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Adobe, in arrivo nuove funzioni per facilitare la personalizzazione di contenuti e servizi

Adobe ha annunciato l’arrivo, nelle prossime settimane, di alcune nuove funzioni di Adobe Target, lo strumento di personalizzazione di Adobe Experience Cloud, volte ad aiutare i clienti ad ottenere “personalizzazione più velocemente e facilmente in tutti i punti di contatto e di interazione con i visitatori”, spiega la società in un blog post.

Tra i miglioramenti, un nuovo tool per i correlati, l’algoritmo “Recommended for you“, che sfrutta caratteristiche del profilo dell’utente e dati storici rilevanti per tagliare su misura le recommendation, mentre solitamente si fa affidamento solo ai comportamenti più recenti o agli ultimi prodotti visti/acquistati.

A disposizione dei clienti della piattaforma anche nuovi strumenti per le app mobile, come tutorial, campioni di codici e applicativi, e consigli sulla personalizzazione.

Adobe lancerà anche una serie di nuovi SDK lato server e lato client, che ad esempio faciliteranno i brand nella personalizzazione di contenuti, prodotti, design e messaggi, utilizzando editor visuali, o offriranno una maggiore personalizzazione tecnica laddove gli sviluppatori necessitino di supporto.

Novità, infine, anche sul fronte informativo, grazie alla messa a disposizione di best practice attraverso il gruppo Adobe Experience League, e su quello di privacy e sicurezza.

Adobe lancia un nuovo tool di analytics che mette insieme diverse fonti di dati

Adobe ha annunciato il lancio di un nuovo strumento di analytics, che consente ai suoi clienti di lavorare direttamente con i dati del customer jorney per migliorare le esperienze online degli utenti.

Lo strumento risponde all’esigenza di mettere insieme dati provenienti da varie fonti: il “percorso del consumatore” infatti implica il coinvolgimento di diversi punti di contatto e, di conseguenza, fonti di dati, dai bacini di insight dei brand al CRM ai punti vendita. La nuova soluzione di Adobe mette insieme tutte queste informazioni all’interno della piattaforma per l’analisi dei dati annunciata un paio di mesi fa.

In un certo senso, funzionerà come Photoshop: consentirà infatti di creare diversi “livelli” di dati offline, online e di terze parti, stratificandoli per avere una visione completa di come i consumatori interagiscono con le aziende. Queste potranno utilizzare il tool per analizzare nuovi gruppi di informazioni come quelle provenienti dai negozi, ma anche per mettere a paragone segmenti di consumatori, analizzare i loro comportamenti e scoprire percorsi particolarmente performanti.

Il prodotto sarà disponibile a partire dal prossimo mese.

Google blocca l’accesso della DSP di Adobe al suo ad exchange in Europa

Google ha bloccato l’accesso della DSP di Adobe al proprio ad exchange in Europa, a seguito del possibile coinvolgimento della piattaforma di acquisto nella diffusione di una forma di malvertising. Lo riporta AdWeek.

Questo significa che gli inserzionisti europei non potranno per il momento utilizzare la DSP di Adobe per acquistare inventory pubblicitarie su Google Ad Manager, tra i più ampi e utilizzati bacini di spazi adv. Alla base della decisione di Big G ci sarebbero preoccupazioni sul fatto che la piattaforma possa aver collaborato alla diffusione di una forma di malvertising nota come “eGobbler”. La decisione non inficia i mercati americani e asiatici.

La notizia, e la sua sua possibile causa, sono state confermate alla testata americana da Phil Duffield, managing director EMEA di Adobe Advertising Cloud, il quale ha dichiarato che il posto di Adobe EMEA nell’ad exchange di Google è stato “temporaneamente messo in pausa” dopo che è stato notato che un annuncio di uno dei suoi clienti statunitensi reindirizzava gli utenti a un URL inaspettato. Un problema a cui Adobe avrebbe già posto rimedio.

