon Watts, co-fondatore e direttore di MTM London -. C’è un diffuso consenso nei principali mercati europei che sia necessario fare qualcosa. I broadcaster hanno sempre più bisogno di sfruttare i dati per supportare e far crescere il loro business, creare nuovi prodotti, migliorare il targeting e utilizzare dati e analytics di marketing per migliorare i loro servizi televisivi multi-piattaforma. Siamo fiduciosi che il mercato cambierà col tempo, ma c’è chiaramente molto da fare».

Dallo studio sono emerse in particolare cinque priorità per il mercato televisivo.

Innanzitutto l’esigenza di segmenti pubblicitari e caratteristiche di targeting comuni su diversi bacini di spazi pubblicitari televisivi, per offrire una maggiore scalabilità agli inserzionisti.

Secondariamente, che i dati sulle audience del mezzo forniscano dei modelli di consumo esaustivi e verificati in maniera indipendente.

Terzo, nuovi dati e metriche (e prodotti associati) capaci di portare in tv nuove categorie di inserzionisti, come PMI, aziende locali o imprese con obiettivi a performance.

Ancora, principi e metodi per unificare la misurazione dell’efficacia pubblicitaria, assicurando la comparabilità tra diversi studi e lo sviluppo congiunto di strumenti di attribuzione.

Infine, nuove metriche in aree come la viewability (lo studio fa riferimento, ad esempio, al 100% della visibilità per l’intera durata di un video) e la brand safety per sottolineare la qualità e il valore unici del mezzo televisivo.

Cinque punti che fanno pensare anche ad un utilizzo più marcatamente data-driven della tv, ed a modalità di vendita pubblicitaria orientate al programmatic. Intervistato da Campaign in occasione della pubblicazione del report, il Managing Director di Adobe Cloud EMEA Philip Duffield ha spiegato che, per l’appunto, «dal punto di vista di Adobe, il Programmatic TV è l’ultimo baluardo per noi, particolarmente in Europa».

Un settore che ad Adobe ha già fruttato parecchio oltreoceano: dal lancio nel 2014 delle sue prime soluzioni di programmatic TV negli Stati Uniti ad oggi, 2014, l’offerta della società è aumentata fino a raggiungere il 20% del suo fatturato complessivo. E i trend lasciano intendere ulteriori crescite nel prossimo futuro. «Stiamo avendo difficoltà a lanciarla in Europa, ed è per questo che il consorzio ci è utile. Abbiamo bisogno di scoprire quali sono i punti dolenti».

Adesso, l’obiettivo del consorzio è quello di attivare una maggiore collaborazione tra gli operatori del mercato, sia da un punto di vista dei dati che di broadcasting e di tecnologie pubblicitarie.

Adobe acquisisce una startup specializzata in pubblicità video

Oggi nella nostra rassegna le ultime novità di Adobe, Microsoft e Apple.

Adobe acquisisce una startup specializzata in pubblicità video

Adobe ha acquisito Uru, una società di computer vision che aiuta le aziende a capire come inserire pubblicità all’interno di video. Il software dell’azienda, in particolare, riconosce il contenuto di un filmato e inserisce in maniera dinamica loghi o altro tipo di pubblicità adattandola sia al tipo di contenuto mostrato che all’aspetto del video. Il team di Uru lavorerà all’interno di Adobe Sensei, il gruppo che riunisce tutte le attività di Adobe nel campo dell’Intelligenza Artificiale. Leggi di più su Venture Beat.

Microsoft al lavoro per portare la pubblicità sul suo Personal Shopping Assistant

Il Personal Shopping Assistant di Microsoft avrà presto un’offerta dedicata agli inserzionisti. L’app, introdotta sul mercato un anno fa come estensione di Chrome, e poi ampliata anche ad altri browser, consentente ai consumatori di mettere a paragone informazioni su veri rivenditori, tracciando gli acquisti, ricordando i prodotti ricercati e conservando prezzi, opinioni e commenti. Un team di ricerca e sviluppo è attualmente al lavoro per mettere in piedi all’interno dello strumento delle opzioni pubblicitarie per i retailer. Leggi di più su MediaPost.

Anche Apple nell’arena della realtà virtuale

Un altro player entra nel mercato dei sistemi per la realtà virtuale. E’ Apple, che secondo indiscrezioni starebbe lavorando a un visore molto più potente di quelli esistenti sul mercato, dotato di display ad alta risoluzione capace anche di supportare immagini in realtà aumentata. Il suo lancio sarebbe previsto nel 2020. Leggi di più su Business Insider.