“Adesso stiamo lavorando con Google per mettere a punto ulteriori misure per assicurare che ciò non capiti più, e riattivare rapidamente il nostro posto su AdX“, ha aggiunto il manager.

Dal canto suo Google, in una nota di raccomandazione pubblicata sul sito guida di Google Ad Manager, sottolinea il proprio impegno nel prevenire la diffusione di malware sulle proprie piattaforme: “ogni buyer autorizzato sui cui annunci verrà individuato malware sarà sottoposto a una sospensione di minimo tre mesi”.

ROI o esperienza degli utenti? Le priorità dei professionisti del marketing in uno studio Adobe

Quando si parla di migliorare il proprio business, i professionisti del marketing non sono concordi nello stabilire quelle che sono per loro le principali priorità a livello strategico. Lo rivela uno studio di Adobe.

Secondo i dati della ricerca “2019 Digital Trends: Advertising in Focus” della società, che ha coinvolto circa 800 professionisti del marketing, per il 46% la principale priorità per il proprio business è dimostrare il ROI, mentre per il 42% è una migliore segmentazione e coinvolgimento del pubblico, e per il 40% è aumentare l’efficienza dei canali di comunicazione.

Sembrerebbe che in molti, dunque, tenderebbero a propendere per tematiche legate all’ottenimento di risultati di business immediati e tengibili, tuttavia non è (solo) così. Circa un quarto dei rispondenti (23%) ha stabilito come prioritario realizzare attività di marketing data-driven capaci di parlare a singoli individui, e un altro 64% la necessità di gestire al meglio contenuti e user experience per costruire fedeltà e fiducia nei consumatori. Dunque, strategie più legate all’esperienza dei consumatori ed al rapporto con essi.

Al di là di queste differenze di pareri, tuttavia, dalla ricerca emerge come alla base del successo di una strategia di marketing ci sia sempre non solo la capacità di unire dati e insight sui consumatori con le giuste strategie di segmentazione pubblicitaria, ma anche di associare tutto questo a creatività efficaci e personalizzate.

«La corsa alla personalizzazione delle esperienze dei consumatori ha visto i brand fare affidamento più fortemente sugli analytics e sulle strategie di programmatic – ha spiegato Philip Duffield, managing director EMEA di Adobe Advertising Cloud -. E sebbene entrambi siano estremamente importanti, il mercato si trova a doverli necessariamente bilanciare con gli aspetti più legati alla creatività. Chi riesce a radicare le proprie campagne in una profonda e intelligente conoscenza del pubblico, e unire poi questi aspetti con contenuti coinvolgenti in tempo reale attraverso i giusti canali, otterrà rilevanza e personalizzazione in maniera scalabile».

Adobe lancia la suite Commerce Cloud, che connette i dati ecommerce con l’adv

Oggi nella nostra rassegna le ultime news da Adobe, Xandr e Tealium.

Adobe lancia la nuova suite Commerce Cloud, che connette i dati ecommerce con l’adv

Adobe ha lanciato una nuova suite di prodotti cloud. Si chiama Adobe Commerce Cloud, ed è la quarta suite cloud della società, dopo Experience, Advertising ed Analytics. Al centro della sua offerta c’è la piattaforma ecommerce Magento, acquisita lo scorso anno da Adobe e ora integrata con gli altri prodotti cloud della società. Tra le capacità della nuova suite, quella di connettere i dati ecommerce con i prodotti pubblicitari, grazie a cui sarà possibile, ad esempio, ottimizzare il targeting e l’attribuzione sulla base delle transazioni ecommerce. La piattaforma conterrà anche una tecnologia per la gestione delle vendite e della pubblicità su Amazon e Google Shopping. Leggi di più su AdExchanger.

Xandr (AT&T) lancia un marketplace di editori video premium

Xandr, la divisione ad tech di AT&T, ha annunciato la creazione di Community, un marketplace di editori video premium cross-piattaforma, che comprende inventory da ambienti OTT, Connected Tv, digital e mobile e che potrà sfruttare i segmenti di audience della società, costruiti sui dati di prima parte di AT&T. Tra i primi partecipanti al network ci sono WarnerMedia, Vice, Hearst Magazine, e altre property owned-and-operated di AT&T, come Directv Now e AT&T WatchTV. Leggi di più su Digiday.