Adobe lancia un programma di certificazione sull’utilizzo della sua DMP

Spotify, Adobe e GroupM protagonisti della nostra rassegna di oggi.

Adobe lancia un programma di certificazione sull’utilizzo della sua DMP

Adobe ha lanciato un nuovo programma di certificazione insieme a Digitas, dedicato all’utilizzo della sua DMP e aperto sia ai partner della società che al pubblico. L’esame, che consentirà di determinare se i partecipanti possiedono le competenze necessarie per gestire la piattaforma dati, è volto a semplificare e standardizzare il processo di ricerca di esperti nell’uso di Adobe Audience Manager. Leggi di più su MediaPost.

Spotify, dopo la quotazione un maggiore focus sulla pubblicità?

Adesso che Spotify si è quotata in Borsa, aziende e agenzie si aspettano che l’app ponga un maggiore focus sul suo business pubblicitario. Nonostante la società di streaming musicale abbia rapidamente messo a punto una fiorente offerta adv, da settembre arricchita da una piattaforma self-service in programmatic, la sua maggiore forza rimane ancora la versione dell’app “ad-free” in abbonamento, da cui arriva la maggior parte dei suoi ricavi. Adesso il mercato attende un maggiore bilanciamento tra le parti. Leggi di più su Digiday.

GroupM, Irwin Gotlieb lascia il ruolo di chairman globale

Irwin Gotlieb lascia il ruolo di chairman globale di GroupM, passando a una posizione di senior advisor in WPP. Gotlieb, veterano della comunicazione, è stato CEO di GroupM dalla fondazione della divisione media nel 2003 fino al 2012, quando ha assunto il ruolo di Chairman globale. Dopo aver fondato MediaVest nel 1993, il manager si è poi unito alla squadra di WPP nel 1999 come primo ceo globale di Mindshare, per poi occuparsi del lancio di GroupM nel mondo. GroupM continuerà ad essere guidata da Kelly Clark, global chief executive della società dal 2016. Leggi di più su Campaign.

Da Adobe nuovi strumenti pubblicitari per editori e aziende

Novità in arrivo per le aziende e gli editori che utilizzano Adobe per le loro strategie pubblicitarie. In occasione del suo Summit di Las Vegas, la società ha annunciato infatti una serie di nuovi strumenti che andranno ad arricchire l’offerta della DMP Audience Manager e della suite Advertising Cloud.

Si parte da un nuovo strumento dedicato agli editori: Audience Manager Reporting for Publishers. Un tool di reportistica, costruito all’interno della DMP Audience Manager della società, creato per unificare dati di tipo comportamentale come click a ricerche e display ai dati di prima parte di un editore, in modo da arricchire così il patrimonio di informazioni sui lettori e dare più valore agli spazi pubblicitari.

Utilizzando questo strumento, ad esempio, i publisher potranno inserire i loro cluster comportamentali all’interno della DMP e associarli a informazioni di tipo demografico, individuando così quali contenuti sono stati visti da giovani tra i 18 e i 25 anni e mettendoli a paragano con altre fasce d’età.

Le novità di Adobe Advertising Cloud

Audience Manager Reporting for Publishers non è la sola novità annunciata da Adobe, che a Las Vegas ha presentato, tra le novità di prodotto, anche svariati arricchimenti per la sua Advertising Cloud.

La società ha presentato infatti Advertising Cloud Creative, una nuova piattaforma self-service per la creazione di annunci che va ad ampliare in maniera significativa l’offerta di Dynamic Creative Optimization (DCO) di Adobe. Su Advertising Cloud Creative saranno automaticamente disponibili gli elementi creativi presenti su Adobe Creative Cloud e le aziende potranno utilizzarli in completa autonomia per modificare o ottimizzare in itinere i loro annunci, senza bisogno di coinvolgere nuovamente l’agenzia o fare re-trafficking.

Su Advertising Cloud arrivano inoltre nuove funzioni volte a facilitare l’integrazione di mezzi e canali all’interno delle strategie di acquisto pubblicitario, grazie a una più ampia integrazione con Adobe Analytics Cloud. Grazie alla possibilità di usufruire del nuovo Adobe Experience Cloud Device Co-op – un programma che consente ai brand partecipanti di unire le forze per identificare in maniera più precisa i loro consumatori sui vari touch point digitali -, inoltre, le aziende avranno ora a disposizione un device graph indipendente per raggiungere i loro consumatori indipendentemente dal dispositivo che essi stanno usando. Altre nuove funzioni permetteranno anche di effettuare una migliore misurazione dell’attribuzione o sfruttare metriche di brand sulla demand-side platform (DSP) per prendere decisioni di acquisto più informate.