Tealium raccoglie 55 milioni di dollari di nuovi investimenti

Tealium, società californiana specializzata nella gestione dei dati e nella digital identity, ha ottenuto un nuovo corposo round di finanziamenti: 55 milioni di dollari, provenienti da un pool di investitori guidati dalla Silver Lake Waterman. Tealium ha raccolto fino ad ora più di 160 milioni di investimenti. Il nuovo capitale verrà utilizzato per accelerare lo sviluppo dei prodotti, soprattutto nell’ambito delle customer data platform, rendere più scalabili le attività di go-to-market dell’azienda, ed espandere il suo sistema di data integration. Leggi di più su VentureBeat.

Anche Adobe ha la sua CDP: disponibile a livello globale la nuova Experience Platform

Adobe ha annunciato la disponibilità globale della Adobe Experience Platform, una piattaforma per la gestione in real-time della customer experience.

Si tratta di uno strumento aperto ed estensibile, che mette insieme dati provenienti dai vari canali di un’azienda e li attiva, consentendo, grazie all’utilizzo della piattaforma di intelligenza artificiale e machine learning Sensei di Adobe, una profilazione dei clienti in tempo reale per la creazione di esperienze personalizzate.

Tra i primi utilizzatori della piattaforma, nella sua fase beta, ci sono grandi nomi come Verizon Wireless, Sony Interactive Entertainment e i retailer americani Best Buy e The Home Depot.

Ecco come funziona. Adobe Experience Platform raccoglie e processa decine di milioni di dati al secondo provenienti da molteplici fonti, e li organizza in segmenti che Adobe chiama Experience Data Models (XDM). Le aziende potranno utilizzare la piattaforma per attivare informazioni attraverso tutte le soluzioni di Adobe Experience Cloud e, in più, potranno importare i loro dati proprietari provenienti da Enterprise Resource Planning (ERPs), Customer Relationship Management (CRMs) e altre fonti.

«Risolvere le sfide di oggi sui dati richiede un’architettura cloud-based e molto scalabile, con un ricco accesso agli insight e una profilazione dei consumatori in tempo reale supportata da AI e machine learning – ha spiegato Abhay Parasnis, executive vice president e CTO di Adobe -. Adobe Experience Platform è stata sviluppata per raccogliere, processare e attivare i dati in real time, consentendo alle imprese di erogare esperienze ricche e rilevanti ai loro consumatori».

La piattaforma, in aggiunta allo strumento Adobe Audience Manager, di fatto va a costituire una CDP nell’offerta della società, mettendo insieme dati conosciuti e sconosciuti per attivare profili di consumatori da vari canali del customer journey.

Indirizzare le campagne digitali in base alle performance dei retailer: l’esperimento di Coty

I protagonisti della nostra rassegna di oggi sono Coty, Adobe e Pinterest.

Indirizzare le campagne digitali in base alle performance dei retailer: l’esperimento di Coty

Coty, proprietario di brand di cosmesi come Rimmel e Max Factor, sta testando un nuovo strumento che analizza l’offerta ecommerce di alcuni retailer, valutando come performano in termini di vendite e marketing, per meglio indirizzare il traffico delle proprie campagne digitali. «Vogliamo essere sicuri che stiamo mandando il giusto traffico nei posti giusti», spiega Jamie Parker, e-commerce director della divisione Luxury di Coty. Il progetto, realizzato in partnership con la centrale media di riferimento dell’azienda Zenith, è al momento limitato al mercato UK, ma l’intenzione è di ampliarlo in futuro a livello globale. Leggi di più su The Drum.

Adobe Advertising Cloud Search supporterà anche le strategie di Smart Bidding di Google

Adobe Advertising Cloud ha annunciato un ampliamento della sua offerta Search, che da oggi comprenderà anche il supporto alle strategie di Smart Bidding di Google, nello specifico Target CPA (cost per acquisition) e Target ROAS (return on ad spend). Una novità che consentirà alle aziende di semplificare la reportistica e risparmiare tempo nei processi di ottimizzazione delle offerte d’asta. Leggi di più su MediaPost.

Pinterest: CPM più bassi per attirare gli inserzionisti

Pinterest, che da poco ha lanciato la sua offerta commerciale in Italia, a livello internazionale sta cercando di allargare il proprio parco pubblicitario, puntando in particolare ad attirare nuovi inserzionisti attraverso CPM più bassi. Nel 2018, il social ha generato 700 milioni di ricavi pubblicitari, in crescita del 50% rispetto all’anno precedente, e quest’anno è previsto un altrettanto significativo aumento del business, con un possibile superamento del miliardo di dollari nell’anno in cui la società diventerà pubblica. Leggi di più su Digiday.

Oracle scopre una massiccia operazione di ad fraud su mobile

Oggi nella nostra rassegna parliamo di un’operazione di ad fraud in-app scoperta da Oracle, del posizionamento “creatività+programmatic” di MediaMonks e di alcune novità dell’offerta Adobe che migliorano la personalizzazione delle esperienze online.

Oracle scopre una massiccia operazione di ad fraud su mobile

Oracle ha scoperto una massiccia operazione di ad fraud su mobile, che coinvolge centinaia di applicazioni su Android. Lo schema fraudolento, chiamato “DrainerBot”, consisteva nell’erogazione di annunci invisibili agli utenti, ma che assorbivano traffico dati e batteria. Tra le applicazioni coinvolte, software scaricati 10 milioni di volte, come “Perfect365” e “Draw Clash of Clans”, particolarmente popolari tra gli utenti. Le app contenevano codici volti al caricamento di annunci video mobile, che però risultavano invisibili agli utenti. Gli annunci apparivano su domini contraffatti. Leggi di più su MediaPost.

S4 Capital, ecco come il modello creativo di MediaMonks si integra con il Programmatic

MediaMonks è tradizionalmente stata focalizzata sulla produzione creativa scalabile, low-cost e di qualità, ma quando la sua capogruppo S4 ha acquisito a fine 2018 la società di programmatic MightyHive, la sua offerta si è ampliata anche alla pubblicità a performance. Oggi, le due aziende insieme offrono creatività, produzione e performance marketing in un unico team, invece che suddividere le competenze su più gruppi specializzati “a silos” come altre realtà. Di fatto creando un ambiente dove convivono, perfettamente integrati, programmatic e creatività. Leggi di più su AdExchanger.

Adobe aggiorna il suo strumento Target, per una migliore personalizzazione delle esperienze online

Adobe ha annunciato una serie di novità e aggiornamenti per Target, il suo strumento di marketing utilizzato per realizzare test A/B e multivariati per l’ottimizzazione delle esperienze digitali. La piattaforma include adesso un algoritmo di “rilevanza ponderata” che sfrutta l’intelligenza artificiale per migliorare la personalizzazione delle raccomandazioni; strumenti di reportistica migliorati e una nuova versione della sua soluzione “Personalization Maturity Model”. Leggi di più su MarTech Today.

Il mercato scommette sul mar-tech: nel 2018 le acquisizioni sono aumentate del 90%

«Le attività di Mergers and Acquisitions nel 2018 dimostrano che il grande panorama del mar-tech ha preso forma e che il 2019 vedrà le aziende passare dal facilitare l’incontro tra le tecnologie e la gestione del marketing all’effettiva integrazione nei sistemi d’impresa». A dirlo è Greg Paull, responsabile e co-founder di R3, commentando i risultati della ricerca 2018 sul M&A della società di consulenza.