Non da ultimo, Advertising Cloud includerà adesso nuove funzionalità alimentate da Adobe Sensei, il framework di intelligenza artificiale e machine learning della società.

Da Microsoft una nuova soluzione per la customer experience del settore vendite

In occasione della Microsoft Digital Week, Microsoft presenta, insieme a Capgemini Italia, la nuova piattaforma integrata basata sulle soluzioni Dynamics 365 Customer Engagement e Adobe Campaign, che consente ai rivenditori di gestire tutta la catena di valore del customer journey, dalla definizione della campagna marketing fino all’analisi del sentiment online degli acquirenti.

Sviluppata da Microsoft e Capgemini in collaborazione con Adobe, è la prima soluzione integrata end-to-end per il comparto moda e commercio presentata in Italia. Consente di svolgere da un’unica piattaforma tutte le operazioni necessarie per gestire, monitorare e analizzare l’esperienza d’acquisto dei clienti, nell’ambito di un approccio omni-canale.

Il prodotto, si legge nella nota, mira a creare un’esperienza d’acquisto più fluida, che garantisca maggior engagement della clientela nell’arco di tutto il customer journey, e unisce la capacità di Capgemini di declinare le più innovative tecnologie del momento sui diversi settori, con le soluzioni Microsoft e Adobe più performanti per quanto riguarda la customer relationship, il campaign management e il marketing di prodotto.

Attraverso la piattaforma è possibile definire la campagna marketing e il target, sfruttando le informazioni che riguardano i clienti e selezionando i corretti strumenti e canali attraverso i quali coinvolgerli. Permette poi di coordinare il flusso di informazione tra cliente e retail advisor, fornendo informazioni in modalità multi device e gestendo le diverse modalità d’acquisto – online o in negozio. La piattaforma finalizza anche le fasi conclusive dell’esperienza d’acquisto, gestendo la consegna del prodotto, che può essere inviato a casa o ritirato presso il punto vendita. Oltre a queste operazioni, permette anche l’analisi del sentiment post-vendita, andando a monitorare online il commento dei clienti, in modo da raccogliere importanti insights in grado di rendere più efficace il processo d’acquisto.

“Il Retail rappresenta un settore strategico per la competitività del Paese e siamo orgogliosi di far squadra con due partner che vantano grande expertise in questo ambito, quali Capgemini e Adobe, per proporre una soluzione integrata a supporto delle aziende del mondo della distribuzione e della moda. Anche grazie alle funzionalità intelligenti di CRM della piattaforma cloud Dynamics 365 Customer Engagement, sarà sempre più possibile consolidare la relazione con i clienti, inaugurando forme di interazione più personalizzate e migliorando la shopping experience”, spiega Massimiliano Ortalli, Direttore della Divisione Team Vendita Specializzata di Microsoft Italia.

Adobe punta sul search marketing con una nuova piattaforma

Adobe ricostruisce la sua offerta dedicata al Search marketing, dedicandole una piattaforma dedicata: Adobe Advertising Cloud Search, parte di Adobe Experience Cloud.

Si tratta di una piattaforma automatizzata, creata per consentire alle aziende che pianificano campagne search di prendere decisioni più informate sulla base dei miliardi di data point che di solito vengono considerati per annunci di questo tipo, dalle migliaia di keyword a parametri come localizzazione, dispositivo e parte del giornata. E, in ultima istanza, di far risparmiare tempo alle aziende ed aumentare il loro ROI.

Di fatto, Adobe Advertising Cloud Search semplifica il processo di applicazione dell’audience targeting al search marketing, anche grazie all’utilizzo di Sensei, il framework di intelligenza artificiale e machine learning di Adobe. Utilizzando le metriche di engagement granulari di Adobe Analytics e i segmenti di pubblico di Adobe Audience Manager e Adobe Campaign, Adobe Advertising Cloud Search sfrutta l'”intelligenza” di Sensei per offrire utili informazioni per l’ottimizzazione, la simulazione e il forecasting delle aste.

La piattaforma ha anche una nuova interfaccia utente, costruita da zero per assicurare facilità di utilizzo e rendere i flussi di lavoro più efficienti ed efficaci.

Adobe Advertising Cloud Search è già disponibile con le nuove funzioni a livello globale.