Osservando le operazioni concluse nell’anno appena passato, R3 ha notato un aumento del 144% della spesa globale in fusioni e acquisizioni tra società di ambito pubblicitario; spesa che ha raggiunto la cifra di 33 miliardi di dollari nel 2018. Ma solo il 20% delle transazioni ha coinvolto holding, ora forse più concentrate a consolidare e riorganizzare i propri asset: l’unica società di questo tipo ad entrare nella top 5 dei player che hanno speso di più è IPG, al terzo posto dietro Adobe (il top global spender) e Alibaba, e seguita da AT&T e Accenture.

Ecco le principali operazioni del settore:

  • Adobe ha acquisito ad ottobre Marketo per 4,75 miliardi di dollari;
  • Alibaba ha comprato una quota minoritaria della società digital Focus Media a luglio, per 2,2 miliardi di dollari;
  • IPG ha acquistato a luglio il player martech Acxiom per 2,3 miliardi, ma nel corso dell’anno ha fatto anche altro shopping – la digital agency brasiliana Cappuccino, l’agenzia social londinese That Lot, ARC Public Relations e Hurrah Productions;
  • AT&T ha comprato AppNexus per 1,6 miliardi di dollari;
  • Accenture ha speso complessivamente 1,2 miliardi di dollari per 11 diversi acquisti.

Ampliando lo sguardo alla top 15 delle società che più hanno speso in fusioni e acquisizioni, troviamo altre holding pubblicitarie: Dentsu (7° posto, 970 mila dollari spesi), Omnicom (10°, 558 mila) e WPP (14°, 464 mila).

I settori più “richiesti”

Tra i settori che hanno visto più operazioni, c’è proprio quello del mar-tech e delle agenzie digitali full-service: nel 2018 gli acquisti in questi campi hanno registrato un aumento a livello globale, rispettivamente, del 95% e del 90%, mentre le acquisizioni di agenzie creative e media sono scese del 28% e del 30%. Secondo lo studio, è sceso anche il valore economico delle agenzie creative, -48%, mentre è aumentata la domanda di case di produzione. Balzo per le società di CRM: gli investimenti in player specializzati è cresciuto del 450%.

Adobe arricchisce la DMP Audience Manager. Tutte le novità

Adobe ha annunciato di aver arricchito la propria DMP Audience Manager con nuove funzionalità.

La prima è “Trait Exclusion“, che consente di escludere tratti comuni non di valore quando si creano modelli lookalike di pubblico. Normalmente, creare un modello lookalike significa individuare un segmento di potenziali clienti di un brand grazie alle caratteristiche in comune che questo ha con gli attuali consumatori della stessa azienda. Ma naturalmente, non tutti i tratti comuni tra i due gruppi possono effettivamente avere valore ai fini dell’individuazione di potenziali consumatori, ed anzi in alcuni casi possono provocare degli errori nel procedimento, falsandone il risultato: alcuni possono essere troppo generici, come le visite ad alcuni siti, e non riuscire a cogliere la “specificità” di un determinato pubblico; altri possono essere indesiderati; altri possono rischiare di essere non conformi alle leggi sulla privacy.

Grazie alla nuova funzione di Trait Exclusion all’interno del modello algoritmico della DMP, le aziende potranno rimuovere specifiche caratteristiche dai modelli di creazione delle audience lookalike, focalizzandosi così su quelle effettivamente determinanti. La funzione utilizza Sensei, la tecnologia di machine learning di Adobe, per una rimozione “intelligente”.

L’altra novità è invece l’arrivo su Audience Manager della reportistica del CPM delle impression a livello di segmenti, ossia la possibilità di misurare automaticamente le impression pubblicitarie per segmento di pubblico. Una novità che a detta di Adobe permetterà ai brand di attribuire meglio i costi alle varie sorgenti di dati per ogni determinata fetta di audience.

Infine, Adobe ha reso ora disponibile per tutti Data Explorer, la suite self-service all’interno di Audience Manager per l’organizzazione, l’analisi e l’attivazione di dati grezzi, finora in beta.